[Amarcord] John Tomac: io sono leggenda

[Amarcord] John Tomac: io sono leggenda


Dopo il successo della scorsa puntata della rubrica Amarcord, con la storia di Missy Giove, icona della MTB al femminile, torniamo a parlare di un altro personaggio che ha scolpito a caratteri cubitali il suo nome nella storia della Mountain Bike, o meglio, nella storia della bicicletta. Si tratta di John Tomac, il leggendario pioniere americano.

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John ha vinto molto nella sua storia di racer, ma quello che lo ha reso celebre, oltre alla sua tecnica e alla sua velocità, è stata senza ombra di dubbio la sua grande polivalenza e la trasversalità con la quale si è impegnato ai massimi livelli in ben 4 discipline contemporaneamente, vivendo praticamente sempre in sella per quasi 20 anni.

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Nasce in Michigan nel 1967 e nel 1975, a soli 7 anni e mezzo, inizia a calcare i primi campi gara in bicicletta, più precisamente in BMX. Negli anni a seguire si iniziano a manifestare le sue doti tecniche e atletiche, conquistando diversi titoli nello stato del Michigan. A 16 anni corre nel team factory Mongoose e vince il campionato nazionale di BMX Cruiser, che gli apre le porte alla carriera da professionista. Durante la stagione 1985 continua a correre con Mongoose come atleta professionista tra i privati, ma sarà l’ultima stagione che dedicherà al BMX.

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Nel 1986 infatti John Tomac si trasferisce in California per motivi di studio e lì comincia a conoscere meglio la Mountain Bike e ad appassionarsi a questa disciplina emergente. In questo periodo continua a partecipare a qualche gara di BMX ma la nascente passione per la MTB lo porta a iscriversi anche a qualche corsa di Mountain Bike. La scintilla è scoccata!

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A John piaceva il BMX ma nella Mountain Bike ha trovato quello che gli mancava nella BMX Cruiser: la lunghezza delle gare. John infatti avrebbe gradito stare in sella più a lungo in una competizione rispetto ai veloci giri di pista tipici del BMX e la MTB poteva soddisfare questo suo desiderio. Fa subito il suo ingresso nelle competizioni di Mountain Bike come pro rider, sempre legato al marchio Mongoose. Data la lunghezza delle gare e la differente preparazione atletica necessaria per questa nuova disciplina, John inizia ad allenarsi molto anche su strada e la voglia di competere anche in questa disciplina non tarda a nascere nel supercompetitivo ragazzo del Michigan. Inizia quindi a dividersi tra gare di BMX, Mountain Bike e BDC.

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La stagione successiva, nel 1987, Tomac abbandona definitivamente il BMX per dedicarsi esclusivamente a quella che si è reso conto essere la sua passione più grande, ovvero la Mountain Bike, ma continua a prendere parte a qualche gara di BDC, che continua a reputare solo un mezzo per allenarsi alla MTB. L’impegno nella preparazione atletica e le sue capacità tecniche lo premiano con numerosi ottimi piazzamenti in ambito nazionale, tra cui 3 vittorie nel circuito nazionale di Cross Country. Mongoose produce una bici John Tomac Signature Edition dedicata al giovane astro nascente.

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Nel 1988 John fa incetta di titoli nel circuito NORBA (National Off-Road Bicycle Association), il circuito di Mountain Bike statunitense. Si impone nelle gare di Cross Country, Dual Slalom e Downhill, vincendo la overall nel Cross Country e nel Dual Slalom e portando a casa il titolo di campione di circuito combinato, ovvero la somma dei punti delle 3 discipline. Nel contempo continua a correre in BDC e lo stesso anno consegue la vittoria nel USCF National Criterium Championship.

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Nel 1989 vince ancora la overall del circuito combinato NORBA, facendo però l’en plain, vincendo anche il titolo nella specialità Downhill. Inizia a viaggiare molto anche in Europa per prendere parte ad alcune gare nel vecchio continente, sia su BDC che su MTB. Conquista la leadership nel Cross Country anche nel campionato europeo e in quello tedesco.

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Il 1990 segna una svolta importante nella carriera di John Tomac. Entra a far parte del team Yeti per la Mountain Bike e nel contempo viene ingaggiato dal 7-Eleven Pro Team per correre su strada. Si trasferisce quindi per gran parte della stagione in Europa, più precisamente in Belgio, per seguire le principali competizioni europee di BDC, tra cui il Giro delle Fiandre, il Giro d’Italia e la Paris-Roubaix. La sua vita da atleta diventa frenetica e il suo programma stagionale prevede un calendario composto solo da allenamenti, gare e viaggi in aereo per seguire sia le competizioni europee che quelle statunitensi. Per il terzo anno consecutivo vince il titolo combinato del circuito NORBA, pur non riuscendo ad aggiudicarsi nessun titolo di specialità.

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Il 1990 è anche l’anno zero degli UCI World Championships che vengono disputati nella mecca della MTB di quel periodo: Durango, in Colorado. John resta nella memoria degli appassionati di MTB (e non solo) per la sua Yeti C-26, una bici ancora in versione prototipo con tubazioni in carbonio innestate su tubi di acciaio e foderi del carro completamente in acciaio, equipaggiata con manubrio da BDC e ruota posteriore Tioga Disk Drive. Con la stessa bici ha corso sia la gara di Cross Country, chiudendo in 6ª posizione, che la gara di Downhill, dove ha ottenuto il 4° posto.

Nel 1991 Tomac lascia Yeti per correre con bici Raleigh, marchio che per celebrare il suo ingresso nel team gli mette a disposizione un telaio signature. Inoltre il team 7-Eleven cambia main sponsor e diventa team Motorola, espandendosi ulteriormente. Una stagione indimenticabile che lo vede vincere la medaglia d’oro nel Cross Country ai gloriosi Campionati del Mondo del Ciocco, in Italia, dove ottiene anche la medaglia d’argento nel Downhill, sempre in sella alla stessa bici. Inoltre vince due tappe di Coppa del Mondo di XC grazie alle quali conquista anche la overall del circuito e torna a vincere la overall NORBA di Downhill.

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Nel 1992 si dedica esclusivamente al settore fuoristrada, abbandonando definitivamente le competizioni su strada. Ai Worlds di Bromont, in Canada, sale nuovamente ai piedi del podio terminando in 5ª posizione. La stagione di XC è gloriosa e vince ancora due tappe. Non riesce a bissare il titolo della overall di XC, che aveva praticamente già in tasca, a causa di una caduta nella tappa finale nel Vermont (USA) dove si scontra con uno spettatore, concludendo al secondo posto della classifica generale di Coppa del Mondo.

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Il 1993 vede l’inaugurazione della UCI World Cup di Downhill, dove John conclude al secondo posto della classifica generale. Stessa sorte nella UCI World Cup di Cross Country, dove ottiene nuovamente il secondo posto. Si tratta dell’ultima stagione in cui Johnny T sale su un podio di livello internazionale, proseguendo invece a vincere a livello nazionale negli States nelle successive stagioni, conquistando ancora un titolo NORBA in XC e due in DH, fino al 1997, quando passa dal team Tioga Raleigh al team Giant Answer Manitou. Quella stagione John, in sella alla sua Giant ATX 990, torna a imporsi ai Campionati del Mondo di Château-d’Oex, in Svizzera, salendo sul secondo gradino del podio della DH dietro a Nicolas Vouilloz.

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Nel 1998 cambia nuovamente team, questa volta per salire su una bici a cui ha dato il suo nome. Difatti durante la stagione precedente è nata un’amicizia con Doug Bradbury, ovvero Mr. Manitou Suspensions, con il quale John ha fondato la Tomac Bicycles. Con le sue bici corre per due anni fino al 2000, anno in cui annuncia il suo ritiro dalle competizioni. Tuttavia, il biondo campione americano che ha letteralmente vissuto i suoi ultimi 20 anni tra le fettucce, non riesce a tenersi lontano dalle competizioni a lungo e torna a gareggiare ancora, ritirandosi poi effettivamente nel 2005, dopo aver vinto per due anni consecutivi la famosa Kamikaze Downhill Race di Mammuth Mountain, in California, sempre con la sua celebre skinsuit di gomma nera.

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Nel 2006 il marchio Tomac Bicycles viene assorbito da Answer insieme a Manitou e John resta all’interno dell’azienda per seguire lo sviluppo dei prodotti, infatti nel 2007 l’azienda americana presenta due nuovi modelli, uno da Trail e uno da DH che sicuramente molti ricorderanno: la Tomac Primer.

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John Tomac ha segnato un’intera epoca delle corse in bicicletta. Il suo nome è legato principalmente alla Mountain Bike, ma il suo spirito agonistico lo ha portato a essere protagonista nel mondo della bici a 360°. La sua caparbietà e la sua incredibile costanza e perseveranza in gara e negli allenamenti gli sono valsi un posto d’onore nella Hall of Fame della Mountain Bike. Non è mai stato un personaggio fuori dalle righe, anzi un vero atleta concentrato e determinato, che ha saputo coniugare in maniera eccellente le sue doti di guida e la sua capacità di soffrire per ore in sella, per dominare in discipline differenti ma, come ha saputo dimostrare, complementari tra loro. Johnny ha sempre avuto anche ottime capacità imprenditoriali come atleta, gestendo contratti di sponsorizzazione invidiabili con marchi di prestigio quali Oakley, Tioga, Nike, Bell e numerosi altri.

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John ora si dedica ad allenare il figlio Eli che corre in Motocross con ottimi piazzamenti nella classe 450 del campionato statunitense, dopo aver dominato nella classe 250. Alla base degli allenamenti non mancano dei lunghi e impegnativi giri in MTB insieme tra padre e figlio, durante i quali è facile che il 48enne John Tomac dia ancora parecchio filo da torcere al figlio.

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46 commenti

  1. Sarà che per pochi anni abbiamo la stessa età, sarà che alterno le mie uscite tra mtb front e mtb rigida proprio con i cantilever della bellissima foto n° 4, ho trovato l’articolo di questa rubrica uno dei più belli ed emozionanti di sempre.

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    1. Mi dispiace dover correggere l’autore dell’articolo, ma:_ la prima edizione dei Campionati UCI MTB si e’ svolta sì a Durango, ma nel 1989. La seconda, al Ciocco in Toscana nell’ormai lontanissimo 1990. Io c’ero! Ho corso nella categoria Junior e, sul fondo di qualche scatola in garage, conservo ancora la tabella portanumero e la t-shirt dell’ evento autografata da Jonny T sul davanti e da Greg H-ball sulla manica !! Pelle d’oca….

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  2. ..era il riferimento n’1…. all’epoca sembrava che tutti gli altri non esistevano
    in una gara di world cup xc, memoria nebbiosissima anno e luogo non ricordo, solo l’immagine nitida di LUI su un ripidone , (dove c’era gente che rischiava la vita) che lo droppava TUTTO wippando pure…

    avevo il poster in camera, e negli anni ’90 non avevo 13 anni…….

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    1. Si ma non ha fatto prorpio un grande exploit, anzi piuttosto scarso rispetto a quanto montarono il caso prima della gara. Ha fatto anche un Fiandre e pure li ha capito che il livello della strada non era alla sua portata. Sono andati decisamente meglio altri atleti della mtb dopo di lui alcuni senza neppure entrare nella leggenda.

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  3. Ho iniziato a seguire la MTB nel ’94. Djernis vinceva il terzo mondiale, si stavano affermando campioni come la Furtado, Juárez, Frischknet , la Sydor e la stessa Missy G. E Johnny era già una leggenda. Purtroppo rimane il rammarico di non averlo potuto vedere alla partenza della prima olimpiade di Atlanta nel ’96.
    Quando comprai la mia prima mtb nel ’98 in alternativa ai nuovissimi v-brake era possibile montare i magura Jhonny T color rosso fluo.
    Mi sto rendendo conto di essere vecchio…

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    1. uguale uguale! [email protected]

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  4. (cit)
    Una stagione indimenticabile che lo vede vincere la medaglia d’oro nel Cross Country ai gloriosi Campionati del Mondo del Ciocco, in Italia, dove ottiene anche la medaglia d’argento nel Downhill, sempre in sella alla stessa bici

    saranno stati anche altri tempi, però grandissimo!!!

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  5. Grande classe! Leggevo all’ora come adesso tutto di lui, e allora dettava “legge” per il look e le sponsorizzazioni…e forse la yeti con la piega da strada e’ la mtb più bella e icona di tutti i tempi!

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  6. Grazie!! A voi per l’articolo e a John per essere stato la benzina della mia passione, oltre che l’esempio di Un atleta serio, gentile, poliedrico che non manco mai di citare ai bimbi della scuola di mtb

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  7. la mia prima mtb, tutt’ora funzionante è stata una Raleigh Chill del 1991, proprio perché volevo emulare JohnnyT ma il mio budget non mi consentiva di arrivare alla Replica. avevo anche comprato la Manitou originale del 1991 (pre Answer) alla bellezza di 500 mila lire!!!

    dovrei ancora avere una vhs con la gara del Ciocco…

    non sapevo che Doug Bradbury fosse comunque rimasto in Manitou dopo l’acquisto di Answer, né che fosse insieme a JohnnyT dietro al brand Tomac.
    grazie Frank!
    😉

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  8. @Francesco Mazza: Ahahahah come scritto sui commenti di Missy lo sapevo che dopo sarebbe toccato a LUI, coi miei 42 anni non posso dimenticare questa Stella della mtb!
    Ha fatto breccia nei cuori di tutti per la poliedricità dei suoi numerosi talenti.
    Mito indelebile!!!!

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  9. Bellissimo articolo complimenti! Io seguo la mtb dal 1994 è solo nel 2000 ho iniziato le gare dh in Italia, ricordo proprio in quell’anno un amico chiamato il lupo che si preso la tomac 204 magnum! Era la bike più avanti in quel periodo! Stupenda! Rossa come questa! Il lupo passava i 100kg di muscoli ed andava davvero forte e il telaio purtroppo non arrivò a fine stagione, ma era proprio bella e lavorava in maniera fantastica! Ah non sapevo fosse il figlio Eli Tomac!!!! Spettacolo!!! Complimenti ancora a Francesco!

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  10. Tappa di CdM all’Isola d’Elba 1994: io c’ero
    https://www.youtube.com/watch?v=eHK_KBJLYlw
    Un infinito testa a testa con Ned Overend.
    Ned “the lung” nettamente più forte sulle salite. Johnny T sempre in rimonat sulle discese.
    Folla in delirio lungo tutto il percorso.
    Tre ricordi su tutti:
    – Johnny T che saliva in sella sull’ultimo ripidone laddove noi pubblico faticavamo a salire a piedi (Ned saggiamente con la bici in spalla)
    – L’apripista in moto che casualmente si fermava vicino a me durante la gara e mi diceva che quei 2 erano pazzi ad affrontare le discese a velocità che lui faceva fatica a fare in moto
    – Margon che si schiantava sull’ultima discesa e chiudeva lì la sua carriera

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  11. Foto nr.7 scarpe da mtb = Tiger, detto tutto… Ricordo ancora quando l’ho incontrato all’eurobike, foto assieme lui normale io sorriso da ebete 🙃. Giorni fa ho scritto che Barel ha uno stile della madonna, JT è lo stile della mtb, almeno per quanto riguarda il trail riding

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  12. Ultimo post poi chiudo:
    La discesa sul tagliafuoco dove si schianto Margon è tuttora aperta nell’ambito del bellissimo percorso The Legend a Capoliveri.
    Allora facevo fatica a farla in sella con una front da 45mm. Oggi me la bevo con una front da 80.
    Non sono diventato più bravo. Erano le bici molto diverse da quelle di oggi.

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  13. Nel 1991 al ciocco c’era un’altra legenda della downhill GREG HERBOLD – http://www.redbull.com/en/bike/stories/1331710197303/moments-herbold-takes-gold-in-durango
    Per non parlare del mitico Ned Overend , ho avuto la fortuna di soggiornare una settimana a Castelnuovo di Garfagnana con la nazionale mtb Canadese e Americana che erano ospiti dello stesso albergo. E la domenica prima fu organizzata una gara open dove potetti partecipare schierandomi in griglia con Noris, Vandelli ect. ect. sotto una pioggia torrenziale che duro’ tutta la gara, avevo 21 anni.
    Il doping di Tomac e company erano le birre Corona bevute la sera rigorosamente a canna e con limone.

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  14. con tomac però mi commuovo. ho avuto la fortuna di vederlo correre e non poteva che essere la leggenda. vestiva tutto in nero il pubblico tratteneva il fiato al passaggio elegante da copiare si sentiva solo il battito della tioga…

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  15. Solo chi in quei anni c’era e gia’ correva in mtb non puo’ che emozionarsi per un articolo come questo.
    Mi aspettavo la foto storica dove correva con la curva manubrio da strada ma anche tutto il resto e’ mitico!
    Ho ancora i vhs fatti da me al Ciocco!
    Grande!

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    1. Foto action in sella a quella bici ce ne sono in giro molte, ma ho preferito mettere il video dove si vede la sua gara di Durango sia in XC che in DH, entrambe con la stessa Yeti C-26 con manubrio drop da BDC. Un documento ancora più emozionante a mio avviso.

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  16. GRANDISSIMO JOHNNY T!!! SIAMO DELLO STESSO ANNO (CLASSE 1967) E ANCHE IO ERO PRESENTE AL CIOCCO NEL 1990. I MIEI AMICI MI CRITICANO PERCHE’ NON CAPISCONO COME POSSA IO USARE UNA BICI 29 COMPLETAMENTE RIGIDA (TELAIO TITANIO E FORCELLA NINER)E FARE QUASI LE STESSE COSE CHE FANNO LORO CON UNA FULL O UNA FRONT…MA QUELLA E’ LA MIA SCUOLA E LA MIA ORIGINE. IL CUORE NON SI SCORDA MAI

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