[Intervista] Johannes Von Klebelsberg passa all’Enduro

[Intervista] Johannes Von Klebelsberg passa all’Enduro


È di ieri la notizia che Johannes Von Klebelsberg, il rider altoatesino che negli ultimi anni ha dominato le classifiche nazionali di DH, vincendo per due volte il circuito Gravitalia e conquistando nel 2014 la maglia tricolore, cambierà disciplina per il 2017 dedicandosi all’Enduro. Abbiamo contattato Johannes per porgergli alcune domande e capire il motivo di questa scelta… e per sapere qualcosa di più su di lui e sui suoi programmi per questa nuova avventura nel mondo dell’Enduro.

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MTB-MAG:  Ciao Johannes, benvenuto su MTB-MAG.

JOHANNES:  Ciao MTB-MAG, grazie per l’intervista!

MTB-MAG:  Abbiamo appreso del tuo passaggio alle competizioni di Enduro. Sei eccitato per questa nuova avventura?

JOHANNES:  Non vedo l’ora di partire alla mia prima gara di Enduro che sará il 15 Gennaio a Sestri Levante.

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MTB-MAG:  Puoi parlarci della tua decisione di cambiare disciplina agonistica? La scelta è legata alle aziende che ti supportano come sponsor oppure è stata una motivazione personale a spingerti?

JOHANNES:  La stagione agonistica DH 2016 è stata una delle più difficili per me. Specialmente agli eventi più grandi come World Cup e iXS European DH Cup, il supporto sia tecnico che psicologico non era sufficiente per poterli affrontare seriamente e con costanza. Dopo la bella vittoria del circuito Gravitalia ho deciso di concludere per il momento con il Downhill e metterlo in un cassetto. Sicuramente non lo dimentico, impossibile… mi piace troppo e sono troppo appassionato, anzi, sto ancora girando perché la neve non è ancora arrivata e quindi le condizioni sono perfette.
Dopo la mia decisione di non andare avanti con la DH nel 2017, mi è venuta voglia di trovare un nuovo stimolo. Con Tomaso Ancillotti, mio grande meccanico e sponsor fedele da ormai 5 anni che mi ha sempre supportato il più possibile (qualche volta anche contro la sua volontà), abbiamo trovato la disciplina alternativa per me: l’Enduro! La decisione non è stata facile, potete chiedere a Tomaso, anche perche non sapevo esattamente come funzionasse. Così ho deciso di entrare nel 2017 nell’Ancillotti Factory Team sapendo di trovare quello che mi è mancato nel 2016 in termini di professionalità durante i weekend di gare. Ma nel cuore io resto sempre un “TirolerRadler di Bozen”!

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MTB-MAG:  Ritieni che una carriera in Enduro sia professionalmente più stabile e remunerativa rispetto a quanto ci si possa aspettare in DH, dove solo i top rider riescono a ottenere ingaggi e compensi adeguati agli sforzi?

JOHANNES:  Speriamo!

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MTB-MAG:  La DH ti ha comunque dato numerose soddisfazioni. In ambito nazionale sei arrivato all’eccellenza in pochi anni di carriera, conquistando il titolo di Campione Italiano nel 2014 e 2 circuiti Gravitalia vinti nel 2014 e nel 2016. Anche in ambito internazionale ti sei distinto con degli ottimi risultati in UCI DH World Cup. Continuerai a competere anche in DH o ti concentrerai esclusivamente sull’Enduro?

JOHANNES:  All’inizio mi voglio concentrare solamente sull’Enduro. Nel mio calendario però ho gia sottolineato una gara di DH che vorrei fare MOLTO volentieri. In più direi che usare la bici da DH sia comunque un buon allenamento anche per l’Enduro.

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MTB-MAG:  Quali sono i tuoi obiettivi in Enduro? Ti senti di poter ambire alla stessa eccellenza di risultati che hai conseguito in DH?

JOHANNES:  Una domanda a cui è impossibile rispondere se parliamo di risultati perché non ho fatto ancora una gara e non so quanto posso andare forte. Posso solo dire che darò sempre il massimo, anche in allenamento.

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MTB-MAG:  Per quanto riguarda il tuo calendario agonistico, sai già a quali gare parteciperai nel 2017?

JOHANNES:  Sì. Tutte le gare nazionali di Enduro, un paio di EWS… e come ho giá scritto, sicuramente una gara di DH.

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MTB-MAG:  Stai seguendo un programma di allenamento specifico per la nuova tipologia di gare che andrai ad affrontare nella prossima stagione? In cosa differisce dall’allenamento che seguivi per le gare di Downhill?

JOHANNES:  Sì: pedalare di più e mangiare di meno! Abbiamo già fatto un raduno a dicembre in Liguria con il team, dove abbiamo testato le nuove bici e ci siamo allenati.

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MTB-MAG:  Ti conosciamo come discesista. Le migliaia di metri di dislivello da pedalare nei trasferimenti e i tratti in salita nelle PS ti intimoriscono o sei uno che macina volentieri i km in sella?

JOHANNES:  Non sono una macina, però sì, mi piace pedalare. Comunque pedalo solo su MTB, la bici da corsa non la uso e nemmeno ne possiedo una. La soddisfazione dopo una giornata in Enduro è molto grande. Bellissima sensazione quando ti puoi buttare sul divano dopo un bel giro.

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MTB-MAG:  Che bici utilizzerai per le gare e con che formato ruota? 29, 27.5 o sceglierai in base alle gare?

JOHANNES:  Siamo ancora in fasi di test, però per le prime gare userò una Ancillotti FRY 27.5. Ho disponibile tutta la gamma Ancillotti, dalla super collaudata FRY alle nuove Scarab EVO 27.5 e 29, quindi sarò coinvolto anche nello sviluppo di questi nuovi gioielli. Con Ancillotti ho sempre la possibilità di avere molti dettagli da testare sia a livello di geometrie che di sospensioni e questo per me è un grosso valore aggiunto.

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MTB-MAG:  Riguardo i materiali, cosa utilizzerai? Avrai a disposizione anche dei componenti in fase prototipale per i quali collaborerai per lo sviluppo o si tratta esclusivamente di prodotti di serie?

JOHANNES:  Utilizzerò componenti di serie, ma grazie alla stretta collaborazione con Formula presto avrò la possibilità di utilizzare, oltre alle 3 valvole CTS di serie, anche delle valvole custom, appositamente tarate dagli ingegneri del reparto sospensioni per il mio stile di guida. Con queste valvole della compressione è possibile cucirsi perfettamente addosso il funzionamento della forcella e lavoreremo insieme per svilupparle in modo che siano presto disponibili anche per i clienti.

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MTB-MAG:  Grazie del tempo che ci hai dedicato Jo e in bocca al lupo per la tua stagione di gare. Divertiti e spalanca il gas!

JOHANNES:  Crepi il lupo! Grazie a tutti voi e grazie alla famiglia della DH italiana. È stato sempre bello gareggiare in Italia e ci rivedremo di sicuro. A presto!

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Foto: Francesco Bartoli Avveduti

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49 commenti

    1. Guardate, a me dispiace tantissimo dover mettere in secondo piano la DH dopo 25 anni in cui ci siamo identificati con questa ,in Italia ed all’estero ,siamo stati tecnicamente sempre all’avanguardia in questo settore,la nostra DH e’ entrata a pieno titolo tra quelle che hanno fatto la storia ,vi dirò un segreto , fino all’ultimo ho lavorato su un nuovo modello DH ma dopo ho dovuto arrendermi all’evidenza ,Tomaso ha fatto la scelta giusta! come si fà a pensare che ci sia ancora un mercato per la DH se non ci sono piu’ gare DH ?uno dovrebbe comprare una bici così specialistica che non gli consente altre possibilità per fare 4 o 5 gare quelle del circuito e basta? Perchè quante sono (ditemi voi se sbaglio) le gare regionali l’anno prossimo? Forse l’enduro sarà in fase calante, cavolo ma fosse in “questa fase calante” anche la Dh, farei la firma! Siamo persone che vanno solo dove tira il mercato? direi che abbiamo dimostrato in tutti questi anni che non è cosi’ ,ci buttiamo in questa nuova avventura perchè abbiamo voglia di confrontarci tecnicamente anche in questa specialità è una nuova sfida che non puo’ essere ,vista la disparità di mezzi economici,che la nostra solita quella del Davide contro Golia ma il Davide ha anche molti vantaggi agilità rapidità ecc che in un mondo di anonime produzioni di massa, fa la differenza!L’importante è divertirsi avere soddisfazioni in nuovi campi che purtroppo quello vecchio si è un po fossilizzato, ha perso quella sua spinta e poi diciamolo sinceramente : o si cambi il modo di fare i circuiti o diventerà una disciplina (per chi va forte) troppo pericolosa e come ho sempre sostenuto l’attenzione o meno a questo grave problema, sarà una questione decisiva per determinare una ripresa che ci vedrebbe ben contenti di ritornare!

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  1. mah credo che l’enduro sia in fase calante forse in italia. il livello amatoriale forse è diventato troppo difficile e impegnativo. mancanza di rider al vertice e non ci sono case costruttrici nel nostro paese…

    per la DH si fa fatica a fare risultati o a viverci quando non trovi nessun supporto…

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    1. in realtà l’italia è uno dei pochi paesi dove tiene botta, perchè ci sono interessi da mantenere, specie per i distributori chiave… in inghilterra e germania i circuiti sono già saltati, a livello internazionale si sta smontando pezzo dopo pezzo… e le ebike tireranno l’ultima mazzata…
      L’enduro come disciplina ricreativa (che una volta si chiamava allmountain) durerà in eterno, a livello race non so quanto ancora andrà avanti, l’ews stesso già mostra segni di crisi sia per iscritti che per soldi che ci girano intorno…
      La DH è una disciplina vera, così come l’XC, l’enduro race non ha trovato un’identità in più di dieci anni… dubito la trovi nei prossimi…
      Posso capire ancillotti, si vende una bici da DH ogni 20 da enduro ed è comprensibile che lui punti a far bella figura in quel mercato, ma non capisco uno come lui, giovane e veloce, andare a frantumarsi le pelotas tra gente che ha il doppio dei suoi anni…

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        1. porc… mi hai costretto subdolamente a dare una visita in più sulle statistiche di quel sito che non aprivo da 4/5 anni… è rimasta 4guimp, d’altronde anche sram giustificare un budget su un circuito poco più che regionale dove ormai la partecipazione è dimezzata… ma alla fine, sponsor del circuito a parte, il problema è chi ancora butta soldi per supportare gli atleti e i team del SE… fino a quando ci sarà qualche amatore trattato da pro per vincere due gare dietro casa, le risorse per mandare avanti progetti seri con atleti in discipline serie scarseggeranno sempre… e dubito seriamente che l’investimento, seppur ridicolo, porti risultati concreti…

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  2. Guardate, a me dispiace tantissimo dover mettere in secondo piano la DH dopo 25 anni in cui ci siamo identificati con questa ,in Italia ed all’estero ,siamo stati tecnicamente sempre all’avanguardia in questo settore,la nostra DH e’ entrata a pieno titolo tra quelle che hanno fatto la storia ,vi dirò un segreto , fino all’ultimo ho lavorato su un nuovo modello DH ma dopo ho dovuto arrendermi all’evidenza ,Tomaso ha fatto la scelta giusta! come si fà a pensare che ci sia ancora un mercato per la DH se non ci sono piu’ gare DH ?uno dovrebbe comprare una bici così specialistica che non gli consente altre possibilità per fare 4 o 5 gare quelle del circuito e basta? Perchè quante sono (ditemi voi se sbaglio) le gare regionali l’anno prossimo? Forse l’enduro sarà in fase calante, cavolo ma fosse in “questa fase calante” anche la Dh, farei la firma! Siamo persone che vanno solo dove tira il mercato? direi che abbiamo dimostrato in tutti questi anni che non è cosi’ ,ci buttiamo in questa nuova avventura perchè abbiamo voglia di confrontarci tecnicamente anche in questa specialità è una nuova sfida che non puo’ essere ,vista la disparità di mezzi economici,che la nostra solita quella del Davide contro Golia ma il Davide ha anche molti vantaggi agilità rapidità ecc che in un mondo di anonime produzioni di massa, fa la differenza!L’importante è divertirsi avere soddisfazioni in nuovi campi che purtroppo quello vecchio si è un po fossilizzato, ha perso quella sua spinta e poi diciamolo sinceramente : o si cambi il modo di fare i circuiti o diventerà una disciplina (per chi va forte) troppo pericolosa e come ho sempre sostenuto, l’attenzione o meno a questo grave problema, sarà una questione decisiva per determinare una ripresa che ci vedrebbe ben contenti di ritornare!Scusate se ho postato due volte

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    1. Alberto, dire che la DH non ha gare è assurdo, l’IXS cup va alla grande, Gravitalia fa più partenti di qualsiasi gara di enduro, e in DH hai una world cup vera, non un circuito di pseudoamatori che si dichiarano essere un “mondiale”…
      Vendi più bici da enduro? bene… ma non serve togliere uno dei più forti in DH, prendi un bimbominkia che passa la sua gioventù a farsi selfie e video con la gopro, gli dai una bici in uso e per il mercato degli enduristi va più che bene.
      Avete uno dei pochissimi che possa pensare di competere per stare in top15 della world cup. In pratica, state ammazzando il futuro di un atleta di DH per vendere 20 telai in più all’anno… e da un’azienda come la vostra, che è stata il simbolo dell’italia nella DH, non me l’aspettavo…
      Vai in francia e vedi ancora decine di DHP da tutto il mondo, e quando capiscono che sei italiano ti chiedono se ancillotti esiste ancora… forse dovreste pensare di tornare ad impegnarvi in coppa, a costruire un DHY in carbonio made in italy con geometrie rivoluzionarie, a ripensare al progetto come voi sapete fare, usando i margini che avete vendendo le bici da enduro (che intanto si vendono da sole) per sponsorizzare un atleta in coppa seriamente, come avete fatto (unico anno) quando avete vinto il mondiale

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    2. Ciao Alberto,

      a me però sembra che uno che si compra una bici da DH non ci fa solo le gare, ma gira anche nei park.

      Piuttosto vedo che le bici da enduro si avvicinano sempre di più a quelle da DH, e le cannibalizzano per l’uso amatoriale. Molte delle moderne enduro sono dei catrami da pedalare in salita, ma hanno 170mm di escursione ed angoli discesistici, quindi vanno benissimo per la settimana a Les Gets, per dirne una.

      Se proprio devi ringraziare qualcuno di questa evouzione, sono gli organizzatori delle EWS che, alla ricerca di spettacolo per una disciplina che solo in rari casi è spettacolare (l’enduro) hanno portato i tracciati ad essere a tutti gli effetti delle maratone di DH, con qualche pedalata rilassata per raggiungere certe PS.

      In ogni caso, in bocca al lupo per la nuova avventura, la nuova Scarab 29 ha suscitato molto interesse!

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      1. Aggiungerei una cosa… se calano le vendite, è perchè la gente oggi vuole il carbonio, se c’è ancora un settore dove tiene l’alluminio, è proprio la DH amatoriale, che è sempre stata il vostro core business, oggi cannibalizzato come dice marco dalle inutili endurone.
        Lo scarab è bellissimo, ma non pensate di fare il botto di vendite senza un frame in carbonio in enduro/AM…

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      2. Ciao Marco ,appunto è quello che dicevo! puoi fare nei park, lo stesso che fai con una DH ad esempio con una FRY (per citare una delle mie)che non avrà 240 al post ma con i kg in meno da le stesse prestazioni ,non a caso Milivinti su una similare ci ha vinto una gara di circuito!Per di più ci puoi andare dovunque ,anche dove non ci sono mezzi di risalita , per parecchi soggetti fa piu’ “trend” di una da DH e questo dà il segno di come siano mutati i bei tempi ,di quando invece era la DH la regina! Quindi, la concorrenza di queste bici si è fatta sentire, in un contesto generale di crisi che investe tutti i settori, quello della Dh ha patito di piu’, inutile negare l’evidenza o sfogarsi alla tastiera Poi le altre che ho citato .1° CHE NON CI SONO PIU GARE REGIONALI DH che sono essenziali! ma per favore che cavolo c’entra se la IXC va alla grande e che la World cup è vera ?quanti la possono fare? 2° Con questo tipo di circuiti (che mi ricorda molto quando le moto correvano fra i guardarail o tra le case )la disciplina è diventata troppo PERICOLOSA ,ricordo come sono stato in pensiero per Jo per i suoi due brutti incidenti 3° Non abbiamo in Italia( poi e per di piu’) un motivo importante di EMULAZIONE che sarebbe avere dei piloti italiani che si distinguono in coppa come tutti altri paesi ,siamo talmente in basso col morale e non da oggi,che già se arrivano a qualificarsi od entrano nei trenta è un risultato da festeggiare!Saro’ di parte ma io l’enduro lo farei ancora piu’ gravity ,non fosse altro per evitare che anche qui si imponga il ben noto problema che affligge tutte le altre discipline dove lo sforzo fisico prevale sull’abilità!Sono contento di aver fatto (alla mia età!) un mezzo nuovo che abbia incontrato il gusto dei giovani ed in fondo questa della tecnica, la chiave che ci appassiona per la nuova avventura Appena posso metto mano ad una elettrica! che chiuderà il ciclo di ritorno.. alla moto!Crepi il lupo e grazie!
        Alberto Ancillotti

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        1. Hidden due to low comment rating. Click here to see.

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            1. Anche perché con la eh uno si spara ore di auto anche solo per girare mezza giornata oltre ai costi di risalita ecc…con la enduro apro il garage e vado anche ogni giorno…(almeno dove vivo io)

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            2. Vai un po’ in giro per i bike park e vedi che ne incontri tanti… piuttosto, quelli che si comprano l’enduro per pedalarci in salita tre volte l’anno e per il resto dell’estate vanno in giro in bike park e traforano le piste con le loro bici di merda?

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          1. …non sono d’accordo, almeno dalle nostre parti si gira da anni con la “enduro” (..am?…) dovunque, si pedala tranquilli in salita, si scende dove scendevamo con le dh senza troppi patemi, in bike park ci si diverte alla grande…risultato metà squadra (anche i più giovani…) si è presa la enduro, chi ha maggiori possibilità economiche (o non è riuscito a venderla) si è tenuta la dh ma la usa sempre meno, gli altri hanno già cambiato da qualche annetto…quindi non capisco o in veneto siamo lobotizzati da anni (io ho preso la nicolai da enduro nel 2006 e prima avevo il damper monocross) o semplicemente abbiamo fatto le nostre gare da dh ma alla fine visto che ci alleniamo da anni senza furgone con le nostre “enduro” , quelle ci teniamo nel momento in cui scegliamo di tenerne una…

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  3. Leggendo quello che ha scritto Tommy, ricordo che ieri ho scritto più o meno le stesse cose sul vecchio articolo, e mi sono preso del pirla con le dita medie apposte. Adesso che ho la conferma da parte di uno che le bici le sa fare anche bene, non posso che condividere quello che dice Tommy

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      1. Ragazzi tranquilli non abbiamo puntato nessuna pistola alla testa di Jo nè gli abbiamo somministrato nessun sedativo per fargli firmare il contratto!! hahaha..
        Domani o dopo farò uno dei miei bruttissimi videini, le cose da dire sono tante e non ho il tempo di stare alla tastiera!
        Buone raidate a tutti!
        Tomaso

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  4. io concordo con ancillotti
    non credo sia da tutti avere una bici da usare 3 weekend l’anno
    se con l’enduro si può fare l’uscita infrasettimanale le gare enduro
    i giri epici in montagna e si va in park credo che sia normale avere quella bici

    leggo sempre teo con attenzione però la crociata contro l’enduro (che causerebbe la morte della dh)
    non mi trova d’accordo
    avere un circuito nazionale in croce che fa tanti iscritti non credo che dimostri salute della disciplina
    poi se sia morente l’enduro non saprei… calcolato tutti gli iscritti di tutte le gare regionali 2016 ?
    magari va a fondo l’SE ma a me non sembra strano
    in fondo di memoria ne dovremmo avere tutti
    ormai si è capito che di gare belle è possibile organizzarle anche senza il marchio registrato

    la questione è una e una sola come ho scritto di la (e non ne sono contento) e come ha detto Jo
    per fare un mondiale (che è ciò che dovrebbe fare lui adesso a questo punto della sua carriera)
    serve un supporto serissimo e professionale di altissimo livello
    senza nulla togliere all’impegno di chi lo ha supportato fino a oggi
    evidentemente non basta
    teo l’enduro non ti piacerà e sei liberissimo
    ma credo che le responsabilità della situazione della dh in italia siano altre
    in minima parte forse l’evoluzione delle bici ha detto la sua
    ma non credo che l’impatto di chi oggi usa con soddisfazione l’enduro sul mercato sia tale da avere decretato la morte della dh
    io ti posso parlare della mia esperienza in calabria
    per usare una dh seriamente devo fare almeno 150/200 km capirai che non è facilissimo
    per usare una enduro seriamente ne bastano 50/70 una bella differenza
    poi con l’enduro posso andare a spasso dietro casa e mi diverto un tantino
    cosa che con una dh non potrei fare
    tanti amici siciliani però che hanno trail più a portata di mano hanno enduro e dh
    in sicilia (caso unico fra le regioni meridionali credo) c’è sia un piccolo champ enduro che dh

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    1. Caro Alberto,
      rispetto la vostra scelta anche se dispiace vedere un talento come quello di Johannes abbandonare una disciplina che gli avrebbe potuto dare grandi soddisfazioni se adeguatamente supportato, sia tecnicamente che emotivamente, ad esempio con il mental coach a te tanto caro.

      Però per giustificare una vostra legittima scelta commerciale, cerchiamo di non mettere in cattiva luce la DH e le persone che ci lavorano, perché come disciplina è tutt’altra cosa rispetto a quella che racconti. Abbiamo un circuito nazionale su 5 prove che fa un numero di iscritti importante (TeoDH ha già scritto a riguardo, ricordo solo gli oltre 380 partenti nelle pessime condizioni climatiche di Spiazzi di Gromo) e soprattutto con un numero di iscritti nelle categorie giovanili decisamente elevato (esordienti, allievi, juniores), per una disciplina che fino a pochi anni fa contava soprattutto sulle categorie master e che faceva fatica a fare un podio completo nelle categorie giovanili.

      Oltre alle gare del circuito , vi sono altre gare nazionali, una gara a livello mondiale (Val di Sole) e quest’anno il campionato europeo di Sestola a fine maggio. Inoltre abbassatasi l’età media degli iscritti, c’è una voglia tra gli atleti di “internazionalizzazione” , per cui sempre più spesso partecipano alle varie prove della IXS Cup per confrontarsi con atleti stranieri, dove tra l’altro abbiamo raccolto dei risultati importanti.

      Nel 2016 ci sono stati poi dei circuiti interregionali di tutto rispetto come il consolidato Gravity Race, il North West DH Circuit e la novità Gravity Challenge, che nel 2016 si è sviluppato su ben 10 tappe tra Lazio, Abruzzo e Campania e che ha coinvolto rider del Sud Italia, provenienti oltre che dalle sopraccitate regioni anche dalla Basilicata, la Puglia, il Molise, la Calabria.

      Forse siamo ancora lontani da una maturità completa, ma sono comunque passi importanti per la DH italiana, che oggi abbraccia tutte le regioni d’Italia. Non dimentichiamo infatti che inoltre c’è un Campionato Regionale in Sardegna ormai consolidato da anni e inoltre ci sono delle gare fuori FCI ma comunque di DH in Sicilia. Inoltre sono state organizzate altre gare Regionali al di fuori dei circuiti, grazie al numero sempre crescente di appassionati e di strutture dedicate, a cominciare dai bike park (tra circuiti e non ci sono state nel 2016 ben 13 tappe Top Class).

      Al di là di quello che si vuole credere questi sono i fatti e si basano su numeri ben precisi. Poi posso comprendere che si pensi che si vendono meno bici da dh rispetto a quelle da enduro (ma basterebbe lavorare con i bike park per invertire la tendenza) , ma queste sono valutazioni meramente commerciali che nulla hanno a che vedere con lo stato di salute del nostro sport.

      In bocca al lupo per questa nuova avventura.

      Romano Favoino

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      1. E sopratutto, aggiungerei che in questi anni si è pensato moltissimo allo sviluppo del settore giovanile, io non seguo più la DH come un tempo ma una gara l’anno vado a vederla, e vedo sempre più giovani, non a caso la Missaggia quest’anno ha vinto una medaglia d’oro, quindi non solo si lavora per far crescere i numeri ma anche per far crescere i risultati, cosa che nell’enduro non è mai stato fatto, specie in italia… infine, i bike park italiani fanno numeri notevoli, quelli francesi fanno numeri stratosferici, la DH quindi sono in tanti ad usarla più di tre volte l’anno, spesso una DH ha molti più km sulle ruote di un’endurona che usano per fare i poser alle gare in riva al mare…

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        1. considerato inoltre come dice un amico esperto e datato :-) master dh che sono anni che corre, (lui si allena anche con la enduro), girare con la dh in park c’è un margine di sicurezza molto piu’ alto che girare in un park con la enduro

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    2. Vorrei precisare ancora una volta che la Dh mi resta sempre nel cuore,direi altrettanto che la intensa meravigliosa stagione delle moto che ho costruito e non è poco, non ho voluto pertanto “infierire” sulla Dh tutt’altro,detto con molta sincerità lo spettacolo che dà la DH non potrà mai essere eguagliato dall ‘enduro! Non penso sia il caso di edulcorare una situazione non facile sopratutto per la diminuzione di due fattori principali e collegati , sponsor e giro commerciale),per avere consenso sul forum, anzi visto come è andata a finire a quelli del “tutto va bene” che vedevano i ristoranti pieni od il lavoro in crescita, consiglerei di evitare ! al contrario bisogna affrontare la situazione , rimboccarsi le maniche e studiare nuove strategie,ricominciare con passione ad organizzare regionali a portata di rider, visto quanto costa oggi spostarsi ecc ,curare piu’ la sicurezza anche in quelle importanti , adesso vanno da far paura ed i percorsi devono essere modernizzati di conseguenza Dopo incrociamo le dita, non è certo un addio, anzi ritengo essenziale per mantenere “svegli” i piloti ,fare comunque della DH, se la specialità riparte ,ben lieto di completare il prototipo della nuova Evo DH! Alberto Ancillotti

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      1. che —– le polemiche di alberto ancillotti … sempre a sputare —– su qualsiasi cosa che non è fatta a modo suo … ma quando parli di sicurezza dei percorsi e fai quello che sta in pensiero per gli atleti (solo i tuoi ovviamente) hai presente che hai preso un ragazzo da una disciplina dove l’UCI mette la sicurezza degli atleti al primo posto per farlo gareggiare in una disciplina ancora allo sbaraglio con lunghe ps totalmente prive di protezioni che in pochi anni ha fatto più vittime tra le fettucce di qualsiasi altro sport a due ruote (compresi purtroppo un morto e un tretraplegico) ?! …. hai presente che stai dicendo un mucchio di —– solo per sputare —– contro la dh dove hai attaccato briga con TUTTI a forza di fare il polemico e sputare —– ??
        … e riguardo la tua idea della dh in declino … ti copio quello che ho scritto nell’altro articolo:

        la DH è morta un par di ciufoli !! … in Italia il Gravitalia fa più iscritti del Superenduro … in UK il British Downhill Series va alla grande mentre il circuito di enduro ha chiuso i battenti .. in Germania uguale con l’iXS che fa numeri da paura e il circuito enduro ha chiuso … l’iXS europea va alla grande …. mentre a livello mondiale vogliamo paragonare la World Cup con l’EWS ?! ….. la DH sta benone …. che poi il mercato spinga l’enduro perchè al di fuori del mondo dell’agonismo si vendano più bici e accessori da enduro che da DH è un altro discorso … ma a livello gare la DH è più in forma che mai .. con un sacco di giovani talenti emergenti

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      1. Tomaso: ” Credo che sia corretto fare alcune precisazioni a riguardo, il fatto che credo ormai palese è che le bici da dh non si vendono piu come una volta, vuoi una serie di fattori ma i numeri sono scesi drasticamente, noi qualche idea ce l’abbiamo ma tutte le volte che la tiriamo fuori veniamo attaccati con lo sparare merda.
        Quest’inverno siamo arrivati alla conclusione che dovevamo fare una scelta, per me che da solo mi smazzo sempre tutte le trasferte era diventato ingestibile e fisicamente pesante seguire tutto, un po’ come mi accadde quando decisi di lasciare la world cup dopo un mondiale con Brook e un secondo posto con George Brannigan in coppa del mondo.
        Altra questione la world cup e Johannes, avete idea di cosa COSTA dire : ok, facciamo la coppa del mondo e puntiamo ad una top 20??? Credo proprio di no!
        Quanto ti puo tornare in dietro da un top 20 di Johannes(se tutto va bene e non ti fai un viaggio fino all’altra parte del mondo e poi per una foratura te ne torni a casa)? ti fa vendere davvero tante bici da dh da giustificare l’investimento?
        Non mi è mai piaciuto fare discorsi puramente commerciali, noi che a questo ci abbiamo badato sempre ben poco ma andare davanti ad un suicidio non ci tengo proprio, abbiamo sempre investito una percentuale altissima in racing rispetto alle vendite/profitto che credo nessuna azienda al mondo lo farebbe.
        Vendere le bici da enduro e buttare i guadagni nel dh? Idea fenomenale, sai che non ci avevo pensato prima!;-) Credo che sia una logica che forse puo andare bene per i colossi che devono far girare il loro marchio ed avere un po’ di spese da veicolare nel dh ma per realtà piccole come la nostra non ha senso, in officina ci devi stare per gestire e lavorare, non arrivano i telai come noccioline dalla cina e basta fare un DDT che la vendita è fatta!!!
        La dh è una specialità bellissima e questi 25 anni sono stati stupendi, fatti da tante delusioni e tante gioie, è stata dura, per niente facile, non so quanti chilometri e ore le abbiamo dedicato al dh racing in questi anni ma abbiamo ricevuto tanto e ci siamo fatti un bagaglio di esperienza enorme!
        Per concludere sono molto contento della scelta che ho fatto e non vedo l’ora che inizi la stagione, di lavoro ce ne sarà tanto da fare ma siamo qua per questo, sappiamo che non sarà per niente facile( anzi forse molto piu dura che se fossimo rimasti in dh) ma a noi piacciono le sfide e mettersi in gioco!
        Adesso torno a lavorare che domenica abbiamo l’esordio!!
        Have fun a tutti!
        tomaso

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        1. condivido pienamente, purtroppo se non specifichi per filo e per segno tutto ciò che significa e comporta essere imprenditori(e non basta perche tanto non stan capiti) in un campo così specifico hai voglia a metterlo in testa a tutti quelli che ti rispondono che dovresti fare così, dovresti usare il carbonio, dovresti puntare qua…tutti froci col culo degli altri. Siamo e rimarremo ancora per un pò un paese di allenatori di calcio. Forza Ancillotti sempre.

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        2. Tomaso, io non so cosa tu realmente ti aspetti dall’enduro in termini di ritorno, ma senza carbonio, oggi in enduro non vendi… perchè la gente vuole il carbonio… se in DH l’alluminio tiene… in enduro è stramorto…
          Che tu vinca o meno le gare, poi, conta davvero poco in termini di ritorno
          Chiedi a bonandrini di quanto ha aumentato le vendite di Yeti dopo due mondiali EWS, o chiedi a MDE quanto ha venduto in più dopo l’italiano con lupato…
          piuttosto, sopratutto in DH, sarebbe ora di poter provare le bici con giornate dedicate nei bike park, è stato fatto da un distributore, che in 2 gg di test bici da DH con clienti dubbiosi, ha venduto 5 telai da più di 3000 euro…
          Infine l’impegno… se ti sei stufato di girare per la DH… in bocca al lupo con l’enduro…

          Detto questo, il mio discorso iniziale verteva su un’altro tema… ok per Ancillotti investire in enduro sperando di incrementare le vendite…
          Ma un atleta giovane, che sta ottenendo risultati, perchè decide di passare da una disciplina in cui fa bene e si diverte, a una dove in breve si frantumerà gli attributi? L’unica cosa che traspare dall’intervista è che abbia avuto poco supporto, beh… sinceramente uno con i suoi numeri poteva benissimo trovare un team almeno di valenza europea per continuare a correre in DH con adeguato supporto…

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          1. grazie a tutti per i meno
            che io mi guardo bene da regalare preferendo argomentare un eventuale disaccordo
            ma tant’è
            scusa teo però non capisco la parte riguardante Jo
            poteva trovare benissimo un team. Quindi non ha voglia più di girare in dh?
            o le solite cose degli atleti italiani figli di mamma che non si vogliono sbattere
            per raggiungere gli obiettivi ?
            io credo che se fosse stato così facile trovare un team starebbe già girando per preparare la stagione dh
            o è colpa di ancillotti che lo ha minacciato di bucargli le gommine se non gira su una bici sua?

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            1. Non lo conosco quindi non saprei, e dall’intervista si capisce poco… dubito che un atleta del suo livello abbia problemi a cambiare team se lo volesse.

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          2. Della serie “quando ci vuole ci vuole”,:peccato una discussione nata per un comune scopo di miglioramento ,sta sconfinando nel “désagréable” per non dire peggio , devo dire Caro Theo che ,la modestia non è proprio il tuo forte, prima di tutto parla delle cose che conosci, sia commerciali che tecniche come è buona norma ,se no finisci di esser anche risibile o paragonabile un “Napalm51” crozziano, versione DH, che difende il suo essere il “ras” della DH sul forum! Prendi atto che tu sei l’ultima persona che può sentenziare come fai, se l’alluminio sia morto o no, particolarmente nei nostri confronti che la bici in carbonio DH l’abbiamo costruita ed utilizzata nel lontano 93 Secondo non ti passa (non vi passa)neanche lontanamente dalla testa che Jo non sia un fantoccio nelle nostre mani di “plagiatori seriali” ostili ma un ragazzo che ragiona che sa fare delle scelte sensate che lo appaghino, che le sa fare! DOPO ESSERE ANDATO ANCHE IN UN GROSSO TEAM ESTERO INTERNAZIONALE NEL 2015 , e dopo aver sondato anche questo anno, ogni possibilità da parte di altri, si è reso conto della situazione attuale della Dh , Quindi se volete veramente il bene della Dh come del resto noi ,non date del gufo o del disfattista a chi si rende conto della situazione reale , cosi’ non rendete un servizio alla DH( io dopo 25 anni ed a 70 anni suonati,penso di avere già dato) rimboccatevi le maniche ad organizzare gare ed a ricreare secondo quei punti salienti che ho descritto , un clima piu’ favorevole e piu’ sicurio, perchè non è del tutto indifferente a questa scelta di Jo il fatto che è difficile fare una stagione Dh ad alto livello, arrivando senza infortuni a fine anno e lui ne ha avuti due assolutamente non da poco! Un pericolo che corrono in minor misura i “fermoni”della tastiera ma i piu’ forti, in ben piu’ rilevante misura!Ed è un atto comunque coraggioso ,perchè non è detto che si sfondi subito ,inconsueto da uno che in DH aveva.. sfondato alla grande!

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            1. Completamente d’accordo con Ancillotti, su tutta la linea.
              Buona fortuna a tutta la squadra per l’avventura nell’enduro.
              Per tutti gli “espertoni” che hanno messo in piedi una polemica tanto sterile quanto inutile: passate meno tempo alla tastiera e pedalate di piú, la vita non é solo in discesa…

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          3. Eccolo qui un altro che uccide una disciplina, un marchio, un team, una persona, una Storia.
            Da neofita appena entrato in sto mondo, quando sento certi commenti come i tuoi teodh mi viene un senso di schifo e senso di” pure qui non c’è mai nulla che va bene”.
            Che ne sai te delle scelte fatte da un team e da un pilota di quel calibro, ma soprattutto invece di avvicinare persone all’ enduro e coinvolgere magari chi strizza l occhio a questa disciplina seppur continui a fare DH così non fai che allontanare gente o creare motivo di discussioni.
            Invece di incentivare un progetto tu lo ammazzi.
            Bravo! Poi ci lamentiamo che bisogna migliorare tutto in italia. E ci lamentiamo delle polemiche su tutto!
            Vai a vedere quanto è arrivato Jo Klebe ieri.
            Forse hanno sbagliato tutto? 🙈🙈🙈🙈🙈
            Per carità.

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  5. sono d’accordo con Teo. Durante quest’anno ho sempre creduto che Johannes potesse essere finalmente l’atleta in grado di rappresentare la dh italiana nel mondo.. non farlo più correre è sbagliato.

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  6. Poi non lamentiamoci che i ragazzi vadano tutti a giocare a calcio!!! se togliamo dallo sport più spettacolare uno degli atleti di punta che i ragazzi potrebbero prendere come esempio da emulare!!!
    proprio ora dove i ragazzi sono attratti dal DH… che tristezza.
    Investire su nuovi park si potrebbe… basterebbe risparmiare le migliaia di euro che i comprensori buttano in innevamento artificiale tante volte inutilmente e spenderli per creare e tenere in ordine i park.
    Allora forse crescerebbero nuove leve forti, le bici da dh si venderebbero ecc ecc ecc ecc

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    1. la montagna più vicina a dove abito (trento) ha appena reso noti i costi sostenuti ad oggi per l’innevamento artificiale . 700 mila euro. Ed è un comprensorio sciistico piccolissimo.. Pensate con un decimo di quei soldi che bike park si potrebbe fare…

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  7. Forse sarebbe il caso di ragionare un pò prima di dare fiato alla bocca….possiedo un ancillotti da qualche anno che non cambierei MAI con nessun telaio in carbonio, faccio qualche gara enduro,mi diverto e sono contento dei risultati… in tutti questi anni ho avuto un appoggio e un assistenza degni di un campione nonostante sinceramente io sia l’ultimo degli stronzi! conosco tomaso e alberto e gli ho visti lavorare, ho visto con quanta passione realizzano i loro progetti , ho visto l’impegno e la pazienza nel’ ascoltare tutti e nel cercare di soddisfarli . la loro esperienza e competenza è qualcosa di fuori della norma, qualcosa che ti fa sentire un bimbo al primo giorno di scuola! ( e nonostante questo hanno l’umiltà di chiedere continuamente feedback e opinioni )
    non parliamo di cose che non si conoscono e evitiamo di sputare sentenze sulle scelte di un team che si è portato a casa un mondiale e che da oltre 20 anni vive di ” gravity” …..

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    1. Grazie ossarotte77 ! Per la verità sono rimasto stupito da alcuni commenti pieni di livore nei nostri confronti, qui su un forum italiano per una operazione che ad esempio su PinkBike è stata considerata una del tutto normale ed ha suscitato apprezzamenti per il nostro lavoro e per la decisione che ci rilancia! Una volta nella DH non c’era questo clima ,anche se per fortuna la maggior parte sono rimasti quelli di una volta, il periodo di boom ed il mercato in espansione ,gli interessi,ha portato con se l’avvicinamento di alcuni soggetti non del tutto compatibili col clima cordiale e sportivo che c’era una volta, per fortuna pochi ma che si fanno sentire fino all’insulto, tipico atteggiamento di chi è corto di argomenti Rivendico che se c’è oggi un regolamento giusto è grazie a raccolta di firme ,petizioni che mi ha visto sempre in prima linea dagli anni 90 fino ad oggi ,per25 anni, senza peli sulla lingua, senza pensare al perdere dei favori con la federazione alla quale non ho mai risparmiato critiche, quando necessarie Lo stesso dicasi per la sicurezza dei circuiti , per le protezioni nei momenti in cui raccoglievo da parte di certi piloti di alto livello ,affermazioni allucinanti come” io le protezioni non me le metto ,non sono mica gay!”mi sono sempre battuto,quando ancora non lo erano per renderle obbligatorie, anche quando l’UCI si preoccupava di bandire le tute di licra ma non regolamentava nessuna altra protezione che non fosse il casco Se la federazione ha cambiato atteggiamento in meglio ,rispetto a quello dei primi anni che avevano dato luogo a vere e proprie rivolte e scioperi da parte dei riders, se oggi c’è un regolamento giusto e che soddisfi le esigenze e la soddisfazione dei piloti se c’è piu’ cura alla sicurezza, alle protezioni, penso di aver dato in prima persona un determinante contributo Ma a questi livorosi (per fortuna pochi) che dovrebbero essere invece contenti se noi mettiamo (momentaneamente) in secondo piano la Dh ,perchè avranno quelle possibilità di vittoria che prima ci prendevamo per noi, rispondiamo con la grande soddisfazione che ci siamo levati e ci leviamo in ogni campo in cui ci confrontiamo ,come è accaduto oggi con il nostro Johannes che al suo debutto sulla FRY mette tutti in riga alla sua prima uscita!Alberto Ancillotti

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  8. Ma andate per la vostra strada e continuate a scrivere pagine di “storia” come avete fatto fin ora
    ..vi conosco dal tempo delle forcelle harles ed ho visto il Vs carbonio 1993 in azione…
    …ma cos altro si dovrebbe fare?

    Buon lavoro

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