quelli del topic Nerve....Avventure e panorami in sella alle nostre bimbe!

 

nuraghes

Biker grossissimus
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Sardegna - Deximaputzu / Ovodda / Su Masu
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due bimbe nerovestite, una più magrolina, l'altra più grassoccia
Sabato fatto qualche discesa in Val Venosta, 6720m disl. neg., ultima discesa alla ore 19:20, corsa speciale della funivia, sul trail non cera anima viva, bellissimo



6720??? Ma cosi non vale!!!! :D

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due bimbe nerovestite, una più magrolina, l'altra più grassoccia
Il Supramonte.
E questo già dice quasi tutto quello che ci sarebbe da dire.
Non so se sia abbastanza conosciuto al di fuori della Sardegna, ma qui da noi è considerato “Sua Maestà dei giri AM”...qui non esiste luogo più selvaggio, duro, ancestrale e pericoloso; non esistono strade, spesso non esistono nemmeno sentieri, non c'è traccia di vita umana per decine di chilometri, non prendono i telefoni, non c'è niente di niente se non montagne, altopiani e gole costellati di rocce chiare e boschi a perdita d'occhio. Di per sé ce n'è abbastanza per godere come ricci, ma la verità è che ci sono giri particolari che, oltre alla bellezza dei luoghi, la gioia di portare a termine l'impresa, l'adrenalina e la stanchezza che condiscono ogni colpo di pedale, lasciano un sorriso speciale per la compagnia e il divertimento degli amici con cui si va a farli. Temevo di soffrire lungo tutto il giro, invece mi sono divertito come poche volte, persino rilassato, mi sono gustato in tutto e per tutto un percorso a dir poco strepitoso. Ehm, quasi tutto, quella maledetta risalita da “Sa Giuntura” non me la scorderò facilmente!
Ma veniamo al principio: alla partenza siamo sette irriducibili amanti dell'AM. Si va in macchina fino al punto di partenza... Si accendono i motori, si va! All'ingresso del Supramonte siamo già ad una prima prova di resistenza: l fondo della mulattiera che ci porta a Campo Bargios mette a dura prova le nostre schiene e le sospensioni delle auto. Un veloce preparativo, (io ne approfitto anche per dare il mio contributo alla causa della fertilizzazione del Supramonte) e siamo pronti a partire: lasciamo le auto custodite dai maiali vaganti nel sottobosco, si parte!
Il primissimo tratto è un saliscendi ottimo per scaldare le gambe, ma dura poco: in breve ci troviamo in una risalita in sentiero; “sentiero” è un parolone, è un freeride in mezzo a rocce di tutti i tipi e arbusti vari, il fondo è allucinante, e pedalare in piano è come fare salite al 10%...
Scopro subito cosa ha in serbo per noi il Supramonte: in questi luoghi la sfida è girare in bici. Non è un paese per bici, insomma. Ma che soddisfazione riuscire a mettere una ruota dietro l'altra e procedere, in un paesaggio lunare dove le uniche tracce umane sono le brutte facce dei miei compagni di giro! Il ritmo non è alto, il morale si, e ci avviciniamo pian piano alle tombe di S'Arena, un sito archeologico stupefacente, con due tombe dei giganti piuttosto ben conservate, osservate dal vicino nuraghe di Perdeballa.-
Al nostro arrivo incontriamo un secondo gruppo di amici, che per oggi ha in programma un giro molto simile al nostro. Li rincontreremo diverse volte e condivideremo con loro alcuni degli scorci più belli della giornata.
Lasciamo le tombe alle nostre spalle, e scendiamo allegri verso la gola del rio Flumineddu...La discesa inizia bene ma...porc, portage in discesa, che spreco!! Per rifarci della delusione ci tuffiamo nelle pozze del fiume, ristorandoci nelle sue fresche acque. Altri amici oggi hanno optato per un giro costiero: stigazzi, anche noi ci siamo fatti il bagno, in un fiume a mille metri di quota, zan zan!
La gioia ha però vita breve: ci aspetta un bel tratto in portage sull'altra sponda. La fatica è ripagata con l'unica discesa davvero rilassante della giornata, una mulattiera sassosa che si snoda tra querce secolari e rocce calcaree fino ad una fonte ristoratrice dove possiamo riempire le nostre sacche idriche. Ma la sorpresa più bella è che incontriamo un gruppo di orgolesi intenti a mandicare maialetti e a sfondarsi di alcol...Nella migliore tradizione barbaricina ci offrono del loro, noi non ce lo facciamo ripetere due volte e trinchiamo e mangiamo senza fare troppi complimenti.
Si riparte, un tratto di salita ci porta alla deviazione per su Disterru orgolesu, una voragine carsica che un nostro compare speleologo vuole assolutamente farci vedere: qualcuno teme ci voglia gettare dentro, ma almeno per stavolta non cede alla tentazione. Un posto incredibile, e quel matto tempo fa ci si è pure calato dentro per 240 metri di profondità!!
Ripartiamo, il nuraghe “Mereu” ci aspetta, sito archeologico di tre millenni e mezzo fa, che guarda dritto dritto l'enorme gola di Su Gorroppu, tra Orgosolo e Urzulei. Alcuni chilometri sull'altopiano, una foratura di uno dei nostri che aiuta a spezzare un pochino la fatica del giro... ne approfitto per dare un'occhiata al garmin: solo 600 di dislivello?????? Mi sembra di averne già fatti più di mille... è il Supramonte, dove le distanze e i dislivelli non dicono nulla, niente è quel che sembra, le comuni leggi del ciclismo valgono meno di cinquanta lire.
E' giunto il momento più bello: Il nuraghe è sotto di noi, da qualche parte in mezzo al bosco. La discesa per arrivarci è qualcosa di orgasmico, mi diverto come un matto: un single a zig zag tra le rocce e alberi secolari, speri che non finisca mai...come si fa a non ululare! Quando arriviamo al nuraghe e vi saliamo sopra rimaniamo a bocca aperta: il panorama sulla gola di Gorroppu è qualcosa di indescrivibile (le fotografie non potranno mai rendergli giustizia), la gioia di essere arrivati lì poi rende tutto ancora più bello. Ci godiamo un quarto d'ora di sorrisi da ebeti e poi decidiamo che è il momento di raggiungere il culmine del godimento: si scende a fionda verso “Sa Giuntura”, avvallamento calcareo all'imbocco della gola, incrocio di due alvei rocciosi. La discesa è forse una delle più belle che abbia mai fatto, sembra quasi di essere finiti in un immenso imbuto calcareo, a valanga sulle pieghe del rio Flumineddu. Sa Giuntura sembra non essere mai stata vista da alcun uomo, siamo lì, sdraiati su rocce bianche come la neve, e siamo in pace col mondo intero. Flavio, il golosone del gruppo, si riconcilia col suo passato addentando un panino, mentre alcuni di noi fanno volare la fantasia immaginando un elicottero che ci riporti magicamente alle auto.
E' il momento, dobbiamo andare: e mò 'so cccazzi! Alla prima risalita nelle pieghe rocciose del rio Flumineddu il capobranco si gira ed esordisce con un: “vedete questo? Ce ne aspetta un cento volte tanto”...Ricordo di aver pensato che stesse esagerato...... Cazzarola, non esagera! Risaliamo lentissimamente un muro di rocce e macchia mediterranea, una lingua di Supramonte sospesa tra le gole del Flumineddu e di Codula Orbisi...lo spettacolo è primordiale, la fatica ancestrale, le maledizioni a al nostro amico disumane.
Il portage sembra non finire mai, passa una o due ore, non saprei dire, ma finalmente ci lasciamo alle spalle il tratto meno duro. Ora si può riniziare a pedalare, lungo una stradina lastricata di pietre, giusto per non farci mancare un'ultima “sciampullata” alla schiena. La salita non sarebbe particolarmente dura ma il fondo, e soprattutto la stanchezza di fine giro, ci mettono alla prova. Arriviamo alle auto felici e contenti: la giornata umida ha reso il giro più impegnativo, ma siamo tutti lì sani e salvi, pronti a goderci il premio meritato dopo circa 30 km e 1200 di dislivello, che nel Supramonte "valgono doppio". Terzo tempo nel sottobosco, ricco di pizze, focacce, pane fressa e salumi vari, tutto condito da birra e allegria.
Che dire? Probabilmente uno dei giri più belli che abbia mai fatto, sicuramente uno dei più duri. Ed è un giro che tutti gli amanti del genere dovrebbero provare almeno una volta....se qualcuno volesse..batta un colpo, io ci tornerei anche domani! :)

Scusate le foto in ordine sparso, e se sono troppe...Per le foto ringrazio i contributi di Luca, Johnny e Jò... ;)










































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Il Supramonte.
E questo già dice quasi tutto quello che ci sarebbe da dire.
Non so se sia abbastanza conosciuto al di fuori della Sardegna, ma qui da noi è considerato “Sua Maestà dei giri AM”...qui non esiste luogo più selvaggio, duro, ancestrale e pericoloso; non esistono strade, spesso non esistono nemmeno sentieri, non c'è traccia di vita umana per decine di chilometri, non prendono i telefoni, non c'è niente di niente se non montagne, altopiani e gole costellati di rocce chiare e boschi a perdita d'occhio. Di per sé ce n'è abbastanza per godere come ricci, ma la verità è che ci sono giri particolari che, oltre alla bellezza dei luoghi, la gioia di portare a termine l'impresa, l'adrenalina e la stanchezza che condiscono ogni colpo di pedale, lasciano un sorriso speciale per la compagnia e il divertimento degli amici con cui si va a farli. Temevo di soffrire lungo tutto il giro, invece mi sono divertito come poche volte, persino rilassato, mi sono gustato in tutto e per tutto un percorso a dir poco strepitoso. Ehm, quasi tutto, quella maledetta risalita da “Sa Giuntura” non me la scorderò facilmente!
Ma veniamo al principio: alla partenza siamo sette irriducibili amanti dell'AM. Si va in macchina fino al punto di partenza... Si accendono i motori, si va! All'ingresso del Supramonte siamo già ad una prima prova di resistenza: l fondo della mulattiera che ci porta a Campo Bargios mette a dura prova le nostre schiene e le sospensioni delle auto. Un veloce preparativo, (io ne approfitto anche per dare il mio contributo alla causa della fertilizzazione del Supramonte) e siamo pronti a partire: lasciamo le auto custodite dai maiali vaganti nel sottobosco, si parte!
Il primissimo tratto è un saliscendi ottimo per scaldare le gambe, ma dura poco: in breve ci troviamo in una risalita in sentiero; “sentiero” è un parolone, è un freeride in mezzo a rocce di tutti i tipi e arbusti vari, il fondo è allucinante, e pedalare in piano è come fare salite al 10%...
Scopro subito cosa ha in serbo per noi il Supramonte: in questi luoghi la sfida è girare in bici. Non è un paese per bici, insomma. Ma che soddisfazione riuscire a mettere una ruota dietro l'altra e procedere, in un paesaggio lunare dove le uniche tracce umane sono le brutte facce dei miei compagni di giro! Il ritmo non è alto, il morale si, e ci avviciniamo pian piano alle tombe di S'Arena, un sito archeologico stupefacente, con due tombe dei giganti piuttosto ben conservate, osservate dal vicino nuraghe di Perdeballa.-
Al nostro arrivo incontriamo un secondo gruppo di amici, che per oggi ha in programma un giro molto simile al nostro. Li rincontreremo diverse volte e condivideremo con loro alcuni degli scorci più belli della giornata.
Lasciamo le tombe alle nostre spalle, e scendiamo allegri verso la gola del rio Flumineddu...La discesa inizia bene ma...porc, portage in discesa, che spreco!! Per rifarci della delusione ci tuffiamo nelle pozze del fiume, ristorandoci nelle sue fresche acque. Altri amici oggi hanno optato per un giro costiero: stigazzi, anche noi ci siamo fatti il bagno, in un fiume a mille metri di quota, zan zan!
La gioia ha però vita breve: ci aspetta un bel tratto in portage sull'altra sponda. La fatica è ripagata con l'unica discesa davvero rilassante della giornata, una mulattiera sassosa che si snoda tra querce secolari e rocce calcaree fino ad una fonte ristoratrice dove possiamo riempire le nostre sacche idriche. Ma la sorpresa più bella è che incontriamo un gruppo di orgolesi intenti a mandicare maialetti e a sfondarsi di alcol...Nella migliore tradizione barbaricina ci offrono del loro, noi non ce lo facciamo ripetere due volte e trinchiamo e mangiamo senza fare troppi complimenti.
Si riparte, un tratto di salita ci porta alla deviazione per su Disterru orgolesu, una voragine carsica che un nostro compare speleologo vuole assolutamente farci vedere: qualcuno teme ci voglia gettare dentro, ma almeno per stavolta non cede alla tentazione. Un posto incredibile, e quel matto tempo fa ci si è pure calato dentro per 240 metri di profondità!!
Ripartiamo, il nuraghe “Mereu” ci aspetta, sito archeologico di tre millenni e mezzo fa, che guarda dritto dritto l'enorme gola di Su Gorroppu, tra Orgosolo e Urzulei. Alcuni chilometri sull'altopiano, una foratura di uno dei nostri che aiuta a spezzare un pochino la fatica del giro... ne approfitto per dare un'occhiata al garmin: solo 600 di dislivello?????? Mi sembra di averne già fatti più di mille... è il Supramonte, dove le distanze e i dislivelli non dicono nulla, niente è quel che sembra, le comuni leggi del ciclismo valgono meno di cinquanta lire.
E' giunto il momento più bello: Il nuraghe è sotto di noi, da qualche parte in mezzo al bosco. La discesa per arrivarci è qualcosa di orgasmico, mi diverto come un matto: un single a zig zag tra le rocce e alberi secolari, speri che non finisca mai...come si fa a non ululare! Quando arriviamo al nuraghe e vi saliamo sopra rimaniamo a bocca aperta: il panorama sulla gola di Gorroppu è qualcosa di indescrivibile (le fotografie non potranno mai rendergli giustizia), la gioia di essere arrivati lì poi rende tutto ancora più bello. Ci godiamo un quarto d'ora di sorrisi da ebeti e poi decidiamo che è il momento di raggiungere il culmine del godimento: si scende a fionda verso “Sa Giuntura”, avvallamento calcareo all'imbocco della gola, incrocio di due alvei rocciosi. La discesa è forse una delle più belle che abbia mai fatto, sembra quasi di essere finiti in un immenso imbuto calcareo, a valanga sulle pieghe del rio Flumineddu. Sa Giuntura sembra non essere mai stata vista da alcun uomo, siamo lì, sdraiati su rocce bianche come la neve, e siamo in pace col mondo intero. Flavio, il golosone del gruppo, si riconcilia col suo passato addentando un panino, mentre alcuni di noi fanno volare la fantasia immaginando un elicottero che ci riporti magicamente alle auto.
E' il momento, dobbiamo andare: e mò 'so cccazzi! Alla prima risalita nelle pieghe rocciose del rio Flumineddu il capobranco si gira ed esordisce con un: “vedete questo? Ce ne aspetta un cento volte tanto”...Ricordo di aver pensato che stesse esagerato...... Cazzarola, non esagera! Risaliamo lentissimamente un muro di rocce e macchia mediterranea, una lingua di Supramonte sospesa tra le gole del Flumineddu e di Codula Orbisi...lo spettacolo è primordiale, la fatica ancestrale, le maledizioni a al nostro amico disumane.
Il portage sembra non finire mai, passa una o due ore, non saprei dire, ma finalmente ci lasciamo alle spalle il tratto meno duro. Ora si può riniziare a pedalare, lungo una stradina lastricata di pietre, giusto per non farci mancare un'ultima “sciampullata” alla schiena. La salita non sarebbe particolarmente dura ma il fondo, e soprattutto la stanchezza di fine giro, ci mettono alla prova. Arriviamo alle auto felici e contenti: la giornata umida ha reso il giro più impegnativo, ma siamo tutti lì sani e salvi, pronti a goderci il premio meritato dopo circa 30 km e 1200 di dislivello, che nel Supramonte "valgono doppio". Terzo tempo nel sottobosco, ricco di pizze, focacce, pane fressa e salumi vari, tutto condito da birra e allegria.
Che dire? Probabilmente uno dei giri più belli che abbia mai fatto, sicuramente uno dei più duri. Ed è un giro che tutti gli amanti del genere dovrebbero provare almeno una volta....se qualcuno volesse..batta un colpo, io ci tornerei anche domani! :)

Scusate le foto in ordine sparso, e se sono troppe...Per le foto ringrazio i contributi di Luca, Johnny e Jò... ;)










































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Complimenti Nuraghes, conosco il giro che avete fatto... merita tantissimo!!!
Immersi completamente nella natura... [emoji109] [emoji123] [emoji122]

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nuraghes

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Complimenti Nuraghes, conosco il giro che avete fatto... merita tantissimo!!!
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Grazie [email protected]! L'hai fatto anche tu? Sai che mi era venuta anche l'idea di proporti di unirti a noi? Alla fine però ho rinunciato perché avevamo orari un po' incerti...
Ti dico che fare tutte quelle discese su sentieri naturali (noente bikepark) è più faticoso che fare 2000m pedalando.
Ma certo Boardi, ci credo...io mi sarei rotto le braccia di sicuro! :D

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Grazie [email protected]! L'hai fatto anche tu? Sai che mi era venuta anche l'idea di proporti di unirti a noi? Alla fine però ho rinunciato perché avevamo orari un po' incerti...

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Dovevo farlo per ben 2 volte ma a causa di impegni ho sempre dovuto rinunciare...😬
Ci saranno altre opportunità per pedalare insieme.. 👍

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nuraghes

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Dovevo farlo per ben 2 volte ma a causa di impegni ho sempre dovuto rinunciare...😬
Ci saranno altre opportunità per pedalare insieme.. 👍

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quello senza dubbio! Anzi inizio già a dirti che prossimamente ho in programma di salire a Punta Lamarmora... ti andrebbe nel caso? cercherei di avvisarti per tempo...mi farebbe troppo piacere!
 

nikmer

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Genova
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Scusate le foto in ordine sparso, e se sono troppe...Per le foto ringrazio i contributi di Luca, Johnny e Jò... ;)
Scusate ? Sono troppe ?
Ma scusa tu se te ne chiediamo di più :medita:
Bellissimi posti e bellissima compagnia.
Un giro veramente spettacolare!!
E bello anche il racconto!

Ringrazio anche io per i contributi!!
Grandi Luca Johnny e Jò!!! :celopiùg:


Noi siamo ancora nei giringiro liguri però adesso siamo al completo: tutti canyon fino al midollo con l'ultima new entry, una Strive AL 6.0 lime margarita che è un vero spettacolo!!








Attimi di confusione... :smile:
 
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Scusate ? Sono troppe ?
Ma scusa tu se te ne chiediamo di più :medita:
Bellissimi posti e bellissima compagnia.
Un giro veramente spettacolare!!
E bello anche il racconto!

Ringrazio anche io per i contributi!!
Grandi Luca Johnny e Jò!!! :celopiùg:


Noi siamo ancora nei giringiro liguri però adesso siamo al completo: tutti canyon fino al midollo con l'ultima new entry, una Strive AL 6.0 lime margarita che è un vero spettacolo!!
ahahah dobbiamo assolutamente fare un gemellaggio!
Ps. quel colore è pazzesco, già mi incuriosiva sul sito, ma dal vivo è qualcosa di favoloso!!
 

nuraghes

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ragazzi, che tristezza, questa è solo una delle immagine che ho scattato qui a Pantelleria.
Dopo quasi 4 giorni, l'incendio è stato domato...ma quanta distruzione!!!
nooo! che è questo scempio? ma che è successo? piromani di m...a???
 
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pablisc

Biker superis
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nooo! che è questo scempio? ma che è successo? piromani di m...a???


Sabato sera hanno dato fuoco alla montagna,buona parte e' stata distrutta.
Mai visto niente del genere, azione premeditata,hanno aspettato la sera,rendendo impossibile l'intervento dei canadair.
Poi ci si è messo il vento che qui non manca mai.
Che tristezza, ora il lavoro da fare è tanto, è stato un duro colpo per il patrimonio paesaggistico e per l'economia dell'isola. Finalmente,oggi pare sia stato domato.
 

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Biker marathonensis
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Canyon YT Specialized
Pensavo fosse l'onda d'urto di Pubisc..
Quanto va' forte il ragazzo!!

Scherzi a parte .. Mi unisco al pensiero di Nughi.
E siamo con voi!!
 

nuraghes

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Sabato sera hanno dato fuoco alla montagna,buona parte e' stata distrutta.
Mai visto niente del genere, azione premeditata,hanno aspettato la sera,rendendo impossibile l'intervento dei canadair.
Poi ci si è messo il vento che qui non manca mai.
Che tristezza, ora il lavoro da fare è tanto, è stato un duro colpo per il patrimonio paesaggistico e per l'economia dell'isola. Finalmente,oggi pare sia stato domato.
gente cosi dovrebbe essere appesa..... Sono tra le categorie di delinquenti che detesto di più! Spero che li prendano e che gliela facciano pagare cara...
speriamo anche che il territorio si riprenda in fretta, in genere la macchia mediterranea è abbastanza coriacea, speriamo che il calore non abbia distrutto anche le radici...
 

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Biker marathonensis
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Canyon YT Specialized
Oggi trovato un trail flow bellissimo..
Con un bel pezzo ripido .. Sterrato .. Piatto con curvoni da tirare.. :)

All.'opposto delle pietraie degli amici sardi e nughi in particolare.

PS. Visto che non riesco a girare le foto .. Girate lo schermo.. :) :)
 

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