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frenk

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Repubblica dell'Ossola
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Si torna purtroppo a parlare di doping nel mondo dell’Enduro World Series. Dopo Graves e Rude, un altro atleta è risultato positivo ai controlli anti-doping e anche in questo caso non si tratta di un atleta qualsiasi ma del leader di circuito Martin Maes.

Dai controlli relativi alle gare di Rotorua e Tasmania, il rider belga è risultato positivo al Probenecid, una sostanza proibita dalla World Anti-Doping Agency in quanto diuretica ma soprattutto per il suo effetto di agente mascherante, ovvero può coprire la presenza di altre sostanze.
A quanto dichiarato dal medico ufficiale dell’evento della Nuova Zelanda, la sostanza è stata da lui prescritta all’atleta per potenziare l’effetto degli antibiotici su di un taglio alla gamba procuratosi durante la gara in Nuova Zelanda che si era infettato e mostrava...
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vitamin

Biker superioris
22/10/07
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Radon
'ste pomate...prima Matteo Raimondi poi Martin Maes; ma i medici che seguono gli atleti sono così incompetenti?
 

mirko_jimbho84

Il Perry
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Cernusco Sul Naviglio
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si però mi vien da dire... su un taglietto così tutto sto cinema tra pomate e antibiotici?..... cioè io dovrei esser sempre sotto antibiotici visto tutte le tuone con relative escoriazioni e tagli... bo mi sà di ennesima cacata... però non so...
 
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_PM_

Biker novus
11/9/09
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Zürich
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Non è una "pomata" ma pillole prese oralmente, e non è il "suo dottore" ma il dottore volontario alla manifestazione NZ Enduro, dove Martin partecipò prima dell'EWS Rotorua, nella quale dopo una lacerazione alla tibia con conseguente infezione, le è stato prescritto la sostanza.
Il modo in cui è stato scritto l'articolo è completamente privo di dettaglio con l'intenzione di creare come al solito polemica.
 

akko69

Biker poeticus
12/11/04
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Alessandria
www.akko69.altervista.org
I am a Specialist Emergency Physician, and have been practising Emergency Medicine for over 15 years. On March 8th -10th 2019, I was acting in a voluntary role as a event doctor on the New Zealand Enduro, a backcountry mountain bike race in Marlborough, New Zealand.

On the afternoon of March 8th 2019, I was reviewing and treating a number of riders who had been injured in the day’s racing. Mark Maurissen approached me, and asked me to review Martin Maes, who had sustained a significant laceration to his right pretibial area (lower leg) during the day’s racing. Martin had sustained an approximately 5 centimeter long vertically orientated burst type laceration to his lower leg. There was significant soft tissue damage, and the wound was grossly contaminated (conditions were particularly muddy that day) I irrigated and debrided the wound extensively, applied a topical antiseptic solution, and sutured the skin using 4 x interrupted sutures. I was concered about a significant risk of infection given the wound location, tissue damage, and initial contamination. At that point I dispensed a course of flucloxacillin (an antibiotic) in a standard dose (500 milligrams 4 times a day for 3 days with a goal of preventing infection). I gave Martin standard wound care advice, and planned to follow him up in 2 days

On March 10th 2019 at around 10 am, I reviewed Martin’s wound. At that point, he had a clearly established serious infection surrounding the wound, despite the prophylactic antibiotics. This infection had developed over the last 24 hours. I removed 2 of the sutures, draining a small amount of pus, and irrigated and further debrided the wound. A higher dose of antibiotic was clearly indicated, as the infection was significant enough be life or limb threating if left unchecked. My standard practice in a case like this is to give a higher dose of flucloxacillin in combination with a medicine called probenicid. In this case, probenicid acts to reduce the excretion of penicillin type antibiotics from the kidneys, thus boosting the blood levels of antibiotic. These higher levels of antibiotic are particularly important for treating serious infection, and I do not believe Martins infection would have resolved without them. The only other option would have been hospitalisation for intravenous antibiotics, which carries its own set of risks and costs, and would not necessarily be more effective than adding probenicid.

I provided Martin with a prescription for 2 grams of flucloxacillin 3 times a day for the next 2 days (dropping to 1 gram 3 times a day for a further 5 days), and probenicid 500 milligrams 3 times a day for 7 days. I discussed all of this with Dr Julian Balance, an Orthopaedic Surgeon also volunteering as a race doctor. He agreed with the management plan as above.

Both Martin and Mark asked if the medications I were permissible for racing. I informed them that probenicid has no performance enhancing effects, and as far as I was aware was not a prohibited substance for racing. I checked this with Dr Balance, as well as Dr Sam Grummitt (another of the race doctors), neither of whom were aware that probenicid was a prohibited substance. There was no cellular data coverage at the event to enable us to check this. Martin began vomiting that afternoon, likely as a result of the higher doses of flucloxacillin, which often cause significant gastrointestinal upset. At that point we discussed referring him to hospital, and elected to give him a trial of an anti-vomiting drug prior to this. I dispensed 4 milligrans of ondansetron, which settled his vomiting, and enabled him to take the prescribed antibiotics.

I understand Martin made a good recovery, and was able to race 2 weeks later. I also understand that Martin returned a positive urine drug test for probenicid at that event. I have subsequently learned that probenicid is on the UCI prohibited substances list, and has previously been used as a masking agent, although it has no performance enhancing effects.

The probenicid I prescribed Martin was clearly medically indicated and I would do so again given the same clinical scenario. I believe he would have experienced a significant impairment to health had I not prescribed it, with the potantial for life threatening spread of infection. Had I known it was a prohibited substance, I would have been happy to fill in a therapeutic exemption form. I am confident that there was no performance enhancing benefit from the prescription, and in fact the severity of the infection was likely to have been detrimental to his performance in the next few weeks—Dr Tom Jerram

fonte Pinkbike
 
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klasse

Biker superis
8/6/09
339
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Saint Vincent
Booo?????
Non saprei cosa dire. So solo che 90 gg non sono 8 mesi, o un anno.
Se fossi al suo posto non saprei cosa dire o fare, anche se hai la diarrea molto farmaci non li puoi prendere.
Ma non basta la dichiarazione che li usi per una terapia prescritta dal medico e informi medico della squadra e poi uffici vari?
No perché se così fosse non capisco perché non farla, lo farei anche per gli integratori.
 

frenk

Redazione
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Repubblica dell'Ossola
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:)
Non è una "pomata" ma pillole prese oralmente, e non è il "suo dottore" ma il dottore volontario alla manifestazione NZ Enduro, dove Martin partecipò prima dell'EWS Rotorua, nella quale dopo una lacerazione alla tibia con conseguente infezione, le è stato prescritto la sostanza.
Il modo in cui è stato scritto l'articolo è completamente privo di dettaglio con l'intenzione di creare come al solito polemica.
L'articolo è un semplice sunto dei fatti che riporta i dettagli principali, approfonditi dai due comunicati stampa ufficiali allegati. L'intenzione di creare polemica la vedi solo tu. Gli articoli "flame" non sono affatto la mia specialità e non gradisco illazioni arbitrarie di questo tipo.
 

teoDH

Biker paradisiacus
Le persone normali, se si tagliano, usano il disinfettante e i cerotti... gli "atleti" usano antibiotici, diuretici, e chissà quale altra sostanza miracolosa...
Buffoni, buffone chi si dopa, buffone chi trova le scuse, buffone l'ente che queste scuse le prende per buone...
 

sembola

Moderatur cartesiano
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Siena
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una nera e l'altra pure
gli hanno negato l'eccezione per uso terapeutico, non so perché...
l' "esenzione per uso terapeutico" esiste solo per farmaci prescritti in caso di malattie croniche e solo per determinati tipi di farmaco. Ed in ogni caso deve essere richiesta in anticipo, non dopo l'assunzione.


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_PM_

Biker novus
11/9/09
35
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Troppe
Le persone normali, se si tagliano, usano il disinfettante e i cerotti... gli "atleti" usano antibiotici, diuretici, e chissà quale altra sostanza miracolosa...
Buffoni, buffone chi si dopa, buffone chi trova le scuse, buffone l'ente che queste scuse le prende per buone...
Mi ricordi Salvini l'aggiustatutto: "A casa mia, se mi taglio, prendo il disinfettante, due cerotti e si sistema tutto".

Sei proprio una persona ignorante.
 

fabio1991

Biker serius
4/9/07
119
40
nord-est
a me a seguito di un escoriazione dovuta ad una caduta in moto che si era particolarmente gonfiata hanno prescritto lo stesso più uno spry da applicare sulla ferita per favorire la cicatrizzazione..morale della favola la spry aveva il bollino doping, il probenacid come farmaco equivalente no..ma in ogni caso ad un controllo sarei risultato positivo a 2 cose ed era una escoriazione che non ha nemmeno richiesto punti di sutura...
Quindi io sono una persona normale e i cerotti e il disinfettante non sono bastati...
 

fabio1991

Biker serius
4/9/07
119
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nord-est
si anche perchè chiederla successivamente è come passare con il rosso e poi tornare indietro e chiedere scusa...
 

gibopeo

Biker serius
14/6/13
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Italy
Bike
S-works Epic HT
Da nessuna parte sta scritto che non ci si deve curare. Semplicemente, se ci si cura con principi attivi che rientrano nella lista delle sostanze dopanti, si devono rispettare i tempi di sospensione e non si deve correre la gara successiva, se quei tempi non sono rispettati.
Taglietto o molto piu' di un taglietto, non importa.
Oltre a non aver applicato questa semplice regola, nessuno pare essersi posto il problema di quanto somministrato, ignorando che un diuretico potesse essere dopante.
Ok l'effetto che in questo caso ha in associazione all'antibiotico, ma ricordo che un diuretico puo' anche essere utilizzato per restare nel peso forma (oltre a mascherare altre sostanze come giustamente ricordato nell'articolo), e quindi vorrei che qualcuno spiegasse come un diuretico non altera la prestazione...
Inoltre, dalla descrizione della ferita pare che dovesse morire il giorno dopo, ed invece era a correre in bici...
 

Tc70

Entomobiker
20/4/11
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Provincia di Bs
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Picola ma carattarastica...
Mi ricordi Salvini l'aggiustatutto: "A casa mia, se mi taglio, prendo il disinfettante, due cerotti e si sistema tutto".

Sei proprio una persona ignorante.

C'è bisogno di tirare in ballo anche Salvini ora? In fin dei conti Teo non ha detto nulla di cosi eccessivamente errato...in un contesto di gare,e secondo la gravità del taglio,ci si può curare in molte maniere,a volte son sufficenti disinfettanti e cerotti a volte no,ma se per ogni taglietto lieve,vengono usati prodotti che potrebbero scaturire di questi fatti,una domanda sarebbe meglio porsela o no?
 

teoDH

Biker paradisiacus
Io quando mi sono portato via 5cm di pelle sull'asfalto ho usato il trofodermin, ma non sono soggetto a controllo antidoping...
ma il probenecid... lo prende una persona che conosco che soffre di gotta!!!
L'associazione taglio/probenecid poi la vedo un po' forzata, ok che aumenta l'effetto degli antibiotici, ma mi vien da pensare che aumenti l'effetto anche di altre sostanze...
 

teoDH

Biker paradisiacus
Riflettendo sugli eventi, mi chiedo se l'UCI o l'EWS non abbia ancora deciso di istituire, come per molte altre discipline, come l'atletica o lo sci, i controlli fuori stagione... Conoscendo bene alcuni sciatori di coppa italiani, so a quali tormenti siano sottoposti anche quando sono ad esempio in vacanza, con controlli a sorpresa, obblighi di reperibilità etc...
Qua non battono un colpo se non con i controlli dopogara... e visto che ultimamente ne beccano, forse sarebbe il caso di capire se non sia solo la punta dell'iceberg...
 

marco

Diretur
Diretur
29/10/02
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4.192
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Monte Bar
www.mtb-mag.com
Bike
Diverse
Riflettendo sugli eventi, mi chiedo se l'UCI o l'EWS non abbia ancora deciso di istituire, come per molte altre discipline, come l'atletica o lo sci, i controlli fuori stagione... Conoscendo bene alcuni sciatori di coppa italiani, so a quali tormenti siano sottoposti anche quando sono ad esempio in vacanza, con controlli a sorpresa, obblighi di reperibilità etc...
Qua non battono un colpo se non con i controlli dopogara... e visto che ultimamente ne beccano, forse sarebbe il caso di capire se non sia solo la punta dell'iceberg...
Già. Questa storia sa molto di dilettanti allo sbaraglio, però la notizia che passa ai "non addetti" è che anche nell'enduro gira il doping. L'unico modo per non perdere credibilità è assoggettarsi il prima possibile alle regole UCI di passaporto biologico anche perché chi si bomba veramente lo fa in fase di preparazione, non con due pillole pregara.
Una cosa che non mi è chiara però è che se Maes corre anche in DH, non è già un atleta uci e quindi soggetto a queste regole?