Giant Faith 0 (2010)

Discussione in 'Test' iniziata da Zergio, 5/1/10.

  1. Zergio

    Zergio Redazione

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    Giant, essendo una delle più grandi aziende di biciclette al mondo, non ha bisogno di presentazione mentre un minimo di introduzione lo riteniamo necessario per la sua rinata Faith.
    Progettata per riempiere il buco che era stato lasciato tra la Glory (equipaggiata per il DH agonistico con 203 mm di escursione posteriore) e la Reign X (associata alla pratica dell'all-mountain/enduro con i suoi 170 mm di corsa al carro posteriore), il prototipo fu svelato al pubblico nel 2008 con un ottimo biglietto da visita: Kurt Sorge sul secondo gradino del podio della Red Bull Rampage. Come per le altre full suspended della casa, Giant ha adottato l'oramai rodato sistema Maestro per costruire questa MTB da Freeride senza compromessi.

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    Due sono le versioni proposte dall'azienda: la top di gamma Faith 0 (quella da noi qui testata) a 3.999€ e la Faith 1 a 2.999€.
    Ecco a voi il video (regista Marco Toniolo; biker Muldox):
    Giant Faith | Valtellina on Vimeo

    Prime sensazioni e set-up
    Il telaio in alluminio (AluXX SL) è una vera opera d'arte dell' hydroforming; ogni tubo è stato lavorato per esaltare l'estetica, il contenimento del peso e la sua rigidità strutturale. Ultimo punto favorito anche dalla sua costituzione: i due triangoli, anteriore e del carro, sono entrambi chiusi e uniti da due generose bielle (il fodero basso e quello alto sono uniti da un arco) .

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    Ottimo esercizio di stile con il telaio color alluminio e "decalcomanie" blu che richiamano il colore delle due bielle del Maestro, i mozzi, i collarini manopole, i forcellini, la serie sterzo e i particolari dei freni. Forcella bianca come le guaine freni e cambio, cerchi e guida/tendi catena. Sobria e affascinante.

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    La scala graduata che si vede sul leveraggio è pura estetica (anche se non ne capiamo l'arte)

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    Mozzo anteriore in tinta

    Passiamo al sodo... abbassando completamente il reggisella ci si accorge immediatamente che il tubo è troppo sporgente per una discesa senza ingombri; vien così tagliato di ben 10 cm in modo di render possibile il suo completo inserimento nel ricurvo piantone sella. E poi per pedalare? Nessun problema aggiunto perchè anche con l'originale di 35 cm non era possibile pedalare con efficacia (bici taglia M e altezza biker circa 185 cm).

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    Tubo sella molto/troppo alto: così si presenta, tutto abbassato, prima del taglio

    Le sospensioni sono state affidate entrambi a Rock Shox; noi ci siamo trovati bene con precarico forcella Totem SoloAir con circa 60 psi nell’unica camera disponibile e precarico molla ammortizzatore posteriore praticamente nullo. Molte altre sono le regolazioni di fine-tuning: per la forcella è possibile regolare il ritorno e la compressione a basse/alte velocità mentre sul posteriore, Vivid 5.1, sono presenti ritorno inizio/fine corsa, compressione e drop stop con tre durezze (elastomero di fondo corsa). C'è da divertirsi!
    Nel kit di acquisto sono presenti anche una coppia di forcellini sostitutivi che portano la quota di chain stain da 442 mm a 445 mm; come conseguenza l'angolo sterzo passa da 66,8° a circa 66,3°. A nostro avviso la variazione è troppo piccola per esser apprezzata e valorizzata in un test a breve termine (in ogni caso il problema non si è posto: non erano stati forniti con la test-bike).

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    Ora la Faith è pronta per il test di discesa; il sopraccitato tubo sella, il peso di oltre 17 kg e la guarnitura a singola corona 36 denti scoraggerebbero anche il più impavido degli scalatori.

    Discesa veloce sconnessa
    La posizione di guida abbastanza raccolta e l’angolo sterzo non propriamente da freeride (pari a 66,8°) non hanno facilitato la guida di questa MTB lungo le discese veloci con fondo sconnesso. Si ha la sensazione che il carro posteriore vada in crisi prima della forcella. Ulteriore conferma della precedente impressione può essere ricercata nel grafico delle forze presente nella sezione di analisi teorica che segue il test.
    Una taglia più grande (la bici in test era una M e noi siamo alti circa 185 cm) abbinata ai forcellini opzionali migliorerebbe certamente le prestazioni in questo ambito, dato che si avrebbe un aumento dell'interasse di oltre 40 mm ed un angolo sterzo circa mezzo grado più disteso.

    Discesa veloce scorrevole
    Se nel precedente campo di utilizzo il mezzo necessita di una guida molto nervosa e attenta, quando ci si trova su fondi relativamente scorrevoli questa bici ci dona maggior relax così da far diventare la discesa molto più piacevole e divertente: agile, veloce nei cambi di direzione e facile ripresa di velocità nella uscita dalle curve sono i pregi della Faith.
    Impeccabili i freni Avid Elisir CR con registro di distanza leva/manopola e contatto pastiglia freno/disco. Non sono mai andati in crisi. La Faith è in questo caso promossa a pieni voti.

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    Muldox in azione (foto: Marco Toniolo)

    Discesa lenta e tecnica
    Nei passaggi lenti con sufficiente difficoltà tecnica si è comportata discretamente permettendoci facili nose-press senza però esaltarci quando ci si trova davanti a pendenze elevate e passaggi stretti tra le rocce/radici da percorrere a basse velocità. Valgono anche qui le considerazioni fatte al capitolo "discesa veloce sconnessa" riguardo taglia e forcellini opzionali: se da un lato il maggior interasse e l'angolo sterzo più rilassato farebbero perdere qualcosa sul fronte agilità, dall'altro conferirebbero maggior sicurezza sul ripido.
    Buono il grip delle Kenda Nevegal 2.35’ qui presenti nella loro mescola più morbida, la Stick E. Efficace e resistente il guida/tendi catena fatto appositamente da MRP per la Giant.

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    Conclusioni
    Ottima MTB per discese con flow (sicuramente ottima per il bike park, magari questa estate potremo confermare questa affermazione!). Per quanto concerne gli altri ambiti, non si può avere tutto: la maneggevolezza e reattività si pagano in particolare sui terreni veloci con grossi ostacoli. Sarebbe interessante valutare in che misura una taglia più grande abbinata ai forcellini opzionali possa cambiare l'anima di questa bici.
    Nelle poche uscite concesse per il test, la finitura superficiale del telaio ci è sembrata molto resistente; fattore apprezzato per un mezzo gravity che vedrà molti sassi e impianti di risalita.


    Problemi riscontrati durante il test
    -Allentamento mozzo anteriore. Una volta serrato non ha più dato problemi per tutta la durata del test.
    -Rottura fascette di ritenuta cavo sotto il tubo obliquo e fodero; probabilmente dovuta ad una sassata. Niente di grave ma poteva andare peggio...
    Le fascette utilizzate sono eccessivamente sottili e fragili, ma gli alloggiamenti grandi a sufficienza per poterle sostituire con altre più solide.
    -Il registro rebound della Totem si è bloccato durante una regolazione; problema meccanico non di idraulica interna. La molletta di ritenuta del pomello si è inceppata con il pomello stesso e solo con l'aiuto di una pinza è stato possibile toglierlo. Le successive regolazioni sono state effettuate utilizzando la brugola del registro come utensile separato.

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    Decisamente ampi i fori di passaggio per le guaine nel telaio. Quello in foto temiamo che sarà destinato a riempirsi di fango e sporcizia in poco tempo.

    Faith in pillole


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    Telaio: AluxX SL-Grade Aluminium, 7.0" Maestro Suspension
    Taglie disponibile: S , M, L
    Forcella: Rock Shox Totem Air, 180 mm, asse passante da 20 mm
    Escursione posteriore: 178 mm dichiarata e 180 mm rilevata
    Ammortizzatore: Rock Shox Vivid 5.1 (216 mm con 63 mm di corsa)
    Attacco manubrio: Race Face Diabolus D2
    Curva manubrio: Race Face Respond DH, low rise 31.8
    Freni:Avid Elixir CR 203F/180R
    Comandi cambio: SRAM X9 trigger
    Cambio posteriore: SRAM X9
    Guarnitura: Race Face Atlas FR,36T
    Movimento Centrale: Race Face X Type, External
    Tendi/ guida catena: MRP Mini G2 guide, Custom for Giant
    Sella: GIANT DJ
    Reggisella: Race Face Respond
    Cassetta pignoni: SRAM PG970 11x32, 9-speed
    Catena: Shimano HG-73
    Mozzi: Front Giant Tracker w/20mmAxle, Rear SunJumpingFleaw/12mmAxle,32h
    Cerchi: Sun Ringle MTX31
    Raggi: DT Competition
    Coperture:Kenda Nevegal 26x2.35 Stick-E
    Forcellini:sostituibili
    Sistema ISCG: presente

    Peso (rilevato per la taglia M senza pedali): 16,65 kg
    Prezzo: 3.999 €

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    Analsi teorica del sistema ammortizzante Maestro sulla Faith grazie a LINKAGE


    Nella precedente sezione d’analisi teorica sui sistemi ammortizzanti dei carri posteriori abbiamo visto come leggere il grafico delle forze (tratto dal test Beef Cake, Rose). Partiamo proprio da quello anche per l'analisi della Faith la quale presenta un carro denominato, da Giant, Maestro; in pratica uno sviluppo del VPP con punto di infulcro del braccio corto del carro oltre il movimento centrale. Per onor di cronaca l'acronimo Virtual Pivot Point non è altro che uno stratagemma più o meno commerciale per definire l'instant center (IC) degli schemi a 4 bracci ma con la relativa particolarità (almeno brevettuale) della traiettoria di ruota posteriore che forma una curva a forma di "S"( e i suoi discutibili vantaggi che tratteremo nell'eventuale test di un tale sistema).

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    Grafico 1: grafico della forza sulla ruota posteriore in funzione della corsa stessa

    La progettazione di questo carro da vita ad un sistema inizialmente progressivo che va poi ad invertire l'andamento per diventare regressivo ad una corsa alla ruota di circa 130 mm (Grafico 1). Strana costruzione per una MTB dedicata alla gravità: su discese veloci e sconnesse oppone resistenza crescente, mentre su impatti più consistenti, dopo sag del 70%, risulta cedevole. Poco comfort sui fondi sconnessi, dovuto ai movimenti più corti e meno fluidi del movimento dei 4 bracci, e facilità nel raggiungere il fondo corsa sugli impatti consistenti. Per risolvere quest'ultimo teorico fastidio viene in aiuto l'elastomero presente nell'unità ammortizzante RockShox Vivid anche se, nel complesso, personalmente avremmo optato per un Fox DHX 5. air.
    Sulla carta il sistema Maestro sembra disegnato per una allmountain con affinità scalatrici e a questa affermazione da il suo contributo l'analisi di antisquat determinato in Figura 1.

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    Figura 1:centro istataneo di rotazione

    L'antisquat passa da 98% a riposo a 93,5% al valore di sag 25% su entrambe le sospensioni. Valore molto contenuto per minimizzare il bobbing nella pedalata; dicorso che lasciamo subito visto l'utilizzo obbligato di questa MTB.

    Riprendiamo ora il discorso sull'interpretazione del grafico del rapporto di compressione dell'ammortizzatore dove lo abbiamo sospeso...
    Grafico del rapporto di compressione e sua interpretazione
    -Grafico
    La curva rappresenta la correlazione tra il rapporto di compressione, definito dal rapporto tra escursione reale dell'asse ruota posteriore ed escursione sull'ammortizzatore, e corsa alla ruota.
    Il grafico fa da specchio a quello delle forze o più precisamente a quello del rapporto di leva/geometria del carro.
    Determiniamo la distanza X (linea arancio Figura 2) come la quota tra l'asse dei foderi e l'infulcro della biella di leveraggio e Y (linea verde Figura 2) quella tra direttrice dell'ammortizzatore e lo stesso punto (sempre a 90° dall'asse). Allo stesso modo ma ad un’escursione della ruota posteriore successiva, si definiscon X' e Y' (Figura 3).


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    Figura 2:sag ad escursione zero

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    Figura 3: sag ad escursione '


    Determinati i due bracci e il fulcro della leva, ad escursioni successive, si può "facilmente" calcolare il rapporto di compressione:

    1- se X' e Y’ rimangono pressoché uguali a X e Y il rapporto di compressione rimane costante
    2- se X' è minore di X e Y' è maggiore di Y il rapporto di compressione diminuisce
    3- se X' è maggiore di X e Y' è minore di Y il rapporto di compressione aumenta

    Fisicamente il rapporto di compressione è il reciproco della derivata della curva della geometria (leveraggio) la quale ha una deviazione da quelle delle forze dovuta alla traiettoria percorsa dalla ruota non perfettamente verticale. Come scritto precedentemente, la forza è calcolata come se arrivasse dal terreno sull'asse della ruota con direzione verticale rispetto alla posizione iniziale del telaio. Se la traiettoria della ruota è molto inarcata e ad escursioni elevate ritorna verso il movimento centrale (s crescente) è, secondo questo punto di vista, bene distinguere la progressività delle forze da quella dovuta al rapporto di compressione.

    -Interpretazione
    Relativamente ai tre casi limite:
    1- nei tratti di escursione in cui X e Y variano molto poco il rapporto di compressione rimane costante, l'ammortizzatore riceve una forza costante durante la chiusura del carro. La geometria è lineare.
    2- nei tratti di escursione in cui X diminuisce e Y aumenta il rapporto di compressione decresce, l'ammortizzatore riceve una forza che si riduce all'aumentare della chiusura del carro. La geometria è progressiva.
    3- nei tratti di escursione in cui X aumenta e Y diminuisce il rapporto di compressione cresce, l'ammortizzatore riceve una forza che aumenta all'aumentare della chiusura del carro. La geometria è regressiva.

    NB: qui si parla di geometria non di risposta effettiva del carro alle sollecitazioni esterne. Studiare/progettare una MTB con queste curve si può incorrere ad errori di valutazione.


    Il rapporto di compressione nel Grafico 2 diminuisce per la quasi totalità dell'escursione ma la progressività delle forze è in realtà (come visto nel Grafico 1) ridotta, fino a diventare regressiva, dal percorso della ruota molto inarcato e crescente verso valori positivi (dopo 80 mm di escursione).

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    Grafico 2:rapporto di compressione

    Il retro della medaglia, qui quello più apprezzato, indica un ∆s positivo per quasi 90% di escursione (Grafico 3). Fattore che da il suo piccolo contributo per sorpassare gli ostacoli con maggiore comfort percepito dal biker perchè il centro di massa (bike+bikers) subisce accelerazioni verticali smorzate (approfondiremo questo discorso nela prossima puntata).

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    Grafico 3:traiettoria ruota

    Il pedal kick back ha valori che si posizionano tra quelli alti se confrontati ad analoghe MTB da noi testate.

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    Grafico 4:pedal kick back a forcella estesa e con rapporto 36 e 15


    Link Utili:
    Giant:http://www.giant-bicycles.com/it-it/
    Linkage: http://www.bikechecker.com/
     
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  2. le89le

    le89le Biker poeticus

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    madò se è bella!!!!!!!!!!!!! :sbavon:

    complimenti a muldox come rider (come sempre) e a marco per la camera....ci sono inquadrature veramente belle in questo filmino!
     
  3. MetalDave

    MetalDave Biker ciceronis

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    Anche Giant come Specy ha scelto il passaggio cavi sotto il movimento centrale...tanti lo criticano...chissà come mai però i costruttori continuano ad usare questa linea cavi...mah...

    La bici non sembra niente male, peccato che non saprei che farmene, è una categoria di bici che capisco poco, non sono pedalabili quindi è da usare solo con risalite meccaniche, secondo me ne limita molto l'utilizzo, sarei restio a spendere 3000euro per una bici che poi utilizzo se va bene 3 mesi l'anno...ma mi sa che questo è un discorso puramente filosofico!
     
  4. Ale620

    Ale620 Biker ultra

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    Non può essere per verificare il SAG, prendendo come riferimento il tubo verticale (o altro in zona)?
     
  5. Avoid

    Avoid Biker popularis

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    le scelte estetiche delle Giant 2010 mi garbano assai
    ...
    sembrava tutta roba buona, comunque adesso ho fame :magna:
     
  6. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Dopo esserci scervellati nel tentativo di interpretare la scala in oggetto, ci siamo rassegnati a chiedere lumi a Giant che ci ha confermato la funzione puramente estetica (alla fine c'era venuto il sospetto).
    Quella della verifica del SAG è stata una delle possibilità valutate inizialmente anche da noi.
     
  7. le89le

    le89le Biker poeticus

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    :smile::smile::smile::smile::smile::smile:
     
  8. Ale620

    Ale620 Biker ultra

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    Beh, utilizzare una scala graduata a livello "prettamente estetico" è una scelta di dubbio gusto... Chissà quanti altri come voi si danneranno per interpretarla in maniera "tecnica", cosa che normalmente si confà ad una scala graduata... Mah! :nunsacci:
    Comunque è l'unica "pecca" (se così vogliamo chiamarla) in una bici assolutamente splendida, da già possessore di Giant non posso che apprezzarla nella ricercatezza del dettaglio, davvero notevole!
     
  9. kaka181295

    kaka181295 Biker superis

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    bellissima a mio parere l estetica della bici...comunque perla befana , dato che natale è passato , so cosa chiedere....LA TECNICA DI MULDOX!!!!!!
     
  10. Ale620

    Ale620 Biker ultra

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    E comunque, aggiungo oltre ai miei già espressi complimenti a Giant per la Faith, sentite congratulazioni anche a tutto lo staff "attivo" di MTB-Forum (che sta diventando sempre meno "forum" e sempre più "portale") per il grandissimo lavoro svolto negli ultimi test, con video/test/curve degli ammortizzatori/foto eccetera eccetera... Veramente notevole, complimentissimi!
    ...mi sa che le riviste devono iniziare ad alzare le antenne e offrire di più di una semplice pedalatina "riportata" su carta...
     
  11. GPA

    GPA Biker dantescus

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    Il motivo principalmente addotto per la scelta del passaggio cavi inferiore è l'assoluta indipendenza dai leveraggi della sospensione.
    Concordo con te sul fatto che anche io non saprei che farmene:è vero che sono pochi quelli che riescono ad utilizzare frequentemente e con continuità un mezzo non pedalabile(e dalle mie parti ce ne sono parecchi),ma se dovessi comprare un mezzo solo per scendere sceglierei geometrie ben diverse.
    Comunque nell'ambito della sua tipologia mi sembra azzeccata e anche molto bella esteticamente,che non guasta.
    Complimenti,come sempre,a Muldox per la tecnica(ma allora non fai solo vertriding....)e al diretur regista
     
  12. Avoid

    Avoid Biker popularis

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    QUOTONE MEGA-GALATTICO! :prost:
     
  13. Gingig

    Gingig Biker marathonensis

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    Il Diretur ci regala autentiche chicche video.
    Come non fargli i complimenti?
    Avete visto al minuto 3.10 il passaggio di Muldox fuori fuoco in B/W davanti alla chiesa?

    Mi sà che tra un po' il Diretur ci lascia per il cinema....
     
  14. Gingig

    Gingig Biker marathonensis

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    ...Si ha la sensazione che il carro posteriore vada in crisi prima della forcella...

    Domanda: nel senso che "rimbalza", diventa rigido e non segue più il terreno?

    Perchè con la mia piccola Trance ho avuto più volte questa sensazione e se voi confermate, ciò mi fa pensare che sia il tipo di sistema sospensione che sia manchevole (?!) :nunsacci::nunsacci::nunsacci:

    Muldox, come fai andare sempre più "grosso" come dicono i giovini di oggi?
    Ciao !!!
     
  15. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Il carro della Faith non ci è parso particolarmente sensibile sulle discese sconnesse prese in velocità (immagina la tipica pietraia presa a tutta), cosa spiegabile anche con il grafico delle forze.
    Su una bici come la tua questo può tradursi in un bel vantaggio in salita (affondamento e bobbing limitati), mentre sulla Faith toglie un po' di comfort nelle situazioni descritte.
    Il risvolto positivo lo si ha in termini di reattività e di facilità di rilancio.
     

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