Lavoro: negozio+bike park

lee paolo

Biker velocissimus
29/7/06
2.636
1
Bologna
se fosse come dici tu TLD non esisterebbe e invece nelle tre o quattro gare che ho seguito quest'anno ho sempre incontrato discesisti molto ma molto attenti al look, quindi alla spesa superflua
Siamo sicuri che i prodotti TLD sono solo modaioli e non di qualità più apprezzabile rispetto ad altri marchi?

Secondo me la differenza tra internet o non-internet non è riconducibile al tipo di sport (FR o BDC) ma nell'età degli utenti, per quel che vedo io anche i giovani bitumari si forniscono abbondamente su internet, che poi le person più mature pratichino più la bdc che fr è indubbio.

Secondo me, e secondo quanto sento dire da alcuni negoazianti, è la bici da passeggio che fà tenere aperti in tanti, i negozi vivono di sotituzione copertoni, vendita di bici "da uomo" o "da donna"....questo è il 90% del lavoro di molti negozianti che accanto a questo (e grazie a questo) riescono poi ad investire su prodotti più specifici quali fr e dh.

Io conosco solo Bunnyhop che vive di fr dh, muovendo la maggior parte del lavoro su internet senza disdegnare (anzi, fanno grossi sconti) la vendita in negozio.
 

 

MetalDave

Biker ciceronis
3/4/08
1.411
0
Ivrea(TO)
www.davespace.it
Siamo sicuri che i prodotti TLD sono solo modaioli e non di qualità più apprezzabile rispetto ad altri marchi?

Secondo me la differenza tra internet o non-internet non è riconducibile al tipo di sport (FR o BDC) ma nell'età degli utenti, per quel che vedo io anche i giovani bitumari si forniscono abbondamente su internet, che poi le person più mature pratichino più la bdc che fr è indubbio.

Secondo me, e secondo quanto sento dire da alcuni negoazianti, è la bici da passeggio che fà tenere aperti in tanti, i negozi vivono di sotituzione copertoni, vendita di bici "da uomo" o "da donna"....questo è il 90% del lavoro di monti negozianti che accanto a questo (e grazie a questo) riescono poi ad investire su prodotti più specifici quali fr e dh.

Io conosco solo Bunnyhop che vive di fr dh, muovendo la maggior parte del lavoro su internet senza disdegnare (anzi, fanno grossi sconti) la vendita in negozio.
Non siamo sicuri, io non metto in dubbio le qualità dei prodotti TLD, volevo semplicemente dire che a mio modo di vedere spendere 300 e fischia euro per un casco con delle mega aerografie, o 200 euro per un completo pantaloni+maglia non ha senso perchè può bastare una caduta o un pò di rovi per strappare la maglia o un volo per sgraffignare tutto il casco.
Ci sono tantissimi prodotti validi che costano la metà se non di meno dei prodotti TLD che fanno lo stesso identico servizio, era solo questo che volevo dire.

Sul discorso dei negozi hai ragione, io vedo nella mia zona vivo in una cittadina di 25000 abitanti più un pò di paesi nei dintorni e abbiamo quattro negozi parecchio grandi di biciclette, a parte uno che è più specializzato nella mountain bike per passione dei propietari (ma che comunque lavora su qualsiasi tipo di mezzo), gli altri tre vivono grazie alle biciclette comprate dai genitori/nonni ai bimbi, dalla quantità spropositata di appassionati di strada e di riparazioni sulle graziella delle nonne.:il-saggi:
 
V

vikvik

Ospite
se ti specializzi in FR e DH, chiudi in pochi mesi, chiedi a qualsiasi specialista del settore


triste, ma vero

straquoto

un amico patito freerider ha aperto un negozio puntando su questo

dopo qualche mese per riuscire a stare aperto e pagare l'affitto del negozio ecc ecc

si è dovuto riciclare a vendere e riparare bici da strada.......grazielle e bici varie

e
comunque non ci tira fuori lo stipendio

ok che il bacino d'utenza di tutta la comunità montana e valli limitrofe è di
10-12 mila abitanti.......però c'è un sacco di biker
 

teoDH

Biker paradisiacus
Il discorso TLD non regge... una maglia TLD costa come una maglia AXO o altri marchi meno blasonati, e sono spesucce...

Altro discorso è avere il pedalatore che ti compra la bici in carbonio da 7000 euro e il freerider medio che con 1000 euro vuole una biga...

Di freerider che comprano bighe da 5000/6000 euro ce ne sono 50 in italia, di crosscountristi che spendono quei soldi ce ne sono a migliaia!
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.787
6
Milano
Sempre in estrema sintesi.
Aspetti di “contesto competitivo”:
- mediamente l’anzianità del Freerider o Dhiller (anche in termini di “anzianità” di pratica) è di gran lunga inferiore rispetto a quella del Xc o Stradista: normalmente al crescere dell’età cresce la “capacità di reddito”;
- il negozio di successo è quello che accompagna lo stradista fin dalle origini (ci sono rapporti che vanno avanti anche 40 anni….), lo conosce bene ed offre un servizio.
- di norma il negoziante stesso è, o era, un Xcountrista o Stradista di “amatoriale” successo…faceva gare, organizzava raduni, ecc…insomma: si creava, senza magari rendersene conto, la “massa di clientela critica” e “Fidelizzata”.
Apetti tecnici:
- se il Freerider o Dhiller sentono uno “scricchiolio” che arriva da non so dove…pensano “ma si, ora droppo e passa”..e di fatto così è…Allo stesso modo se la ruota non è perfettamente “centrata”, ma è sostanzialmente diritta, pensa “beh, così va bene”…
Ora provate a chiedere ad un sivende (orientato all’XCrace o alla Strada) cosa dice un suo cliente se, una volta portata la ruota a centrare e ritirata la biga, la ruota non dovesse girare con la perfezione di un componente da Formula1…
L’Xcountrista o Stradista sono molto molto molto più attenti e pignoli in riferimento al mezzo…e la rincorsa al mezzo etto di peso in meno porta ad un ricambio direi sistematico delle componenti…..il Freerider o dowhiller mediamente tendono a cambiare le componenti via via che si rompono….
Aspetti “imprenditoriali”:
- non è sufficiente essere dei “manici” o sapere “tutto di biga da FR e DH” per poter avere “successo imprenditoriale”….occorre saperci veramente fare! e questa è una dote innata…e quasi sempre rappresenza la distanza che separara una storia di successo da un fallimento (in sintesi: il sivende non deve puntare a rifilare la sola della situazione al cliente di turno….deve almeno inizialmente “investire” in fiducia…e magari rinunciare a parte dei margini……solo una volta conquistata la fiducia può permettersi di “rendere piccante” il listino, ma non perché il cliente sia diventato stupido tutto d’un tratto (questo è il peggior errore che un imprenditore possa fare…), ma per il semplice fatto che considera “il maggior prezzo” come il giusto corrispettivo per il miglior (e personalizzato) servizio.
Riguardo le parti tecniche, non è il prezzo di un prodotto a determinare il guadagno del sivende, bensì il “margine” ed i volumi venduti (è meglio vendere 10 guarniture da 100€, con il margine del 30€, che un TLD da 400€, con il margine del 40%...).
 

Blanco

Biker tremendus
20/9/06
1.380
1
In Briaaanza
Ho un idea che mi frulla per la testa da molti mesi, ma non ho trovato nessuno che mi assecondasse per realizzarla.
Premetto che sono un grande appassionato di mountain bike, faccio gare marathon da 4 anni, ma ultimamente mi sono spaventosamente diretto verso il downhill: sto pensando di cominciare anche a fare qualche garetta regionale.
Dopo essere stato una settimana a Les deux Alpes, ho capito che il mio mondo non è stare dietro a una scrivania lavorando per gli altri per quattro soldi... ma cullare le mie passioni e farne un lavoro.
Il mio progetto è aprire un negozio di bici specializzato nel freeride e down hill, magari facendo anche da importatore per quei marchi esteri a noi sconosciuti ma di grande bontà costruttiva. Il tutto vicino ad un bike park in cui poter far testare i prodotti.
Una volta superate le difficoltà iniziali credo la passione faccia tutto il resto, portandoti a stare anche alzato di notte a sistemare qualcosa o ad inventarsi un modo per farsi conoscere...
A nessuno è mai sfiorata questa idea?
alle considerazioni fatte fin'ora, in cui si è parlato in generale dei problemi che potresti incontrare specializzandoti solo nel FR/DH, vorrei aggiungere che è molto difficile sbarcare il lunario cercando di vendere marchi "a noi sconosciuti"....per quanto buona sia l' intenzione, è molto "meglio" vendere Kona o Specy piuttosto che Yeti, Canfield Brothers o Brooklyn machine works.....

purtroppo conosco alcune realtà che hanno in negozio o in vetrina da due anni i soliti telai che girano......oramai scontati del 40% e non ancora venduti forse anche perchè "a noi sconosciuti"......IMHO
 

FantasyWEB

Biker tremendus
9/5/04
1.230
0
54
Verona San Martino B. A.
Ottima idea, qualche anno fa ho aperto un negozio di computer (la mia seconda passione) e andava tutto bene, ma quando è arrivato l'euro ho dovuto chiudere.
Ti servono parecchi soldi per iniziare, e un posto dove aprire, meglio se di tua proprietà, perchè almeno dalle mie parti gli affitti commerciali sono una cosa incredibile, costano meno i mutui e dopo il primo anno cominciano le tasse, per non parlare poi del commercialista.

In pratica il mio consiglio è quello di informarti bene sulle spese e se puoi devi avere dietro un bel pò di soldi per l'apertura e ovviamente per comprare il materiale.

ciao e auguri
 

frenk

Redazione
Moderatur
8/6/05
9.186
259
☯︎
Bike
DOGO

la prossima volta che scriverai "ESTREMA SINTESI" ... verrò a sandonato .. ti metterò un collare antipulci e ti trascinerò attaccato al paraurti della tua prinz fino al capolinea della 3 .. dove ti legherò a culo all'aria ad uno dei respingenti per i vagoni ... ed ogni volta che un convoglio giallo sarà al capolinea .. tu ti ricorderai che non dovrai più scrivere quella frase !!!


in ESTREMA SINTESI ...

dogo does'nt like the trains .. but the train likes dogo
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.787
6
Milano
In estrema sintesi

Dogo has started to like the trains...but hate efrems....ahahahaha
 

MetalDave

Biker ciceronis
3/4/08
1.411
0
Ivrea(TO)
www.davespace.it
Sempre in estrema sintesi.
Aspetti di “contesto competitivo”:
- mediamente l’anzianità del Freerider o Dhiller (anche in termini di “anzianità” di pratica) è di gran lunga inferiore rispetto a quella del Xc o Stradista: normalmente al crescere dell’età cresce la “capacità di reddito”;
- il negozio di successo è quello che accompagna lo stradista fin dalle origini (ci sono rapporti che vanno avanti anche 40 anni….), lo conosce bene ed offre un servizio.
- di norma il negoziante stesso è, o era, un Xcountrista o Stradista di “amatoriale” successo…faceva gare, organizzava raduni, ecc…insomma: si creava, senza magari rendersene conto, la “massa di clientela critica” e “Fidelizzata”.
Apetti tecnici:
- se il Freerider o Dhiller sentono uno “scricchiolio” che arriva da non so dove…pensano “ma si, ora droppo e passa”..e di fatto così è…Allo stesso modo se la ruota non è perfettamente “centrata”, ma è sostanzialmente diritta, pensa “beh, così va bene”…
Ora provate a chiedere ad un sivende (orientato all’XCrace o alla Strada) cosa dice un suo cliente se, una volta portata la ruota a centrare e ritirata la biga, la ruota non dovesse girare con la perfezione di un componente da Formula1…
L’Xcountrista o Stradista sono molto molto molto più attenti e pignoli in riferimento al mezzo…e la rincorsa al mezzo etto di peso in meno porta ad un ricambio direi sistematico delle componenti…..il Freerider o dowhiller mediamente tendono a cambiare le componenti via via che si rompono….
Aspetti “imprenditoriali”:
- non è sufficiente essere dei “manici” o sapere “tutto di biga da FR e DH” per poter avere “successo imprenditoriale”….occorre saperci veramente fare! e questa è una dote innata…e quasi sempre rappresenza la distanza che separara una storia di successo da un fallimento (in sintesi: il sivende non deve puntare a rifilare la sola della situazione al cliente di turno….deve almeno inizialmente “investire” in fiducia…e magari rinunciare a parte dei margini……solo una volta conquistata la fiducia può permettersi di “rendere piccante” il listino, ma non perché il cliente sia diventato stupido tutto d’un tratto (questo è il peggior errore che un imprenditore possa fare…), ma per il semplice fatto che considera “il maggior prezzo” come il giusto corrispettivo per il miglior (e personalizzato) servizio.
Riguardo le parti tecniche, non è il prezzo di un prodotto a determinare il guadagno del sivende, bensì il “margine” ed i volumi venduti (è meglio vendere 10 guarniture da 100€, con il margine del 30€, che un TLD da 400€, con il margine del 40%...).
Concordo su tutta la linea :celopiùg:

@ TeoDH: TLD era un esempio, lo stesso discorso vale, a mio modo di vedere per tutti i marchi che hai citato. :celopiùg:
Poi avevo tirato fuori TLD solo perchè qualche post più in basso si era accennato al discorso che anche i discesisti/freerider sono impallinati con l'ultimo capo di abbigliamento griffato esattamente come gli stradisti o chi fa XC, sempre a mio modo di vedere.
 

wildshark

Biker superioris
16/10/06
820
3
51
Roma
Bike
MIG+Merida+Granturismo+Dolan
Se posso darti un pizzico della mia esperienza...
Tentare di trasformare il proprio hobby/passione in un lavoro, il 99% delle volte vuol dire, dirgli addio....

Te lo dice uno che ha iniziato con la vela, mi allenavo 4/5 volte a settimana, ho vinto un bel po' di garette sulle derive... ero diventato forte... perché non fare il salto, con i risultati in tasca era diventato facile essere ingaggiato in qualche equipaggio...
Dopo le prime tre/quattro (ripeto 3/4 non 300) regate da "professionista" ho smesso di divertirmi... il solo fatto di dover vincere per "dovere" e non per "piacere" mi aveva tolto tutta la magia dal mare... tutta... e ormai sono dieci anni che per un motivo od un altro non salgo su una barca...

Smetto di gareggiare e mi intrufolo nell'animazione di un villaggio, con i miei amici...
Insegno vela (guarda caso), ma pure lì, mentre tutti si divertono, io sono lì con quattro beduini che pensano di diventare Cino Ricci in una settimana, e sono lì che ti gonfiano le scatole, sempre attento che non si facciano male....
Nonostante la vita dell' "istruttore" sia particolarmente redditiziaa dal punto di vista... come dire... "fighereccio"... non ho nemmeno finito la stagione....
Poi ci sono ricascato con la subacquea, mi ero fidanzato con una istruttrice...." dai mettiamo su un Diving! insieme !!"
.... villaggio in un posto fantastico... andiamo come guide, prima di fare un passo del genere vediamo com'è...

volevo scappare... ho resistito un mese.... due volte al giorno, 6 giorni a settimana in mezzo al deserto, Sempre lo stesso scoglio, lo stesso pesce, la stessa gente incapace, le stesse mute puzzolenti, carica le bombole, scarica le bombole, controlla le attrezzature, fatti la foto con la fidanzata cozza di turno....

Se pensi che la tua passione sia la cosa migliore che tu sappia fare, ok trasformala in un lavoro, e trovati un'altra passione...
ma se tu anche lontanamente pensi di essere più bravo come commerciante che, biker/organizzatore/spalatore.... apriti un negozio di costumi da bagno...

In bocca al lupo
Bye
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.787
6
Milano
Se posso darti un pizzico della mia esperienza...
Tentare di trasformare il proprio hobby/passione in un lavoro, il 99% delle volte vuol dire, dirgli addio....
Sono pienamente d'accordo su tutta la linea di pensiero!
Anche Rocco secondo me, una volta diventato regista, ha iniziato a divertirsi di meno...

:-)
 

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