Maria nella bottega di un falegname di Fabrizio De Andrè

Discussione in 'Il Bar del forum' iniziata da Ribe, 25/7/09.

  1. Ribe

    Ribe Biker ultra

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    Maria
    Falegname col martello perché fai den den ?
    Con la pialla su quel legno perché fai fren fren ?
    Costruisic le stampelle per chi in guerra andò ?
    Dalla Nubia sulle mani a casa ritornò ?

    Il falegname
    Mio martello non colpisce, pialla mia non taglia
    per foggiare gambe nuove
    a chi le offrì in battaglia,
    ma
    tre croci, due per chi disertò per rubare,
    la più grande per chi guerra insegnò a disertare


    La gente
    Alle tempie addormentate di questa città
    pulsa il cuore di un martello quando smetterà ?
    Falegname, su quel legno, quanti colpi ormai,
    quanto ancora con la pialla lo assottiglierai ?

    Maria
    Alle piaghe, alle ferite che sul legno fai,
    falegname, su quei tagli manca il sangue ormai,
    perché spieghino da soli, con le loro voci,
    quali volti sbiancheranno sopra le tue croci

    Il falegname
    Questi ceppi che han portato
    perché il mio sudore
    li trasformi nell'immagine di tre dolori
    vedran lacrime di Dimaco e di Tito al ciglio
    il più grande che tu guardi abbraccerà tuo figlio

    La gente
    Dalla strada alla montagna sale il tuo den den
    ogni valle di Giordania impara il tuo fren fren,
    qualche gruppo di dolore
    muove il passo inquieto,
    altri aspettan di far bere a quelle seti aceto
     
  2. LEPUS

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    Artista: Fabrizio De Andrè
    Album: Storia Di Un Impiegato
    Titolo: Nella Mia Ora Di Libertà


    Di respirare la stessa aria
    di un secondino non mi va
    perciò ho deciso di rinunciare
    alla mia ora di libertà

    se c'è qualcosa da spartire
    tra un prigioniero e il suo piantone
    che non sia l'aria di quel cortile
    voglio soltanto che sia prigione
    che non sia l'aria di quel cortile
    voglio soltanto che sia prigione.

    È cominciata un'ora prima
    e un'ora dopo era già finita
    ho visto gente venire sola
    e poi insieme verso l'uscita

    non mi aspettavo un vostro errore
    uomini e donne di tribunale
    se fossi stato al vostro posto...
    ma al vostro posto non ci so stare
    se fossi stato al vostro posto...
    ma al vostro posto non ci sono stare.

    Fuori dell'aula sulla strada
    ma in mezzo al fuori anche fuori di là
    ho chiesto al meglio della mia faccia
    una polemica di dignità

    tante le grinte, le ghigne, i musi,
    vagli a spiegare che è primavera
    e poi lo sanno ma preferiscono
    vederla togliere a chi va in galera
    e poi lo scanno ma preferiscono
    vederla togliere a chi va in galera.

    Tante le grinte, le ghigne, i musi,
    poche le facce, tra loro lei,
    si sta chiedendo tutto in un giorno
    si suggerisce, ci giurerei
    quel che dirà di me alla gente
    quel che dirà ve lo dico io
    da un po' di tempo era un po' cambiato
    ma non nel dirmi amore mio
    da un po' di tempo era un po' cambiato
    ma non nel dirmi amore mio.

    Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d'obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni.

    E adesso imparo un sacco di cose
    in mezzo agli altri vestiti uguali
    tranne qual'è il crimine giusto
    per non passare da criminali.

    C'hanno insegnato la meraviglia
    verso la gente che ruba il pane
    ora sappiamo che è un delitto
    il non rubare quando si ha fame
    ora sappiamo che è un delitto
    il non rubare quando si ha fame.

    Di respirare la stessa aria
    dei secondini non ci va
    e abbiamo deciso di imprigionarli
    durante l'ora di libertà
    venite adesso alla prigione
    state a sentire sulla porta
    la nostra ultima canzone
    che vi ripete un'altra volta
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.

    Per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.
     
  15. LEPUS

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