stipendio adeguato per orario adeguato. un parere vostro.

 

marco10

Biker poeticus
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Avevo pensato all'inghilterra, agli stati uniti o all'australia.
...
... ma, vedendo le esperienze di amici o amici di amici posso dire che tanto peggio che in Italia non si sta...
non ho molta esperienza sui contratti negli altri paesi, ma quelli che citi non credo siamo "meglio" del nostro.
conosco abbastanza gli USA ma mi dicono che gli altri due non sono molto diversi, e non so quanto ci guadagni, in termini di garanzie, rispetto al vecchio co.co.co
considera che negli USA assumono e licenziano senza tanti problemi, senza ammortizzatori sociali o lunghi preavvisi. pensione e assistenza sociale è roba tua, o almeno è parte della contrattazione con l'azienda.
conosco gente partita per l'australia anche con fior di lauree rimbalzati senza pietà.
occhio all'erba del vicino, ha volte sembra più buona, ma poi si rivela cicoria :mrgreen:
 

Billo

Biker spectacularis
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18/1/05
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Nella Fucina di eroi.
Bike
1 Front race-1 Front enduro-1 BDC
in inghilterra, non so per quanto tempo, lo stato ti trattiene il 35% di quanto guadagni al mese.
credo finchè non ottieni il visto temporaneo o cose simili.
detto da un amico che vi è appena rientrato dopo avervi studiato/lavorato.
credo per i primi 3/4 mesi.
questo a londra, non so se nel resto del paese sia così ma immagino di si.
 

RiderGullo

Biker grossissimus
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Urgnano - BG -
Non voglio addentrarmi troppo nel dibattito politico, ma se tenete conto che quando avevo 18 anni riuscivo a portare a casa (con un po di straordinarie) anche 2.500.000 di lire e che per prendere 1000€ con un co.co.co. ho dovuto rimanere disoccupato 1 anno (rimanendo con co.co.co. per altri due anni) e che alla fine il mio ex titolare mi ha detto che se lui ordinava di lavorare la domenica io dovevo ESEGUIRE...
E soprattutto tenete conto che il costo delle cose che ci circondano (casa, macchina, spesa, abiti, tutto il resto) è RADDOPPIATO (solo in Italia),
forse provare una nuova esperienza non sarebbe cosi male...
Ma forse mi sbaglio....(se mi licenzieranno o mi licenziero dal mio attuale posto di lavoro sicuramente approfondirò l'argomento)
 

marco10

Biker poeticus
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Non voglio addentrarmi troppo nel dibattito politico, ma se tenete conto che quando avevo 18 anni riuscivo a portare a casa (con un po di straordinarie) anche 2.500.000 di lire e che per prendere 1000€ con un co.co.co. ho dovuto rimanere disoccupato 1 anno (rimanendo con co.co.co. per altri due anni) e che alla fine il mio ex titolare mi ha detto che se lui ordinava di lavorare la domenica io dovevo ESEGUIRE...
E soprattutto tenete conto che il costo delle cose che ci circondano (casa, macchina, spesa, abiti, tutto il resto) è RADDOPPIATO (solo in Italia),
forse provare una nuova esperienza non sarebbe cosi male...
Ma forse mi sbaglio....(se mi licenzieranno o mi licenziero dal mio attuale posto di lavoro sicuramente approfondirò l'argomento)
un'esperienza all'estero è sempre consigliabile, io la feci nell'lontano '91 lavorando un'anno negli USA.
potendo vale la pena, sia professionalmente che umanamente.
a riguardo del tuo co.co.co direi che il problema è che il tuo donatore di lavoro si è "dimenticato" della parte "contributiva", ossia quella parte che, se tu fossi dipendente, verserebbe all'inps mentre da co.co.co rimane a tuo carico.
credo che questo rientri nella problematica del potere contrattuale.
 

RiderGullo

Biker grossissimus
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10/4/06
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Urgnano - BG -
Non intendevo un' esperienza ma un vero e proprio trasferimento a tempo indeterminato:
come giustamente dici tu il mio ex titolare si è "dimenticato" della parte contributiva (nei vari colloqui che ho fatto successivamente per la ricerca di un nuovo posto questa dimenticanza era un'epidemia) tanto che non vedo che convenienza si ha con un co.co.co. rispetto per esempio al lavoro in nero.
Ma dato che preferisco la legalità mi sembra logico, visto che nonsono in molti a conoscere il significato di questa parola, spostarmi in lidi dove almeno ne hanno sentito parlare.
 

marco10

Biker poeticus
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Non intendevo un' esperienza ma un vero e proprio trasferimento a tempo indeterminato:
beh, anch'io partii a tempo indeterminato, poi lo stato mi rivolle indietro e gli USA non mi vollero tenere così tornai a casa.
avevo un lavoro, ma per chiudere il contratto mi serviva il permesso di soggiorno, per avere il permesso di soggiorno mi serviva un contratto di lavoro, risultato: chiamato alle armi senza la possibilità di farmi esentare...
cmq da quella esperienza capii che era meglio da noi. ma per le stesse ragioni per cui io preferii non tornare negli USA conobbi molte persone che invece preferirono trasferirsi là, il mondo è bello perchè è vario...
 

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