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[Test di durata] Rose Beef Cake FR SL8

Discussione in 'Test' iniziata da muldox, 29/5/11.

  1. muldox

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    Rose UJ
    Durante il test della Beef Cake 2010, ci siamo spesso chiesti fino a che punto sarebbe stato possibile rendere la bici più pedalabile ottenendo così un mezzo dal grande potenziale discesistico senza dover dipendere da furgoni, funivie o quant'altro. A distanza di due anni, complice la comparsa sul mercato di una forcella da 180 mm a travel variabile finalmente affidabile, anche Rose propone la sua "endurona". La Beef Cake SL, per l'appunto.

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    Il test di lunga durata a cui verrà sottoposta la SL 8 (esiste anche la versione SL 6) sarà quindi un'ottima occasione non soltanto per determinare la qualità del mezzo in sè, ma anche per capire fino a che punto sia ragionevole spingersi in termini di escursione e geometrie con delle bici che - stando alle dichiarazioni dei costruttori - dovrebbero ancora garantire una buona pedalabilità (tema vivacemente dibattuto tempo fa in questo topic).

    Tornando alla nostra "muscolosa" (il termine inglese Beef Cake indica un individuo palestrato), notiamo che rispetto alla versione FR cambiano sia il montaggio che il telaio. In termini di peso questo si traduce in un peso dichiarato di 14.0 kg tondi per la versione anodizzata in taglia M. Niente male, se si pensa che si hanno a disposizione ben 180 mm di travel sia davanti che dietro!

    Per quanto riguarda Rose e la sua filosofia di vendita vi risparmiamo di ripetere quanto già detto nei precedenti test, tanto più che ora è presente sul forum una- sezione dedicata dove potrete trovare tutte le informazioni del caso. Vale invece la pena ribadire in cosa consiste il "custom made program", dato che si tratta di un "plus" del quale abbiamo usufruito anche noi al pari di quel che potrebbe fare un comune acquirente. In poche parole viene offerta la possibilità di personalizzare la propria bici non solo mediante il configurator, ma anche montando qualsiasi componente che trovate sul sito internet, sul catalogo cartaceo (un migliaio di pagine!) o che vedete montato su qualsiasi altra bici di casa Rose. Per far ciò non dovete far altro che contattare Rose Italia al seguente indirizzo e-mail: [email protected]

    Al momento di "ordinare" la Beef Cake del test abbiamo perciò richiesto un paio di modifiche rispetto al montaggio standard, tuttavia evitando di snaturare il montaggio originale: il reggi telescopico Rock Shox Reverb ed una piega Spank Spike da 777 mm (poi accorciata di un paio di cm).- Per quanto concerne la piega la richiesta è nata da un errore presente sul sito Rose, dove è indicata per quella "di serie" una larghezza di 710 mm invece dei 740 mm reali.



    Il cortometraggio "The Line" ci ha dato l'occasione di provare la Beef Cake SL in anteprima ed in varie configurazioni (è la bici utilizzata da Mr.Switch in tutti gli episodi ad eccezione del secondo):

    [VIDEO=711]La Linea - il film[/VIDEO]



    Analisi statica e prime sensazioni

    Cominciamo con l'unico componente che a livello di montaggio ci lascia perplessi, vale a dire la tripla. Va bene che la bici è relativamente leggera, ma rinunciare al bash su un mezzo del genere in favore del 44T è una scelta incomprensibile. Personalmente trovo un po' eccessivo anche il disco posteriore da 203 mm, specie considerando la potenza dell'impianto frenante Formula The One. Qualcuno magari apprezzerà, io invece mi sarei "accontentato" di un disco da 180 mm, meno esposto e più leggero (si toglierebbe anche l'adattatore) pur con un'abbondante riserva di potenza e resistenza a fatica.

    Rose conferma con la Beef Cake SL la stessa filosofia riscontrata su altri modelli testati in passato, vale a dire poche concessioni all'estetica fine a sè stessa ma tanta sostanza e cura per i dettagli funzionali. Troviamo quindi il routing dei cavi interno al telaio, il perno passante Maxle con battuta da 135 mm al posteriore, il tubo sterzo conico, il supporto ISCG per tendicatena o Hammerschmidt e la predisposizione per il fissaggio della guaina del comando remoto del telescopico. Una nota di merito per aver montato delle coperture consone al tipo di bici, senza farsi tentare da "furbate" che avrebbero permesso di ottenere un peso totale inferiore ma che inevitabilmente si sarebbero rivelate inadeguate (giochetto spesso utilizzato sulle AM/enduro). Non del tutto convincente per la tipologia di bici è invece la scelta di adottare camere d'aria con valvola di tipo schrader e quindi cerchi con foro per la valvola di conseguenza.

    Il primo impatto montando in sella evidenzia la vocazione discesistica della Beef Cake: l'angolo sterzo è molto disteso e - complice lo stem da 50 mm - la posizione è raccolta e l'avantreno bello alto. Anche troppo, con la piega in dotazione ed i 10 mm di spacers sotto lo stem della bici in configurazione originale (in seguito torneremo sull'argomento). Nonostante i miei 75 Kg (abbondanti) in ordine di marcia non siano niente di eccezionale, l'ammortizzatore DHX 5.0 ad aria richiede pressioni di gonfiaggio piuttosto elevate sia nella camera principale che nel piggyback (rispettivamente 240 psi per un SAG del 25%- ed almeno 170 psi perchè l'azione del Propedal sia efficace).

    Se la posizione in sella fornisce un chiaro indizio, la facilità con cui la sospensione posteriore affonda oltre il punto di sag già con limitati trasferimenti di carico toglie anche gli ultimi dubbi: la Beef Cake è stata pensata per assorbire al meglio le asperità del terreno, e da questo punto di vista la parentela con la "sorellona" testata due anni fa è molto stretta.



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    In foto:

    1) lo schema adottato dalla Beef Cake SL (e da tutte le Rose) è il collaudato giunto Horst. La biella infulcrata sul top tube permette di ottenere un elevato angolo fra i foderi superiori ed inferiori del carro, a tutto vantaggio della rigidità.

    2/3) Il routing dei cavi è interno al telaio ed è realizzato in modo da non creare curvature critiche. La guaina del cambio tendeva però a rientrare nel telaio andando a sfregare sulla scatola del movimento centrale, problema facilmente risolto posizionando una fascetta sulla guaina stessa (foto 3).

    4) Vista l'abbondante riserva di potenza del Formula The One, al posteriore poteva bastare un disco da 180 mm risparmiando un po' di peso (spariva anche l'adattatore). Sono comunque esigenze soggettive, e qualcuno potrebbe avere buoni motivi per apprezzare il disco da 203 mm.

    5) La voluminosa Schwalbe Big Betty offre un buon compromesso fra peso, solidità e scorrevolezza su una bici come la Beef Cake SL. All'anteriore la tenuta sui terreni poco compatti non è però all'altezza delle prestazioni del mezzo, quindi l'ho presto sostituita con una Onza Ibex DH.

    6) Poco sensata la tripla su una bici di questo tipo, ed infatti il bash ha preso il posto del 44T sin dalla prima uscita.

    7) Esattamente come potrebbe fare un acquirente qualsiasi, abbiamo usufruito del "custom made program" e dell'ampio catalogo- Rose per richiedere un paio di personalizzazioni: la piega originale è stata sostituita con una Spank Spike 777 (poi accorciata a circa 760 mm) ed il reggi fisso dal Rock Shox Reverb con comando remoto di tipo idraulico.



    Salita scorrevole

    Per quanto l'espressione "basta pedalare rotondo" sia probabilmente nella top-five delle più utilizzate (ed abusate) quando si parla di full,- nel caso della Beef cake SL calza a pennello. Il propedal fatica infatti a tenere ferma la sospensione appena la pedalata abbandona questa famosa "rotondità", ed a maggior ragione se si esce in fuorisella. Ciò detto, una volta capita l'antifona e trovata la giusta cadenza, la pedalabilità della Beef Cake è del tutto equiparabile a quella di una classica enduro da 160 + 160 mm di escursione e peso simile. D'altro canto il peso è contenuto e l'angolo sella adeguato per poter spingere con efficacia sui pedali. Quando la pendenza diventa elevata la BC tende a sedersi, ma basta abbassare la forcella per ripristinare la corretta geometria ed evitare che l'avantreno si alleggerisca eccessivamente.



    Salita tecnica

    Detto chiaramente: se si parla di salita tecnica degna di tal nome, quindi debitamente sconnessa e magari pure tortuosa, con la Beef Cake SL c'è da soffrire. Sugli ostacoli di una certa dimensione il carro insacca infatti con facilità e, complice la forcella abbassata (sconsigliabile fare diversamente) ed il movimento centrale basso, impattare il terreno con i pedali è davvero molto facile. Morale della favola: le linee vanno scelte con accuratezza, ma soprattutto serve un continuo e deciso lavoro di reni per scaricare il peso dal retrotreno e contenere l'abbassamento del movimento centrale quando i pedali si trovano al punto morto inferiore. Detta così potrebbe anche suonare facile, ma di fatto la progressione diventa faticosa ed al minimo errore o distrazione è facile trovarsi fermi (o per terra, se colpendo il terreno inaspettatamente ci si sbilancia). La situazione non è molto più rosea nel momento in cui bisogna affrontare tornantini stretti e ripidi, dato che a ciò si aggiunge un angolo sterzo molto disteso.

    Se le difficoltà sono invece date dalla pendenza ed il fondo non va oltre il "moderatamente sconnesso", con la Beef Cake SL si sale senza particolari difficoltà e all'occorrenza il 22-36 aiuta a cavarsi d'impiccio quando fiato e gambe cominciano a venire meno.



    Discesa veloce e sconnessa

    Qui comincia il divertimento con la "D" maiuscola. La Beef Cake è una sorta di missile, stabile e veloce come nessuna enduro da me provata mi ha mai dato l'impressione di essere (a parte forse la Liteville 601 del enduro-test di un paio di mesi fa, che però pagava in termini di maneggevolezza).- Evidentemente l'angolo sterzo molto disteso ed il movimento centrale basso fanno il loro lavoro, mentre la sospensione posteriore mostra il suo "bright side" ingurgitando con estrema facilità tutto quel che passa sotto la ruota. E' come se gli ostacoli, una volta superati dalla ruota anteriore, magicamente diminuiscano di dimensione. Come già accaduto con la versione FR due anni fa, anche in questo caso si ha l'impressione che il limite della pur valida forcella arrivi prima di quello del carro.



    Discesa scorrevole/guidata

    Nel guidato la Beef Cake è più agile e divertente di quel che i dati geometrici farebbero supporre; a patto però di avere una guida piuttosto aggressiva e ben caricata sull'anteriore, se non ci si vuole "far portare". I rilanci invece non sono il suo pane, sia a causa del carro che tende ad assorbire parte dell'energia spesa, sia perchè bisogna porre la solita attenzione a non impattare eventuali ostacoli con i pedali. In questo contesto non è affatto un'eresia attenuare entrambi gli inconvenienti chiudendo il propedal, dato che le doti assorbenti del carro (leggasi regressività) fanno sì che la sospensione rimanga ancora ben attiva. Come accennato precedentemente, la piega montata di serie in abbinamento ai 10 mm di spessori sotto lo stem porta ad avere un cockpit anche troppo alto quando la pendenza non è accentuata. In termini pratici ciò comporta la necessità di schiacciare con molta decisione l'avantreno in curva. Personalmente ho trovato più equilibrata la posizione ottenuta spostando gli spacers sopra lo stem (con la piega Spank, più larga e con un rise leggermente inferiore della Syncros montata di serie, ho invece lasciato 5 mm). E quando si staccano le ruote da terra? La sospensione della Beef Cake, regressiva e conseguentemente molto "plush" nella prima parte di travel, diventa poi marcatamente progressiva. Questo si traduce in un'ottima resistenza al bottom-out. Forse persino eccessiva, visto che anche con gli atterraggi peggiori ed il registro del piggyback tutto svitato, l'o-ring posto sullo stelo dell'ammo si è sempre fermato a parecchi mm di dal finecorsa (magari confermeremo o smentiremo questa sensazione dopo qualche passaggio in bike park).



    Discesa tecnica

    Escursione e comportamento della sospensione posteriore fanno sì che la Beef Cake SL non sia il mezzo ideale per i saltelli sul posto in stile trial. Tolto questo, il comportamento sulle discese più "vert" è ineccepibile e l'interasse relativamente lungo in rapporto alla taglia (comune a questo genere di mezzi) è molto meno limitante di quel che si potrebbe supporre. Se poi i passaggi diventano troppo tortuosi, la sicurezza conferita dal mezzo sul ripido e gradonato permette spesso di "tagliare dritto" lungo linee che con delle enduro meno spinte sarebbe salutare evitare. Vista la geometria della BC ed il limite di ribaltamento molto elevato, la linearità che caratterizza la forcella Fox Talas risulta meno fastidiosa che su altre bici, ma in ogni caso vale la pena lavorare un po' con il registro in compressione alle basse quando la pendenza si fa veramente ostica. Il tendicatena, leggero e minimale, non è destinato a lunga vita su questo genere di terreni. Per onestà di cronaca va però detto che tanto facilmente si storta quanto facilmente lo si raddrizza (sembrerebbe che quello montato sulla BC testata due anni fa sia ancora al suo posto dopo essere stato raddrizzato innumerevoli volte). In definitiva la BC SL è una delle bici più performanti mai provate in questo ambito, in grado di coniugare la sicurezza data da una bici da discesa a peso e maneggevolezza di una enduro.



    Che si tratti di farla correre sui polverosi sentieri ticinesi:

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    ...o di affrontare gli stretti e sconnessi tornanti che scendono dal Tracciolino della Valchiavenna:

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    ...con la Beef Cake SL discesa fa sempre rima con divertimento.



    Conclusioni

    Nelle prime righe ci si chiedeva se, per delle bici che dovrebbero ancora garantire una buona pedalabilità, sia ragionevole spingersi ai livelli della Beef Cake SL in termini di geometrie ed escursioni (per quanto riguarda le geometrie non perdetevi il capitolo successivo). Premesso che si è probabilmente trattato dell'enduro più "DH oriented" che abbia mai provato, la risposta è sì se le prestazioni discesistiche sono una priorità e se di norma si affrontano terreni impegnativi (si parla sempre di discesa). Per un utilizzo a 360°, o comunque più tranquillo in termini di difficoltà discesistiche, la Beef Cake SL potrebbe invece essere un mezzo persino troppo esasperato.



    Problemi riscontrati nel corso del test

    _Allentamento mozzo anteriore

    _Allentamento bulloni fissaggio disco anteriore

    _Allentamento guarnitura



    Pesi e dati geometrici rilevati:

    Peso senza pedali tg. M verniciata (montata come da sito Rose):- Kg 14.15

    Interasse: 1175 mm

    Angolo sterzo: 64.5°

    Altezza mov. centrale: 340 mm

    Affondamento sella (di quanti mm il reggi può entrare nel tubo sella): 280 mm (308 mm con un reggi tagliato svasato)

    Lunghezza stem: 50 mm

    Corsa/interasse ammo: 63.5 mm/ 222 mm

    Peso ruota anteriore completa* (con copertura Onza Ibex DH 2.4"):- 2012 g

    Peso ruota posteriore completa*:- 2545 g

    * = con "ruota completa" intendiamo la ruota in ordine di marcia, quindi incluse coperture, dischi e pacco pignoni. Sono esclusi i perni di fissaggio.

    Altri dati:

    Guarnitura 22-33-44 T (sulla bici in test il 44T è stato tolto e sostituito con bash)

    Pacco pignoni 10V / 12-36T



    Il mistero delle geometrie

    Chi si è preso la briga di consultare la scheda tecnica della Beef Cake SL sul sito Rose, avrà forse notato che le quote geometriche da noi rilevate differiscono da quelle dichiarate. Se i 15 mm di interasse potrebbero non cambiare il mondo, il movimento centrale 25 mm più basso e l'angolo sterzo più aperto di 1.5° sono tutt'altro che trascurabili e spiegano in parte - nel bene e nel male - il comportamento riscontrato sul campo.

    Tramite Sergio di Rose Italia abbiamo chiesto spiegazione direttamente alla casa madre. Ci sembrava infatti importante capire se si tratta di semplici sviste nella scheda tecnica, e quindi in un certo senso tutto torna, oppure se vi sia stato qualche problema a livello di produzione.

    La risposta di Rose è stata che, essendosi resi conto che qualcosa non quadrava, hanno a loro volta fatto delle verifiche su alcuni telai con degli strumenti di precisione. I risultati rilevati per quanto riguarda angolo sterzo, angolo sella, interasse ed altezza mov centrale sono rispettivamente di 65.6°, 73°, 1165 mm e 346 mm. Mentre per quanto concerne l'altezza del movimento centrale Rose riconosce che il valore è ampiamente fuori tolleranza, le altre quote rispetterebbero le tolleranze di produzione previste. In particolare, sempre stando a quanto comunicatoci da Rose, l'angolo sterzo circa mezzo grado più aperto del previsto sarebbe da imputare all'altezza della forcella, 10 mm superiore a quanto dichiarato da Fox.


    Aggiornamento 11-08-2011

    Le boccole del DHX lato bielletta si sono usurate e c'è un po' di gioco. Al momento si tratta di una cosa minima, tanto che bisogna mettersi con le dita sullo snodo per percepirlo, ma chiaramente con il tempo sarà destinato ad aumentare.

    Altre cose rilevanti da segnalare non ce ne sono, se si esclude quel che può essere considerata normale usura:

    _un cavo del cambio rotto
    _pastiglie del freno posteriore sostituite per usura


    Aggiornamento 02-09-2011

    _Due giorni fa, all'atterraggio da un piccolo drop, il forcellino del cambio si è spezzato. Appena sentito il rumore sospetto ho bloccato la ruota posteriore, ma non è stato sufficiente ad impedire al cambio di infilarsi fra foderi del carro e ruota. Risultato: due raggi rotti e gabbia del cambio svergolata (risistemata alla meno peggio al momento e con calma smontando il tutto il giorno seguente).
    Nell'occasione ho ampiamente apprezzato il fatto di avere delle ruote con raggiatura "convenzionale", il che mi ha permesso di terminare in sella la giornata, dato che avevo con me un forcellino ed alcuni raggi di scorta.
    La rottura è stata un po' anomala, infatti sino a quel momento non avevo notato malfunzionamenti del cambio (solitamente il forcellino si crepa, comincia a piegarsi ed il cambio diventa impreciso). Esaminando poi il pezzo, ho notato che la frattura è avvenuta lungo una zona di scarico del forcellino stesso (vedere foto allegate). Chiaramente non ho alcuna prova che un forcellino "pieno" non si sarebbe rotto, ma mi chiedo se abbia senso indebolire un componente che già di suo è ben sollecitato per risparmiare due grammi di peso...
    Altro fattore che potrebbe aver avuto un peso è il fatto di adottare un cambio a gabbia lunga (ricordo che di serie la bici montava la tripla) e di non aver mai montato il tendicatena.
    Il forcellino montato in sostituzione apparteneva ad una preserie (me l'aveva dato Zergio tempo fa, non avendo in quel momento disponibile quello "normale") e non presenta zone di scarico. Vedremo cosa accadrà, ed in ogni caso non avrei intenzione di cambiarlo, visto che il cambio funziona perfettamente.

    _Le boccole dell'ammo, come prevedibile, si sono ulteriormente usurate. Ho risolto montando un perno in acciao teflonato di diametro leggermente superiore a quello nominale delle boccole. Ora non c'è più alcun gioco.

    _Il cavo del cambio si sta nuovamente sfilacciando nello stesso punto dove si è rotto la volta precedente, vale a dire dove viene "rinviato" prima del punto di fissaggio sul cambio (SRAM). A dire il vero per ora sono solamente un filo o due ad essere rotti, ma comincia sempre così.

    Per il resto nulla da segnalare, la bici continua a macinare imperterrita metri di dislivello senza inconvenienti di alcun tipo.


    Aggiornamento 06-09-2011

    Al termine di due giorni di scorribande in condizioni abbastanza critiche (secco e polvere il primo giorno, acqua e fango il secondo) nel gruppo del Silvretta, la forcella Fox Talas RC2 da 180 mm lasciava una brutta strisciata "gommosa" sullo stelo sx ed accusava un elevato attrito di scorrimento.

    Talvolta gli intervalli di manutenzione indicati dalle case andrebbero quantomeno guardati, se non proprio seguiti alla lettera. Questo per dire che, una volta aperta la forca, mi sono accorto che l'olio di lubrificazione era ormai un lontano ricordo.
    Ripristinati i livelli corretti, ora la forcella scorre che è una gioia. Sullo stelo sx continua però a rimanere dell'olio, quindi ho il sospetto di averla fatta lavorare a secco per troppo tempo danneggiando le tenute.
    Vedremo se il fenomeno si arresterà, magari perchè ho messo un po' più olio di quanto indicato, o se invece il danno è fatto.

    Per chi fosse interessato a compiere lo stesso lavoro (ve lo consiglio, dato che oltre a prevenire possibili danni la forca si rigenere totalmente) qui trovate un tutorial di Danybiker che spiega come fare: http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=159424

    Per tipo e quantità d'olio seguite invece questo link: http://service.foxracingshox.com/consumers/Content/Service/oil_volumes.htm

    La procedura di Danybiker prevede lo smontaggio completo ed eventuale sostituzione delle tenute. In realtà non serve fare tutto ciò, se lo scopo è solamente quello di ripristinare i livelli di olio lubrificante.
    L'operazione è abbastanza semplice, non richiede elevate abilità meccaniche e neppure attrezzature particolari. Le parti su cui si va a lavorare sono però relativamente delicate (steli, tenute, registri di regolazione). Se non vi sentite sicuri il mio consiglio è perciò di affidarsi ad un buon meccanico.


    Aggiornamento 09-09-2011

    Oggi, atterrando da un saltino, rottura di due raggi della ruota posteriore. I raggi sono già stati sostituiti, purtroppo dimenticando di controllare se per caso fossero gli stessi che mi erano stati cambiati quando avevo rotto il forcellino (mea culpa :pirletto:).
    Nonostante la ruota visibilmente decentrata, sono comunque riuscito a completare tranquillamente la discesa (http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/5427), dato che la luce concessa dal carro è ampia (gomma Geax Dhea 2.3" - ingombro 57 mm).

    A fine discesa mi sono poi accorto che il disco posteriore era persino più decentrato della ruota, ma anche lui è già stato raddrizzato.
    Probabilmente l'avevo stampato su qualche roccia senza rendermene conto.

    Un ringraziamento a Corrado Spada e Daniele per avermi rimesso in sesto la bici in un battibaleno.
    [​IMG] [​IMG]


    La Rose Beef Cake SL analizzata con Linkage (cliccare sulle immagini per ingrandire)

    [​IMG] [​IMG]

    Il grafico delle forze è ben definito in due parti: regressiva fino ad un valore di circa il 20% dell'escursione (quindi orientativamente fino al valore di sag), progressiva da questo punto fino all'escursione massima. Ancora una volta l'analisi teorica rispecchia abbastanza fedelmente le sensazioni percepite sul campo: uno schiacciasassi molto sensibile sulle piccole asperità ma al contempo un'elevata resistenza al finecorsa.



    [​IMG] [​IMG]

    Sia su salite impegnative (rapporto assunto 22/32) che in pianura/discesa (rapporto assunto 32/15) il valore di pedal kick back è sotto la media rispetto ad altri buoni progetti per biciclette da AM. Non c'è di che lamentarsi, se si pensa che escursione e comportamento hanno poco da invidiare ad un mezzo da freeride....
     
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  2. Erunion

    Erunion Biker ultra

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    Gran mezzo...In effetti, vedendola abitualmente all'opera, anche visivamente sembra ancor più aperta di quanto dichiarato.

    Il "problema", se vogliamo, è che anche uno scarso come me riesce ad andare fortissimo quasi senza accorgersene :paur:


    Quesito: come mai hai scelto una M? Per la vocazione iperdiscesistica?
    Io, che sono più basso di te, sulla M mi sento molto molto compatto (forse troppo)
     
  3. voyager

    voyager Biker tremendus

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    Come sempre test ineccepibile la cui accuratezza e profondità sono sempre più rari in molte riviste specializzate.

    Tuttavia non riesco a non esprimere la mia perplessità nei confronti di questi mezzi. Per quanto le intenzioni siano "buone", cioè il voler adattare una bici con escursioni generose (in questo caso DHilliche) ad un uso pedalato, il risultato è evidentemente...GRIGIO.
    Mi spiego meglio: come ben sottolineato da Muldox è pedalabile si, ma con limiti che sembrano fin troppo evidenti per considerarlo un mezzo sfruttabile in salita. Al contrario la discesa è la parte più divertente se non con la sopraggiunta dei tratti trialistici dove, come detto nell'aticolo, la forcella fa vedere qualche limite.

    Comunque, 14kili è un risultato notevole, ma a che prezzo? Quanti di voi sinceramente spenderebbero certe cifre pensando "ah ma tanto è pedalabile" per poi trovarsi con un carro armato con il quale ad inizio stagione non si riesce nemmeno ad uscire dal garage? A quel punto servirebbe un altra bici da allenamento per farsi la gamba per portare a spasso la Beef Cake, quindi un'altro investimento. O semplicemente, alla terza volta che la salita ci sembra uno dei gironi danteschi, si chiama l'inevitabile amico con il furgone e, con le dovute modifiche (perchè come uso solo gravity non è perfetta), ci si divertirebbe come dei matti nei park.

    Chiedo scusa per le mie critiche (spero possano animare una sana discussione) ma per quanto interessanti ed estremamente esaurienti, i test di questo tipo di mezzi non mi lasciano niente di più che belle foto e voglia di restare su mountain bikes più "reali".
     
  4. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Rose UJ
    Nonostante la L sarebbe stata più indicata da un punto di vista "pedalatorio", alla fine ho scelto una M sostanzialmente per due ragioni:

    _L'interasse più contenuto (con simili geometrie ed escursioni è inevitabile che queste bici siano piuttosto lunghe)
    _Sacrficare le prestazioni discesistiche con un mezzo di questo tipo non avrebbe alcun senso.

    Il mio non è comunque stato un salto nel buio, dato che prima di scegliere la taglia ho avuto occasione di provare un prototipo in taglia M. Appurato che la pedalavo senza grosse difficoltà non ho più avuto dubbi.

    Ti ringrazio per i complimenti, però non sono certo che tu abbia letto attentamente il test.

    Il limite in salita rispetto ad alcune bici enduro meno spinte l'ho riscontrato solo ed esclusivamente sul tecnico, ed infatti ci ho già fatto dei bei giri pedalati senza alcun problema. Per intenderci: se in salita non porti su questa, non porterai su neppure una qualsiasi altra enduro di peso simile.

    Sul tecnico (trialistico) la bici va benissimo, altro che limite della forcella! Quando dicevo che il limite della forcella arriva prima di quello del carro mi riferivo alle discese veloci e scassate (infatti è in quel capitolo), ma arriva prima perchè il carro mangia tutto, non perchè la forcella non va bene!
     
  5. voyager

    voyager Biker tremendus

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    Sulla forcella ho preso una svista leggendo. Infatti fai notare come nonostante la linearità della Fox (che si insaccherebbe nel tecnico) con angoli ben studiati si risolve il problema.

    Per quanto riguarda i giri pedalati non metto minimamente in dubbio che si possano fare. A patto di avere i polpacci giuti (tipo quelli che si vedono nel film ;-) ) e la capacità di saper pedalare come dici tu molto "rotondo". Il secondo è un problema marginale se non si ha un ottimo apporto del primo.

    Ripeto, non metto in dubbio né le buone intenzioni di Rose di fare una bike da 180 pedalabile, né tantomeno le tue valutazioni. Ritengo tuttavia che questo mezzo sia davvero ben sfruttabile se avviene la concomitanza di troppi fattori: tante gambe, tanta tecnica, tanto tempo e tanti soldi.

    Mi piacerebbe moltissimo veder utilizzate tutte le vostre capacità per testare un mezzo più "reale".
    Sfogliando il catalogo Rose (visto che avete buoni rapport con loro) mi salta all'occhio la Jabba Wood 4. 130mm per 2mila euro, geometrie all round e peso contenuto.

    P.S. è davvero brutto scrivere senza poter toccare con mano!
     
  6. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Rose UJ
    Beh, non è che testiamo solamente bici di questo tipo. Il mese scorso ad esempio è uscito il test della Saracen Ariel, una AM con 140 mm di escursione posteriore. A breve uscirà il test di una full da xc, ed un po' più in là quello della "camaleontica" Cannondale Jekyll (90 mm di travel in salita che diventano 150 mm in discesa).
    Definire la Beef Cake un mezzo non reale non mi pare comunque corretto, non fosse altro che sempre più gente si indirizza verso le cosiddette enduro.
    Di questi temi sarebbe però il caso di discutere nel topic "Che test vorreste?", perchè altrimenti finiamo totalmente OT.
     
  7. Pier88

    Pier88 Biker grossissimus

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    Quoto Muldox, sono davvero bici meravigliose che spero di riuscire a comprarmele prima o poi almeno una :smile:.

    Complimenti per il test, anch'io rimango molto dubbioso sul fatto che rose in queste tipologie di bici metta la tripla come primo montaggio... Mah :nunsacci:
     
  8. il gatto

    il gatto Biker superis

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    Gran bella bici! secondo te avrebbe senso montarci una forca da 160 per renderla un più polivalente?
     
  9. Fra#42

    Fra#42 Biker forumensus

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    :sbavon: bici da urlo, anche se grazie a voi ho capito che per quello che farò mi conviene prendere un'enduro...viva mtb forum e i suoi test!

    o-o
     
  10. muldox

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    Rose UJ
    Secondo me no. Montando una forcella da 160 mm andresti a perdere proprio il lato migliore del mezzo, e cioè le performance discesistiche in rapporto al fatto che la bici è ancora pedalabile. A quel punto tanto vale rimanere su una enduro da 160 + 160 mm, o comunque più "tranquilla".

    Vorrei però puntualizzare una cosa, perchè da questi primi interventi temo stia nascendo un malinteso: chiunque pedala abitualmente una classica enduro (tipo Nomad, giusto per citarne una che conoscono anche i sassi) non avrà alcuna difficoltà a pedalare la Beef Cake SL.
     
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