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Tutelarsi sulla pista ciclabile

Discussione in 'Negozi, online shops e altri temi MTB' iniziata da Swifferrr, 9/10/18.

  1. Swifferrr

    Swifferrr Biker novus

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    Rockrider 520
    Ciao amici, qui a Roma c'è una pista ciclabile che percorre in lunghezza una parte del Parco degli Acquedotti, vedendo la segnaletica,pista rossa un tratto è riservato come ''attraversamento ciclabile'' ed un altro come pista ciclabile con marciapiede affiancato (cerchio diviso verticalmente sinistra pedone/destra-bici).

    Vorrei sapere in caso di incidente, chi effettivamente ha ragione. Tengo a precisare, che non sono un pazzo in mtb che corre a 40km/h sulla ciclabile,ma vedendo la mole di persone che fanno jogging con le cuffie a zig zag, bambini che improvvisano campi da calcio con tanto di porte e persone a spasso con il cane libero di girare a destra e sinistra, sono quasi sicuro che prima o poi qualcuno mi finisce addosso. Non per far polemica, ma si sa che in Italia sia mai che fai notare a qualcuno di essere nel torto, anzi...piu di una volta è quasi finita a botte, perche il ragazzo di turno ha tutto il diritto di correre a zig zag sulla pista ciclabile con la musica a mille nelle orecchie.



    (se a qualcuno interessa la pista è visibile da street view - Via lemonia ;Roma
     
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  2. sembola

    sembola Moderatur cartesiano
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    Se capisco bene è divisa in due, una parte pista ciclabile vera e propria e riservata alle bici, l'altra ad uso promiscuo cliclopedonale.

    Ad ogni modo sulle piste ciclabili e cliclopedonali continuano a valere i principi e le disposizioni del Codice della Strada, tale e quale a qualsiasi area aperta alla circolazione.

    Per cui non è possibile dire a priori di chi è la colpa in caso di incidente: viene valutato in funzione delle circostanze e dei comportamenti messi in atto. E nel mondo reale non è comune che ci sia un solo responsabile, molto più probabile che ci siano concorsi di colpa, tanto più in un ambito dove ci sono poche prescrizioni esplicite e più che altro principi generali.

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  3. Saruman

    Saruman Biker ultra

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    Trovo sul web.

    "E’ obbligatorio condurre la bici a mano quando, per le condizioni della circolazione, si è d’intralcio o di pericolo per i pedoni."

    Quindi anche se hai ragione e magari è il pedone che ti taglia la strada, la vedo dura da dimostrare a meno di non avere testimoni .
    Quindi prudenza e via.
    Ricorda anche che se c'è la ciclabile è vietato andare in strada

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  4. avalonice

    avalonice Biker superis

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    Sono estremista. Ritengo che il primo responsabile in caso di incidente sia il sindaco perché una ciclabile così fatta non è adeguata e non corrisponde ai principi di sicurezza.
    Sembra una posizione estremista ma non lo è, seguite il mio ragionamento.
    Una pista ciclabile urbana deve essere progettata per consentire ad un ciclista di viaggiare intorno ai 20 km/h in sicurezza (la velocità media di un ciclista urbano quindi non impegnato in gare ma che comunque si muove per raggiungere una meta è tra 15 e 20 Km/h) la pista ciclabile quindi deve garantire la sicurezza per questo tipo di velocità se non raggiunge questi obbiettivi è semplicemente non conforme e quindi il sindaco (o il proprietario) è responsabile in quanto è stato lui ad approvare il progetto.
    Là dove le piste ciclabili le sanno costruire queste sono separate dalla strada dove transitano le auto da cordoli e dal marciapiede almeno da una riga, inoltre permettano a 2 ciclisti di incrociarsi senza dovere far acrobazie per non urtarsi.
     
  5. sembola

    sembola Moderatur cartesiano
    Membro dello Staff Moderatur

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    una nera e l'altra pure
    Potremmo disquisire su quale responsabilità siano o non siano effettivamente in capo ad un sindaco e non ad un tecnico comunale. O come si possa imputare all'uno o all'altro l'esistenza di una tipologia di strada esplicitamente prevista dal Codice della Strada.

    Ma il punto è che quello che pensiamo noi non ha valore legale ed in un tribunale vale meno del due di picche quando briscola è cuori.

    Che è appunto il nocciolo della questione, che è "di chi è la responsabilità" e non di chi ci piacerebbe/sembrerebbe giusto che fosse...
     
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