Ammortizzatori ad aria: cosa scegliere per prevenire il surriscaldamento?

ottomilainsu

Biker velocissimus
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non è che una bombola di azoto costi molto :il-saggi:
quindi secondo te l'azoto non è meno influenzato dalle variazioni di temperatura?
la presenza di H2O nell'aria non creano problemi nei "nostri" usi?
Non è secondo me, lo dice la Termodinamica.

P*V^k=R*T

P pressione
V volume
R costante universale dei gas
T temperatura
k esponente caratteristico per ciascun gas

k per azoto, ossigeno, aria vale 1,4.

A parità di temperatura e volume la pressione è la stessa.
Comunque la vogliamo girare, la legge dei gas dice che il comportamento di azoto, ossigeno, aria è identico.

L'acqua?
Nell'aria compressa per usi tecnici viene eliminata e comunque conta assai poco, a meno che tu non gonfi l'ammortizzatore quando c'è una temperatura di 40°C e nebbia fitta.
Più fa caldo e più acqua si trova sotto foma di vapore nell'aria, più fa freddo e meno acqua c'è.
L'aria della nebbia invernale a +1°C riscaldata a +20°C diventa secchissima senza che sia avvenuta la benchè minima evaporazione o condensaione.
Lo dice sempre la Fisica, nella fattispecie lo si ricava dalle proprietà dell'aria umida tramite il diagramma di Mollier.
 

 

dilloprof

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Io ne ho acquistati due: uno a molla in titanio (720gr) che monto quando voglio fare da cattivo e uno ad aria (470gr) quando faccio passeggiate...tutto il resto é noia!
 

Happykiller

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quindi secondo te l'azoto non è meno influenzato dalle variazioni di temperatura?
ottomilainsù;6515485 ha scritto:
Non è secondo me, lo dice la Termodinamica.
:smile::smile::smile::smile:
opinionismo e termodinamica.
ma... sei astronomo o astrologo? c'è differenza?
:loll:

Si può aggiungere un'altra cosa sul discorso dello scambio termico: la forcella si prende tutta l'aria direttamente, mentre l'ammo è riparato dal telaio e si prende giusto qualche turbolenza.

Mentre chiedo... la quota e la temperatura esterna come influiscono sul setup ?
Non ho fatto i conti, ma... su una salita con arrivo in alta quota e bassa temperatura porta ad avere un calo della pressione interna dell'ammo (non per la bassa pressione esterna), aumentando il sag e modificando i setup, magari penalizzando la posizione in sella.
In discesa, in una situazione come la MaxiAvalanche (anche non in gara), ci si potrebbe trovare in alto con l'ammo freddo, troppo morbido, e in basso con l'ammo bollente e indurito per quanto riguarda l'aria, mentre con un comportamento inverso per quanto riguarda l'olio, più viscoso in alto con maggiore frenatura, più fluido in basso, quindi con minore frenatura.

Quanto queste differenze sono percepibili? e facendo un esempio, di quanto variano?

Grazie!

PS: l'ammo a molla ha il vantaggio che ti porta a casa anche quando scoppia. Scalcia come uno stallone imbizzarrito, ma ti sostiene fino alla macchina, senza danneggiare ulteriormente l'ammo :-P
 

ottomilainsu

Biker velocissimus
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:smile::smile::smile::smile:
opinionismo e termodinamica.
ma... sei astronomo o astrologo? c'è differenza?
:loll:
Astronomo no, altrimenti sarei alle Canarie al TNG, dove lavora un mio ex compagno di scuola.
astrologo? vade retro saragat! :smile:

Sono ing. mecc. laureato alla migliore facoltà d'Italia nel settore, Ingegneria Meccanica (ora Industriale) di Padova. :il-saggi:
Non lo dico io, lo dice il ministero con uno studio condotto dal 2004 al 2010.
E quindici - vent'anni fa erano ancora peggio :arrabbiat:, cioè meglio, ovvero da quando è arrivato il berlinguero con il suo 3x2 la qualità globale è decisamente peggiorata.

Si può aggiungere un'altra cosa sul discorso dello scambio termico: la forcella si prende tutta l'aria direttamente, mentre l'ammo è riparato dal telaio e si prende giusto qualche turbolenza.

Mentre chiedo... la quota e la temperatura esterna come influiscono sul setup ?
Non ho fatto i conti, ma... su una salita con arrivo in alta quota e bassa temperatura porta ad avere un calo della pressione interna dell'ammo (non per la bassa pressione esterna), aumentando il sag e modificando i setup, magari penalizzando la posizione in sella.
In discesa, in una situazione come la MaxiAvalanche (anche non in gara), ci si potrebbe trovare in alto con l'ammo freddo, troppo morbido, e in basso con l'ammo bollente e indurito per quanto riguarda l'aria, mentre con un comportamento inverso per quanto riguarda l'olio, più viscoso in alto con maggiore frenatura, più fluido in basso, quindi con minore frenatura.

Quanto queste differenze sono percepibili? e facendo un esempio, di quanto variano?

Grazie!

PS: l'ammo a molla ha il vantaggio che ti porta a casa anche quando scoppia. Scalcia come uno stallone imbizzarrito, ma ti sostiene fino alla macchina, senza danneggiare ulteriormente l'ammo :-P
Vabbè... non serve che ci mettiamo a fare i calcoli, basta considerare che nel calcolo della equazione di stato dei gas la temperatura si misura in Kelvin, e passare da 273 K a 303 K significa una variazione di circa il 10% per la pressione.
Quando il manometro usato per il gonfiaggio ha, se va bene, una precisione del 10-15% e una ripetibilità di altrettanto.

Mettiamola così, io sono in partenza per le ferie, tra poco mi avvierò con destinazione Rügen, su in riva al Baltico.
Ne parliamo quando torno, sempre che qualcun altro nel frattempo non voglia sviluppare la questione.
 

eci

Biker novus
20/8/09
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Brescia
Vabbè, io dico la mia: visto che ormai l'elettronica esiste anche sulle bici con la conseguenza di avere una batteria a bordo, perchè non inserire una resistenza nel serbatoio dell'aria cosi si parte già con il gas caldo e tagliamo la testa al toro?