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Bionicon Ironwood

Discussione in 'Test' iniziata da Zergio, 29/7/09.

  1. Zergio

    Zergio Redazione

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    BIONICON Ironwood
    ”””Per tutti quelli che si sono abituati a 200 mm di escursione, che non vogliono usare solo gli impianti di risalita e scendere per tracciati predisposti, Ironwood è la soluzione finale. Dietro ad ogni montagna si nasconde una discesa migliore…”””
    Così viene presentata la Ironwood sul sito della casa produttrice

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    La Ironwood in fuga da un temporale bavarese (Biker: Muldox)

    Con entusiasmo/curiosità prendiamo in esame questa MTB da All Mountain con escursioni da Freeride, o meglio una bici da Freeride che si trasforma in un mezzo con geometria variabile che la rende adatta alla pedalata. Questa ultima precisazione è dovuta al peso/montaggio della bici inviataci per il test: 16,7 kg (senza pedali) dei quali quasi 5,5 kg delle solo ruote (complete); non proprio pesi da AM.
    Il tutto è reso possibile dal sistema progettato dalla casa tedesca Bionicon: Up&Down Technology.

    Entriamo subito nel cuore Bionicon…

    • UpHill:
    Attraverso il semplice gesto di caricare il peso sull’anteriore schiacciando contemporaneamente il pulsante arancione al manubrio la forcella si accorcia di 70 mm e l’interasse dell’ammortizzatore aumenta di 15mm. L’escursione posteriore rimane sempre fissa a 200mm. Il tutto senza scatti sulla regolazione ( anche se difficile trovare posizioni intermedie ripetibili).
    Angolo sterzo con questa geometria è pari a 69,5° con un passo pari a 1152 mm.

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    Configurazione da salita: 69°.5 di angolo sterzo

    • DownHill:
    Inizia la discesa? Peso sulla ruota posteriore, si preme il pulsante sul manubrio e lo sterzo perde ben 5° (passa quindi a 64,5°). La forcella si estende per riprendersi l’escursione di 200mm e come conseguenza si allunga il passo di 30 mm (1182 cm).

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    Configurazione da discesa: 64°.5 di angolo sterzo

    Video esplicativo del sistema Bionicon Up&Down:


    Telaio

    Sezioni circolari per tubo obliquo (oversize, diametro 60 mm) e per piantone sella. Sezione più lavorata per l'orizzontale che dal piantone sella parte ovale per arrivare alla sterzo a forma di T. La scatola della serie sterzo è completamente "occupata" per tutta la sua lunghezza dall'obliquo, dall'orizzontale e da un fazzoletto di rinforzo. Come se non bastasse, per irrigidire il tutto, il mezzo ha un ponte a V rovesciata tra obliquo e orizzontale (che funge inoltre da attacco per l'ammortizzatore) e altri due fazzoletti che si trovano tra l'obliquo e piantone sella e tra piantone sella e orizzontale. Esteticamente si presenta massiccia.
    Alternate sezioni tonde e rettangolari per il carro posteriore. Di quest'ultimo non è stata capita la volontà di mettere un QR (anche se il carro rimane rigido). Stona con l'asse da 35 mm della forcella.
    Il sistema ammortizzante è il più classico: monopivot con infulcro all’altezza della corona 32T.
    Oltre al sistema Up&Down Technology, l’angolo sterzo/tubo sella, l’altezza del movimento centrale e lunghezza del passo della Ironwood possono essere “aggiustati” tramite 3 differenti posizioni del supporto ammortizzatore in relazione al carro posteriore.
    Da fonti Bionicon: "" l'altezza del movimento centrale varia di +-1 cm dalla posizione intermedia (380 mm) e l'angolo del piantone reggisella a forcella alla max estensione varia di 1 grado""

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    Particolare 3-Step

    Di seguito curva delle forze, traiettoria ruota e compressione ottenuti con Linkage

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    Carro posteriore evidentemente regressivo per tutta la sua corsa

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    Delta s sempre negativo: ottimo per la discesa

    Il fattore di compressione aumenta con l'escursione. D'altra parte deve ammortizzare 200mm con 60 mmm di corsa

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    Conferma la regressività del carro



    Forcella

    Forcella a doppia piastra ad aria, imponente, fissata al telaio tramite serie sterzo F.I.T. (che a dir della casa trasferisce le forze di impatto frontali in forze di impatto “utili” dalla forcella). Accattivante. Corsa variabile da 200mm fino a 130mm.
    Il mozzo della ruota anteriore non è sostenuto da un asse passante; o meglio, ne ha due. I foderi della forcella proseguono per poi entrare nell’asse da 35 mm (ovviamente, dedicato).

    [​IMG]
    Particolare mozzo/asse passante; filetto poi bloccato da una placchetta metallica e un "dado"

    Sono presenti due regolazioni:
    -precarico; con pompa alta pressione. La modalità non è proprio immediata ma è riportata sull'orizzintale

    [​IMG]
    Importante: pigiare il pulsante al manubrio durante la regolazione​


    -rebound (pomello rosso sullo stelo destro in alto).

    Entrambi si sono rivelate poco efficaci. La prima, rispettando il limite di 12 bar massimi, è a nostro avviso insufficiente (per biker di 75 kg); la seconda, si avverte molto poco il suo effetto dal tutto chiuso al tutto aperto.
    In utilizzo ci è sembrata lineare, anzi quasi regressiva; si fa sentire la mancanza di un controllo sulla compressione.
    Per quanto riguarda la sua rigidità torsionale… da una doppia piastra con asse passante da 35 mm ci si aspettava di più; molto di più. Di seguito due foto di una prova molto poco scientifica ma comunque d’effetto. Ruota tenuta ferma tra le gambe e leggera torsione sul manubrio:

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    A riposo

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    In trazione

    L’attacco manubrio ha due posizioni orizzontali con step di 10 mm e il sistema denominato Twin Lock permette una ulteriore regolazione dell’angolazione curva (135°); molto simile a quello visto nel test precedentemente pubblicato della Liteville 301.

    Ammortizzatore
    L'X fusion O2 RPV è stato modificato sul terminale dello stelo per poter essere unito al sistema Up&Down.
    In pratica, quest'ultimo permette di allungare l'interasse dell'unità ammortizzante; senza però variare la sua corsa di 60 mm.
    Come la forcella, ha le due regolazioni base:
    -compressione (aria)
    -rebound: dal molto tenace al praticamente nullo. ottimo.

    Non si sente la mancanza di un blocco o di una più complicata "piattaforma" per stabilizzare il bobbing.


    In azione

    Salita

    Il peso si fa sentire (soprattutto delle ruote) ma fin che si tratta di risalite su asfalto o su fondo poco sconnesso la Ironwood si comporta egregiamente. Non presenta fenomeni di bobbing sul carro posteriore ma la forcella ondeggia quando si pedala energicamente; in questo caso un blocco per rendere il mezzo maggiormente pedalabile non darebbe fastidio.
    Unica nota negativa: su pendenze non molto accentuate si ha la sensazione di trovarsi leggermente caricati con il peso corporeo in modo eccessivo sulle braccia. Situazione che può essere risolta pigiando il “magico tasto” aumentando la lunghezza della forcella e diminuendo interasse dell’ammortizzatore. Operazione non molto semplice mentre si pedala perché si rischia di trovarsi in un battibaleno con l’assetto da downhill .
    Su salite tecniche son più dolori che gioie: anche se la geometria è dalla sua parte, qui è il peso che ne fa da padrone. Sicuramente un set di ruote più leggere e una piattaforma stabilizzante sulla forcella aiuterebbero nell’intento.

    Discesa

    Le discese veloci la Ironwood le trasforma in discese ancora più veloci. Su terreno sconnesso la forcella e il carro posteriore lavorano in sincrono filtrando tutto in una maniera quasi imbarazzante. Fantastica, copia ogni asperità anche molto consistente. Il mezzo permette veramente molto; unico limite è la sezione delle coperture montate 2.4 (e del pilota, ovviamente). A nostro avviso una coppia di pneumaticipiù generosi, in questo caso, non guasterebbe. Il movimento centrale alto (380 cm) non aiuta su discese lente con cambi repentini di direzione.
    Come in tutti i monocross è presente il brake lock-out.

    Meno a suo agio su percorsi tecnici lenti trialistici; anche se la forcella a doppia permette di curvare praticamente di 90° il peso non aiuta.


    L’abbiamo anche provata sul sempre divertente Bike Park Mottolino di Livigno (oggi ancora di più con il materasso BigAirBag per provare i trick): niente da fare. La forcella non regge la compressione dei salti. Affonda troppo, non sostiene e sbilancia il mezzo in uscita dal salto (funzionamento compromesso forse dalla perdita di olio dalla parte inferiore della stelo sinistro?). Bene invece sui drop, sembra di atterrare sempre sul BAB.

    [​IMG]
    Geometria e forcellone da 200mm spianano ogni pendenza....persino in foto (Biker: Muldox).​


    www.vimeo.com/6367620

    Componenti:
    Telaio Ironwood taglia: L
    Forcella: Bionicon 130-200mm
    Escursione posteriore: 200 mm
    Ammortizzatore: X-Fusion O2 RPV (60mm di corsa; 263 mm interasse posizione DownHill)
    Serie sterzo: Bionicon F.I.T
    Attacco manubrio: Bionicon Twin-lock
    Curva manubrio: Bionicon Bar Fly; lunghezza 680 mm; rise 30 mm; sweep 9°; diametro 31,8 mm
    Freni: Formula Oro 24K con disco front 200 mm e rear 185 mm
    Comandi cambio: Sram X.7
    Cambio posteriore: Sram X.9
    Deragliatore centrale: Shimano Deore
    Guarnitura: Truvativ Stylo GXP 36/24
    Sella: WTB Laser V
    Reggisella: Bionicon 3D formed AL2014; diametro 30,9 mm
    Collarino: Bionicon
    Cassetta pignoni: Sram PG 980 11-34
    Catena: Sram PC 971
    Mozzi: Bionicon by DT Swiss
    Cerchi: Alexrims Supra BH Pro double wall
    Raggi: DT Swiss Competition 2.0-1.8
    Coperture: Schwalbe Big Betty 3C 2,4 (pieghevole)
    Forcellini sostituibili
    Sistema ISCG

    Peso (taglia L, senza pedali): 16.7 kg
    Peso ruote complete: rear 2900g e front 2570
    [​IMG]


    Problemi durante il periodo di test :
    -perdita di olio dalla forcella (parte inferiore dello stelo sinistro)

    Si ringrazia www.mottolino.com per la collaborazione

    Link Utili

    Bionicon: http://www.bionicon.com/index2.html?SID=1247044536_466d000000001f0baf26

    Ironwood: http://www.bionicon.com/standard.xml?vpID=437&SID=1247043469_29320000000000bf5c1d

    pdf con specifiche: http://www.bionicon.com/servlet/siteos.servlet.BinaryServlet?id=66
     
  2. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Per il prezzo pazientate, lo comunicheremo al più presto :-o.
     
  3. Federico FVG

    Federico FVG Biker forumensus

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    aspettavo con ansia la recensione (anche se la Ironwood in particolare non mi interessa minimamente)

    non ho capito una cosa riguardo alla forcella: la flessione riscontrata da fermi si è poi rivelata un problema/fastidio alla guida? un po' come il gioco degli steli della Talas 36 o delle marzocchi 55, che alla fine all'atto pratico non davano alcun fastidio...da quel che dite sembra che la forcella lavori benissimo in discesa (a parte i salti) il che mi fa pensare che anche al rigidità sia ottimale (può forse darsi che la causa della flessione da fermo sia da imputare al fatto che sia una forcella a steli rovesciati?? se non sbaglio hanno caratteristiche molto diverse come risposta alla flessione, con le forcelle a steli rovesciati che dovrebbero invece resistere di più alla flessione...o forse mi confondo, in ogni caso potrebbe essere una spiegazione della prova "da fermi"...)

    alcune considerazioni comunque mi sembrano piuttosto ovvie, come il fatto che non vada molto bene nelle discese lente e molto tecniche, in assetto da discesa è comunque assimilabile a una bici da DH... non sorprende che si comporti così!! avete provato ad affrontare quelle stesse sezioni abbassando la forcella? la cosa aiuta o il mezzo è troppo sbilanciato?
    allo stesso modo anche nella salita tecnica i 200mm posteriori sono decisamente troppi, come rilevato anche nella prova della Liteville 901... niente di nuovo mi pare...

    se prendessi una bici del genre comunque mi prenderei sicuramente un doppi set di ruote, un paio veramente da AM (per quanto cattivo) e un paio da FR/Dh... in fondo sono soprattutto i salti molto alti a stressare le ruote, e sui sentieri naturali è difficile trovarne (almeno nei nostri singletrack) quindi un paio di ruote da AM robuste reggerebbero tranquillamente le discese su sentieri naturali... questo permetterebbe di aumentare non di poco la versatilità della bici

    avete provato tutte le posizioni del 3-step (magri per ovviare al movimento centrale alto nei tracciati più tortuosi) o tenuto sempre la stesa per tutti i giri?

    chissà come si comportano le altre forcelle della Bionicon... certo vanno provate prima di acquistarle, però per l'AM il sitema Up&Down è davvero un'arma totale!! se solo fornisseroun kit per migliorare l'idraulica della forcella non credo sarebbe inferiore come prestazioni a nessun'altra bici da DH, viste le già ottime prestazioni nelle discese veloci!! probabilmente il continuare a mantenere forcelle così semplici dipende anche dal fatto che la filosofia Bionicon è prima di tutto PRATICITÀ (sono pur sempre tedeschi!!) e quindi non vogliono una forcella con idrauliche complicate e più soggette a guasti... però col fatto di non proporre un idraulica di livello superiore neanche come optional perdono una buona fetta di clientela ed è un peccato!! in fondo non c'è nessun ostacolo tecnico nel mettere una idraulica più raffinata, il fatto che sia abbassabile non le impedisce (basta pensare alle Marzocchi ATA RC3 o alle Fox Talas RC2)... chissà se rimedieranno alla cosa nel 2010!!

    Grazie del test (e della pazienza di rispondere alle mie domande, se vorrete!!)
     
  4. Zergio

    Zergio Redazione

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    -rigidità forcella : il gioco tra i foderi (tipo Marzocchi) a mio avviso è molto differente dalla rigidità della forcella. Nel caso Iroonwood compromette la precisione/la risposta di guida. Gli steli rovesciati possono influire.
    -la forcella ammortizza benissimo; lavora beni in tutti i casi a parte nel caso di salti con compressioni (non i drop, per interderci)

    -discese tecniche lente: certo non sono il suo campo (ovvio magari per te, non per tutti). la forka si può abbassare ma contemporaneamente si attiva il six.Up&Down (e tutto quello che ne deriva)
    -salite tecniche: non mi sembra di aver scritto che il suo limite sono i 200 mm. il limite è il peso totale (e delle ruote).il telaio si presta bene alla salita (geometria). nella 901 non è proprio così.

    -coppia ruote per DH/AM: sono in accordo con te.

    -3 step: provato solo quello che porta a minor distanza del movimento centrale da terra

    ben vengano altre domande...o-o

     
  5. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Una precisazione: sia nel lento/tecnico che in salita con la Liteville 901 ci siamo trovati meglio.
    La Ironwood è invece un autentico missile quando c'è da far correre, poco importa quanto il terreno sia accidentato e/o pendente.
     
  6. Federico FVG

    Federico FVG Biker forumensus

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    si bè ovvio il gioco dei foderi è cosa ben diversa dalla scarsa rigidità... per le differenze tra forcella tradizionale e a steli rovesciati mi riferisco a un dato tecnico che era venuto fuori durante una discussione (probabilmente sulla nuova Dorado) sul fatto che la forcella tradizionale resiste molto bene alla flessione ma non alla torsione, l'incontrario per le forcelle a steli rovesciati... non so cosa questo significhi tecnicamente ma può darsi che all'atto pratico la torsione rilevata da fermo sia meno evidente in corsa

    riguardo alle ruote la soluzione l'abbiamo già detta, 2 set di ruote e ci si toglie il pensiero!!! con il b-boxx il prossimo anno il fascino delle Bionicon aumenterà ancora... eh si sono proprio imparziale :cucù:!!!
     
  7. Tutankamon

    Tutankamon Biker perfektus

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    Ho avuto occasione anchio di provare per bene la Ironwood e alcune cose non le avevo evidenziate.... frutto sicuramente di una mia minore sensibilità, un abitudine a uno o massimo 2 bici (VP-free e Jocker) e di una prova meno meticolosa.

    Io pure ho trovato che le pressioni indicate fossero un poco indicative ma con un po' di prove ho trovato quello che mi serviva. Il ritorno, come quasi tutte le forche che ho utilizzato, lo lascio abbastanza aperto, concordo sul fatto che fosse poco sensibile.


    Concordo sul fatto che la forcella fosse molto lineare ma abituato alla mia 66RC3, che non per farle fare tutta la corsa devi saltare da tre piani, non mi è dispiaciuta. Forse un po' fastidiosa nel tecnico lento.
    Per quanto riguarda la rigidità, proprio non mi sono accorto di nulla, mi aveva dato anzi una sensazione di una buona precisione di guida. La poca rigidità forse è mascherata dalla grande escursione.... non hai molti problemi su dove mettere le ruote ;-)


    Questo l'ho avvertito nettamente....

    Sarà che sono molto abituato a pedalare molto con il VPfree non l'ho trovata troppo pesante da portare in salita, certo che se la confrontiamo con una AM da 14-15 kg non c'è storia...
    Il sistema che varia l'assetto l'ho trovato molto funzionale, forse non molto immediato e utilizzabile al volo, ma ti aituta davvero...

    Bella prova, comunque una bicicletta interessante.... soprattutto per alcuni aspetti innovativi. Forse un po' troppo tedesca, una linea un po' più accattivante non sarebbe male....

    Grazie
     
  8. Zergio

    Zergio Redazione

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    centrato in pieno. o-o
    quoto completamente

    grazie
     
  9. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Esatto! Proprio la grande linearità delle sospensioni, abbinata all'abbondante travel, la rende faticosa quando c'è da destreggiarsi nello stretto.
    Per contro, e questo anche grazie alle geometrie, quando il problema è la pendenza e/o il terreno sconnesso la sensazione di sicurezza è totale.
     
  10. Federico FVG

    Federico FVG Biker forumensus

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    si può starci!!! grazie anche da parte mia per il report! penso di aver finito con le domande, sotto a chi tocca ora :celopiùg:

    Comunque, resta il fatto che a parte la 901 resta l'unica altra bici sul mercato a farsi pedalare decentemente in salita e a dare la paga alle DH in discesa... credo che con una forcella dall'idraulica migliorata anche la 901 dovrebbe darsi da fare a starle dietro!!!

    P.S. attenzione c'è un errore nel testo: sotto la foto della bici in assetto da discesa c'è scritto "assetto da salita"... non credo che molti si confonderebbero vedendo le immagini ma sai mai!!
     
Bozza salvata Bozza eliminata

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