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The Sheriff, the BigWood and the Scapegoat

Discussione in 'La Pecora sclera' iniziata da Ser pecora, 13/10/09.

  1. Ser pecora

    Ser pecora Diretur Heiliger Geist
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    Era una notte buia e tempestosa, con lampi che squarciavano improvvisi le tenebre e tuoni sinistri che echeggiavano tra le mura umide della casa.
    Io me ne stavo spaparanzato sul divano con la tv accesa senza audio su "nonsolomoda", il pc sulle ginocchia con aperto ovviamente il forum, un pacchetto di ringoboyz nella sinistra e ed un succo di frutta "gusto giallo" nella destra.
    Il che mi impediva di usare il touchpad e togliermi da sotto gli occhi la bici rosa porcello di Bobbyes che ormai avrò visto 1 miliardo di volte. E tutto ciò mi predisponeva male. Anzi, peggio. Mi annoiava. Tant'è che ero quasi sul punto di mollare i ringo per sintonizzarmi su "Porta a Porta" per farla finita....ma proprio in quel momento, MIRACOLO! arriva un sms.
    La noia è tale che mi scoccia alzarmi per andare a prendere il cellulare, convinto dal mio ottimismo che sarà il solito sms promozionale della Tim che mi offre una tariffa agevolata per mandare mms dall'Estonia o, peggio, il solito inutile sms della mia amica Sonia che recita immutabile: "Come va?" (du'palle...) Possibilità che mi fa fermentare i Ringoboyz nella panza ammollati dentro 1lt di letale mix "gusto giallo".
    Alla fine cedo e mi trascino al cell: GAUDIO!!
    E' un sms del prode Sceriffo Muldox che mi mi convoca per un giro AllMountein!
    In realtà a me l'allmountein non mi piace troppo...ma fa niente. Meglio che la Formula1.
    Con lo sceriffo Muldox non ci si mette d'accordo. Si eseguono gli ordini. Ogni mia perplessità e domanda viene liquidata con un convintissimo: "vabbè, al massimo muori", che dal punto di vista logico non fa una piega. L'inutilità della logica mi è evidente da anni, ma cedo comunque.
    A questo punto, riattaccato il cell, mi prende l'ansia, visto che ho poche ore per preparare la bici, lo zaino, i vestiti e dormire.
    Decido che l'ansia va combattuta ignorandola, pertanto non faccio niente e vado a letto.
    Dopo poche ore di sonno agitato in cui ho sognato un esplosione nucleare ed una tigre bianca che mi seguiva mentre andavo a portare un busto di gesso di Nelson Piquet a mia nonna (un mio sogno ricorrente) suona la sveglia.
    Sono le ore 6 in punto. Fuori è buio e l'ansia mi scuote le budella ancor più che il mix gustogiallo-ringoboyz.
    Mi vesto con le prime 3 cose che trovo nel cassetto "bici", prendo su lo zaino e la bici e mi dirigo al garage. Un brivido freddo mi corre lungo la schiena: funzioneranno i freni dato che sono 2 mesi che non uso questa bici? Tiro le leve chiudendo gli occhi. Frenano. Evvai!! Sono salvo (povero ingenuo).
    In garage mi ricordo che ho dimenticato le scarpe da bici. I minuti volano e mi maledico per non aver fatto tutto ieri sera o non aver puntato la sveglia alle 5.30 (se....come no...).
    Lo sceriffo Muldox odia i ritardi.
    Dopo 1h30minuti netti mi ritrovo a Dervio, una amena località sul lago di Como o di Lecco, dipende se avete letto i Promessi Sposi o meno..
    Sono in anticipo. Come sempre. Tanta ansia per niente. Vabbè, ho tutto il tempo di cercare il parcheggio dell'appuntamento. Questa è la cosa più facile dato che lo sceriffo Muldox da appuntamenti solo nei parcheggi dei cimiteri. Può sembrare una cosa da necrofili, ma la sua logica stringente non fa una piega: sono sempre liberi in settimana e c'è acqua per fare il pieno agli zaini. In realtà sotto sotto ho sempre pensato che lo faccia per mettermi pressione psicologica. In particolare per il fatto che appena mi vede posa sul cofano della macchina un crisantemo che avrà preso chissà dove ed esordendo con un: "allora, sei pronto?" detto con un sorriso maligno.
    A Dervio per fortuna di cimiteri ce n'è solo uno quindi lo trovo facilmente.
    Dopo qualche secondo arriva lo sceriffo Muldox con la sua swiss-machine puntuale come sempre.
    La swiss-machine è così chiamata per l'ordine con cui viene caricata del materiale biciclistico: pari a quello di un coltellino svizzero. Ogni cosa: attrezzi, ruote, protezioni, scarpe è posizionata secondo un ordine che ogni volta mi affascina e mi riempie di ammirazione e conforto. Sulla cassetta degli attrezzi ci sono persino dei post-it con alcune indicazioni tipo la misura delle viti di ogni cassettino, la pressione dell'ammortizzatore e della forcella secondo il grado di umidità ed altre tabelle complicate. Il tutto fa un po' Ned Flanders, ma in realtà è che lo sceriffo Muldox si dimentica le cose ed è pignolo come un orologiaio zurighese. Persino quando scarica l'auto il tutto viene fatto secondo una procedura collaudata. Vedere lo sceriffo Muldox che scarica il telaio senza ruote dal bagagliaio dell'auto mi ricorda sempre la procedura per smontare l'MG che mi sono sciroppato più volte durante la naja. Penso che potrebbe scaricare l'auto e montare la bici anche bendato. Anzi, lo farà di sicuro. Se lo facesse in canotta e mutande l'atmosfera alla FullMetalJacket sarebbe garantita.
    Appena lo sceriffo Muldox si accorge che me ne sto come un totano con la mascella penzoloni a fissarlo mi richiama all'ordine con un: "che caxxo stai facendo? Muovi il culo!". Mi trattengo dal rispondere con un: "Sir!, yes Sir!" e mi dirigo alla mia auto. La scena è impietosa: nonostante sia una monovolume da 400m^3 appena apro il portellone casca giù un po' di tutto: zaino, casco, brugole...il sopracciglio dello sceriffo Muldox si inarca minaccioso su uno sfondo di loculi e crisantemi. Meglio sbrigarsi.
    In pochi minuti sono pronto.
    Cioè...
    ...faccio finta di essere pronto. In realtà dentro di me sto dissimulando l'ansia che mi causa l'essermi ricordato di colpo che non ho niente da mangiare, ho dimenticato la giacca a vento ed ho le gomme ad 1atm.
    Non importa. Dissimulo col miglior sorriso che mi riesce nascosto dietro gli occhiali da sole. Ma lo sceriffo Muldox fiuta sangue, paura e tornantini a 2km di distanza e mi lancia un: "ti vedo bello carico Pecorocchio!" accompagnato da un sorrisetto satanico. Scuoto la testa.
    Si parte.
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    Per farmi vedere all'altezza della situazione cerco di partire bello spedito tenendo un 32x18 simbolo di virilità, di cui mi compiaccio. E soprattutto stando una bici davanti al temibile sceriffo.
    Dopo 30 minuti ed il cardio che mi fa pernacchie da 15' spremo fino in fondo i polmoni per lanciare un "quanto manca?".
    Lo sceriffo Muldox, sornione, replica con un:"a cosa? Alla fontana? Poco prima della metà della salita ce n'è una".
    Il mio cervello già annebbiato fatica. O rifiuta la realtà. Stiamo pedalando su per un sentiero di lastroni di pietra da già 500mt di dislivello e non siamo nemmeno a metà?
    Dissimulare, dissimulare.
    Replico: "non mi ricordo, quanto mt di dislivello hai detto che sono in tutto?".
    Il diabolico sceriffo sa che non me l'ha mai detto. E così, lancia con nonchalanche: "mah...boh...non so, alla fontana saranno circa 800mt di dislivello...ne abbiamo fatti 500...dalla fontana bisogna spingere per un 2h....la vetta sono 2700mt...non saprei...cmq, guarda, la vedi quella cicatrice di traverso sulla montagna? Quando siamo li saremmo in quota".
    La vedo la fottuta cicatrice. Ed i bulbi oculari mi diventano umidi. La cicatrice è un tratto di penna tirato da Satana per farsi gioco di me ad una distanza siderale in verticale. In questo momento avrei preferito essere miope.
    Dissimulare, dissimulare.
    "Ah, beh...". Non riesco a dire altro.
    Lo sceriffo mi fissa ed ormai sembra fiutare il mio principio di disperazione.
    Arrivati alla fontana, si fa rifornimento idrico. Cioè, il luciferino sceriffo Muldox lo fa, perchè lui sa sempre quanto riempire al minimo il camelback prima di trovare una fontana. Credo che Ross Brawn lo chieda a lui quanta benzina mettere nelle sue macchine per i gp....mentre io mi carico come un dromedario di acqua da tirarmi dietro ansando in salita per finirla immediatamente dopo aver scollinato l'ultima fontana disponibile. Immancabile.[​IMG]
    Lui si toglie la maglia bagnata che fa asciugare al sole mettendosi quella asciutta per mangiare il suo iperenergetico panone valtellinese, mentre io mi tengo addosso l'unica maglia disponibile, completamente bagnata, mentre mi mangio una barretta di compensato ikea magnanimanente offertami dallo sceriffo Muldox.
    Questa combinazione di: scoramento, freddo, umido e fame ha nel frattempo un influsso temibile nei confronti della digestione alquanto laboriosa del mix gustogiallo+ringoboyz. Il che si manifesta con una certa acidità.
    Un sibilante crepitus ventris dello sceriffo Muldox mi riporta alla realtà: salire in sella e pedalare.
    Dopo qualche tempo, in cui mi rendo conto che il tempo è davvero qualcosa di immateriale ed impalpabile, si scende dalla bici e si comincia a spingere. Troppa pendenza e troppi boccioni in mezzo al terreno.
    Nella mia testa questa fase me la immagino sempre come una scenetta idilliaca in cui due persone spingono le bici al fianco in un bel prato con le montagne sullo sfondo conversando amabilmente. Se ci fosse anche una musichetta pop anni '80 potrebbe essere uno spot dell'arcigai o essere tratta da quei musical anni '50 tipo "Tutti insieme appassionatamente".
    Invece nella realtà si tratta di spingere la bici con le braccia totalmente distese con i massi su per un muro tipo i condannati per incontinenza nel girone dantesco , con le tacchette delle scarpe che scivolano scintillando sui sassi e come unico orizzonte visivo gli enormi polpacci dello sceriffo Muldox.

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    Che in breve tempo diventano via via sempre più piccoli però, dato che la mia velocità a spinta decresce esponenzialmente ad ogni metro, mentre la sua aumenta. Il che non è un male, visto che così posso evitare almeno un'altra incontinenza: quella pneumatica dello sceriffo, che negli ultimi metri comincia a diventare assai generosa, forse per la differenza di pressione dovuta alla quota o, più semplicemente, per dispetto a me.

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    Quando ormai quel ramo del lago di Como è diventato grande come uno sputo su un marciapiede mi accorgo che parecchie leghe avanti la minuscola
    sagoma dello sceriffo Muldox si è fermata e si cambia l'ennesima maglietta. Il che mi fa gioire in quor mio, visto che significa che abbiamo raggiunto la quota. Gli ultimi tornanti sono in ogni caso un tormento, visto che oltre alla fatica si aggiunge una spessa coltre di sterco di capra da superare, senza contare il nugolo di mosche che mi ronza addosso. Immagino siano attirate dal mio sudore iperglucidico a base di mix gustogiallo e ringoboyz. Niente ci posso fare avendo anche le mani occupate a spintonare la bici su per il mio Golgota personale e quindi rassegnato cerco di pensare ad altro.

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    Questa per fortuna è un'attività in cui sono parecchio bravo. Ho sempre avuto un grande talento nel pensare ad altro. Non importa il tipo di situazione. Il rovescio della medaglia è il non essere spesso molto "presente" ed il non poterne godere. Come in effetti il panorama meriterebbe. Cmq, mentre penso ad altro raggiungo lo sceriffo Muldox che se ne sta in piedi ad osservare le montagne e le vallate con volto sereno. Poi, con voce ferma mi chiede: "allora? spettaccolare no?" Io annuisco pensando-ad-altro (quando scade il bollo della macchina?). Poi la domanda più temuta: "guarda che meraviglia il Disgrazia". Domanda che mi getta nel panico dato che nel momento in cui mi viene rivolta ho lo sguardo fisso in una direzione, ma ovviamente non so se sia quella del Mt. Disgrazia, che io non distinguo da un pandoro Bauli, nè posso girare la testa verso alcun altro pandoro per dire qualcosa. E soprattutto so quanto ci tenga l'alpinico sceriffo alle sue glorie locali. Così, con una furbizia volpina rispondo:"eh, si ma vuoi mettere il Bernina?" Le narici dello sceriffo si dilatano in un moto di disgusto: "dove figa lo vedi il Bernina?". Facendo sfoggio di tutta la mia impassibilità rispondo che dicevo in generale. Ma, ovviamente non attacca e così il selvatico valtellinico mi aggredisce con un masso, come costume locale, cercando di colpirmi alla tempia. Per fortuna gli ricordo che dovevo mandare una mail al diretur ed allora si calma.

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    "Cmq da qui inizia la discesa", seguita lo sceriffo Muldox raggiante.
    Io, mi incupisco non poco, perchè questa frase per me significa che il peggio deve ancora arrivare. Anzi, sta per iniziare.
    In ogni caso chiedo se occorre mettere le protezioni e comincio ad abbassare la sella. Lo sceriffo Muldox mi redarguisce dicendo che c'è tutto un pezzo di traverso e che quindi le protezioni non servono.
    La solita inculata insomma, comincia la discesa, ma c'è sempre un tot da spingere, pedalare con la sella bassa e cercare di non uccidersi cadendo nel vuoto da un sentierino largo 30cm.

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    E qui succede l'ovvio: nel primo metro di discesa commetto un qualche errore e mi impunto trovandomi in 1nanosecondo spalmato in 30cm di sentierino.
    A terra sto per qualche tempo immobile, un po' per sconforto, un po' per fare un check-up dei danni prima di ripartire. Sento qualche dolore qua e la, ma per stavolta pare essere andato tutto bene (si fa per dire...).
    Nel mentre sento qualcosa che mi tocca alla gamba destra: è il temibile sceriffo Muldox che mi da dei colpetti col piede e mi chiede: "Pekos, sei vivo?", come farebbe un cacciatore con un capriolo a cui ha appena sparato.
    Dissimulare, dissimulare.
    "Si, facevo la conta delle ossa, ho fatto un errorino, sai sto usando un nuovo setup che ho copiato a metà da fabiodrop e gargasecca...."
    Risposta divertita: "eh, ti sei giocato un bel jolly, 50cm a destra e ti maciullavi nel vuoto".
    Penso-ad-altro (devo sistemare la tapparella della camera).
    Inizia la discesa.
    Lo sceriffo Muldox mi sparisce dalla vista in 2 secondi saltellando come un camoscio epilettico in mezzo a sassi e sfasciume vario ed esaltandosi ad ogni tornantino.
    Io cerco di scendere come riesco cercando di non finire giù dal lato del vuoto, visto che il sentiero è molto esposto e la caduta appena fatta mi ha fatto andare il morale sotto le suole delle scarpe, privandomi di ogni stima nelle mie capacità discesistiche. Ogni tornantino si trasforma così in una manovra simile al parcheggiare un Ducato in un vicolo di Marrakesh, ogni sobbalzo su un sasso più grande degli altri si trasforma in un flash che mi ricorda "Vertigo" di Hitchcock e la scena della scale.
    Penso-ad-altro (che bravo Hitchcock).
    Cmq, dopo non poca pena arrivo al solito Sceriffo, fermo da ore ad aspettarmi, il quale scruta come una vedetta la valle. Lo sguardo indiavolato.
    Temo.
    Parte la proposta:
    -"Senti, e se andassimo di là?"
    -"Di là dove?"
    -"La vedi quella forra?"
    -"Cos'è una forra?"
    -"Dove ci sono quei larici"
    -"Sono simili ai pini?"
    -"Si, più o meno. Li vedi o no?"
    -"No"
    -"Vabbè, andiamo di là"
    -"Perchè?"
    -"Perchè di li secondo me ci congiungiamo con una discesa da paura..."
    -"....c'è da risalire?"
    -"poco"
    -"poco, quanto?"
    -"10 minuti a spinta"
    -"..."
    -"dai, vedrai che è una figata! Poi la discesa in basso diventa bella fluida, vedrai che flow!
    "
    Così, dopo aver raggiunto la forra mi ritrovo a spingere come un mulo per un'altra buona mezz'ora con i piedi che cominciano a farmi male.
    -"Te lo dico sempre di buttare via quelle scarpe di merda con gli attacchi"
    -"Sir, yes, Sir
    "

    E così comincia la discesa. Quella garantita che poi non ci sarà più da pedalare o spingere. Io annuisco contento a metà mentre il gps segna 1700mt di dislivello già fatti e 1900 da fare...in discesa....
    Penso-ad-altro (per questo inverno dovrei comprarmi una giacca marrone).
    Dopo aver perso con fatica 500mt dislivello tra sassi, massi e sfasciumi le mie articolazioni cominciano a scomporsi e chiedo:
    -"manca molto al pezzo con il flow?"
    -"mmmhmm...non lo so..."
    -"come non lo sai? E' impossibile. Vivi qui. Dormi sui sentieri!"
    -"In verità questo non l'ho mai fatto, me l'ha consigliato il sergio"

    In questo momento non penso più ad altro, ma penso solo che sono realmente spacciato. Il Sergio è una specie di emulo lacustre dei vertrider che parla poco e quando apre bocca parla solo di sentieri difficilissimi, tiro catena ed altre boiate del genere.
    Lo spirito di sopravvivenza si impone: "sei sicuro che diventa fluido poi?"
    -"così mi ha detto il sergio"
    Penso: merda

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    Con non poca pena arriviamo ad una malga al limitare del bosco. Ci fermiamo, l'ardita testa di cuoio mi allunga l'ennesima barretta di compensato ikea. Cerco di mangiarla, ma lo scoramento è tale che mi si stringe il gargarozzo.
    Ripartiamo, con la speranza del "fluido" nel core.

    E qui inizia la beffa. Il bosco sembra una montagna vietnamita dopo il passaggio di uno stormo di B52. Crateri in pendenza, boccioni grandi come caschi ovunque, radici da alberi amazzonici, gradoni alti 1 mt in mezzo al solito tornantino a 180°.
    Comincia una lunga ed interminabile processione in discesa a piedi.
    L'unico rumore che sento sono i tonfi della bici dello sceriffo Muldox che scende dai gradoni nei tornantini, ed una sorta di campanellino da capra che proviene dalle mie scarpe: sono le tacchette dei pedali che ormai ballano sulle suole sfondate delle scarpe 1000mt di dislivello a piedi con bici in groppa.

    .[​IMG]

    Uniche soste i passaggi più temibili persino per l'incursore valtellinese che mi chiede consigli sulla giusta traiettoria e di fargli da sicurezza.
    Cosa decisamente incomprensibile dato che ho a malapena la forza di stare in piedi e lui mi passa in bici accanto ad una velocità per cui l'unica sicurezza sarebbe quella di morire travolto o sospinto io giù nel burrone.
    Ad un certo punto, mi accorgo di non vederci più. Penso alla cecità, al paradiso dei giusti, invece è che sta venendo buio ed ho ancora su gli occhiali da sole, di cui una lente rigata nella caduta in alto.
    Mi stupisco che nonostante la pendenza non si arrivi mai. Comincio a pensare che sto'maledetto posto sia una singolarità spaziotemporale.
    Un monte non-euclideo: per un tornantino passano infiniti sentieri e siccome i tornantini sono altrettanto infiniti non arriverò mai a valle, anzi mi ritroverò di nuovo in vetta pur scendendo.
    Comincio a pensare che la Formula1 sia una sport bellissimo e che tutto sommato anche sentire alla radio le partite di serie A ha un suo fascino.
    Ma soprattutto che lo sceriffo Muldox è un maledetto ed il Sergio ancor peggio. Tanto che comincia a salirmi un'incaxxatura tale, che, all'inizio di una "breve pietraia" (che si rivelerà il greto di un torrente che ci porterà a valle per 400mt di dislivello) mi decido a rimontare in sella.
    Sento di non avere più nulla da perdere e mi lancio come mai avrei fatto, tallonando la ruota posteriore dell'odiato compare, il quale si prende anche il lusso di girarsi e complimentarsi: "Bravo! Vedi che quando ti impegni...". Penso che vorrei ucciderlo.
    Arriviamo ad un gruppo di case.
    Asfalto.
    Vorrei inchinarmi a baciarlo stile Woijtila. Mi trattengo.
    Lo sceriffo Muldox lancia:
    -"proviamo a fare un taglio di qua?"
    -"Fottiti"
    -"guarda che nella pietraia andavi bene!"
    -"Fottiti tu e la pietraia"
    -"Il tuo problema è che parti sempre pauroso e sulla difensiva, invece in in discesa bisogna attaccare!"
    -"Attaccati al caxxo tu e la discesa"
    -"vabene, andiamo per la strada..."

    Arriviamo finalmente al lago. A questo punto non penso più ad altro. Penso che ho piedi scorticati, mi sono fatto due palle micidiali per tutta la discesa e che voglio solo andare a casa a guardarmi Controcampo e leggere nel forum se sono meglio le bici azzurre o quelle bianche.
    Prima però bisogna fare 12km di lungo lago in leggera salita.
    Mi immagino di essere ad una crono al Giro d'Italia e spingo più forte che posso. All'arrivo mi aspettano le miss per baciarmi ed un'ingolfata di champagne.
    Lo sceriffo fischietta sereno e soddisfatto come dopo una copula nella mia scia. Mi giro e lo fisso.
    Si zittisce e comincia a tirare lui.
    Invece delle miss e dello champagne mi aspettano i loculi e l'acqua del cimitero che bevo avidamente.
    Caccio tutto dentro la macchina in un sol colpo e accendo il motore
    -"andiamo a farci una pizza?"
    Lo sguardo dello sceriffo Muldox è lo sguardo della colpevolezza.
    Penso che è giusto così.

    Partito alle 6,45 da casa ci ritorno alle 00,45. E devo ancora scaricare la roba zozza dall'auto e farmi una doccia.
    Dopo averlo fatto, prima di accasciarmi nel letto mi siedo sul divano e vedo che sul bracciolo ci sono i ringo ed il bricco di mix gustogiallo.

    Prendo il cell e mando un sms allo sceriffo Muldox: "A quando il prossimo giro?".

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  2. muldox

    muldox Diretur onorario
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    Ma alla fine son meglio le bici azzurre o quelle bianche? :nunsacci:
     
  3. rovermtb

    rovermtb Moderatur Beatus

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    quando lo sceriffo ha cambiato la sesta maglietta della giornata, poteva ben donarti una di quelle asciutte già usate? scusami tanto, ma non dirmi che quando mette le magliette fradice di sudore nello zaino poi non escono asciugate e profumate? :smile: :smile:

    ser.. mi hai fatto sbellicare.... :omertà:
     
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  4. tostarello

    tostarello Moderatur ologrammaticus
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    bellissimo e divertentissimo, mi sono rotolato dalle risate :smile:
     
  5. Paolino

    Paolino Biker forumensus

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    Fantastico.
    son scoppiato a ridere varie volte, tra le facce stupite delle mie donne,che non capivano cosa ci fosse di tanto divertente nel solito sito pieno di bici azzurre e bianche
     
  6. tostarello

    tostarello Moderatur ologrammaticus
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    rosa no? :loll:
     
  7. Ser pecora

    Ser pecora Diretur Heiliger Geist
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    Grazie. Ma ricordatevi che ridete delle mie disgrazie.
     
  8. bipbip

    bipbip Biker marathonensis

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    Grande il nostro Pecor Bill!!!
    Il debole mal di gola dovrebbe tenerti compagnia con frequenza, così da poterci regalare altri e altrettanto bei racconti.
     
  9. samuelgol

    samuelgol Redazione

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    Veramente bello e divertente. o-o
     
  10. sad smile

    sad smile Biker tremendus

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    quanta fantozziana e collaudata realtà...fantastico
     
Bozza salvata Bozza eliminata

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