Tre mesi dopo la presentazione della nuova Scott Spark RC, arriva la Scott Park DC, dove DC sta per Down Country. Si tratta di una bicicletta da trail con 140 mm di scursione all’anteriore e al posteriore, telaio completamente in carbonio, ruote da 29 pollici e il classico design di Scott con l’ammortizzatore integrato nel telaio. Questa volta però l’ammortizzatore è integrato in modo da non far sembrare la bici una e-bike, perché è stata cambiata completamente la cinematica e il punto di infulcro.
Inoltre notate che si vede un pezzo di ammortizzatore perché questo è il modello da €8.399 con le sospensioni Rock shoX Flight Attendant, vale a dire elettroniche, che si aprono e si chiudono in tre posizioni: tutto chiuso, pedal e tutto aperto. Questo fa sì che questa trail bike ottimizzi sempre la nostra pedalata, facendo sì che magari sul tratto asfaltato sia completamente chiusa, quindi bella scattante e non disperda energie. Invece quando si va sul sentiero o in discesa si andrà o magari sulla parte pedalata sul pedal, quindi con le sospensioni non del tutto aperte, ma neanche del tutto chiuse e con le sospensioni tutte aperte quando si va in discesa.
La cosa bella di questa bici è che, pur essendo la piattaforma molto simile a quella del della bici da cross country, la sospensione posteriore è molto molto sensibile e tiene la ruota posteriore ben attaccata al terreno. ruota posteriore che è fra l’altro in carbonio su questo modello con delle gomme piuttosto scorrevoli. Infatti al posteriore troviamo delle Maxis Recon Race e all’anteriore invece delle Maxis Forekastar. Le Forekaster sono un attimino più artigliate per dare un po’ più di trazione, soprattutto sul bagnato. Sono quindi adatte all’utilizzo trail.
Il sistema di sospensione è del tutto simile a quello della Spark da cross country, vale a dire non abbiamo un giunto posteriore perché i foderi alti fletteranno. Niente paura perché la flessione dei foderi alti, la vedete nel video, è veramente minimale, vale a dire che non influisce sul funzionamento della sospensione. L’infulcro del carro con il triangolo anteriore è concentrico al movimento centrale. Grazie a questo sistema è possibile misurare il SAG molto facilmente senza guardare l’O-ring dell’ammortizzatore perché abbiamo un indicatore di SAG esterno situato sulla parte sinistra del movimento centrale.
Questa Scott Park DC è disponibile in quattro taglie S, M, L e XL. Questa in testa è una L. La geometria in questo caso prevede un reach di 490 mm. Abbiamo un carro posteriore che rimane uguale in tutte le taglie, ahimè, ma comunque è un carro da piuttosto lungo da 440 mm. L’angolo sella è di 77,2° e invece l’angolo sterzo è di 65°. È possibile aprire e chiudere la serie sterzo di di 0,5°. Si può montare anche una forcella da 150 mm di escursione e altri ammortizzatori, anche a molla.
Il peso della Scott Spark Down Country, così come la vedete qui in taglia L, ma senza pedali, è di 12,5 kg sulla nostra bilancia. Un ottimo peso per i lunghi giri, perché in salita un po’ di peso in meno fa sempre piacere e permette di stancarsi di meno e di fare giri ancora più lunghi. I cerchi sono in carbonio, così come in carbonio è anche il manubrio. Fra l’altro la serie sterzo è dotata di un blocco manubrio in modo da evitare, in caso di caduta, di andare a toccare i comandi contro il tubo orizzontale.
In molti mi hanno chiesto sotto il video della Spark se la parte più bassa del carro vada a toccare per terra e vada a rovinarsi. Ebbene, né nella Spark da cross country, né in quella down country ho mai toccato sotto e ho mai avuto dei danni al carro sottostante.
Il passaggio dei cavi può avvenire in due modi. O nella serie sterzo, come nel caso di questa bici test, cosa che a me non piace, oppure attraverso il tubo sterzo come nella foto qui sotto. Soluzione che io preferirei perché è più facile fare manutenzione e poi anche visivamente a me non piace avere gli spacer a due pezzi.
Durante la presentazione ho chiesto ai Product Manager e agli ingegneri Scott perché tengono il carro uguale in tutte le lunghezze, perché nelle taglie di mezzo come M e L la geometria è bilanciata, ma nella taglia S per esempio il carro sarà più lungo rispetto alla lunghezza complessiva della bici e nella taglia XL sarà troppo corto. Mi hanno detto che ovviano questo problema con i differenti reach dei triangoli anteriori, cosa che secondo me non è sufficiente per ovviare al problema, perché se il carro è corto, l’anteriore tenderà ad impennarsi più facilmente quando ci si trova sul ripido, cosa che però questa bici in taglia L non presenta, appunto perché 440 mm di carro in taglia L sono una lunghezza perfetta per avere una bici che arrampica bene in salita.
La soluzione potrebbe essere cambiare il punto di infulcro con il triangolo anteriore, che comunque varia a seconda delle taglie, tenendo di fatto lo stesso carro per tutte le taglie, non andando così ad aumentare i costi di produzione.
I freni Motive funzionano bene, non sono di certo i più potenti, in particolare se i dischi sono da 180 davanti e dietro, come su questa Spark DC, sicuramente sono uno di quei componenti che se uno mettesse, per esempio, la forcella da 150 all’anteriore andrebbe a cambiare a favore magari dei Maven per avere dei freni più potenti. In ogni caso fanno bene il loro lavoro, ma sul ripido ci sono freni migliori, come d’altronde ci sono anche gomme migliori se uno andasse a fare sentieri veramente difficili rispetto a queste che sono poco tassellate, in particolare al posteriore. D’altro canto questa bici scorre molto bene, quindi sulle salite lunghe questa cosa aiuta moltissimo.
Ho potuto provare a lungo la Scott Spark DC sui sentieri di casa. Il test si trova nel video ad inizio articolo.
Spark DC Factory (EU) carbon black: 11.499 €
Spark DC 10 (EU) mist blue: 8.399 € (in prova)
Spark DC 20 (EU) lemon yellow: 5.699 €
Spark DC 30 (EU) carbon black: 4.699 €
Spark DC 40 (EU) tender green: 3.599 €
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