La Stoll T3 è la nuova bici da trail del marchio svizzero, disponibile in tre modelli, di cui questo è l’SL, con 135mm di escursione al posteriore e 140mm all’anteriore ed un peso di soli 12.16 kg senza pedali, rilevato sulla nostra bilancia, in taglia M. Il telaio è completamente nuovo rispetto a quello che abbiamo testato tempo fa e che ci aveva convinto sotto ogni aspetto. Diverso è il design, la geometria, e la cinematica. Riguardo a quest’ultima, lo schema di sospensione rimane un VPP, mentre l’ammortizzatore è un Rock Shox Deeluxe Ultimate inline, cioé senza piggy back. D’altronde la sigla SL sta per Super Light, ed ogni sforzo è stato fatto per avere una trail bike il più leggera possibile, a cominciare dal telaio, made in Germany, che ha un peso dichiarato di soli 1780 grammi senza ammortizzatore.
L’ammortizzatore viene fissato al triangolo anteriore tramite un perno posto in un buco del tubo orizzontale, mentre il linkage è la parte che viene cambiata per aumentare o ridurre l’escursione della Stoll T3. Lo stesso telaio viene infatti usato anche per il modello da XC con 120/120mm di escursione e quello Evo con 150/160mm.
Le forme del telaio sono moderne, spigolose, con poche curve. Il tutto è stato progettato per ottenere la massima rigidità al minimo peso, compreso il manubrio con attacco integrato e passaggio cavi interno, un Bike Ahead The Unit.
Anche le ruote sono di Bike Ahead, delle Safewing XC con mozzi Erase montate dalla stessa Stoll, e hanno un profilo molto basso e una rigidità molto alta, su cui ritornerò nel test sul campo. La particolarità sta nell’avere dei bordi arrotondati che minimizzano la possibilità di pizzicare. Il peso dichiarato è di 1380 grammi la coppia.
I mozzi Erase.
Ritornando sulla cinematica, vediamo come il carro sia piuttosto robusto, anche perché non necessita di un fodero alto che flette.
L’attacco per il portaborraccia è incassato in una scanalatura presente sul tubo obliquo, lasciando dunque spazio anche ad ammortizzatori con le sospensioni elettroniche Fligh Attendant o con il piggy back.
A tal proposito, il Rock Shox Deluxe Ultimate sul modello in prova ha una leva per il lockout, con due sole posizioni: tutto aperto o tutto chiuso.
Davanti invece troviamo una Rock Shox Pick Ultimate con 140mm di escursione. I freni sono dei potenti Shimano XTR a 4 pistoncini con dischi da 180mm davanti e dietro,
La Stoll T3 può montare sia una trasmissione meccanica a filo, essendo predisposta per il passaggio del cavo, che una wireless, come la SRAM Transmission XX in prova.
La taglia in prova è una M, perfetta per me che sono alto 179cm e ho una distanza sella-movimento centrale di 74 cm. Considerate che l’attacco manubrio virtuale è di 60mm.
Prima della discesa, viene la salita, e con la Stoll T3 SL si vola letteralmente. Anche senza poter chiudere la Pike e lasciando l’ammortizzatore aperto, la pedalata su sterrate o strade asfaltate in salita è eccezionale. Complice il peso molto basso, il telaio molto rigido e le ruote leggere, questa più che una trail bike è una XC in incognito.
La posizione in sella, pur avendo uno spacer e mezzo sotto il manubrio, è molto racing, nel senso che il manubrio (stack) è basso e il busto è di conseguenza meno eretto di quello che uno si può aspettare su una trail bike. Questo va a compensare un angolo sterzo di 76°e soprattutto un carro piuttosto corto (438mm) quando ci si trova ad affrontare rampe ripide tecniche su sentiero. Come ormai dovreste sapere, sono convinto dei vantaggi di un carro mediamente lungo, diciamo intorno ai 444mm in taglia M/L, perché permette di tenere la ruota anteriore incollata al terreno in ogni frangente, senza dover lavorare con il busto o avere un manubrio basso (come quello della Stoll T3 SL) che diventa impegnativo in discesa.
Racing è anche il comportamento della Stoll T3 SL quando ci si muove sul tecnico in salita o falsopiano: la sospensione assorbe bene gli impatti importanti, è piuttosto nervosa su quelli piccoli, complice anche l’ammortizzatore inline e una rigidità complessiva che non si può non notare.
In particolare il manubrio è probabilmente il più rigido che le mie mani abbiano mai sperimentato, tanto da farmi arrivare a fine discesa con mani e polsi doloranti. Certo, sto parlando di lunghe discese di circa 1000 metri di dislivello ma, se dovessi comprare questa bici, opterei per un manubrio con attacco classico e meno rigido, per potermi godere meglio le discese.
Anche perché la Stoll T3 SL in discesa è divertente: il peso leggero la rende una vera gazzella quando si vogliono saltare gli ostacoli o si vuole rilanciare in curva. La Pike lavora molto bene in combinazione con una pressione delle gomme che si può tenere leggermente più bassa del solito grazie al profilo dei cerchi, senza aver paura di forare. Sul ripido lo stack basso necessita di abitudine, nel senso che se girassi solo con la Stoll, non avrei problemi ad affrontare certi passaggi ma, girando di solito con bici che hanno uno stack decisamente più alto, mi sono trovato in difficoltà in alcuni frangenti.
Più che una trail bike, definirei quest Stoll T3 SL una downcountry con tanta escursione. L’anima racing di Stoll viene fuori in ogni frangente, ma si nota in particolare in discesa, dove il rider si trova in una posizione in sella che ricorda appunto una bici da XC. Chi è abituato a girare con una cross country, troverà nella Stoll T3 SL un ottimo mezzo per lunghi giri pedalati che gli permetterà di affrontare in sicurezza dei passaggi che con una XC con meno escursione risultavano difficili. Chi cerca una trail bike classica probabilmente si dovrà orientare verso il modello EVO, con più escursione, facendo attenzione a non tagliare il cannotto della forcella troppo corto, per ovviare ad uno stack basso (il telaio è identico).
Il montaggio custom per ogni cliente aiuta comunque a trovare la posizione in sella desiderata. Questo è uno dei grandi vantaggi di Stoll e che rendono questo marchio unico. Anche perché Thomas Stoll, il fondatore, non avrà problemi a farsi un giro in bici con voi per capire le vostre esigenze.
Per i prezzi, vi rimando al sito Stoll.
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