Schwalbe presenta la nuova camera d’aria Aerothan, fatta di poliuretano termoplastico (TPU), quindi completamente riciclabile e molto leggera, sviluppata insieme a BASF negli ultimi cinque anni. Possono essere restituite a Schwalbe gratuitamente e facilmente tramite l’apposito programma di riciclo (attualmente solo per il mercato tedesco). Il materiale delle camere d’aria usate viene trattato e infine riutilizzato come materiale sigillante o isolante.
Caratteristiche Schwalbe Aerothan
- Leggerezza uniforme fino alla valvola: circa il 40% più leggera di una equivalente camera d’aria Schwalbe extralight
- Protezione contro le forature: il materiale impedisce la perdita improvvisa di aria
- Minima resistenza al rotolamento
- Estremamente resistente al calore: omologata per freni tradizionali
- Comportamento di guida stabile: anche in caso di bassa pressione
- Made in Germany
- Riciclabile al 100%
- Prezzo: da 27,90€ a 29,90€
Schwalbe dichiara che per perforare una camera d’aria Aerothan sono necessari 47 Newton, più del doppio rispetto ad altri materiali. È anche più resistente alle pizzicature e al calore, rendendola così adatta ai rim brakes che ancora si trovano sulle bici da corsa.
Il peso, il fattore più interessante del prodotto, è molto basso. Questi sono quelli dichiarati da Schwalbe:
AEROTHAN MTB
SV13E | 54-559 fino a 62-559 | 81g
SV21E | 54-584 fino a 62-584 | 83g
SV19E | 54-622 fino a 62-622 | 87g
AEROTHAN MTB+
SV21FE | 62-584 fino a 75-584| 109g
SV19FE | 62-622 fino a 75-622| 116g
L’ingombro è ridotto rispetto ad una camera d’aria tradizionale.
La valvola è una Sclaverland da 40mm, anch’essa realizzata in pliuretano termoplastico, con anima svitabile.
Schwalbe Aerothan sul campo
Erano anni che non giravo volontariamente con una camera d’aria nel copertone, ma il dovere chiamava! Il mio setup preferito, come quello di credo il 90% dei bikers, è tubeless con liquido antiforatura, motivo per cui la camera d’aria ha l’unica funzione di permettermi di tornare a casa se taglio la gomma e non riesco a ripararla con i vermicelli.
Ho inserito una Aerothan SV19E (54-622 fino a 62-622) dal peso dichiarato di 87g (rilevato: 95g) in una Specialized Purgatory Grid da 2.3″ e ci ho fatto diversi dei miei soliti giri, con discese tutte su sentieri piuttosto rocciosi, oltre che su alcuni tappeti di ricci di castagne. La pressione che ho utilizzato è di 1.6 bar, identica a quella che uso con i tubeless su una gomma con carcassa non rinforzata come questa. Visto che si tratta di una bici nuova, che vi presenterò fra qualche giorno, ho anche avuto modo di rilevare il peso della camera d’aria inserita di fabbrica: 241 grammi. In pratica, tre volte tanto quello della Schwalbe Aerothan.
Ero pronto a sentire il pneumatico posteriore afflosciarsi quando vedevo una roccia sporgente, ed invece devo dire che non sono ancora riuscito a forare, malgrado non abbia sempre scelto le linee più pulite. Ad 1.6 bar la trazione è buona, anche in questi giorni in cui i sentieri sono fradici, e il rotolamento è praticamente identico a quello di un set up tubeless. La tenuta dell’aria è stata impeccabile, infatti la gomma è gonfia come quando l’avevo montata. Avevo comunque con me le pezze senza colla di Schwalbe, pensate per riparare l’Aerothan.
Queste toppe autoincollanti funzionano molto bene, le ho usate sulla camera d’aria per bici da corsa che avevo bucato a causa di un riccio di castagna. Una volta riparata, ha tenuto l’aria perfettamente.
Una nota positiva: se gonfiate dentro un copertone, non si deformano e possono venire riutilizzate. Qui sotto vedete una camera usata a destra, e una nuova a sinistra.
È di sicuro un’ottima camera da portarsi dietro nello zaino o nelle tasche della maglia nel caso si fori il copertone tubeless, visto il suo peso piuma e il suo ingombro ridotto. Tubolito da oggi ha un concorrente.












Al di là delle considerazioni personali, che sono, appunto, personali, mi sento in dovere di fare una precisazione da "addetto ai lavori".
Schwalbe definisce il materiale completamente riciclabile e come altri produttori parla di (ennesima) svolta green, ecc. ecc.
Chi lavora nel campo dell'estrusione (parliamo di plastica) saprà che ci sono due "problemi irrisolvibili": spessore e colore/trasparenza uniformi. Non si possono ottenere realmente, così come in meccanica non esistono spigoli vivi o superfici perfettamente lisce; per questo, ci si accontenta del miglior compromesso, che viene fuori da mesi o anni di esperimenti e tonnellate di scarto (sfridi, avvio produzione, cambio linea, cambiamenti di temperatura, umidità, ecc.) all'anno. Perciò reputo "ingannevole" definire riciclabile o green un prodotto come questo. Innovare, sperimentare, non è green, lo sono i nostri comportamenti quotidiani (se lo vogliamo).
[CENTER]Fine della filippica[/CENTER]
Tutto è potenzialmente riciclabile, bisogna vedere poi se viene riciclato. Oggi molti sanno che la grandissima parte del riciclo plastica post consumo viene da PET alimentare (bottiglie acqua minerale). Si prova poi a riciclare le poliolefine (PP e PE) per quello che si può pochissima roba ri recupera... quasi insignificante. L'unico PE che si recupera quasi tutto è latte UK e Nord Europa.
Ora voglio vedere chi è il riciclatore che, nel flusso di milioni di tonnellate di plastica post consumo, della quale si selezionano e salvano solo pochi materiali "nobili" ed il resto va a termo, si mette a ripescare 4 camere schwalbe per riciclarle! Hahahaha
Come la storia del packaging flessibile, oggi il flessibile viene riciclato solo se post industrale, tutte le plastiche flessibili post consomo vengono scartate. Però i produttori ipocritamente continuano a metter claim del tipo: "riciclabile poiché non è pliaccoppiato ma mono-materiale", è vero è riciclabile, non scrivono però che è riciclabile ma ad oggi non si ricicla.
Con pneumatici super corazzati ancora meglio il lattice. Lo metti e finché non hai finito la gomma non lo tocchi più.