Orbea presenta la nuova versione della sua bici da XC, la Oiz.
[Comunicato stampa] Negli ultimi anni, il profilo di chi pratica XC si è evoluto verso una maggiore specializzazione. Oggi, il rider core non è soltanto chi esce per pedalare, ma chi si allena con obiettivi chiari, cerca di migliorarsi in ogni competizione e punta soprattutto alle massime prestazioni sui circuiti. A questo profilo si aggiungono coloro che ricercano la performance assoluta nei percorsi XC e, naturalmente, chi compete ai massimi livelli in Coppa del Mondo.
Dal lancio della prima Oiz nel 2005, questo modello è rimasto uno dei punti di riferimento del segmento a livello mondiale. Nel corso delle sue diverse generazioni, ha introdotto soluzioni di design e costruzione che hanno guidato l’evoluzione della categoria: dalla flessione dei foderi bassi della prima Oiz al sistema Squidlock e alla tecnologia brevettata I-Line, molto apprezzati da chi cerca prestazioni senza compromessi.
In una categoria così evoluta, migliorare una bici come Oiz non è un compito semplice. È una delle bici di riferimento sul mercato e una delle più premiate della sua categoria dalle riviste di tutto il mondo. Questa nuova generazione evolve gli aspetti chiave di Oiz per dare vita alla sua migliore versione di sempre. La nuova Oiz rappresenta il risultato di uno dei progetti di sviluppo più ambiziosi della storia recente di Orbea. Tre anni di lavoro hanno dato forma a un telaio completamente nuovo, con un obiettivo chiaro: migliorare ogni aspetto delle prestazioni per creare una delle bici più capaci del mercato attuale.
Lo sviluppo si è concentrato su un equilibrio fondamentale nel moderno XC: aumentare la rigidità senza penalizzare il peso. Per raggiungere questo obiettivo, il team di ingegneri ha dedicato innumerevoli ore alla progettazione del telaio e di tutti i suoi elementi strutturali, analizzando ogni tubo, ogni giunzione e ogni forma per ottimizzare la rigidità complessiva della bici.
Questo lavoro si è basato su avanzate Analisi agli Elementi Finiti che consentono di affinare il comportamento dinamico della bici ancora prima di affrontare il terreno reale. Ma l’evoluzione non si ferma al design: anche il processo produttivo si è evoluto. Un esempio evidente è l’ottimizzazione del movimento centrale, ora più leggero senza compromettere né la resistenza né la rigidità strutturale dell’insieme, grazie al perfezionamento dei processi di incollaggio e unione strutturale del laminato.
La nuova biella è uno degli elementi chiave della nuova Oiz: riduce le dimensioni aumentando allo stesso tempo la rigidità. Il materiale è passato dal carbonio all’alluminio forgiato e, insieme a svuotamenti strategici nella struttura, riduce il peso di circa il 30% rispetto alla versione precedente. A questo si aggiunge un nuovo ponte che sostiene e rinforza i foderi alti mantenendo il triangolo posteriore perfettamente allineato sotto carico.
Orbea ha ottimizzato le forme del telaio eliminando le transizioni brusche, favorendo una compattazione più efficiente del carbonio e riducendo l’utilizzo di resina epossidica, migliorando così il rapporto rigidità/peso. Il design del tubo orizzontale con alette strutturali aumenta la rigidità. I foderi bassi e alti sono stati sviluppati con grande attenzione per offrire la massima rigidità torsionale senza aggiungere peso inutile, aumentando la stabilità sui terreni tecnici.
Infine, il Powerspine, che attraversa la parte inferiore del telaio dalla serie sterzo fino al movimento centrale, ottimizza il trasferimento di potenza, soprattutto negli sforzi esplosivi come gli sprint, garantendo prestazioni superiori sulla bici.
Un telaio più rigido permette di risparmiare watt in salita ottimizzando il trasferimento di potenza e assicurando che ogni sforzo si trasformi in avanzamento reale. In discesa, la riduzione dei movimenti indesiderati migliora la precisione della traiettoria, consentendo di pedalare con maggiore sicurezza e controllo. Inoltre, il miglior comportamento della sospensione, grazie alla riduzione delle torsioni nel punto di rotazione principale, si traduce in un assorbimento degli impatti più efficace, un funzionamento più fluido e un controllo totale nelle condizioni più impegnative.
Oiz si consolida come piattaforma da 120 mm sia all’anteriore che al posteriore, perfettamente adattata al moderno XC. La geometria è ottimizzata per questa escursione, anche se è possibile scegliere una forcella da 130 mm per ottenere ancora più capacità. La cinematica mantiene il suo approccio regressivo, privilegiando il supporto nella prima parte dell’escursione. Questo migliora l’efficienza della pedalata riducendo gli affondamenti indesiderati e minimizzando il bobbing della sospensione in posizione aperta. L’utilizzo di un ammortizzatore di piccolo volume consente di mantenere una progressività adeguata nella parte finale della corsa ed evitare i bottom out. Il risultato è una sospensione dal comportamento straordinariamente capace, con un equilibrio molto riuscito tra efficienza e assorbimento.
Geometria
Anche la geometria evolve con modifiche sottili ma efficaci.
– I foderi bassi si accorciano da 432 mm a 430 mm, aumentando reattività e accelerazione, soprattutto negli sforzi esplosivi come sprint o salite fuori sella.
– Il tubo sella è ora più verticale, offrendo una posizione di pedalata più avanzata che migliora il trasferimento di potenza e la trazione della ruota anteriore nelle salite più ripide.
– L’angolo di sterzo si apre leggermente passando da 67° a 66,8°, offrendo maggiore stabilità e controllo alle alte velocità.
La tecnologia brevettata I-Line attraversa il tubo orizzontale fino all’ammortizzatore posteriore eliminando le curve del cablaggio, aumentando la durata e riducendo l’attrito per un azionamento più fluido ed efficiente. Allo stesso tempo, il sistema Squidlock concentra il controllo del reggisella telescopico e della sospensione in sole due leve, permettendo di accedere alle tre posizioni della sospensione senza togliere la mano dal manubrio. Compatto, affidabile e compatibile con morsetti freno Shimano e SRAM, oltre che con diversi sistemi di sospensione, Squidlock garantisce un controllo totale in qualsiasi situazione.
La costruzione della nuova Oiz elimina qualsiasi elemento che non contribuisca direttamente alle prestazioni per raggiungere un peso di appena 1700 g (taglia M con ammortizzatore), posizionandosi tra i telai più leggeri della categoria XC. L’obiettivo finale non è mai stato semplicemente ridurre il peso della nuova Oiz, ma creare la bici da gara più veloce e performante possibile. Sono state sviluppate e testate numerose configurazioni di laminazione del carbonio prima di arrivare alla struttura definitiva, raggiungendo il perfetto equilibrio tra leggerezza, rigidità, precisione e sensazioni di guida richiesto dal XC di massimo livello.
Anche nei test alla cieca, i rider dell’Orbea FOX Factory Team hanno preferito sistematicamente la laminazione finale rispetto a un prototipo quasi 50 g più leggero, confermando che il telaio con le migliori prestazioni non è sempre il più leggero.
Il nuovo telaio riflette una chiara scelta verso un’efficienza senza compromessi, supportata da una costruzione che combina materiali avanzati, design all’avanguardia e i più elevati standard produttivi. Al vertice della gamma, il carbonio OMX rappresenta la massima espressione di leggerezza e rigidità per le competizioni, mentre il carbonio OMR offre lo stesso livello di resistenza e comportamento strutturale per chi cerca il miglior equilibrio tra prestazioni e peso.
Il pacchetto si completa con componenti OC ad alte prestazioni come il cockpit integrato che unisce attacco e manubrio in un unico pezzo per ridurre il peso e ottimizzare la posizione racing, oppure reggisella telescopici con diverse escursioni. Inoltre integra soluzioni pratiche pensate per la competizione, come un multitool integrato nel telaio, doppio portaborraccia su tutte le taglie e cuscinetti rinforzati che aumentano la durata ed eliminano i giochi.
Oiz integra il sistema Spinblock che offre una protezione aggiuntiva nelle situazioni di gara più impegnative limitando la rotazione del manubrio per evitare danni al telaio o alla vernice in caso di caduta. I freni posteriori con attacco Post Mount garantiscono maggiore rigidità e consentono una regolazione più versatile, assicurando una frenata costante e affidabile anche sotto pressione. Inoltre, il movimento centrale filettato è stato scelto per la sua affidabilità e durata, poiché riduce i rumori e semplifica la manutenzione.
A tutto questo si aggiunge MyOrbea Custom, che consente di personalizzare completamente la bici, dall’estetica con finiture premium fino all’ergonomia, regolando ogni componente per ottenere prestazioni perfette in gara.
Testata ai massimi livelli dall’Orbea FOX Factory Team nella Coppa del Mondo XCO e dal Klimatiza Orbea Team nel Marathon, Oiz garantisce affidabilità in condizioni estreme. Pierre De Froidmont e Jennifer Jackson, campioni nazionali nei rispettivi Paesi e abituali protagonisti della Top 10 in Coppa del Mondo (Jenn ha concluso al 4° posto la prima prova di Coppa del Mondo XCO della stagione in Corea), condividono le loro impressioni sulla bici: “Siamo impressionati dalla nuova Oiz. La nuova costruzione del telaio e soprattutto l’aumento della rigidità nei punti chiave ne migliorano chiaramente le prestazioni. Questa nuova Oiz mi trasmette sensazioni da trail bike: è più prevedibile ed è molto più facile mantenere la linea che scelgo.”
La bici è già disponibile presso i rivenditori autorizzati Orbea. Prezzi e montaggi sul sito Orbea.










proprio per il fatto che diceva marco che "la fatica è diventata demodè" secondo me oggi la scelta giusta è una xc 120/120 che in salita blocchi totalmente e sali quasi come un frontino e che poi quando butti in discesa deve essere bella facile e permissiva, un po' la strada che ha scelto scott con la spark, che seppur ha ricevuto tante critiche io ne vedo parecchie in giro e anche la nuova che uscirà sembra segua la stessa filosofia
il tutto grazie alle nuove 120mm che fanni divertire moltissimo anche in discesa.
ci sto pensando anche io! questa nuova OIZ però non va bene per questa filosofia, troppo racing da quanto leggo/sento...