[Test] Avona Silva: un razzo da XC/Marathon

Qualche mese fa vi avevamo presentato la Avona Silva, una bici da XC con 115mm di escursione al posteriore e 120mm all’anteriore. In taglia L, sulla nostra bilancia, pesa 10.3 kg senza pedali, nella sua versione top di gamma con sospensioni Rock Shox Flight Attendant. Dopo averla fatta gareggiare contro una gravel, è venuto il momento di presentarvi il test vero e proprio.

Geometria

La geometria è molto moderna e, se vogliamo, estrema per una XC. Spicca soprattutto l’angolo sterzo di 65°, ma anche il reach di 495mm in taglia L, quella del test, unito ad un attacco manubrio cortissimo, è piuttosto particolare. Due le taglie disponibili: M e L. Io sono alto 179cm ed ho una distanza sella – movimento centrale di 74 cm e mi sono trovato bene sulla L.

Pesi Avona Silva

Questi i pesi dichiarati da Avona per la Silva in taglia M.

Presentazione (trascritto dal video)

Oggi parliamo di una bici leggera. Questa Avona Silva pesa infatti sulla nostra bilancia 10,3 kg senza pedali. Oggi parliamo anche di un marchio nuovo Avona Cycles, infatti è un marchio tedesco e questa è la loro bici da cross country con 115 mm di escursione al posteriore, 120 all’anteriore, ma si può scendere anche a 130. Un telaio, il cui peso dichiarato da Avona stessa, è di 1764 g, compreso l’ammortizzatore. Chi segue MTB MAG non potrà non aver notato la somiglianza con l’ARC8 Evolve FS, una bici da cross country anche quella che vi avevo presentato qualche anno fa. Infatti l’ingegnere è la stessa persona.

Quello che cambia fondamentalmente è l’escursione perché questa Silva ne ha di più. Cambia un po’ il leveraggio dell’ammortizzatore anche se è sempre su slitta, come potete vedere. Cambia perché è stato tarato anche per le persone che pesano poco, quindi anche persone che pesano 60 kg o di meno, magari qualche ragazza, si trova bene su questa sospensione perché risponde agli input del rider anche se il peso appunto è basso, perché di solito le sospensioni vengono tarate dai 70 kg in su.

Le ruote sono da 29 pollici, il telaio ovviamente è completamente in carbonio e questo è il modello top di gamma dotato addirittura di sospensioni elettroniche Rock Shock Flight Attendant. Il vantaggio di queste sospensioni è che non troviamo più un comando remoto a manubrio, bensì viene tutto fatto automaticamente dal sistema e viene fatto molto bene. Lo svantaggio è che abbiamo ben quattro batterie da ricaricare, soprattutto che dobbiamo ricordarci di ricaricare, altrimenti il sistema non funzionerà o meglio le sospensioni rimarranno aperte, cosa che però non è non è del tutto negativa perché la sospensione posteriore, anche da tutta aperta, lavora molto bene e in salita non bobba eccessivamente.

La trasmissione non poteva essere che una SRAM Type XX in modo da poter cambiare sotto sforzo e non perdere secondi preziosi allentando la pressione sui pedali. Abbiamo poi i cerchi in carbonio Newman Phase 30 con un canale da 30 mm. Il profilo del cerchio è piuttosto basso, cosa che rende questi cerchi sì scattanti e rigidi, ma non scomodi. Un dettaglio interessante è che quando questa Silva arriva al proprietario, la catena sarà già sgrassata e incerata. È un processo che la maggior parte dei XC o degli stradisti fa di solito, o comunque di chi ci tiene ad avere una catena pulita, soprattutto che non si riempia di morchia e quindi vada a consumare la cassetta e la corona troppo precocemente. Il fatto che arrivi già pulita e incerata, secondo me, è un bel plus.

Interessante anche il manubrio con attacco integrato, un manubrio con una pipa virtuale praticamente pari a zero o pochissimo in ogni caso, perché vedete che l’attacco sarebbe veramente cortissimo. È interessante perché abbiamo comunque un reach molto lungo in taglia L, abbiamo un reach di 495 mm, però appunto abbiamo un attacco manubrio molto corto. Il carro posteriore, d’altro canto è molto corto, perché è lungo solo 432 mm. Inoltre abbiamo un angolo sella di 76° e,attenzione, un angolo sterzo di 65°, quindi molto molto aperto per una bici da cross country.

Sui cerchi Newman troviamo delle gomme tedesche come i cerchi e cioè le Wolfpack da 25. Hanno una tassellatura piuttosto scorrevole, ma un grande volume d’aria che le rende molto comode e soprattutto che fa sì che ci sia un’ottima trazione, perlomeno sull’asciutto. La trasmissione SRAM XX Type è dotata di un power meter. Secondo me è un dettaglio molto importante per chi si allena e comunque per chi fa gare di cross country o marathon. Il telaio ha la forma di diamante, dunque è possibile farci stare due porta borraccia, di cui uno è ora montato sull’obliquo. Il secondo andrebbe sul tubo sella. Tubo sella che ha la possibilità di montare dei reggisella  molto lunghi, anche se in ambito cross country questo di solito non serve perché si preferisce avere un reggisella telescopico con poca escursione per poter guidare la bici con l’interno coscia.

Se di SRAM è tutto il gruppo, quello che non è di SRAM sono i freni. Infatti Avona ha scelto gli Shimano XTR a due pistoncini. Sono degli ottimi freni da cross country che non hanno certo la potenza degli XTR a quattro pistoncini, ma su una bici del genere da cross country sono perfetti. Sono perfetti, soprattutto perché abbinati a due dischi da 180 mm, quindi abbiamo 180 sia all’anteriore che al posteriore.

Come ormai quasi tutte le bici da cross country, anche questa Silva ha i foderi alti che flettono. Dunque non c’è il giunto presso i due foderi, bensì sarà proprio questo fodero e quello dall’altra parte a flettere per assicurare quella minima flessione che il carro in questo punto necessita sui 115 mm di escursione.

Come ormai prassi per tutte le bici da cross country, anche Avona ha preferito far passare i cavi dentro la serie sterzo. Una soluzione che sapete a me non piace perché complica la manutenzione, ma chissà, forse la Bike Industry pian piano ascolta i clienti e la smette con questa soluzione discutibile.

Il movimento centrale è filettato. Questo sì che semplifica la manutenzione perché è molto più facile tirarlo via, svitarlo, pulirlo, ingrassarlo e reinserirlo. Due sono le taglie che Avona offre per questa Silva. Dovrebbero coprire la maggior parte dei rider, però è meglio controllare le quote geometriche.

Avona Silva: la prova (trascritto dal video)

La posizione in sella sulla Silva è centrale, io sono alto 179 cm e ha un dislivello sella movimento centrale di 74 cm. È centrale malgrado i 495 mm di reach, anche perché, come dicevo, l’attacco manubrio è molto corto, quindi non si è sdraiati sul manubrio, ma si è in una posizione molto redditizia per quanto riguarda la pedalata. Quel rumore di zing zing che sentite sono le sospensioni elettroniche che si aprono e si chiudono automaticamente. Sono molto veloci e riconoscono molto bene il terreno. La cosa mi piace perché sulle cross country avere un comando remoto insieme al comando remoto del reggisella telescopico è sempre un po’ complicato e rende il manubrio troppo affollato.

In salita sul tecnico, l’angolo sterzo di 65° può essere impegnativo, soprattutto quando siamo sui tornantini in salita, perché è aperto, quindi richiede più impegno da parte del rider per posizionare il busto un po’ in avanti e tenere la ruota anteriore nella direzione che uno si è prefissato. Sullo sterrato questa bici è un missile, l’avrete visto anche nel video Cross Country contro Gravel. Scorre benissimo ed è come una rigida quando le sospensioni sono chiuse. Hanno tre posizioni:  tutto chiuso, trail, tutto aperto e nel tutto chiuso sembra di avere una front, anzi una rigida.

Quando poi invece uno prende velocità, l’angolo sterzo di 65° dà molta stabilità, una stabilità che di solito è difficile da trovare su una bici da cross country. Invece si possono mollare i freni anche sullo scassato senza alcun problema. Arriviamo poi a parlare delle gomme con questo bel volume e questa bella trazione sull’asciutto, sul bagnato la tassellatura così minimalista rende i passaggi tecnici veramente impegnativi, ma non è colpa delle gomme, ma della scelta della tassellatura, come in tutte le gomme da cross country. Però rilanciarla è un piacere perché scatta. come un vero missile.

Su asfalto se si rilancia abbiamo un manubrio molto rigido con cui tirare bene con le mani quando si è in fuori sella. Abbiamo tutto un insieme della bici molto rigido e le sospensioni chiuse che fra l’altro posso chiudere quando voglio io con questo tasto override. Si riapriranno solo quando io rischiaccio il tasto. Quindi mi trovo con una rigida praticamente che suo asfalto può fare una gara con una bici da corsa.

Le sospensioni sono incredibilmente sensibili, pur essendo delle sospensioni da cross country, dove ci sono i gradoni, si va giù veramente veloci, senza farsi cadere le otturazioni dai denti, cosa che non è scontata su una bici da cross country. Qua vi assicuro che è un tappeto di rocce, saltino, eppure la confidenza è tantissima. Il frangente un po’ critico per la Silva sono le salite molto ripide e tecniche. Questo perché il carro posteriore è molto corto, quindi bisogna lavorare con il busto per tenere l’anteriore attaccato al terreno e soprattutto per potergli dare la direzionalità che si vuole. Intendiamoci. sale come uno stambecco. Qua è veramente ripido ed è pieno di di sassi smossi e gradoni e salgo bene, però qualche millimetro in più sul carro posteriore non farebbero male, anche se devo dire che  potri togliere due spacer da sotto al manubrio per mitigare questo effetto.

Come vi dicevo, la posizione, non essendo esageratamente sbilanciata in avanti, aiuta anche in discesa per essere centrati quando si va un po’ sul ripido.

Conclusioni

Insomma, questa sarà pure una cross country da gara. Però anche per divertirsi sui sentieri non è male in particolare se si fanno grandi distanze o grandi dislivelli. Se cercate una bici da cross country da gran fondo, la Avona Silva sicuramente è una scelta interessante non solo per il peso, ma anche per questa geometria molto aggressiva che la rende polivalente, nel senso che potete sì farci le gare, ma potete anche farci del sano trail riding o all mountain con tante salite e tante discese. Certo, non le più scassate magari, però facendo tantissimo dislivello, risparmiando energie.

La geometria è molto aggressiva, a me piace così. A dire la verità allungherei un po’ il carro per renderla ancora migliore in salita. In discesa l’angolo sterzo aiuta tantissimo. In salita quest’angolo sterzo così aperto diventa impegnativo sullo stretto. Fatemi sapere cosa ne pensate di una bici da cross country così moderna, se farebbe a caso vostro o se preferite rimanere sulle misure, sulle quote classiche. Fatemelo sapere qua nei commenti.

Prezzi e montaggi

Avona

Classifica mensile dislivello

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Tags: avona

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