[Test] Origine Theoreme FS GTO 120 M3

Il marchio francese Origine dovrebbe esservi noto, se non altro dopo la doppietta di Martina Berta lo scorso weekend in coppa del mondo di XC. Questo test riguarda infatti lo stesso modello di bici, declinato in una versione più economica e con un telaio meno pregiato: la Theoreme FS GTO 120 M3, dal prezzo di 5.131€. Ha 120mm di escursione all’anteriore e al posteriore, ruote da 29 pollici e telaio in carbonio. Origine vende solo online e permette di personalizzare il colore del telaio e il montaggio attraverso il configuratore presente sul loro sito.

Al momento dell’acquisto della bici, il marchio propone due livelli di fibra di carbonio: il GTR e il più accessibile GTO. Il GTR è destinato alle prestazioni e alla reattività. Più rigido, il telaio con laminatura GTR è anche più leggero. Il GTO (quello del test), un po’ più pesante (con una differenza nell’ordine dei 150 g), è invece più versatile. Offrendo un mix di fibre leggermente più flessibili che assorbono maggiormente le vibrazioni, questa laminatura risulta più tollerante e confortevole nelle uscite lunghe. Permette inoltre di contenere il prezzo.

Il sistema di sospensione si è visto su tante bici da XC fino a qualche anno fa: un parallelogramma con i foderi alti che flettono, con l’ammortizzatore messo in posizione verticale e dunque un triangolo anteriore che ha spazio per una sola borraccia.

La Origine Theoreme FS GTO 120 M3 in taglia L pesa sulla nostra bilancia, senza pedali, 11.68 kg. Il montaggio prevede una trasmissione SRAM AXS GX T-Type, ruote in carbonio Prymahl Polaris (che non ho mai sentito prima), manubrio in carbonio Origine, freni Shimano XT a due pistoncini abbinati a dischi da 180mm, forcella Rock Shox SID Select e ammortizzatore SidLuxe Select + con due posizioni, comando remoto Twistlock anch’esso a due posizioni.

Geometria Origine Theoreme FS GTO 120

Non fate caso alla traduzione maccheronica. Il reach in taglia L è di soli 467mm, in compenso l’attacco manubrio è di 70mm. Il carro rimane uguale in tutte le taglie ed è di 435mm, mentre l’angolo sterzo è di 66.9° e l’angolo sella di 75.3°. Una geometria piuttosto datata rispetto ai concorrenti.

Sul campo

Il peso di 11.5 kg non è certo un peso record per una bici da XC, ma bisogna considerare che questo modello si può considerare di media gamma, visto che l’M2 e l’M1 costano di meno, mentre l’M4 e l’M5 costano di più. Sulle salite scorrevoli, chiudendo le sospensioni tramite il Twistlock, si riesce a trasmettere molto bene la potenza a terra, anche in fuorisella, grazie ad un manubrio largo ben 780mm (!) che invita a tirarlo con le braccia. Il blocco è totale e si vola letteramente sulle salite. A proposito di Twistloc, con le mani sudate e senza guanti diventa difficile azionarlo.

Le gomme Continental scorrono che è un piacere, e lo stesso si può dire delle ruote. Ovviamente la carcassa molto leggera richiede una scelta oculata delle linee per non bucare, previa una pressione adeguata al terreno e al proprio peso. Insomma, se volete la leggerezza, questo è lo scotto da pagare.

Quando si aprono le sospensioni, il carro tende vistosamente a bobbare. Questo è un problema quando l’ammo ha solo due posizioni, quella di blocco e quella tutta aperta, mentre credo che nelle versioni più pregiate della Theoreme il problema venga molto mitigato grazie alla posizione intermedia “Pedal”, presente sui prodotti Rock Shox di alta gamma e anche sul Flight Attendant. Vale a dire che su sterrati sconnessi, su cui non si può procedere con il blocco attivato, si disperde energia quando si pedala. Visto che i modelli GTO sono pensati per un pubblico più tranquillo, il bobbing può non costituire un grande problema.

In compenso la Theoreme offre una buona trazione sul tecnico, anche se trovo che il carro sia troppo corto, così come il reach, per essere una vera arrampicatrice. Intendiamoci, basta lavorare di più con il busto, andando in punta di sella, per salire anche sul ripido, ma è una manovra che ormai sta sparendo dal repertorio dei crosscountristi grazie alle geometrie moderne.

Più volte ho toccato il piede destro dentro il batticatena nella fase ascendente di pedalata. Batticatena che tendeva ad alzarsi con la scarpa, e che è molto rigido, dunque poco silenzioso.

Bello il passaggio del cavo del blocco dell’ammortizzatore, meno bello invece quello nella serie sterzo, anche perché si ha davanti al naso un’insalata di cavi non indifferente che non si può non vedere quando si pedala.

In discesa il telaio è rigido e preciso, ma era da tempo che non pedalavo su una XC con un angolo sterzo di 67°, e la cosa si è fatta sentire soprattutto sullo scassato, visto l’angolo di attacco piuttosto chiuso. Il carro corto mantiene la bici agile, mentre i freni Shimano XT hanno potenza da vendere malgrado i soli due pistoncini. Non la definirei una bici “gnucca”, ma neanche così sensibile e permissiva come la nuova Scott Spark RC. Considerate che ho settato il sag al 25%, come sono solito fare con le bici da XC.

Durante il test ho affrontato anche terreni bagnati e, come d’altronde con tutte le XC con le gommine poco tassellate che vanno di moda adesso, ho avuto dei momenti poco piacevoli, in particolare su radici e sassi umidi. Penso sia più una questione di abitudine che altro, personalmente mi trovo bene sull’asciutto, anche perché le Continental hanno un bel volume che assorbe bene le piccole asperità.

Conclusioni

La Origine Theoreme FS GTO 120 M3 mi ha un po’ deluso per il bobbing in salita a sospensioni aperte, vista anche la mancanza di una posizione di blocco intermedia, ma va considerato che si tratta della media gamma, che in teoria dovrebbe avere il rapporto qualità/prezzo migliore. Non è così, se lo paragoniamo a marchi che vendono solo online. Per fare un esempio, la ben più moderna Canyon Lux WC CFR con telaio in carbonio top di gamma, sospensioni RS Select + a 3 posizioni, trasmissione SRAM XO con powermeter e ruote DT Swiss XRC 1500 costa solo 900€ in più. Per un marchio nuovo che vuole entrare nel mercato questo è un fattore fondamentale da tenere in considerazione.

Pro

  • Possibilità di customizzarla

Contro

  • Bobbing a sospensioni aperte
  • Piedi toccano il carro
  • Geometria non delle più moderne
  • Telaio accoglie solo 1 borraccia
  • Rapporto qualità/prezzo

Classifica mensile dislivello

Share

Recent Posts

Risolvere i problemi, in officina: due novità Effetto Mariposa

[Comunicato stampa] Ogni officina ha le sue piccole battaglie quotidiane. C’è il bullone che non…

05/11/2026

Dove mettete il telefono quando andate in bici?

Dove mettere lo smartphone quando si gira in bici? In tasca? Sul manubrio? Nel marsupio…

04/11/2026

Bianchi chiede la composizione negoziata della crisi

Bianchi, il più antico marchio di biciclette ancora attivo, ha avviato la composizione negoziata della…

03/11/2026

E-MTB al Black Friday, cosa controllare prima di comprare: la guida con le offerte di Ebikemood

Novembre è il mese in cui molti rider guardano la propria bici con occhio critico…

03/11/2026

Dall’Honda RN01 all’Honda RN0

Sono convinto che se facessi vedere le foto di queste due Honda ad uno che…

02/11/2026

RockShox emette un avviso di sospensione dell’uso per alcune forcelle Zeb MY27

La nuova RockShox ZEB è stata presentata ad aprile 2026. Ora il brand americano ha…

30/10/2026