EWS Madeira: Maes e Courdurier fanno tripletta

EWS Madeira: Maes e Courdurier fanno tripletta


Tre gare tre vittorie: il belga Martin Maes e la francese Isabeau Courdurier continuano la loro serie di vittorie anche a Madeira, dove si impongono in maniera strepitosa sulla concorrenza: Maes vince 6 delle 8 PS, Courdurier addirittura 7 su 8. Insomma, la gara inizia dalla seconda posizione in giù, con il portoghese Jose Borges secondo e Jessie Melamed terzo.

Primo degli italiani è Mirco Vendemmia, trentaduesimo. Risultati completi qui. Prossimo appuntamento in Val di Fassa il 29 giugno.

  1. Complimentissimi a Mirco Vendemmia, 21 anni e tanto manico. Ragazzo da seguire con attenzione.
    I Lupato invece meglio che vadano a zappare, dietro a tutti gli italiani; io direi: basta! Portare sta gente in giro regalandogli pure 2/3 bici.

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  2. Andrea#11

    Complimentissimi a Mirco Vendemmia, 21 anni e tanto manico. Ragazzo da seguire con attenzione.
    I Lupato invece meglio che vadano a zappare, dietro a tutti gli italiani; io direi: basta! Portare sta gente in giro regalandogli pure 2/3 bici.

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    Molto rispettoso da parte tua! Immagino che tu nel tuo lavoro sia sempre il migliore, no perché qualcuno altrimenti potrebbe mandarti a zappare

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  3. Andrea#11

    …I Lupato invece meglio che vadano a zappare, dietro a tutti gli italiani; io direi: basta! Portare sta gente in giro regalandogli pure 2/3 bici.

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    Il vero problema è che qualcuno ha regalato a te una tastiera.

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  4. invece di sparare a zero sui lupato andate almeno a vedervi sui video di una testata concorrente come e quanto gas ci danno con tanto di cadute (e sono caduti in tanti persino i top rider) sono tutti dei mostri! altro che chiacchere…

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    1. Due considerazioni:
      In italia i Lupato sono forti, ormai sono anni che girano e gareggiano, quasi sempre nei soliti posti.. è il loro lavoro, la loro passione e gli viene bene… in Italia
      In ews il livello è pazzesco, cadono in tanti, e da un anno all’altro le cose cambiano tanto.. Rude ? Hill ? Ravanel ?
      Chiaramente ci si aspettata tanto da un campione italiano.. ma in ews sono quasi novellini..
      Il discorso sfortuna lasciamolo stare, se cadi , se rompi .. non è mai sfortuna ( a meno che non ti attraversi il sentiero un bufalo.. e lo centri..)
      Sarebbe bello esaltare i vari Vendemmia e Ronzon e Pesenti.. Sarebbe bello che trovassero un budget che gli permettesse di fare tutta la ews.. e parlare a fine stagione di un bilancio.. una gara significa.. ma poco..
      Credo che i più delusi siano proprio i Lupato..
      Facciamo un invito alle vari produttori di bici italiane.. fatevi avanti con un budget.. date la possibilità ad un paio di italiani di fare tutta la ews ..
      Penso che i Lupato siano andati a fare questa gara per soddisfazione personale.. non per un ritorno di immagine per loro o per lo sponsor principale.. ( cosa se ne fa Cingolani di pubblicità in ews ?)
      Forza aziende ..

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      1. Gli italiani, da sempre, fanno i galletti nelle gare di casa, e puntualmente si pigliano sonore mazzate quando si confrontano con gli stranieri… è sempre stato così, e sarà sempre così, perchè un campione si costruisce con un piano di lavoro serio, il giusto supporto degli sponsor, e una mentalità orientata al sacrificio… e nell’enduro italiano questi tre ingredienti non si sono mai uniti in un atleta… o mancava il metodo, o la testa, o i soldi…

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      2. Produttori che abbiano cifre da investire e un tornaconto a livello pubblicitario, che possoano sponsorizzare una intera stagione ed un atleta che possa farlo al 100% non ne abbiamo.
        Abbiamo ottimi costruttori, ma sono di nicchia.

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  5. Anche se non è da me intromettermi in queste tastierate posta gara mi permetto di chiedere una cosa, visto la stringatezza dell’articolo, da semplice lettore e con un tono totalmente propositivo.
    E’ previsto un focus, un articolo, delle interviste…un qualcosa insomma, riferito agli italiani in gara?(buoni o zappatori non importa, parlo di piano umano più che esclusivamente agonistico).
    Giusto per sapere direttamente da loro come è andata, le loro sensazioni, il personale punto di vista rispetto al gap tra loro e gli stranieri (Che poi bisognerebbe capire a quali riferirsi visto che i primi sono professionisti, molti dietro fanno altro oltre alla bici per mangiare).
    Penso che questo genere di approfondimenti farebbe del bene per primo a loro stessi, in ottica di raccogliere interesse e magari qualche soldino in più per andare in Tasmania o in Canada al prossimo giro.
    Così intanto iniziano a correre con continuità agli eventi di massimo livello e fanno da pionieri buscando mazzate, che andrebbe più letto come “fare esperienza” e, parere personale, con buoni risultati, perché un 2.12 dal primo (per citare il primo nazionale) non è proprio una cosa da buttare… Così facendo magari si facilita la strada per qualche giovane che tra qualche anno potrebbe lottare per mettere la bandierina tricolore tra i top.

    Altrimenti capisco il commento di chi dice che percepisce minor interesse per la disciplina.

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    1. Scusa ma “pionieri” di cosa?
      I pionieri, al limite, sono stati quelli che a gareggiare all’estero ci andavano cacciando soldi personali e facevano risultati di ben altro livello 10 anni fa… che poi, sostanzialmente, sono Bruno e Sottocornola, unici due che negli anni hanno ottenuto risultati degni di nota e che, seppur per un breve e ancor poco maturo periodo, hanno anche saputo lottare per il podio con campioni del calibro di Lau, Lopes, Atherton…
      Da quando sono arrivati i professionisti stranieri veri, e qualche giovane, non c’è n’è più stata per nessuno… ma allora potevi sperare di vedere almeno un italiano in top15, adesso ciaone!
      Stanno a girare sui trail dietro casa, si fanno i circuiti tra di loro per spartirsi le gare e poter andare a dire allo “sponsor” che gli da un telaio in uso e tre barrette per farci le foto su facebook che “corrono all’estero” quando invece ci vanno in vacanza…
      L’enduro agonistico in italia è già morto da un paio di anni… e va bene così, l’enduro deve tornare ad essere quello che era prima di essere distrutto dall’ambiente agonistico, andare a spasso per le montagne con gli amici con una bici che ti permetta di pedalare e di divertirti con moderazione in discesa… e magari un giorno tornerà ad essere chiamato come merita: All-Mountain.

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      1. “l’enduro deve tornare ad essere quello che era prima di essere distrutto dall’ambiente agonistico, andare a spasso per le montagne con gli amici con una bici che ti permetta di pedalare e di divertirti con moderazione in discesa… e magari un giorno tornerà ad essere chiamato come merita: All-Mountain.”

        Concordo in pieno! Ormai è una brutta copia di una gara DH con un pò di salita…a questo punto molto meglio la DH originale

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      2. verissimo quello che scrivi Teo, garetta dietro casa dove conoscono ogni pietra….quando ho visto il circuito di 4 gare mi veniva da ridere….una ogni presunto top rider nostrano….
        cmq ho seguito i video dei lupato a Madeira….sembrava la settimana che abbiamo fatto tra di noi amici altro che gara internazionale….cazzeggio puro….

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  6. verderame

    Anche se non è da me intromettermi in queste tastierate posta gara mi permetto di chiedere una cosa, visto la stringatezza dell'articolo, da semplice lettore e con un tono totalmente propositivo.
    E' previsto un focus, un articolo, delle interviste…un qualcosa insomma, riferito agli italiani in gara?(buoni o zappatori non importa, parlo di piano umano più che esclusivamente agonistico).
    Giusto per sapere direttamente da loro come è andata, le loro sensazioni, il personale punto di vista rispetto al gap tra loro e gli stranieri (Che poi bisognerebbe capire a quali riferirsi visto che i primi sono professionisti, molti dietro fanno altro oltre alla bici per mangiare).
    Penso che questo genere di approfondimenti farebbe del bene per primo a loro stessi, in ottica di raccogliere interesse e magari qualche soldino in più per andare in Tasmania o in Canada al prossimo giro.
    Così intanto iniziano a correre con continuità agli eventi di massimo livello e fanno da pionieri buscando mazzate, che andrebbe più letto come "fare esperienza" e, parere personale, con buoni risultati, perché un 2.12 dal primo (per citare il primo nazionale) non è proprio una cosa da buttare… Così facendo magari si facilita la strada per qualche giovane che tra qualche anno potrebbe lottare per mettere la bandierina tricolore tra i top.

    Altrimenti capisco il commento di chi dice che percepisce minor interesse per la disciplina.

    Lo spazio per gli atleti c'è e lo abbiamo sempre reso disponibile. Il problema è che tanti preferiscono mettere la fotina su instagram con 1 riga di descrizione piuttosto che sbattersi a scrivere un report o anche solo contattarci. A ciò si aggiunge il fatto che l'enduro agonistico attira sempre meno visite, quindi preferiamo mettere le risorse altrove.

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  7. E complimenti anche a Pesenti ed Erwin Ronzon (vincitore della 3 Camini) ottimi tempi e tutti nella top 40 assoluta! Che dire, fa piacere vedere nomi nostri (non quelli più noti) nella classifica alta, finalmente non i soliti francesi nei primi 30!
    …senza polemica ma secondo me ci sono, appunto, degli atleti “meno famosi” ma molto bravi, che per motivi vari non possono partecipare al nazionale (probabilmente essendo persone “standard” devono ritagliarsi il tempo e il denaro per gareggiare ogni week e non se lo possono permettere tutti!!!) e quindi non si mettono in risalto…magari sbaglio ma frequentando le gare vedo che chi aprteciapsempre, anche se non è il miglior atleta, alla fine può risultare il 1 nel trofeo e graduatoria finale!

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  8. teoDH

    Scusa ma "pionieri" di cosa?
    I pionieri, al limite, sono stati quelli che a gareggiare all'estero ci andavano cacciando soldi personali e facevano risultati di ben altro livello 10 anni fa… che poi, sostanzialmente, sono Bruno e Sottocornola, unici due che negli anni hanno ottenuto risultati degni di nota e che, seppur per un breve e ancor poco maturo periodo, hanno anche saputo lottare per il podio con campioni del calibro di Lau, Lopes, Atherton…
    Da quando sono arrivati i professionisti stranieri veri, e qualche giovane, non c'è n'è più stata per nessuno… ma allora potevi sperare di vedere almeno un italiano in top15, adesso ciaone!
    Stanno a girare sui trail dietro casa, si fanno i circuiti tra di loro per spartirsi le gare e poter andare a dire allo "sponsor" che gli da un telaio in uso e tre barrette per farci le foto su facebook che "corrono all'estero" quando invece ci vanno in vacanza…
    L'enduro agonistico in italia è già morto da un paio di anni… e va bene così, l'enduro deve tornare ad essere quello che era prima di essere distrutto dall'ambiente agonistico, andare a spasso per le montagne con gli amici con una bici che ti permetta di pedalare e di divertirti con moderazione in discesa… e magari un giorno tornerà ad essere chiamato come merita: All-Mountain.

    effettivamente per come tempestano i social di foto , video e post nel w.end di gara , pure col telefonino in tasca in gara tra una ps e l altra, mi pare piu uno spirito vacanziero/ pubblicitario, rispetto ad uno professionale come dovrebbe essere,ma poi i risultati si vedono, se son contenti loro e i loro sponsor, contenti tutti, forse li ho sopravvaluti, mi aspettavo di piu, almeno vederli nel top 50 e i primi dei italiani in gara.

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  9. pavlinko80

    effettivamente per come tempestano i social di foto , video e post nel w.end di gara , pure col telefonino in tasca in gara tra una ps e l altra, mi pare piu uno spirito vacanziero/ pubblicitario, rispetto ad uno professionale come dovrebbe essere,ma poi i risultati si vedono, se son contenti loro e i loro sponsor, contenti tutti, forse li ho sopravvaluti, mi aspettavo di piu, almeno vederli nel top 50 e i primi dei italiani in gara.

    Forse lo sponsor era il produttore di telefoni ? :-|:smile:

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  10. Teo, da una prospettiva diversa ma in un certo senso posso essere d’accordo con te sul fatto che pare ci siano poche occasioni di confronto “nudo e crudo”, in modo da formarsi per poi andare a correre all’estero. Se è questo quello che vuoi dire quando parli di realtà italiana.
    Con “pionieri” intendendo presenziare con continuità a tutte le manifestazioni di livello e per tutta la stagione, quindi non a spot perché non posso andare a tutte quelle che vorrei o magari come dici tu, perché il fine è forse quello di farsi una vacanza, cosa che spero non sia perché poi la classifica la andiamo a vedere, e conta di più del seflie fatto in spiaggia.
    Pionieri nel creare una solidità tra media-sponsor-atleta, perché se ci fai caso all’estero questa cosa è diffusa, qui si, è giusto per i nomi che citi, ma meno diffusa sicuramente.
    Che l’enduro sia cambiato non c’è dubbio, non sono d’accordo con te sul fatto che sia stato distrutto dall’agonismo perchè a mio parere l’enduro è sinonimo di agonismo, è un termine direttamente legato ad esso dal principio. Altrimenti è altro e non aggiungo etichette perché a quello ci pensa il marketing.

    @Marco, si lo capisco perfettamente e hai ragione. La cura per la propria immagine si ferma li in effetti. Evidentemente agli sponsor non interessa o non pretendono di più o forse alcuni lo vorrebbero ma gli atleti non sono in grado di produrre contenuti accattivanti e personali.
    Mi chiedevo però se non ci fosse curiosità nell’approfondire determinate esperienze, da parte dei media dico, che tra l’altro sanno di avere a che fare con atleti non proprio esperti di comunicazione (cosa in cui non c’è nulla di male).
    Comunque, se l’enduro attira sempre meno visite capisco che le risorse si spostino verso altro.
    Peccato, perché se diamo per debole anche questa disciplina, il DH nostrano all’estero fa fatica, l’XC boh, non me ne intendo, forse va bene…alla fine di agonismo in Italia meglio non parlarne più, altro che scuole, gare di enduro per bambini, pumptrack, maestri e così via.

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  11. verderame

    @marco, si lo capisco perfettamente e hai ragione. La cura per la propria immagine si ferma li in effetti. Evidentemente agli sponsor non interessa o non pretendono di più o forse alcuni lo vorrebbero ma gli atleti non sono in grado di produrre contenuti accattivanti e personali.
    Mi chiedevo però se non ci fosse curiosità nell'approfondire determinate esperienze, da parte dei media dico, che tra l'altro sanno di avere a che fare con atleti non proprio esperti di comunicazione (cosa in cui non c'è nulla di male).
    Comunque, se l'enduro attira sempre meno visite capisco che le risorse si spostino verso altro.
    Peccato, perché se diamo per debole anche questa disciplina, il DH nostrano all'estero fa fatica, l'XC boh, non me ne intendo, forse va bene…alla fine di agonismo in Italia meglio non parlarne più, altro che scuole, gare di enduro per bambini, pumptrack, maestri e così via.

    L'xc con kerschbaumer che vince va molto bene, vedrai domenica con la diretta di albstadt, altroché ews. La DH attira per le dirette, e poi lì c'è Francesco Colombo che fa i report, non si limita alla fotina su IG ma si sbatte a fare i video per promuovere se stesso e i suoi sponsor. Ci vuole dell'impegno, mi è chiaro.

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  12. maes quest’anno fa più o meno quello che vuole in ews… per il discorso rider italiani secondo me è una questione di adattamento alle regole ews… per dire i lupato sono anni che vincono in italia ma sono abituati a provare provare e provare le ps fino a saperle a memoria… vedendo il video racconto che hanno fatto a madeira hanno provato una volta a ps e forse non sono abituati ad interpretare le ps con solo una prova. Discorso diverso per i ragazzi del team CMC che sono giovani e forse hanno una capacità di adattamento ed improvvisazione delle ps anche provandole una sola volta. Vedremo se le nuove regole del Superenduro porterà anche in Italia un ricambio generazionale nelle classifiche.

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  13. 8mat7

    maes quest'anno fa più o meno quello che vuole in ews… per il discorso rider italiani secondo me è una questione di adattamento alle regole ews… per dire i lupato sono anni che vincono in italia ma sono abituati a provare provare e provare le ps fino a saperle a memoria… vedendo il video racconto che hanno fatto a madeira hanno provato una volta a ps e forse non sono abituati ad interpretare le ps con solo una prova. Discorso diverso per i ragazzi del team CMC che sono giovani e forse hanno una capacità di adattamento ed improvvisazione delle ps anche provandole una sola volta. Vedremo se le nuove regole del Superenduro porterà anche in Italia un ricambio generazionale nelle classifiche.

    In parole povere: non hanno manico.
    L’enduro è interpretazione (Italia a parte).
    Maes viene da un paese praticamente pianeggiante; puoi capire cosa se ne fa lui delle prove.

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  14. Andrea#11

    È abituato ad andare all’estero a correre ed interpretare, a meno che non si trasferisca in un paese che ospita un ews o un campionato nazionale di livello (francese, inglese…).

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    Maes si allenerà in varie località come tutti gli altri, non certo sulle ciclabili di qualche cittadina belga. Che poi il local di turno possa fare bene ci sta e lo si è visto anche a Madeira, ma è un altro discorso.

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  15. I nostri connazionali vanno incitati e sostenuti sempre e comunque, bravissimi i giovani e prima di mandare a zappare i lupato ci vorrebbe un po’ di rispetto per chi porta la maglia di campione italiano secondo me.

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    1. ma infatti….in Italia fin dalle scuole mtb si privilegia l’XC e la strada quindi è normale che sia così, diverso è nelle altre nazioni dove a parte le centinaia di strutture fisse per fare BMX ecc….hanno un approccio alla mtb molto diverso improntato più sul “fun” cioè divertirsi iniziando subito con allenamenti dedicati alle abilità ma non solo scritte sui testi o decantate nei corsi dei maestri, ma vere e proprie palestre con tutto il necessario per far crescere il ragazzo potenziando le nostre doti naturali che sono l’equilibrio e la reattività. Qualcosa si muove in Italia ma solo a livello locale e solo grazie a qualche preparatore giovane se la federazione aiutasse di più sarebbe molto diverso…ma a quanto pare va bene così e allora godiamoci le performance dei vari Maes ed Amaury ma tifiamo comunque per i nostri atleti e non facciamo i giudici da tastiera che viene una tristezza infinita…..

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  16. Premesso che onestamente non sono il primo dei Fan dei Lupatos …. , se loro dovessero andare a zappare potremmo tranquillamente esser tutti agricoltori….
    Tralasciando per un secondo l’innegabile difficoltà per noi italiani di eccellere in alcuni sport a livello mondiale a causa di tutte le problematiche già citate , mi è sembrato un commento puramente ignorante! E l’ignoranza non credo porti qualcuno a vincere una ews….

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