Recensione MTB in Sardegna: 70 percorsi nel sud e nel centro

Recensione MTB in Sardegna: 70 percorsi nel sud e nel centro

05/01/2012
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05/01/2012

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Dopo un intenso lavoro di parecchi mesi Peter Herold, Amos Cardia e Davide Deidda hanno deciso di affidare a Versante Sud la loro guida “Mountainbike in Sardegna”, che l’ha pubblicata a dicembre ed è ora disponibile in numerosi punti vendita in Sardegna (tra cui Cagliari, Tortolì, Nuoro, Orosei, Sassari), principalmente librerie, negozi specializzati nella attività outdoor e mountainbike. ([URL]http://www.versantesud.it/italiano/dettaglio.asp?id=326[/URL])

La decisione di scrivere un’opera del genere è maturata dalla considerazione che la mountainbike era una delle attività meno documentate in Sardegna (l’ultima guida risale a ben 20 anni fa con la descrizione di soli 26 itinerari). La scelta è ricaduta su Versante Sud poiché è la casa editrice leader in Italia per le guide agli sport di montagna (arrampicata, sci-alpinismo, MTB: Valle d’Aosta, Lecco e Bergamo, Lombardia e Ticino) e, oltre a suoi alti standard tecnici molto apprezzati, ha una fortissima rete distributiva soprattutto nel nord d’Italia. La guida, di 368 pagine, è tradotta anche in inglese.
Dopo la prefazione di Maurizio Doro, ormai “rapito” dall’isola, dove risiede ed abbandona solo in occasione di una delle sue tante avventure, la guida prosegue con una mappa generale che permette di individuare la zona di ciascuno dei 70 percorsi in seguito descritti. Ci si accorge subito che le zone coperte spaziano dal Guspinese (Montevecchio, Arcuentu) sino al Golfo di Orosei (i percorsi più a nord sono addirittura nella zona di Siniscola). Sono state scelte le zone montuose più alte ed importanti dell’isola (Sulcis, Marganai, Linas, Sarrabus, Gerrei, Tacchi, Ogliastra, Gennargentu, Supramonte, Monte Ortobene, Monte Albo), oltre che quelle meglio conosciute dagli autori. Presentano percorsi di tutte le difficoltà facilmente raggiungibili dai centri abitati. Molte di queste zone sono contigue ai principali centri turistici per permettere di abbinare la classica vacanza al mare con la famiglia alla MTB.

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E’ chiaro che la guida è rivolta principalmente a chi volesse venire in Sardegna per trascorrere una vacanza in mountainbike, potendo programmare in anticipo i propri spostamenti e sapendo di poter contare su tanti percorsi di diverso livello tecnico, principalmente ad anello, diversi collegati tra loro; ma è vero che anche il biker “isolano” potrà trovarci dei validi spunti per organizzare le proprie uscite, specialmente nelle zone che frequenta meno. Questo grazie alla competenza degli autori che hanno tracciato personalmente tutti gli itinerari (Peter prevalentemente il centro-est, Davide il centro ed Amos in sud-est ed il sud-ovest), mettendoli a disposizione in forma di traccia GPX scaricabile su Internet.

Nella guida non viene lasciato niente al caso e dopo la descrizione generale delle aree geografiche trattate, si trova un accurato approfondimento sulla preparazione di un’escursione in MTB dove vengono trattati gli aspetti cartografici, naturalistici, geologici e storici. Segue la guida alla lettura degli itinerari e la legenda dei simboli utilizzati per classificare gli itinerari sulla base di numerosi parametri. Inoltre gli autori hanno inserito un “foeddàriu” (in pratica un glossario/frasario) italiano/campidanese/logudorese, un elenco di libri che gli autori consigliano sulla Sardegna, civiltà nuragica, dagli usi civici alla manutenzione dei singletrack (molti non sanno che cosa sono gli usi civici….). Numerosi anche i ringraziamenti a quanti hanno fornito informazioni o fotografie e spesso viene citato MTB-Forum che ha permesso agli autori di incontrarsi ed incontrare la numerosa comunità di biker isolani che ruota intorno al forum stesso.
Inizia quindi la presentazione dei 70 itinerari suddivisi in 4 zone geografiche: sud-ovest, sud-est, centro e centro-est. Ogni zona è a sua volta suddivisa in sotto-zone e descritta nelle sua caratteristiche principali dall’autore che ne ha tracciato i percorsi.

Ogni percorso è inizialmente classificato sulla base di numerosi parametri: : bellezza, stile del percorso, tipo di fondo, quote (partenza, arrivo, massima), lunghezza, dislivello (o meglio ascesa accumulata), tempo di percorrenza, difficoltà tecnica, difficoltà fisica, ciclabilità, riferimenti cartografici, ristoro e fonti oltre all’immancabile profilo altimetrico con la segnalazione delle località di rilievo attraversate. Si prosegue con le note tecniche che danno informazioni sullo stato dei sentieri e su particolarità eventuali come la presenza di guadi, vegetazione o passaggi particolarmente complessi ai quali prestare attenzione. Prima della descrizione dettagliata del percorso trovate delle note storico-artistiche-paesaggistiche che vi permetteranno di prendere nota di eventuali punti di interesse da visitare o semplicemente da ammirare durante il tragitto.

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La descrizione vera e propria dell’itinerario è sempre molto accurata e precisa con continui riferimenti chilometrici in modo da permettere anche a chi non dovesse disporre di un GPS una facile “navigazione” lungo il percorso. Allegata ad ogni itinerario una cartina a piena pagina che permette di individuare i punti di partenza ed arrivo e la disposizione del percorso nel territorio. Per valutare l’accuratezza con cui sono descritti gli itinerari ho utilizzato l’itinerario “Cala Sisine via Su Irove Longu” che ho percorso personalmente per la prima volta proprio in compagnia di Peter. Già a partire dalle note tecniche ci si rende ben conto di cosa sia necessario per potersi permettere di affrontare un percorso di questo tipo, ma la descrizione successiva è tanto dettagliata che rileggendola ho rivissuto integralmente il percorso riuscendo ad individuare nei miei ricordi ogni singolo dettaglio descritto.

Mi è sono subito saltate in mente le due deviazioni che mi avevano messo in difficoltà (pur disponendo della traccia GPS anche in quell’occasione), specialmente la deviazione dal sentiero di Cala Luna per puntare verso l’ovile de Su Irove Longu, ed entrambe sono perfettamente “georeferenziate”: difficilmente avrei avuto dubbi se avessi avuto a disposizione le informazioni della guida. In pratica è possibile costruire un vero roadbook del percorso semplicemente riportando le indicazioni una dietro l’altra; un GPS in grado di seguire una traccia “commentata” sarebbe perfetto per seguire l’itinerario senza preoccuparsi troppo della navigazione, ma godendo pienamente dei panorami e dei singletrack.
Parlando con Peter è emerso che alcune amministrazioni locali (come ad esempio Armungia ed Arzana) già eseguono la manutenzione di alcuni sentieri per la mountainbike; da questo si evince che vedranno per primi l’indotto del turismo MTB. Non a caso, e come primo indotto concreto dalla guida, la prima gara Superenduro della Sardegna si terrà ad Arzana il 22 aprile 2012. Leggendo tra le righe, si capisce che molti altri comuni potrebbero seguire le orme di Armungia e Arzana, e questa pubblicazione si propone anche come stimolo forte per una Regione che spesso non si rende conto delle sue attrattive per gli sport outdoor. Altre realtà sono legate alla sensibilità degli stessi bikers (come ad esempio a Marganai).