Ricognizione Orvieto wine bike Marathon 2013

Ricognizione Orvieto wine bike Marathon 2013

14/02/2013
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14/02/2013

Nuova iniziativa per mtb-forum.it. Ci siamo recati a Orvieto (Terni), stupendo borgo umbro, che si erge su una caratteristica rupe:

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invitati da Alessandro Ricci per l’A.S.D Team Eurobici Orvieto e Simone Mescolini (rispettivamente @a.r. e @MESKOLO su Mtb-forum), per la ricognizione del percorso della Orvieto Wine Marathon, la gara di mtb che si svolgerà il prossimo 24 febbraio tra boschi e colline Orvietane.

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Manifestazione, ormai giunta alla IV edizione, valida come prima prova del circuito “Inkospor Umbria Marathon”, alla sua 3° edizione, l’Orvieto Wine Marathon (OWM) e il circuito stesso, sono in costante ascesa, come numeri di partecipazione ed interesse, anche grazie al bel connubio che riescono a coniugare fra profilo agonistico puro, fatto di sudore, fatica e battiti alle stelle, e ludico divertimento, rimanendo a contatto con la natura, dando la possibilità di godere di buone organizzazioni e assaporare i sapori della gastronomia umbria, con ottimi e semplici, ma ricchi, pasta party post gara, senza scadere in mega manifestazioni che perdono, a mio avviso, la semplicità e la rusticità di una domenica passata in compagnia. Apprezzabile è l’approccio degli organizzatori che, tramite il nostro forum ed altri social network, tentano con quell’umiltà che non sempre si riscontra, di captare i consigli e gli umori dei partecipanti, andando loro incontro ove possibile, al fine di crescere a loro volta e fornire un servizio migliore e più aderente ai gusti di chi partecipa.
La dislocazione temporale nella seconda metà di febbraio, a mio avviso rivedibile, non sempre, nelle passate edizioni, ha reso giustizia ad un percorso tecnico e divertente in alcuni tratti, così come più scorrevole ma comunque impegnativo in altri, che, quel che più conta per il biker vero, ha sempre visto ridotto al minimo la presenza dell’asfalto lungo la sua percorrenza. In particolare, le copiose nevicate del febbraio 2012, oltre 50 cm, pochi giorni prima, resero il percorso molto insidioso, costringendo gli organizzatori ad un notevole tour de torce per renderlo agibile, seppur in presenza di qualche inevitabile modifica.Andò meglio al trio del team Tx Active Bianchi che appena due settimane dopo, nella parte finale del percorso, ove era stato ricavato un anello xc, trovò condizioni ben migliori, monopolizzando il podio del Grand Prix d’inverno con ai primi tre posti nell’ordine, Stephane Tempier, Gerhard Kerschbaumer e Tony Longo

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Detentore del titolo 2012 della OWM invece è Francesco Casagrande, un nome che non ha bisogno di presentazioni (maglia rosa al Giro d’Italia ecc.), davanti all’Elite Jukka VASTARANTA e al campione del mondo e italiano in carica per la categoria M1 nell’xc, Mirco Balducci. Un parterre de roi, non c’è che dire.

Due i percorsi che vengono proposti dall’A.S.D Team Eurobici Orvieto, per l’edizione 2013. Il lungo da 39 km e 1200 mt di dislivello circa e il corto da 20 km per 600 mt di dislivello.
Noi andremo a provare il lungo, ovviamente.
La partenza, avverrà dal polo scolastico di Ciconia, subito alle porte di Orvieto. Una location comoda da raggiungere ad appena 1,5 km dall’uscita Orvieto dell’autostrada A1, idonea a ricevere un elevato numero di partecipanti, con parcheggi comodi, sufficienti, e organizzazione di contorno (docce, consegna pettorali, pranzo finale) tutta racchiusa nell’ambito di poche decine di metri.
La partenza avviene dal piazzale del polo scolastico, immettendosi su una strada asfaltata larga per poi svoltare a dx e abbandonare dopo 500 mt. l’abitato di Ciconia, passato il quale inizia per circa 2 km la salita della Funicolare che porta sulla sommità della collina di Pallarete. Salita bella larga, ottima per sgranare il gruppo, consentendo a chi vuol fare la gara con obiettivi ambiziosi di portarsi subito nelle posizioni di vertice. Inizialmente pedalabile, ma poi subito dura, ben oltre il 10% in prossimità di un tornante a dx e controtornante a sx, fatto il quale la pendenza si fa più pedalabile tra il 6 e l’8% per il restante km circa, ma che col fuorisoglia (certo!!) fatto in partenza e fino ai tornanti, sembrerà ben più lungo e duro. Arrivati sulla sommità della collina si svolta seccamente a sx per abbandonare l’asfalto, che salvo due brevi tratti a salire nel prosieguo del percorso, rimarrà cosa sconosciuta sino al traguardo. Svoltato a dx e abbandonato l’asfalto, dunque, c’è una breve e larga discesa sterrata non troppo liscia e poi la strada riprende subito a salire sempre abbastanza larga sino ad impennarsi all’ingresso di un uliveto. Sin qua il percorso è tutto bello largo, avremo percorso circa 4/5 km e sarà stato bene portarsi avanti, perché da qui in poi comincia il divertimento…ma anche le strettoie. E’ stato infatti inserito un nuovo st, quello del Poggente. Uno stretto toboga nel bosco (opportunamente cosparso di segatura per compattarne il fondo viscido, nonostante la quale @MESKOLO ha abbracciato un alberello J)) prima a scendere e dopo una stretta curva a dx sempre a lievemente a salire per circa un 1 km. Non eccessivamente impegnativo, ma non si passa, quindi prudenza e mantenere le distanze dal concorrente precedente. Chi non è passato lì avrebbe dovuto farlo prima o lo potrà fare subito dopo. Il percorso infatti si riallarga subito con un paio di mangiaebevi impegnativi prima di reinfilarsi nel successivo ST di Castel Peccio. Veloce e molto flow, ma con qualche roccia, quindi occhio!!!

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prima nella vegetazione aperta e poi sulla sommità di una collinetta, termina con curva a dx e controcurva a sx che immettono su un guado con un bel ponticello

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passato il quale e dopo poche centinaia di mt e un breve attraversamento stradale, si affronta un tratto piuttosto lungo prima pianeggiante e poi di saliscendi brevi e piuttosto impegnativi, ma sempre larghi che portano all’abitato di Morrano Vecchio, passato il quale, dopo circa 1 km di asfalto pedalato sempre leggermente a salire si svolta a dx per reimmettersi nel bosco. Siamo a circa 15 km dalla partenza e ci si avvicina al tratto più impegnativo della gara, la salita della Pinetina, ove chi vorrà staccare eventuali compagni di viaggio potrà tentare la sortita. Preceduta da un tratto veloce di saliscendi la salita della pinetina

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ha fondo buono, è larga, e nemmeno troppo pendente….ma per circa 2 km tira su sempre, togliendo il fiato e portando in località Campogrande, ove, per chi ne avrà voglia, si gode una splendida visuale sulla rupe orvietana

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Arrivati a questo punto, son passati dalla partenza circa 21 km e sono quasi 1000 i metri di dislivelli già fatti. Gara finita e resto tutto in discesa da riposarsi e recuperare? Nemmeno per sogno!!!!
Di qui in poi il percorso prosegue tra diversi Single track in sequenza, tutti intervallati da brevi rampette di pochi metri, ma belle assassine specie per chi fosse partito troppo spavaldo. Dal st della Pinetina, non più di 2/300 metri ma molto lento ed impegnativo con piccole paraboliche ricavate con dei tronchi e terra e qualche piccolo scalino pronunciato che solo i più in gamba riusciranno a fare tutto in sella, al ST del Tubo che affiancando una bella costruzione in sassi (la casa del Sorriso) porterà ad un piccolo guado senza ponticello e, per finire al St della Capretta, forse il più impegnativo di tutto il percorso, che segue un tratto in st nel bosco sempre a salire e che dopo un tornante a sx,

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scende bruscamente con altri due tornantini e su fondo piuttosto sassoso ed eroso dallo scolo piovano nella cui parte finale c’è anche un salto piuttosto alto cui prestare attenzione e che culmina con l’ennesimo ponticello sopra il fosso della Capretta:

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passato il quale, due brevissime rampette di pochi metri daranno il colpo di grazia alle residue energie (occhio al crampo!!!). Dopo un tratto di trasferimento veloce prima su asfalto lievemente a salire e poi su sterrato veloce, si giunge su un grande prato in cui si passerà a fianco di recinti con animali e che dopo l’ultima rampetta assassina di un centinaio di metri immette nel divertimento finale: il St di Caciotosto, che i locals chiamano Caciotosto Bike Park!!!!!. Non a caso. Memorizzate i recinti degli animali (e la successiva rampetta) e preparatevi al bike park!!. Le fatiche son finite ci aspettano circa 3 km di puro divertimento in un st ininterrotto tutto nel bosco con un piccolo intermezzo in un grande prato ove vi sono un paio di compressioni in contropendenza cui fare molta attenzione. Un susseguirsi di curvette veloci in rapida sequenza e tornantini strettissimi con un ultimo tratto strappato alla natura con delle comodissime passerelle in legno ci porteranno di nuovo a Ciconia, ove, dopo un paio di km nei prati si arriverà al traguardo passando per un toboga nel prato teatro della vittoria di Marco Aurelio Fontana che ha sbaragliato la concorrenza nella Orvieto Wine Cross, tappa conclusiva del Giro d’Italia di Ciclocross.

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Che dire del percorso? Bello bello. Uno dei più divertenti del Centro Italia, forse proprio perché sfrutta quello che la natura gli offre senza cercare o peggio ancora creare, inutili soluzioni fantasiose con salite e discese impossibili e fattibili solo dai prò. Consente tutto sommato di spingere a fondo (ma senza farsi prendere troppo all’inizio), data una percorrenza per chi arriva anche oltre metà classifica di circa 2 h e 30/ 2h e 40 (chi vince è sotto 1h e 50) e da una conformazione che vede comunque la parte più impegnativa nella prima metà, mentre nella seconda a parte, solo delle rampette impegnative ma molto brevi, sono le difficoltà maggiori.
Se le condizioni meteo saranno favorevoli ci sono tutte le condizioni per una giornata di mtb piacevolissima. Asfalto ridotto al minimo, molti st veramente divertenti, ma tutti tranquillamente fattibili senza essere dei gran manici. Non troppo duro né lungo, come deve appunto essere un percorso per gente che il lunedì va al lavoro e comunque per una gara di inizio stagione. Sempre ben presidiato nelle scorse edizioni. Un occhio bisognerà darlo solo alla parte sassosa del st della capretta e alle due compressioni in contropendenza che interrompono la fluidità di Caciotosto Bike park. Nelle scorse edizioni non c’erano e tutto sommato, potendole evitare, sarebbe forse meglio, sebbene chi ha manico fa anche quelle senza problemi.
Per chi ci sarà, ci si vede lì….e non dimenticate che fine gara @a.r. ci ha promesso il consueto ristoro sontuoso a base di crostate e pasta party con porchetta per tutti a volontà, senza biglietti riservati solo ai partecipantie non dimenticate della prova percorso di domenica 17 con abbondante (e gratuito!!!) ristoro finale con specialità umbre. Per chi fosse interessato potrà dare la sia adesione a [email protected].

 

 

 

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