[Test] Canyon Nerve AL 29 / 8.9, ovvero come va una 29 pollici in taglia S?

 



.

Premessa (Marco Toniolo)

Come va una 29 pollici in taglia Small? In tanti se lo sono chiesti, noi compresi. Visto che nessuno dei tester ha questa taglia, abbiamo chiesto a Federico Muffatti  (nickname condotteforzate) di farlo per noi. Federico è il compagno di Marzia, per chi non la conoscesse è quella che fa i report di viaggio e le foto per MTB-Forum.it. È alto 170 cm, va in bici un giorno si l’altro pure, ed è valtellinico come Muldox, quindi ha potuto chiedere consulenza all’esperto mentre faceva il test sui sentieri impestati della Valle. Ha senso pedalare una 29 pollici in taglia S? Ecco i risultati.

 

La Nerve AL 29  da110 mm di escursione anteriore e posteriore porta finalmente l’esperienza fatta dall’azienda tedesca sulle front dalle ruotone ad una full da 29”. La bici si propone di affiancarsi alla Nerve XC da 26”, bestseller e plurivincitrice del titolo “Bike of the Year” della rivista teutonica Mountainbike.

Sono molto curioso di provarla anche per capire se effettivamente una bici di questo genere possa risultare interessante in taglia S (novità per le 29” di Canyon). Oltretutto, promette di essere una vera Allrounder, fattore che mi solletica la fantasia e mi spinge alla ricerca di tracciati inediti.

La bici arriva in un paccone ben imballato, e dalla consegna alla prima pedalata passa veramente poco tempo. Nella confezione, oltre al manuale, una chiave dinamometrica e la pompa per le sospensioni.
Blocco il manubrio, infilo le ruote, do una rapida occhiata per controllare che tutto sia a posto, e in un attimo sono fuori casa, pieno di aspettative (nonostante la pioggia insistente ed il termometro che, a fine maggio, segna ancora 4°C).

La prima sensazione è quella di pedalare una bici da corsa, talmente il gesto è piacevole: in salita la scorrevolezza della pedalata e la rigidità del carro fanno subito dimenticare il peso della bici e la voglia di spingere cresce. Così in un attimo mi trovo in cima ed attacco il sentiero di discesa. Purtroppo la pioggia e le rocce scivolose non mi permettono di lanciarmi a piacere, ma tutto sommato supero senza problemi anche i passaggi più ostici.

Durante tutto il periodo di prova manterrò la sensazione di guidare una bici ben bilanciata, ottima per qualsiasi terreno e molto divertente, estremamente rigida quando serve. Bella anche esteticamente, non solo da fuori, ma anche dalla posizione di guida. Le linee morbide del telaio la fanno sembrare quasi muscolosa, nonostante non sia semplice trovare il giusto equilibrio tra le ruotone e il telaio in taglia S. La grafica segue un po’ il trend del momento, con il logo grande sul tubo obliquo, il resto ben pulito con colori in contrasto.

La Nerve 8.9 potrebbe non soddisfare i fanatici del cronometro che si rivolgeranno forse al modello superiore, e nemmeno quelli che in bici vorrebbero scendere anche le ferrate, ma sicuramente il mezzo è piacevole e non sarà discriminante per la scelta dell’itinerario.

ANALISI STATICA
La serie Nerve AL 29 è composta da 4 modelli, con diversi allestimenti e relativi prezzi. Abbiamo in test la 8.9: 2.099 euro.

Il telaio in alluminio idroformato attraverso 14 fasi di lavorazione con passaggio cavi interno non aggiunge peso a quello della versione da 26” (2.650 gr), nonostante l’accresciuto bisogno di rigidità. La geometria è stata riadattata per adeguarsi alle dimensioni delle ruote da 29”. Gli angoli passano per lo sterzo da 69° della versione da 26” a 70°, e da 72° a 74° per la sella, con un aumento del passo di 36 mm (1090,6 mm per AL 29”).

Sono state inserite alcune delle nuove funzionalità, come il perno passante x12 (142×12 mm) che aumenta notevolmente la rigidità del triangolo posteriore. I foderi bassi del carro sono piuttosto corti e questo, unito al passo contenuto in taglia S (1090,6 mm), garantisce la maneggevolezza sullo stretto.

Al posteriore la Nerve AL 8.9 adotta un giunto Horst con il posizionamento dei punti di infulcro studiato con particolare attenzione alla risposta in fase di pedalata (Anti squat kinematic). La sospensione risponde effettivamente bene, garantendo con l’ammortizzatore in posizione trail il giusto compromesso fra stabilità del carro e trazione.
Perno passante anche per la ruota anteriore da 15 mm che compensa l’accresciuta lunghezza della forca sul modello da 29” e tubo sterzo conico con cuscinetto da 1 1/2” per dare la giusta rigidità anche all’anteriore.

La bici monta un cambio SRAM x9 gabbia lunga type 2, quindi con gabbia dotata di frizione che ne riduce notevolmente l’oscillazione a vantaggio della stabilità della catena e della silenziosità di funzionamento. X9 anche per la guarnitura con pedivelle da 170 mm e doppia da 22/36 (disponibile anche 24/38). Cassetta Shimano Deore xt 11/36.
Comandi e freni montati su supporto di tipo MatchMaker sono x7 e elixir7. I dischi dei freni sono gli HS1 di Sram, 180 mm sia all’anteriore che al posteriore. Tutto sommato proporzionati, ma non esagerati.
I cerchi sono i Mavic Crossride 29 disc, purtroppo non tubeless e nemmeno troppo leggeri. Schwalbe Rocket Ron 2.25 anteriore e Racing Ralph 2.25 posteriore danno sicuramente sulla ruota grande una sensazione più grippante che non nella versione da 26, e possono essere sufficienti se non sui terreni più cattivi. La forcella è una Fox 32 Float 29 CTD Fit Performance da 110 mm di corsa, mentre lo stesso valore di escursione è garantito al posteriore da un ammortizzatore Fox Float CTD Performance BV da 184 mm di interasse per 44 mm di corsa (dati rilevati per il test).

Una piega da 72 mm con un rise di 1,5 mm e uno stem da 70 mm danno la giusta guidabilità al mezzo e nel complesso sembrano calzare bene per la mia altezza (170 cm).

IN SALITA
Decisamente azzeccata la posizione in sella grazie ai nuovi angoli, l’ammortizzatore lavora bene sia su climb che su trail, ed in entrambi i casi è quasi impossibile percepire il bobbing da seduti.
Con un filo di allenamento la Nerve AL arrampicherà ben oltre le aspettative, e vi sorprenderà scoprire di essere più bravi di quanto non speravate: è difficile perdere l’equilibrio anche dopo aver salito i gradoni più ostici, quando generalmente, dopo aver tirato con le braccia, si rischia di infossare l’ammortizzatore e di ribaltarsi se non si è rapidi a spostare il baricentro in avanti.

La bici sembra non perdere aderenza nemmeno dovendosi alzare in piedi per qualche tratto ripido su fondo smosso. Le ruote da 29” richiedono tuttavia una fase di adattamento, dato che la sensazione iniziale è quella di una posizione di guida “alta”, soprattutto per chi guida una taglia S.

La rapportatura è sufficiente anche per le salite più ripide e tutto sommato la Nerve sembra pesare molto meno quando la si pedala.In conclusione: decisamente performante e divertente è il mezzo ideale per le salite impossibili oltre ad avere un’ottima resa su quelle più pedalabili.

IN DISCESA
Sul guidato non troppo sconnesso la Nerve AL è decisamente agile ed intuitiva, grazie a interasse contenuto, carro corto ed angolo sterzo non disteso. Il movimento centrale più basso rispetto ai fulcri delle ruote dà subito confidenza sulle curve veloci.

Anche nei rilanci è reattiva e il cambio preciso aiuta in caso ci si trovi all’ultimo istante con il rapporto sbagliato. Sul tecnico la bici risponde bene, a patto che la pendenza non sia eccessiva e il fondo sia fermo. In questi casi l’angolo di sterzo chiuso si fa un po’ sentire e si rischia di caricare troppo l’anteriore. Immagino che una gomma di sezione maggiore sull’anteriore possa migliorare la sensazione di sicurezza nelle situazioni più impegnative, sebbene forse avrebbe poco senso su questa bici perdere in peso e scorrevolezza.
Anche sullo smosso veloce si ha un po’ la sensazione di scarso controllo, ma poi alla fine la Nerve passa meglio di quello che ci aspetta e il carro rigido funge da buon timone.In ogni caso anche in discesa la voglia è quella di spingere, e la Nerve lo permette, ma sui passaggi più tecnici l’errore non è ammesso.

COSA MI ÈPIACIUTO
Semplicemente prendere la bici ed andare, dovunque, come se avessi con me non una ma un’intera gamma di biciclette, senza affaticarmi troppo nei piani, in salita, divertendomi sempre in discesa, avendo come unico problema quello di fare rifornimento, ogni tanto, al mio stomaco…

PROBLEMI RISCONTRATI
Per poter abbassare la sella sulle discese più ripide ho dovuto tagliare il cannotto del reggisella in dotazione di qualche cm (il tubo sella curvo e corto della taglia S non permette l’inserimento totale). Ne resta comunque abbastanza per la salita. Mi chiedo se non avrebbe senso inserire una versione con reggisella telescopico. Il perno passante posteriore obbliga a girare con una brugola in caso di foratura.
Le camere d’aria di serie sono veramente leggere ma durano un minuto. Con camere normali il peso della bici sale leggermente.

PESI E MISURE
Peso: riscontrato 12.38 kg
Peso Ruota anteriore completa con Schwalbe Rocket Ron: 1815 gr
Peso ruota posteriore completa con Racing Ralph: 2230 gr
Angolo tubo sterzo: 70°
Angolo tubo sella: 74°
Affondamento cannotto regisella: 21 cm
Interasse: 1090.6 mm
Altezza da terra movimento centrale rilevata con gomme in dotazione: 325 mm

GRAZIE A:
@marzia per le foto
@muldox per i preziosi consigli

Storia precedente

Errori comuni all mountain- singletrack in contropendenza.

Storia successiva

Bici della settimana #33: la Cannondale Claymore di Alfagard

Gli ultimi articoli in Test