2018: un anno d’oro per la mountain bike?

2018: un anno d’oro per la mountain bike?


I giorni a cavallo della fine di un anno solare e dell’inizio del nuovo sembrano essere inevitabilmente il momento in cui tirare le somme dell’anno appena trascorso e la mountain bike, con le sue diverse discipline e le mille sfumature e sfaccettature di uno sport così bello, appassionante e semplicemente complesso, offre numerosi argomenti per essere oggetto di un bilancio. Cerchiamo di capire quindi cosa ha portato di buono questo 2018 appena conclusosi.

La pace dei formati ruota

L’argomento formato ruota ha finalmente trovato pace, con la convivenza di entrambi i formati, 27.5″ e 29″, nella gamma della maggior parte dei produttori. La larghezza media dei copertoni è aumentata e anche sotto questo aspetto sembra che il mercato si sia stabilizzato, proponendo sempre meno le soluzioni Plus e Mid-Plus che non hanno mai attecchito particolarmente ma che hanno comunque partecipato a definire l’attuale trend dei copertoni più larghi.

Aria fresca in downhill

Il formato ruota da 29 pollici ha invece contribuito molto a portare nuovo interesse nel mondo della DH, da sempre la specialità più seguita della MTB ma al contempo la disciplina per la quale si vendono meno bici. Nel 2018 sono stati molti i produttori che hanno portato sui campi di gara un modello da DH con ruote da 29″ e questo ha giocato un ruolo importante nel mischiare le carte della parte alta della classifica. Alcuni rider, pur potendo scegliere, hanno comunque preferito le 27.5″ per esprimere meglio il proprio stile di guida e infatti non abbiamo assistito a un’uniformazione di tutti i marchi al nuovo formato come è successo nel XC. Le 29″ sono salite sul podio della overall con Pierron e sul podio della maggior parte dei singoli eventi di World Cup ma la stagione 2018 non è stato esclusivamente appannaggio delle 29″, tuttavia è indubbio che questo formato possa ormai ritenersi consolidato in DH e ciò ha risvegliato anche il mercato delle vendite di bici da discesa, piuttosto fermo nelle stagioni precedenti.

XC che spettacolo!

Se la DH ha vissuto una stagione di fermento, quella del XC è stata decisamente una stagione eccellente. Si è dimostrata la disciplina più trend del 2018, con una crescita di interesse esponenziale che ha portato la XC World Cup ad affiancare e superare la DH World Cup nelle statistiche di audience di Red Bull TV. Indubbiamente la qualità dei percorsi di gara, con maggiori componenti tecniche sia in salita che in discesa, ha permesso al XC di guadagnare in spettacolarità senza perdere nulla dal punto di vista atletico, raggiungendo l’interesse anche di chi non pratica questa disciplina. Inoltre la stagione è stata particolarmente emozionante, con gare spesso serrate e combattute e con il nostro Kerschbaumer che ha dato un forte stimolo mettendo il sale sulla coda del mattatore Schurter a Vallnord e dandogli del filo da torcere nelle altre gare.

Enduro disciplina consolidata

L’enduro intanto si è sempre più delineato come disciplina agonistica seria e impegnativa, smarcandosi definitivamente dal concetto di gare per amatori e per pro riciclati da altre discipline e configurandosi come una specialità dall’identità chiara e coerente che vede la partecipazione di atleti professionisti, specialisti della disciplina. Nel 2018 il dialogo tra UCI ed EWS è cresciuto concretamente dando alla luce l’ambito premio della maglia iridata anche in enduro, per la prima volta al Trofeo delle Nazioni del 2019 a Finale Ligure. Questa nuova linfa che sgorga dalla collaborazione con l’UCI lascia sperare anche in una regolamentazione più ferrea in merito al problema doping, che al momento è potenzialmente il tallone di Achille di questa disciplina.

La rivincita delle trail bike

Al contempo, le bici da enduro hanno smesso di essere le protagoniste della scena MTB e l’enduro in generale ha subìto un calo di vendite, con molti amatori che sono passati alle eMTB e altri che hanno compreso che, se non si è prevalentemente alla ricerca delle prestazioni in discesa, una trail bike rappresenta la scelta migliore per la maggior parte delle condizioni di utilizzo al di fuori dell’agonismo. Con la complicità di una serie di nuove bici da trail davvero interessanti, aggressive e polivalenti, questo segmento nel 2018 ha finalmente iniziato a suscitare molto interesse anche in Italia ritagliandosi una concreta fetta di mercato.

Il ritorno del freeride

Una ventina di anni fa, dopo un periodo di estremo ed esclusivo interesse per la parte agonistica del mondo della MTB come DH e XC, il pubblico iniziò a emozionarsi e identificarsi con quei rider che semplicemente si divertivano nei boschi, scendendo con stile e fantasia su percorsi senza fettucce, se non proprio lontani da qualsiasi percorso. La disciplina più alla moda, protagonista delle copertine dei giornali e dei video, quella che faceva parlare, emozionare e soprattutto vendere, era il freeride. Una disciplina che sembrava ormai abbandonata e sepolta da anni sotto il più recente interesse per l’agonismo portato dall’enduro, che nell’ultimo decennio ha riportato tra le fettucce gli amatori e i “weekend warriors”. Attualmente invece, per quanto il mondo dell’agonismo professionista abbia enorme seguito mediatico, qualcosa è cambiato tra gli amatori e l’approccio freeride pare sia tornato parecchio in voga nel 2018.

La riqualificazione dell’alluminio

Forse proprio per questo motivo, per una minore devozione all’agonismo duro e puro e per un utilizzo meno selettivo dei mezzi, l’alluminio è tornato a prendersi una fetta di mercato interessante come materiale di costruzione dei telai, dopo anni in cui è stato relegato agli allestimenti di bassa gamma in favore del carbonio. Nel 2018 abbiamo visto da alcuni brand diverse proposte di allestimenti top su telai in alluminio. Un abbinamento apprezzato da un buon numero di acquirenti che per diversi motivi non gradiscono il carbonio come materiale di costruzione per i telai ma non per questo, per avere un telaio in alluminio, vogliono necessariamente dover ripiegare su allestimenti di scarsa qualità. Speriamo che altri marchi diano seguito a questo trend, diversificando le proposte.

Tutti sul treno dell’elettrico

Che le e-bike stiano diventando parecchio popolari è evidente ed è altrettanto evidente quanto questo nuovo segmento stia dando respiro a molti produttori, creando una fetta di mercato che non solo attinge dal mondo dei mountain biker ma coinvolge anche un elevato numero di neofiti. Un mercato nuovo sul quale molti brand hanno concentrato grosse risorse e che ha attirato l’attenzione anche di marchi provenienti dal settore motociclo che fino a oggi non si erano mai occupati di MTB. Tutti sul treno dell’elettrico insomma, a cercare la propria porzione di questa nuova fetta di mercato. Tutti a eccezione di pochi marchi, ritenuti “di elìte” nel mondo della MTB, che sembra non abbiano alcuna intenzione di allargare la propria gamma al mondo delle e-bike, quasi a voler sottolineare in qualche modo la solidità del proprio brand. In ogni caso, il successo della pedalata assistita ha dato un notevole boost al mercato della MTB nel 2018.

Più quote rosa

Dalle bici all’abbigliamento passando per protezioni e componenti, molti brand hanno riconosciuto l’importanza di una linea dedicata alle esigenze femminili e sono sempre più i prodotti specifici per le donne, come sono sempre di più le donne che praticano questo sport. Molte delle nazioni europee, così come i paesi del continente nordamericano e di quello oceanico, vantano un numero davvero elevato di biker donne e anche l’Italia sta cominciando di recente a registrare una notevole diffusione. Non è più così raro incontrare ragazze sui trail e nella maggior parte dei casi, si tratta di biker abili e capaci. Da segmento marginale e piccolissima nicchia a mercato complementare di quello da uomo, un forte segnale della crescita di questo sport che le aziende hanno saputo cogliere e per il quale nel 2018 si sono impegnate in modo interessante.

Si torna con i piedi per terra

Dopo qualche anno di pura follia, con prezzi dei top di gamma in continuo aumento come in una sorta di euforica corsa all’oro, nel 2018 molti brand hanno iniziato finalmente a confrontarsi con le esigenze dei propri clienti nonché con l’efficiacia della concorrenza del mercato della vendita diretta online. Alcuni di questi hanno scelto politiche più vicine al consumatore, riducendo i nuovi prezzi di listino a parità di allestimento rispetto a quelli dell’anno scorso. Un buon segnale che dimostra come sia possibile soddisfare un maggior numero di clienti senza dover necessariamente spremere il loro portafogli. Speriamo rappresenti un’inversione di rotta concreta e destinata a durare.

Questo 2018 in fin dei conti sembra essere stato un anno favorevole per la MTB, un anno di sviluppo e di rinnovamento, senza grossi e spesso mal tollerati sconvolgimenti a livello di standard e di novità come negli anni precedenti ma con un mercato che ha avuto il tempo di stabilizzarsi e di trovare maggiore solidità, mentre ciascuna disciplina è cresciuta creando emozioni ed entusiasmo nei biker. E a voi, questo 2018 nel mondo della MTB, è piaciuto?

  1. io concordo in quasi tutto su questo articolo. certo che alcuni flop ci sono stati ma bisogna anche sperimentare per provare migliorare.. mi riferisco a tutto ciò che è elettronico e wireless, spero rimanga sempre una nicchia o per qualche malato perchè la bici la preferisco meccanica, tolta la pedalata assistita che comunque può mantenere la convivenza se usata con criterio

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  2. Ti sei dimenticato delle salsiccie, il 2018 verrà ricordato per l’esplosione del fenomeno dei salsicciotti dentro le ruote!
    Per le categorie della MTB io do un + all’XC che è diventato una figata! e incarna secondo me il vero spirito della MTB.
    Invece pollice giu per l’enduro, le gare si sono avvicinate troppo alla DH perdendo secondo me la strada che pero sta raccogliendo il settore trail ( del quale spero nasca un nuovo tipo di gare, con tratti cronometrati anche in salita)

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  3. Osserverei anche il continuo affermarsi della trasmissione “monocorona” con Shimano approdata anchessa al 12v . Inoltre mi sembra di vedere in circolazione sempre più modelli full suspesnion piuttosto che hardtail (magari è solo una mia impressione , bisognerebbe raffrontarsi con le effettive vendite?). E di Gravel non se ne parla ?

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  4. Sarò catastrofico ma questo è il mio bilancio per il 2018:
    – Mercato ai minimi termini, lo testimoniano i prezzi di nuovo e soprattutto dell’usato su questo stesso mercatino, dove biciclette con una stagione alle spalle vengono svendute per ricavare il possibile piuttosto di vederle svalutate del 90% in tre anni;
    – Sulla base di quanto sopra i produttori hanno smesso di lanciare finte evoluzioni che hanno affossato il mercato e svilito i clienti, sono al contrario corsi ai ripari riducendo i prezzi di listino;
    – Emtb come unica nicchia di mercato dalla quale ottenere incremento dei volumi, ripresentando la formula dei prezzi folli per una platea maggiore di polli da spennare;
    – stagione DH da sonnellino sul divano post pranzo domenicale, nn ricordo una gara avvincente;
    – stagione enduro senza alcuna rilevanza agonistica e mediatica ad eccezione dei controlli antidoping, ma questa non è una novità;
    – avvincente stagione xc, finalmente un nostro connazionale protagonista.

    È morto il Re, viva il Re.

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  5. FOF

    Sarò catastrofico ma questo è il mio bilancio per il 2018:
    – Mercato ai minimi termini, lo testimoniano i prezzi di nuovo e soprattutto dell’usato su questo stesso mercatino, dove biciclette con una stagione alle spalle vengono svendute per ricavare il possibile piuttosto di vederle svalutate del 90% in tre anni;
    – Sulla base di quanto sopra i produttori hanno smesso di lanciare finte evoluzioni che hanno affossato il mercato e svilito i clienti, sono al contrario corsi ai ripari riducendo i prezzi di listino;
    – Emtb come unica nicchia di mercato dalla quale ottenere incremento dei volumi, ripresentando la formula dei prezzi folli per una platea maggiore di polli da spennare;
    – stagione DH da sonnellino sul divano post pranzo domenicale, nn ricordo una gara avvincente;
    – stagione enduro senza alcuna rilevanza agonistica e mediatica ad eccezione dei controlli antidoping, ma questa non è una novità;
    – avvincente stagione xc, finalmente un nostro connazionale protagonista.

    È morto il Re, viva il Re.

    la tua analisi non fa una grinza. Il mercato ciclo è stagnante, tranne quello delle bici elettriche dove però io includerei soprattutto le bici da passeggio e meno le mtb, perché qui la torta è rimasta la stessa, solo che c'è chi si compra la ebike al posto della classica mtb. La somma è sempre la stessa. Dove ci sono i numeri è la mobilità cittadina.

    Quindi ecco che trovi prezzi assurdi per dei telai con delle saldature allucinanti, ma con motore e batteria. D'altronde da qualche parte bisogna fare cassa.

    Io vedo all'orizzonte grandi consolidamenti e pochi vincitori, che al momento sono i marchi che vendono online come Canyon, YT e Commencal.

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  6. Si potrebbe stare a disquisire ore ed ore sul discorso del bisogno indotto che le aziende hanno perpetrato per anni finendo per stagnare il loro stesso mercato. Oppure… fregarsene dell'industria MTB e godersi il mezzo, usarlo il più possibile, aprire nuovi sentieri (un mio sogno) meravigliarsi dello stesso sentiero nelle diverse stagioni, migliorare un po'alla volta bici e tecnica, superare un passaggio ostico, vivere un po' in ottica trail ed in pace con tutti i bikers. Io faccio così e mi sento un re!

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  7. Mi pare giusto che sia dia all’alluminio quel che è dell’alluminio!
    Io l’ho sempre preferito e le mie bici saranno sempre in alluminio, però mi dispiace che i produttori abbiano e tutt’ora fanno differenze, relegando all’alluminio gli allestimenti “poveri”.
    In poche parole io comprando una bike in alluminio, vado a spendere di più di una bike in carbonio perché dovrò investire sugli upgrades; dato che il marketing investe su quest’ipotetica idea che il carbonio è l’unica via per una bike al top!

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    1. scusa nicola , per capire e senza polemica , ma da possessore di una fuel ex 8 2018 come dovrebbero aggiornarsi le geometrie , perché nella mia esperienza la bici è perfetta già così per il trail : sali dovunque (certo non veloce come una xc) e scendi dovunque (certo non veloce come una enduro)

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  8. tutto giusto, tranne il calo dei prezzi. Durante la crisi si era assistito ad un riallinearsi dei prezzi, e un incremento degli sconti. Ma dal 2017, mi pare che i prezzi siano andati fuori controllo. Ha iniziato Rocky mountain con la slayer, telaio da oltre 4k, sc ha replicato al rialzo, specialized e scott hanno xc da 10k, senza contare yeti, ma per quella almeno è normale.
    Credo che oggetti che perdono il 30% del valore ancora da nuove, se dell’anno prima, e che nel giro di troppo pochi anni, valgano poco o nulla, fanno temere una non lontana bolla.

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  9. Si

    Gerhard Kerschbaumer – ( :spetteguless: c'è anche il resto solo che non si vede perchè bianco)

    Ni

    E-MTBSono a favore,piaccia o non piaccia sarà il futuro,appena i prezzi,pesi si saranno spiattellati,ci penserò,tra 10 anni.

    No

    Il nuovo standard Shimano (12v) col suo [email protected] di ruota libera…tutto un magna magna…:ueh:

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  10. FOF

    Sarò catastrofico ma questo è il mio bilancio per il 2018:
    – Mercato ai minimi termini, lo testimoniano i prezzi di nuovo e soprattutto dell’usato su questo stesso mercatino, dove biciclette con una stagione alle spalle vengono svendute per ricavare il possibile piuttosto di vederle svalutate del 90% in tre anni;
    – Sulla base di quanto sopra i produttori hanno smesso di lanciare finte evoluzioni che hanno affossato il mercato e svilito i clienti, sono al contrario corsi ai ripari riducendo i prezzi di listino;
    – Emtb come unica nicchia di mercato dalla quale ottenere incremento dei volumi, ripresentando la formula dei prezzi folli per una platea maggiore di polli da spennare;
    – stagione DH da sonnellino sul divano post pranzo domenicale, nn ricordo una gara avvincente;
    – stagione enduro senza alcuna rilevanza agonistica e mediatica ad eccezione dei controlli antidoping, ma questa non è una novità;
    – avvincente stagione xc, finalmente un nostro connazionale protagonista.

    Catastrofico… ma per nulla distante dalla realtà. La mia visione in questo articolo è volutamente ottimistica ma l’analisi che ho fatto fondamentalmente non si discosta molto dal tuo bilancio. Sono d’accordo su quasi tutto.
    – Per quanto riguarda i tuoi primi due punti: il mercato non lo definirei ai minimi termini esclusivamente per il fatto che ci sono state stagioni peggiori in passato, ma i segnali che le vacche grasse siano finite sono chiari e inequivocabili e le aziende che hanno saputo adattarsi a questo con lungimiranza e cognizione di causa stanno funzionando meglio di quelle rimaste aggrappate a quelle logiche di mercato superate e improduttive che hanno la maggiore responsabilità di aver minato il mercato MTB, rendendolo stagnante e creando panico e confusione nonché svalutazioni ridicole e forbici di prezzo tra nuovo e usato avvilenti e scoraggianti.
    – La tua analisi del fenomeno commerciale delle eMTB è tanto semplice e schietta quanto sacrosanta, sono più che d’accordo. Vero anche che, come ha detto @marco , i grossi numeri vantati dalle aziende per le e-bike appartengono al segmento commuter e urban mentre quello delle eMTB resta comunque una nicchia, e in quanto nicchia verrà succhiata fino all’ultima goccia e poi sputata in attesa della prossima bolla, come ciclicamente successo in passato.
    – Per quanto riguarda le stagioni agonistiche delle diverse discipline, mi trovi d’accordo in merito a XC ed enduro ma non sono assolutamente d’accordo a proposito di quella di DH che è stata a mio avviso avvincente e imprevedibile e ha portato un bel ricambio generazionale sul podio e nelle posizioni alte della classifica.

    Detto questo, sono dell’idea che l’approccio di @alexh1983 sia genuinamente il migliore per godersi serenamente questo sport e mi congratulo con lui!

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    1. Vorrei capire perché un rallentamento del mercato e delle vendite sarebbe “catastrofico” dal punto di vista di noi utenti: se si cambia una bici ogni 5 anni (diciamo) o anche più, invece che dopo 1 o 2 anni dall’acquisto(come le aziende produttrici spingono a fare), a me sembra un dato positivo: significa che ci si concentra su altri aspetti della mtb (vedi alexh1983) , che le bici “durano” nel tempo, che si fa più manutenzione e si dà lavoro a meccanici e tecnici, e che magari si spendono meglio i propri soldi. Il vero “progresso” nel mercato non è questo, semmai sta nell’allargare la platea di fruitori di bici e della mobilità sostenibile, cosa che, mi pare, sta avvenendo in diverse forme.

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  11. Non ho idea dei dati di vendita, ma guardando i negozi di MTB spesso vedo in vetrina le elettriche, che arrivano a costare la metà di ottimi allestimenti 'muscolari' o che arrivano a costare uno sproposito ma sempre meno dei patetici prezzi delle muscolari top di gamma. Senza contare l'indotto, con l'elettrica si è molto più propensi a valutare tutti gli accessori; compri una batteria in più, i salsicciotti per le gomme, ti vesti come un power ranger e ti porti un bidone di gatorade e il drone per far le riprese aeree e mangi 1 kg di caponata e burrata prima di fare un dislivello di 1000mt. senza più dover preoccuparti del peso. Con le muscolari dai 4000 in su invece, spendi un botto per la bici e poi spendi solo in dietologi per arrivare alla percentuale di massa grassa di Bruce Lee e non incidere negativamente sulle prestazioni potenziali della bici… :mrgreen:

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  12. Vedo che il mio commento è piaciuto a molti, secondo me è questo il miglior spirito della MTB, ancor di più se fatto in compagnia. Sarebbe bello addirittura vedere sul MAG delle “recensioni di trail”. E’ ovvio qua si vedranno sempre (per fortuna!) tante recensioni di biciclette e componenti, ma se si sta ad impazzire dietro a ogni trovata “geometrica” che esce ogni anno (l’ultima le forcelle con offset ridotto, cosa non si fa pur di invecchiare precocemente un vecchio prodotto!) invece di godersi i sentieri si finirà per impazzire. Ricordo una volta che andando al Sempione presi l’autobus postale fino a Simplon Dorf, per alleviare un po’ la salita fino allo Spitzhorli, e dovetti subirmi tutte le paturnie di un milanese che passava evidentemente la giornata in bottega dal ciclista piuttosto che sui pedali. Giunto pedalando al Sempione era seduto fuori dal ristoro Monteleone, quello rotondo, pensavo venisse allo Spitzhorli ma niente, per lui il giro era ritornare fino a Gondo in discesa, si perdeva del gran bello per non pedalare! Questo non è spirito da MTB è solo feticismo per un oggetto! Naturalmente Santa Cruz tutta kashimata e senza un graffietto… 😀

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  13. alexh1983

    Vedo che il mio commento è piaciuto a molti, secondo me è questo il miglior spirito della MTB, ancor di più se fatto in compagnia. Sarebbe bello addirittura vedere sul MAG delle "recensioni di trail". E' ovvio qua si vedranno sempre (per fortuna!) tante recensioni di biciclette e componenti, ma se si sta ad impazzire dietro a ogni trovata "geometrica" che esce ogni anno (l'ultima le forcelle con offset ridotto, cosa non si fa pur di invecchiare precocemente un vecchio prodotto!) invece di godersi i sentieri si finirà per impazzire. Ricordo una volta che andando al Sempione presi l'autobus postale fino a Simplon Dorf, per alleviare un po' la salita fino allo Spitzhorli, e dovetti subirmi tutte le paturnie di un milanese che passava evidentemente la giornata in bottega dal ciclista piuttosto che sui pedali. Giunto pedalando al Sempione era seduto fuori dal ristoro Monteleone, quello rotondo, pensavo venisse allo Spitzhorli ma niente, per lui il giro era ritornare fino a Gondo in discesa, si perdeva del gran bello per non pedalare! Questo non è spirito da MTB è solo feticismo per un oggetto! Naturalmente Santa Cruz tutta kashimata e senza un graffietto… 😀

    E anche in quel caso però dovremmo rispettare le opinioni di tutti, fintanto che per ognuno "quel" modo di vivere la MTB ci rende felici. Conosco gente per cui le salite infinite sono il top e le discese non guadagnate sono un'offesa, gente che va solo in discesa, e nel mezzo tutti quanti.

    Che ognuno faccia come vuole, fintanto che è contento e non vuole imporre la sua idea di MTB come unica verità.

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  14. D-Lock

    E anche in quel caso però dovremmo rispettare le opinioni di tutti, fintanto che per ognuno "quel" modo di vivere la MTB ci rende felici. Conosco gente per cui le salite infinite sono il top e le discese non guadagnate sono un'offesa, gente che va solo in discesa, e nel mezzo tutti quanti.

    Che ognuno faccia come vuole, fintanto che è contento e non vuole imporre la sua idea di MTB come unica verità.

    Ma infatti mi è spiaciuto che non sia venuto, alla fine a me basta far gruppo, a fine giornata immagino che siamo arrivati ambedue contenti a casa!

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  15. La mia idea (e preciso mia, personale) sull’anno non è tanto diversa da quella dell’anno scorso. Ci son due cose che però non riesco a mandare giù: le e-mtb e le gravel.
    Le e-mtb hanno ampliato la montagna a tutti anche a coloro che non hanno il fisico per arrivare in cima e non sempre è una buona cosa. Preciso che per me la bici elettrica è una cosa utile, specialmente a una certa età per qualcuno, ma non bisogna abusarne come se quei limiti non esistessero più. Io la vedo come una tesla, utile per ogni giorno della settimana per andare al lavoro, ma il weekend userei più volentieri una bella Lambo V12.
    Le gravel non le capisco, metà strada metà cross…boh! Io gli unici 2 che ci ho visto in curva stavano tutti tesi come se da un momento all’altro cadono. Per come la vedo io gli sterrati bianchi una bella xc con gomme poco aggressive non mi sembra poi cosi tanto male e chissene del 3-4kg in più mica devo fare l’olimpiadi.
    Buon anno a tutti!

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  16. Che ognuno dia il proprio peso alle regole del mercato , io faccio ancora 2 grandi distinzioni …

    Bici muscolari : qualsiasi essa sia per i veri ciclisti , appassionati di fatica , dolore e drogati di acido lattico.

    Bici elettriche : probabilmente il futuro , ma non per i CICLISTI , gioco per tutti coloro che cercano un punto di congiunzione tra bici e moto da enduro. Molto lassismo mentale e non devoti alla fatica , faccio difficoltà a vederli come CICLISTI , non so come definirli ma io non mi sento un ciclista al pari di un e-bikers , e come tali non voglio essere catalogato.

    Volemose beeee .

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    1. dove sta scritto che il vero ciclista è nato per soffrire? L’agonista sicuramente, ma questo riguarda tutti gli sport, se vuoi vincere devi sputar sangue.
      Chi non è malato di agonismo, invece, può tranquillamente coltivare la propria passione godendosi il giro, le salite (quando il cuore sale troppo, fermati, ammira il panorama, fai una foto, scherza con gli amici…) e le discese (se rischi troppo, rallenta che in fondo non c’è una pornostar a darti il premio).
      Goditi la natura senza lo stress di tutti i giorni, la montagna, la compagnia degli amici ed alla fine il “terzo tempo” a base di birra.
      E se per tutto questo dovrò comprare una e-bike, w le e-bike. Sempre ciclisti saremo, alla faccia dei talebani del dolore.
      Per ora continuo a pedalare una muscolare, ma sempre per piacere e non per masochismo.

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  17. C’è stato, a mio parere, un consolidamento netto anche delle geometrie. Rispetto a qualche anno fa, le varie categorie hanno subito una traslazione abbastanza marcata dall’XC al Trail, dal Trail all’AM, e via così fino ad arrivare alle 29 sul DH. Per quanto mi riguarda, ho cambiato bici, e rispetto all’anno precedente sul mio modello, il prezzo si è abbassato del 5%, ed è stato introdotto il monocorona (11v, ma pur sempre monocorona). eBike, secondo me il futuro, o meglio diverrà la “seconda bici” per molti da qui a 5 anni.

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  18. scnia


    Le e-mtb hanno ampliato la montagna a tutti anche a coloro che non hanno il fisico per arrivare in cima e non sempre è una buona cosa. Preciso che per me la bici elettrica è una cosa utile, specialmente a una certa età per qualcuno, ma non bisogna abusarne come se quei limiti non esistessero più. Io la vedo come una tesla, utile per ogni giorno della settimana per andare al lavoro, ma il weekend userei più volentieri una bella Lambo V12….

    Il problema è che nel weekend non usi un V12, ma un Pandino dell'85 scarburato, se compari la eMtb con la muscolare.. :loll::loll::loll:

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  19. barth

    ma esiste qualche dato di mercato sulle vendite in italia e in europa?
    numeri di vendita tra mtb emtb o urban tali da capire tutte le dinamiche del mercato a due ruote?
    magari anche dati di vendita per regione e citta' e pensavo se questi dati potessero essere forniti da qualche associazione di categoria a cui i venditori sono iscritti.

    sappiamo tutto su moto e auto ma poco sulle bici, o sbaglio io?
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    Sappiamo tutto dei veicoli per il semplice fatto che vanno immatricolati, e quindi c'è un registro.

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  20. Ancora mi ostino a pedalare una muscolare, anche se sono consapevole che non manca molto all’acquisto di un’elettrica. Non sono daccordo col dire che è una nicchia, almeno dalle mie parti c’è una vera esplosione di vendite, sono tornate in sella persone che altrimenti erano destinate alle partite a carte al bar, ex motociclisti e, naturalmente, bikers sull’orlo della “pensione”.

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  21. zezzy

    In tutto questo, io continuo a girare e divertirmi con la mia vecchia Slash da 26" in alluminio, tutta graffiata e segnata sbattendomene di tutti e tutto. Che bici……

    personalmente ti dico che la penso come te… ma ho seriamente il timore che x il 2019 ci sarà un escalation delle grandi case x imporre divieti d'accesso a gogo in tutti i boschi e bikepark mondiali alle 26" residue…perché rovinano esteticamente la location ,poi sicuramente il veto hai costruttori di gomme con messa al bando immediato sui copertoni da 26"!!:smile::smile::smile:

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  22. lumerennù

    dove sta scritto che il vero ciclista è nato per soffrire? L'agonista sicuramente, ma questo riguarda tutti gli sport, se vuoi vincere devi sputar sangue.
    Chi non è malato di agonismo, invece, può tranquillamente coltivare la propria passione godendosi il giro, le salite (quando il cuore sale troppo, fermati, ammira il panorama, fai una foto, scherza con gli amici…) e le discese (se rischi troppo, rallenta che in fondo non c'è una pornostar a darti il premio).
    Goditi la natura senza lo stress di tutti i giorni, la montagna, la compagnia degli amici ed alla fine il "terzo tempo" a base di birra.
    E se per tutto questo dovrò comprare una e-bike, w le e-bike. Sempre ciclisti saremo, alla faccia dei talebani del dolore.
    Per ora continuo a pedalare una muscolare, ma sempre per piacere e non per masochismo.

    Difatti se non sei agonista andare in mtb è come stare sul divano e godersi la merenda!

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  23. Andrea#11

    Mi pare giusto che sia dia all’alluminio quel che è dell’alluminio!
    Io l’ho sempre preferito e le mie bici saranno sempre in alluminio, però mi dispiace che i produttori abbiano e tutt’ora fanno differenze, relegando all’alluminio gli allestimenti “poveri”.
    In poche parole io comprando una bike in alluminio, vado a spendere di più di una bike in carbonio perché dovrò investire sugli upgrades; dato che il marketing investe su quest’ipotetica idea che il carbonio è l’unica via per una bike al top!

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    Guarda, si sta rivalutando l alu..fidati..le case si sono accorte dell.errore nell averlo un po trascurato. Basta vedere i nuovi modelli..di quasi tutte le case. Alu con allestimento top.

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  24. lumerennù

    dove sta scritto che il vero ciclista è nato per soffrire? L'agonista sicuramente, ma questo riguarda tutti gli sport, se vuoi vincere devi sputar sangue.
    Chi non è malato di agonismo, invece, può tranquillamente coltivare la propria passione godendosi il giro, le salite (quando il cuore sale troppo, fermati, ammira il panorama, fai una foto, scherza con gli amici…) e le discese (se rischi troppo, rallenta che in fondo non c'è una pornostar a darti il premio).
    Goditi la natura senza lo stress di tutti i giorni, la montagna, la compagnia degli amici ed alla fine il "terzo tempo" a base di birra.
    E se per tutto questo dovrò comprare una e-bike, w le e-bike. Sempre ciclisti saremo, alla faccia dei talebani del dolore.
    Per ora continuo a pedalare una muscolare, ma sempre per piacere e non per masochismo.

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  25. Cinghiale

    EVVIVA!!!!! non sono il solo a pensare che la parola "muscolare" riferita ad una normalissima bicicletta sia una "c*g*ta pazzesca" di Fantozziana memoria.

    la definizione giusta è: bici.
    Le bici elettriche sono bici elettriche.

    Muscolari mi ricorda molto i molluschi che non hanno i muscoli per farle muovere.

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