Uno dei vantaggi maggiori della trasmissione SRAM T-Type, elettronica o meccanica, è quello di non avere il forcellino. È anche una delle caratteristiche meno capite, infatti spesso si leggono commenti del tipo “senza forcellino si rompe il telaio“, oppure “uso il forcellino da 30 anni e non l’ho mai stortato“. Il forcellino, in ambito mountain bike, è diventato un componente critico con l’arrivo delle trasmissioni 1×12, perché è necessario che sia perfettamente dritto per poter avere una cambiata precisa su tutti i 12 pignoni, vista le tolleranze minime. Questo è il motivo fondamentale per cui dirgli addio senza rimpianti, come ho constatato ieri per l’ennesima volta, dopo una caduta in cui il lato destro della bici è andato ad impattare con il suolo.
Proprio il deragliatore posteriore è stata la parte che è andata per prima a toccare il terreno, ma la mancanza di un anello fragile come forcellino mi ha permesso di continuare il giro con il cambio perfettamente regolato. Il telaio? Zero problemi, perché negli impatti laterali il deragliatore SRAM si sposta internamente per poi tornare in posizione automaticamente. In quelli frontali si sposta all’indietro ed è necessario riavvitare il bullone che lo fissa al telaio.

Boh, a occhio quelle 2 puleggine folli sul lato scarico della catena, per quanto sporche e insozzate, mi vien difficile credere che arrivino a fare un maggior trascinamento rispetto ai cinematismi di una scatola di ingranaggi
Fosse come dici tu ben venga alla grande
Concettualmente sono un gran fan del pinion
I motivi sono evidenti, almeno nel mio utilizzo ormai udh è diventato lo standard