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[Amarcord] Horst Leitner: il padre del giunto Horst

[Amarcord] Horst Leitner: il padre del giunto Horst

19/01/2018
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19/01/2018

Autore:  Francesco Mazza

Questa puntata della rubrica Amarcord è dedicata a un personaggio chiave della storia della MTB che ne ha segnato lo sviluppo sin dagli albori con il brevetto di un sistema di sospensione che porta il suo nome di battesimo: il giunto Horst. Un cinematismo che a conti fatti, se non è il più utilizzato in assoluto, è certamente tra quelli più adottati di sempre tra i vari brand di mountain bike.

Horst Leitner è nato in un piccolo villaggio vicino a Salisburgo, in Austria, nel 1942. Già in giovane età cominciò a diventare popolare nella sua nazione e successivamente in tutta Europa come pilota di motocross di alto livello, gareggiando con ottimi risultati nel F.I.M. Motocross World Championships e vincendo diverse volte il Campionato Austriaco di Motocross e ben 4 volte la International 6 Days Enduro.

Durante la sua carriera da pilota portò a termine gli studi da ingegnere che lo hanno spinto a lavorare su alcuni sistemi che permettessero di migliorare le prestazioni delle moto da lui utilizzate in gara, soprattutto in merito alla resa della sospensione in relazione alla coppia erogata dal motore alla trasmissione. Inventò il sistema AMP Link Chain Torque Eliminator che consentì alle moto di avere maggiore trazione e controllo grazie al fatto che la sospensione restava attiva anche durante l’accelerazione. Divenne un sistema largamente utilizzato sulle moto da cross e sugli ATV.

Sull’onda di questo successo, Leitner si trasferì con la famiglia nel sud della California, il nodo nevralgico del motocross di quell’epoca, dando vita al marchio di moto ATK, sulle quali adottò diversi sistemi innovativi per l’epoca. Era la fine degli anni ’70 e le moto ATK utilizzavano motori a 4 tempi in luogo dei tradizionali 2 tempi, ovviamente il sistema AMP Link e non ultimo l’avviamento elettrico, che si rivelò importantissimo nelle competizioni nel deserto, dove le moto ATK ottennero diverse vittorie. Il marchio di Leitner divenne molto popolare negli USA, talmente popolare da fronteggiare marchi affermati come Husqvarna, Honda e Yamaha.

Leitner si innamorò sempre più dell’aspetto ingegneristico e, venduto il marchio ATK, fondò l’azienda AMP Research, che vive tuttora, dopo essere stata assorbita nel 2013 dalla Lund International Holding Company. La AMP Research realizzò negli anni immediatamente successivi alla fondazione, fino ai giorni nostri, un numero impressionante di brevetti e di soluzioni ingegneristiche su commissione per un numero vastissimo di marchi motociclistici e automobilistici.

Nel 1990, nel pieno fermento dell’attività della sua giovane azienda, Leitner diede vita al marchio di mountain bike AMP Research, sulle quali adottò in assoluta anteprima il suo brevetto Horst-Link. Leitner pose la stessa attenzione per la relazione tra sospensione e trasmissione grazie alla quale diede vita ai suoi primi brevetti in ambito moto, anche nell’allora neonato settore delle mountain bike full suspended. Il risultato fu un cinematismo innovativo che alzò l’asticella e creò il punto di riferimento su come dovesse essere un sistema di sospensione realmente funzionante in ambito MTB. Sulle AMP inoltre Leitner sviluppò il primo impianto frenante idraulico a disco con attivazione meccanica, senza dimenticare la forcella AMP con sospensione a parallelogramma.

La sospensione a quadrilatero con giunto Horst fu utilizzata da diversi marchi che vollero accaparrarsi il miglior cinematismo sulla piazza. Brand come Rocky Mountain, Turner, Mongoose e Titus pagarono Leitner per poter utilizzare il suo brevetto mentre altri marchi si limitarono a copiarlo. Nel 1993 Specialized acquisì l’uso esclusivo del sistema Horst comprando da Leitner il brevetto con tutti i diritti, facendo diventare il giunto Horst, sotto il nome di FSR, il punto cruciale della storia del suo reparto MTB full suspended. La prima bici realizzata da Specialized con la proprietà esclusiva del brevetto fu la Stumpjumper FSR S-Works del 1994.

Il 2012 fu, per legge, l’anno di scadenza negli Stati Uniti del brevetto con il quale Specialized di fatto ne vietava l’utilizzo a terzi sul suolo statunitense, fatte salve alcune eccezioni alle quali ne permetteva l’utilizzo previo pagamento della concessione. Da allora molti brand che già utilizzavano questo brevetto in Europa, dove non era legalmente riconosciuta l’esclusività, furono liberi di esportare i loro modelli con giunto Horst anche negli Stati Uniti, così come molti altri brand iniziarono ad adottare questo sistema senza restrizioni, eleggendolo definitivamente uno dei sistemi di sospensione più longevi e utilizzati nella storia della MTB.

AMP Research

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5
56roberto

1995 amp b4 la mia prima full ,un po troppo in anticipo sui tempi aveva gli snodi sottodimensionati che prendevano gioco dopo poche uscite

G
gipipa

adoro questo sistema di sospensione posteriore

teoDH

Bellissimo articolo, non sapevo la storia in dettaglio di Leitner… complimenti!

S
sogre

Fantastica questa AMP B4!

Esteticamente pura e con delle linee non così diversi dalle bici attuali! Chapeau!

Detto questo credo che il giunto Horst è stata una valida soluzione all’epoca delle doppie e triple corone e quando gli ammortizzatori non ammortizzavano!

Con l’avvenimento della trasmissione “mono corona” il percorso della catena si è semplificato notevolmente e oggi basta un bel monopivot ben studiato per andare alla grande!

M
marcols

Grandi…. Bell’articolo…..

pennhouse2
pennhouse2

Bel pezzo, bravo!

W
winnie

E si, ricordo come leggevo con avidita’ i primi test della AMP B3 e poi della B4 ai tempi delle rigide senza neanche’ la forcella ammortizzata.
Pezzi di storia delle full suspended!

T
Signo

Grandi bici pionieristiche
Avuto sia la B3 che la B4,mai montate con la sua forca a parallelogramma perché era una bidonata prendeva subito gioco le boccole .
Montavano già a quei tempi l’ammo posteriore thru shaft, che trek ha lanciato come novità quest’anno……

lucamox
lucamox

la forcella AMP a quadrilatero me la sognavo di notte… come le sue varie copie tipo FRM, K2-Proflex, Look. Mai avuta una ma sognate tutte

red.hell
red.hell

Complimenti per gli articoli, mi piacciono molto queste escursioni d’annata nel periodo invernale, dove ci sono poche presentazioni o articoli di imprese impossibili.

paoleto
paoleto

la forcella a parallelogramma l’ho avuta sulla mia Proflex, molto rigida e precisa, però aveva una pecca, mi è scoppiata l’idraulica ben 2 volte………..tempi andati…….mi viene da piangere!!

marpa
marpa

Molto interessante leggere storie come queste

lux187
lux187

Leggenda…..bellissima storia.

P
pedale stanco

Anche io a quel tempo sognavo la AMP ,una bici fantastica da guardare ancora adesso. La forcella invece l’ho avuta su una FRM
del 1997 fighissima ma prendeva gioco sugli snodi del parallelogramma solo a guardarla