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EWS Finale Ligure: PS molto discesistiche

EWS Finale Ligure: PS molto discesistiche

25/09/2016
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25/09/2016

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[Comunicato stampa]La competizione di mountain bike Enduro World Series, in programma l’1 e 2 Ottobre, sarà divisa su due giorni. Tre Prove Speciali il Sabato e quattro Prove Speciali la Domenica e si svolgerà in altrettante aree ben distinte del finalese.
Le prime tre PS del Sabato sono sui sentieri di Rialto e Calice Ligure, mentre le successive quattro della Domenica si snoderanno sulla cresta che dal Melogno (base Nato) scendono fino alle Manie e poi al mare a Varigotti.
Riccardo Negro Vicepresidente Finale Outdoor Resort organizzazione locale della manifestazione dichiara: “Quest’anno il percorso di gara ha un carattere molto discesistico, con diversi sentieri nuovi mai percorsi prima e diversi tratti tecnici che contribuiranno ad aumentare la spettacolarità di questa disciplina.

Il percorso è stato pensato e disegnato per il puro piacere di guida inserendo tutti gli ingredienti che lo rendono vario e completo. Dal flow e ritmo della faggeta del Melogno, alle panoramiche ma insidiose sezioni di cresta con rocce affioranti e lastroni in contropendenza di PS5, ai tortuosi tratti come il Cavatappi (grande escluso la passata edizione), per passare tra roccioni preistorici, terra grassa e muretti a secco come lungo il Cromagnon, ma non mancheranno nemmeno PS più pedalate come Andrassa, insomma ognuno avrà modo di sprigionare tutte le sue capacità e godere appieno dei trail.

EWS-FinalEnduro-2016

Per la prima volta a Finale verrà sperimentata la neutralizzazione di un tratto in salita durante una prova speciale, la PS4. Lungo questo breve ma impegnativo tratto i rider dovranno pedalare con ritmo e rientrare in un temo limite ma senza necessariamente dover spingere al massimo e questo è stato pensato proprio per massimizzare il divertimento.

Il totale della prima giornata di gara prevede 48,4 Km complessivi, con 1.769m di dislivello positivo durante i trasferimenti e 7,4 Km di Prove speciali con 1.351m di dislivello negativo.
La seconda giornata invece vedrà i rider impegnati con 50,33 Km complessivi, 1.475m di dislivello positivo pedalato, 11,1 Km di prove speciali su sentiero e 1.078m di dislivello negativo.
Diversi i punti ristoro ma soprattutto i punti di rifornimento d’acqua lungo i trasferimenti pedalati di questa impegnativa due giorni, con ogni probabilità ancora caratterizzati da bel tempo e temperature decisamente estive.
A differenza delle passate edizioni ci sarà un solo Controllo Orario e punto di assistenza meccanica. Questo sarà predisposto a Calice Ligure dopo la Prova Speciale 2 del Sabato. La gara di Domenica sarà quindi in totale autonomia, altra novità per FinalEnduro, senza la possibilità di ricevere alcuna assistenza da parte dei meccanici lungo tutti i 50 km di gara.
Da domani Lunedì 26 fino a Mercoledì 28 verranno rilasciati sui canali ufficiali Bluegrass sette video dedicati alle rispettive prove speciali. Si tratta di “Welcome to the Trails” una chicca che il Title Sponsor dell’evento Bluegrass ha voluto regalare agli appassionati di tutto il mondo.

Il Granfinale EWS 2016 Bluegrass FinalEnduro powered by SRAM attende numerosi gli appassionati lungo le speciali per un tifo acceso e per far sentire alle 30 nazioni in gara il calore del pubblico italiano!

Di seguito una breve descrizione con info delle singole Prove Speciali di questo .
POSTE: 3,5 Km – 700 m D- Sentiero storico che dal Bric Gettina, vicino aelle antiche Miniere di Argento, giunge alla Ferriera, un tempo attività economica della comunità di Rialto. Il tracciato è quasi interamente nel bosco con tratti ripidi e in contropendenza che lo rendono uno dei più fisici ed intensi dell’intero Finalese. Molto caratteristico il laghetto che si trova nella parte finale del sentiero, alimentato da una suggestiva cascatella.

CAVATAPPI 2,1 Km – 450 m D- Il sentiero parte nei pressi del Santuario della “Nostra Signora della Guardia” che domina i paesi di Calice Ligure e Rialto. Dopo un inizio scorrevole all’interno di un castagneto si giunge alla parte più tecnica che ne caratterizza il livello di difficoltà. Il tracciato è noto, infatti, per una sezione di curve in sequenza (toboga) rocciosa e molto impegnativa, chiamata appunto “cavatappi”.

CROMAGNON 2 Km – 210 m D- Sentiero impregnato di storia, cultura con antiche opere costruite dall’uomo sin dall’epoca preromana. Il trail si snoda all’interno di una fitta lecceta e attraversa vecchie fasce terrazzate un tempo coltivate. La roccia fa da padrona in questo ambiente con il colore chiaro del calcare della Pietra del Finale che si mescola al marrone dell’argilla, creando condizioni molto particolari a seconda del variare del meteo.

CRESTINO: 4 Km – 300 m D- Sentiero di cresta immerso in una bella faggeta che crea un ambiente unico e suggestivo. Un numero smisurato di curve e cambi di pendenza lo rendono tra i sentieri più “flow” dell’intera zona, un mix incredibile di velocità e divertimento.

ROCCHE GIANCHE 2,3 Km – 270 m D- Sentiero molto tecnico con una parte iniziale in cresta indimenticabile. Magnifico il panorama e spettacolari i passaggi tecnici su roccia. La vista da questa cresta spazia a 360° su tutto il finalese, distinguendo perfettamente nelle giornate più terse le Alpi Liguri e perfino la Corsica. Conclusa la parte di cresta, si entra in un bosco misto, dove si alternano tratti più veloci a tratti più complessi.

ANDRASSA 3 Km – 210 m D- Partendo da Bric dei Monti, che offre un meraviglioso scorcio sull’area Marina protetta dell’isola di Bergeggi, si entra in un divertente e veloce boschetto di frassini. Qui la tecnica lascia spazio alla guida e alla velocità fino ai “Prati dell’Andrassa” dove poco dopo inizia una sezione con diversi passaggi tecnici su roccia. In questa zona si trovano diverse grotte molto importanti dal punti di vista speleologico.

DH MEN 2,5 Km – 340 m D- Tracciato icona dell’Italian Riviera. Tre sezioni diverse in base al terreno, ma accomunate dalla velocità e dai paesaggi mozzafiato. Nella parte iniziale l’argilla rossa dell’Altopiano delle Manie dà condizioni di grip abbastanza buone, mentre la parte centrale è insidiosa e caratterizzata da pietra smossa. La parte finale ha diversi passaggi tecnici tipici di un tracciato di Downhill. L’itinerario conduce nel meraviglioso abitato di Varigotti.

Per ulteriori informazioni: www.finaleoutdoorresort.com/finalenduro

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lucal82l
lucal82l

Sempre una delle gare più belle in assoluto…Finale è Finale.
Però…altra conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, della direzione che sta prendendo questa specialità, non bastavano le risalite meccanizzate di alcune gare, le PS di pura DH senza un metro in contropendenza etc, etc, addirittura si è arrivati alla neutralizzazione di una salita a metà prova.
Non è una critica verso nessuno, ma da competizione in cui potevano prevalere atleti completi, ormai è l’eldorado dei discesisti.

Giorgio941
Giorgio941

l’eldorado degli ex-discesisti…. 😉

Badorx
Badorx

Se non ho capito male, sono circa 100 km pedalati e 7 ps da fare a cannone in due giorni.
Non mi sembra una cosa solo per discesisti, se uno riesce a reggere una gara del genere con una bici da enduro non lo definireste un rider completo?

andreasia610
andreasia610

la neutralizzazione della salita consente di creare due speciali di seguito.
comunque si tratta di 100 km per 2300 d- in 2 giorni. un discesista è abituato a run di pochi minuti.
che molti siano ex-discesisti è un particolare!
ah, la PS6 è tutta da pedalare con difficoltà nulla…

😉

andreasia610
andreasia610

aggiungo che il transfer per la PS2 è la Collarina…
molto dipenderà dai tempi assegnati, ma non è una passeggiata in salita!!!

Alessandromtb80

I continui commenti alla presunta “verticalizzazione” delle gare d’Enduro è dovuta dal fatto che, negli anni, tale disciplina abbia sempre più preso una propria fisionomia e identità. Il livello si è alzato e continuerà a farlo e chi ne lamenta l’eccessiva velocità, è perché ha più una visione da AllMountain (escursionistica) che Enduristica (agonistica appunto) della MTB.
La frustazione può nascere dal fatto che i percorsi dietro casa, fatti da una vita e che ci hanno visto crescere e confrontarci goliardicamente con i nostri amici, nel momento in cui vengono inclusi in una manifestazione agonistica ci fanno sentire di colpo inadeguati, ma è, appunto, il mondo dell’agonismo che esige una selezione. Pace.
Non è una critica, ma un dato di fatto, basta vedere cosa sta accadendo nell’XC con percorsi che definire Trail sarebbe riduttivo.

Ezio Ognibene
Ezio Ognibene

Io cerco la specialità che tirerà fuori il sacro graal della MTB.
La bici totale, quella bilanciata per fare salite e discese.
Sembrava l’enduro quella più vicina a sfornarla ed invece credo che sarà l’xc.
Con i percorsi che vanno proponendo, con discese sempre più tecniche, le salite sempre impegnative ed un tempo che si prende su tutto il giro.

lucal82l
lucal82l

Dai un occhio alla Norco Optic allora.

lucal82l
lucal82l

Guarda che la “presunta” verticalizzazione non è presunta da nessuno è la realtà dei fatti.
Quando è nato l’enduro le PS prevedevano anche tratti da pedalare in piano e falsopiano e qualche pezzo in contropendenza da prendere a tutta o da gestire perchè un pò più lungo.
Oggi il 90% delle speciali è pura discesa con qualche tratto dove sei costretto a mulinare come un criceto perchè altrimenti ti becchi secchiate di secondi.
E poi perdonami, ma frustrazione ed inadeguatezza saranno problemi tuoi, io alle gare ci vado lo stesso e mi diverto anche, personalmente preferivo lo spirito iniziale rispetto alle 6 manche di DH intervallate da pellegrinaggi che devo spararmi oggi.