[First Ride] Sender: la nuova arma da DH di Canyon

[First Ride] Sender: la nuova arma da DH di Canyon

05/04/2016
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05/04/2016

Autore: Francesco Mazza

La primavera 2016 è densa di presentazioni di nuovi prodotti. Questa volta è il turno di Canyon che ufficializza la sua nuova arma da DH, di cui si sono visti alcuni spyshot di recente. Dopo aver realizzato la Spectral e in seguito la Strive, Canyon concentra gli sforzi sulla prima bici da DH race dalla sua storia e ci presenta la Sender, un crogiolo di soluzioni messe a punto da Fabien Barel insieme agli ingegneri dello staff Canyon per offrire performance elevate in gara con un occhio di riguardo alle linee del design.

Vogliamo sottolineare che alcuni degli ingegneri che hanno sviluppato la Sender sono anche i tester che l’hanno provata ripetutamente sul campo durante i 18 mesi di studio che sono serviti per darla alla luce. Abbiamo girato con questi ingegneri/tester durante la presentazione della Sender a Faro, in Portogallo, su alcuni tracciati veramente tecnici e impegnativi, e ci siamo meravigliati di quanto fossero veloci e capaci. Un paio di loro giravano a ruota di Fabien. Per la nostra esperienza è decisamente raro trovare degli ingegneri così performanti in sella e riteniamo sia un notevole valore aggiunto per unire alla teoria della progettazione i feedback delle prove sul campo.

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Analisi statica

Fabien e gli ingegneri dello staff ci hanno fornito una quantità elevata di informazioni circa il telaio della Sender quindi, contrariamente a quanto siamo soliti fare, in questa analisi statica tralasceremo i dettagli riguardanti i componenti dell’allestimento, che trovate elencati nell’ultimo paragrafo di questo articolo, per concentrarci quasi unicamente sulle caratteristiche del telaio e del cinematismo.

Il sistema di sospensione della Canyon Sender è stato progettato attorno all’ammortizzatore ad aria, per ottimizzare il funzionamento adeguando la curva di compressione alle caratteristiche proprie degli ammortizzatori ad aria, ovvero un carico di stacco maggiore rispetto agli ammortizzatori a molla, una parte centrale lineare e fluida e una parte terminale spiccatamente progressiva. Questa scelta è dettata, oltre che dal minor peso, dalla facilità di setting dei moderni ammo ad aria che, a parità di idraulica rispetto alla versione a molla, consentono maggiormente di cucirsi addosso la sospensione lavorando sul volume dell’aria. La stessa curva di compressione del cinematismo rappresenta il focus principale del progetto Sender. Fabien Barel ha voluto concentrare il lavoro di progettazione partendo dalla possibilità di gestire la curva di compressione nei vari prototipi per individuare quella ottimale da applicare al telaio definitivo, non solo a livello teorico ma anche grazie alle ripetute prove in pista. L’obiettivo era quello di ottenere tre fasi principali durante l’escursione:

  • Prima parte estremamente sensibile, per minimizzare il carico di stacco degli ammo ad aria e offrire un elevato contatto della ruota a terra, fino alla zona di sag.
  • Seconda parte, quella centrale, stabile ed efficace nel bilanciare l’affondamento dovuto agli impulsi ricevuti dal terreno rispetto a quelli generati dal rider. Il concetto di Canyon è che la sospensione non serve prevalentemente ad assorbire gli urti, per i quali si utilizzano gambe e braccia, piuttosto a fornire il massimo controllo della bici grazie al grip delle ruote a terra, quindi una sospensione stabile nella sua parte centrale permette al rider di pompare la bici che gli restituisce velocità e dinamismo, senza perdere energia nell’affondamento delle sospensioni.
  • Parte finale moderatamente progressiva per attenuare la forte progressività degli ammo ad aria e fornire una sensazione di maggior escursione (bottomless). Qui il rider ha margine di personalizzazione grazie ai token da inserire nella camera d’aria dell’ammortizzatore.

Presentation_Sender_EN

A livello meccanico, il cinematismo si suddivide in due parti con due compiti ben distinti. Il sistema di sospensione vero e proprio, a cui è affidato il percorso ruota, è un quadrilatero con giunto Horst, come consuetudine dei prodotti Canyon. Il posizionamento degli infulcri permette di gestire le quote di antirise e di antisquat in modo da rendere la Sender efficiente sia in relazione alle forze indotte dalla frenata che a quelle indotte dalla pedalata. Questi infulcri ruotano su cuscinetti sigillati: due cuscinetti per lato nel giunto Horst e cuscinetti maggiorati nei restanti 3 punti di infulcro. I due perni principali che collegano il cinematismo al telaio sono di dimensioni maggiorate e per il loro serraggio, in caso di manutenzione, si utilizza una chiave per cassette pignoni.

Frame_Sender_CF

L’attivazione dell’ammortizzatore, e di conseguenza la gestione della relativa curva di compressione, è affidata invece a due leveraggi che lavorano in trazione, quindi di fatto svincolati dalle forze di spinta a cui sono sottoposte le parti del cinematismo che controllano il percorso ruota. Grazie a questa caratteristica, questi link possono ruotare su boccole plastiche invece che su cuscinetti, dato l’attrito praticamente nullo. Per facilitare ulteriormente il lavoro di questi leveraggi, la connessione tra loro è leggermente flottante. Una questione di pochi decimi di millimetro che permette all’ammortizzatore di lavorare sempre in asse, centrandosi automaticamente nel momento in cui i leveraggi vengono tirati. Inoltre, tramite questo sistema di leveraggi, Canyon posiziona l’ammortizzatore perfettamente al centro del telaio, per una distribuzione dei pesi il più bilanciata possibile.

Sender_MX Link

Sullo snodo che assembla fodero alto, biella e leveraggio dell’ammo, troviamo un pratico riferimento per verificare il sag corretto, previsto da Canyon al 30% dell’escursione. Il misuratore è posizionato sulla parte alta dello snodo affinchè si veda comodamente stando seduti in sella, senza doversi sbilanciare per raggiungerlo con lo sguardo.

Sender_SAG_Monitor

Dopo numerosi prototipi in alluminio, serviti a raggiungere le feature definitive, il telaio della Sender vede la sua costruzione definitiva in carbonio, conservando però l’intero carro in lega di alluminio perché ritenuto da Canyon il miglior compromesso tra robustezza e rigidezza senza gravare in modo significativo sul peso, nonché tenendo basso il costo di produzione e il prezzo finale della Sender. In merito al corretto compromesso tra rigidezza e robustezza, anche il triangolo principale in carbonio adotta fibre miste con uno spessore complessivo generoso, per fornire robustezza e la giusta elasticità senza concentrarsi esclusivamente sulla riduzione di peso e sulla rigidezza, che non sono gli unici aspetti da tenere in considerazione su di un telaio da DH. Le fibre sono assemblate con tecnica di bladder molding, quindi con una membrana pressurizzata che si occupa di comprimere le fibre dall’interno del telaio verso lo stampo. Canyon si appoggia a 3 fabbriche a Taiwan per la produzione del carbonio e in ognuna di questa gode di un reparto di produzione separato per salvaguardare il know how e alcuni segreti di produzione. Nei test di fatica e rottura il triangolo in carbonio della Sender ha resistito a un carico superiore a 1,5 tonnellate.

Presentation_Sender_EN

Canyon, sulla Sender, ha adottato quote geometriche moderne, con lunghezza del top tube generosa e altezza generale ridotta, per favorire una posizione di guida centrale che consenta di caricare agevolmente il peso sulla ruota anteriore. L’angolo di sterzo è regolabile tramite apposite calotte eccentriche della serie sterzo che variano di +/- 1° la posizione del cannotto della forcella rispetto ai 63° forniti dalle calotte standard.

Sender_Head_Tube

Variando la posizione di un apposito inserto integrato nei forcellini, anche la lunghezza del carro si può modificare dalla misura molto compatta di 430mm a quella più estesa di 446mm, per fornire maggiore stabilità su piste con determinate caratteristiche. A seguito dello spostamento del perno ruota, occorre cambiare anche il fissaggio del supporto della pinza del freno, già predisposto con due coppie di fori in relazione alle due differenti posizioni da adottare.

Frame_Sender_CF

Un altro punto cardine della progettazione e costruzione della Sender è basato sulla silenziosità della bici durante il suo utilizzo. In realtà Canyon definisce questo punto come una sinergia di tre fattori: silenziosità, protezione e integrazione funzionale. Questi tre fattori li ritroviamo in alcuni dei dettagli che arricchiscono il telaio della Sender. Il primo è il batticatena integrato, realizzato in gomma a doppia mescola, con parte superiore in mescola morbida per assorbire il rumore provocato dalla catena che sbatte, mentre la carcassa è in mescola più dura per dare struttura all’intero batticatena e proteggere il fodero lateralmente.

Sender_2C_Armour

Stesso concetto sul fodero basso del lato non-drive, dove troviamo una protezione in gomma del tutto simile al batticatena ma di dimensioni ridotte, realizzata in mescola dura, per proteggere il carro dallo sfregamento del tallone. Si può spostare per essere posizionato esattamente in corrispondenza del tallone del rider.

Sender_Heel_Protector

Anche la parte inferiore e terminale del tubo obliquo è riparata da un’apposita protezione in gomma integrata nella forma del telaio e fissata tramite due viti. Grazie alle dimensioni generose offre una protezione abbondante. La mescola della gomma con la quale è realizzata è di durezza media, quindi una via di mezzo tra le due mescole del batticatena, per offrire resistenza ma anche un minimo di assorbimento.

Sender_DT_Protector

I finecorsa della forcella, integrati ai lati della zona sterzo del telaio, servono anche da porta di ingresso per tubazioni e guaine che scorrono all’interno del telaio. Il passaggio dei cavi è estremamente ordinato, anche grazie alla guaina termorestringente che congiunge in un’unica soluzione la tubazione del freno posteriore con la guaina del cambio.

Sender_Fork_Bumper

Un dettaglio interessante del passaggio interno dei cavi è dato dalla tubazione interna in gomma soffice e leggera che ospita il passaggio cavi per tutta la sua lunghezza, eliminando qualsiasi rumore dovuto al movimento dei cavi stessi all’interno del telaio e facilitandone anche l’inserimento.

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La porta di uscita dei cavi, posta poco sopra al movimento centrale, è formata da una profonda feritoia a V in gomma, che permette ai cavi di seguire il movimento del carro e quindi di rimanere stabili quanto più possibile.

Presentation_Sender_EN

Sulla Sender troviamo di serie un parafango dalle dimensioni generose che ripara l’ammortizzatore da fango, acqua e detriti sollevati dalla ruota posteriore. È rigido ma è realizzato in plastica molto flessibile affinchè non si spezzi e non si danneggi in caso di urti.

Sender_Fender

La cura dei particolari e la pulizia delle linee passa anche per i piccoli dettagli, come il collarino reggisella integrato, con finitura anodizzata del colore associato a quello del telaio: nero sulla colorazione Stealth, rosso sulla Volcano Red e blu sulla Abyss Blue.

Sender_Seat_Clamp

Il design della Canyon Sender è stato oggetto di studi e di cure per quanto riguarda simmetrie e proporzioni, che integrano i dettagli funzionali del telaio. Il top tube e il fodero alto tracciano una linea continuativa, interrotta a metà da un design a V formato dalla biella e dal piantone sella, simmetrici tra loro. Anche la parte terminale dell’obliquo crea una linea parallela al top tube, generando una reciprocità di linee che rendono il design del telaio armonioso e geometricamente bilanciato.

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Una curiosità sull’ammortizzatore dell’allestimento 7.0, ovvero il più economico dei tre proposti da Canyon. Per questo allestimento FOX ha prodotto appositamente per Canyon una versione dell’ammortizzatore Float X2 in versione economica, per offrire anche ai clienti con budget ridotto la possibilità di utilizzare un loro ammortizzatore di nuova generazione. Si tratta di una versione semplificata con regolazioni esterne di compressione e ritorno solo alle basse velocità e priva di finitura Kashima. Per il Float X2 Performance della Sender 7.0, così come per quello Factory della Sender 9.0 e per il RockShox Vivid Air R2C della Sender 8.0, Canyon ha studiato in collaborazione con i rispettivi produttori un tune custom, soprattutto sulla compressione alle alte velocità, per conformare al meglio gli ammortizzatori secondo le caratteristiche del cinematismo.

Geometrie

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In azione

Accompagnati, o meglio, “tirati” da Fabien Barel e dai veloci ingegneri di Canyon, abbiamo messo alla prova la Canyon Sender in allestimento 9.0 nel bike park di Ride Portugal, su una serie di tracciati estremamente impegnativi, ripidi, rocciosi e pieni di gap e step down. Non lasciatevi ingannare dalle foto in azione, che per comodità logistiche sono state scattate in fondo al tracciato più vicino alla base operativa, perchè i tracciati di Faro hanno veramente tutte le carte in regola per mettere alla prova una bici da DH race come la Sender.

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Sin dal primo giro abbiamo apprezzato la posizione di guida congeniale della Sender, come se ci fosse stata cucita su misura da un sarto. Le geometrie sono calibrate ottimamente e si nota la mano di Barel, che ha portato in Canyon il concetto delle geometrie lunghe e basse che ormai stanno adottando praticamente tutti, ma che lui ha iniziato a promuovere per primo già diversi anni or sono. Grazie alla distanza front/center aumentata e al movimento centrale piuttosto basso, ci si trova perfettamente “dentro” la bici. Una sensazione che si traduce in grande confidenza con il mezzo anche nei tratti più ripidi e tecnici, nonché in una straordinaria facilità di indirizzare la bici con dei movimenti del corpo minimi rispetto a quanto richiesto da altre bici. Di questo ce ne siamo resi conto non solo durante la guida ma anche a fine giornata, quando eravamo ovviamente stanchi per l’intensa giornata di riding, ma non avvertivamo affaticamento muscolare, segno che la Sender è in grado di essere guidata facilmente, facendo risparmiare energie preziose in gara.

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Anche le sospensioni, il cui set up è stato curato direttamente dai tecnici FOX presenti durante il test, hanno avuto un ruolo determinante nel rendere la guida della Sender efficace e poco affaticante, nonostante i tracciati decisamente impegnativi. Il cinematismo della Sender richiede una guida molto flow per dare il meglio di sé e tradurre in velocità le sue doti di sensibilità e stabilità. In termini di efficacia della sospensione, se si guida in modo nervoso e aggressivo la Sender si comporta come tante altre bici sul mercato, anzi, risulta anche un filo pigra. Viceversa se si adotta una guida flow, leggendo al meglio il terreno e pompando con le gambe su ogni asperità piuttosto che scattare sui pedali, la Sender sfrutta al massimo la stabilità del cinematismo restituendo velocità e prontezza, garantendo al contempo un ottimo assorbimento anche nelle sezioni più sconnesse.

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Conclusioni

Canyon approda al mondo della DH race con un mezzo all’avanguardia, curato nei dettagli, nel design e soprattutto nella progettazione, con un sistema di sospensione e delle geometrie mirati alle performance agonistiche. I componenti di ottimo livello per tutti e 3 i diversi allestimenti e i prezzi assolutamente competitivi rendono la Sender non solo un’ottima DH “ready to race”, ma anche una bici interessante per gli amatori che cercano un mezzo veloce e performante con cui divertirsi in bike park.

Allestimenti e prezzi

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Canyon Sender CF 7.0: €3.599 – Disponibile in colorazione Abyss Blue o Volcano Red
Canyon Sender CF 8.0: €4.299 – Disponibile in colorazione Stealth o Volcano Red
Canyon Sender CF 9.0: €4.799 – Disponibile in colorazione Stealth o Abyss Blue

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Canyon

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M
Mattiade

ha il shapeshifter? 🙂

Carissimo
Carissimo

che mezzo!! mi piace… vedremo più avanti se ci sono problemi nella progettazione o meno.. teoricamente ha tutte le carte in regola per essere una bici vincente anche in coppa del mondo ma bella e divertente anche per gli amatori 🙂

K
Kinxif

faccio una fatica bestia a capire se mi piace tantissimo o pochissimo.

Però mi par che ci si siano buttati con entusiasmo e voglia di novità.

teoDH

Esteticamente molto bella e innovativa, speriamo la consegnino prima del 2020…

Quello che mi preoccupa, e molto, è questa “imposizione” degli ammo ad aria e dei loro enormi limiti in discesa anche sulle bici da DH, ok sulle bici da enduro, ma gli ammo ad aria sulle DH sono roba da Racer, non per chi usa le bici da DH per girare in park…
Checcè ne dicano, finchè scendi per un paio di minuti, l’ammo ad aria va bene, oltre vanno a putt… tutte le regolazioni e ti trovi con un posteriore di cemento…
Il grave problema è che per ospitare queste schifezze, devono rivedere la curva di compressione del carro rendendolo più lineare per sopperire alla progressività dell’ammo ad aria, quindi per poter montare gli ammo a molla devi snaturare la sospensione usando molle dure e corte e perdendo in efficenza, oltre al fatto che provare le molle non è più gestibile come un tempo, visto che quei pazzi di FOX pensano ormai bene di farti pagare una molla oltre 300 euro…

G
gianvito09

Ragionamento giustissimo ma opinabile,in quanto l utilizzatore medio è un weekend warrior a cui l ammo a molla basta e avanza.

teoDH

Appunto, fan mezzi da gara che poi usa gente che non fa le gare, una volta almeno potevi scegliere, adesso il trend sembra inarrestabile…

G
gianvito09

mi sono confuso,intendevo l ammo ad aria..

David Fregoli

Se leggi su dirt, dice canyon che la scelta dell’aria è stata fatta per avere la massima progressività sul fine corsa, che è l’intera filosofia dietro cui ruota il sistema di sospensione della bici.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Sicuro di aver letto l’articolo?

Marco Toniolo

Il nuovo ammo Fox non si scalda dopo 3 minuti di discesa: http://www.mtb-mag.com/en/tested-2016-fox-float-x2/

teoDH

@Marco, ho letto il test, Ian è un rider leggero e con una gran tecnica, e lui stesso dice che ci vuole tempo per settarlo e farlo funzionare al meglio, ti parla uno che in 5 anni di double barrel ha regolato due volte l’ammo, e non ha mai avuto problemi, un’ammo ad aria l’ho avuto, e venduto dalla DISPERAZIONE dopo un mese… a me non servono le cose raffinate, a me servono cose affidabili e che si comportino sempre allo stesso modo…

Marco Toniolo

Ian non è leggero. 185 cm x 80 kg

Francesco Mazza
Francesco Mazza

@teoDH Guarda che un moderno Float X2 non è un Float del 2007… per mandarlo in crisi a livello di temperatura dell’aria (a livello idraulico scalda tanto e quanto la versione a molla), non ti basta certo una discesa da qualche minuto, nemmeno se la fai ai ritmi di Gwin o dei numerosi top rider che lo utilizzano con soddisfazione. Non è che ogni passo verso l’evoluzione debba essere sistematicamente criticato per preconcetti.

teoDH

Frenk, lo dicevano anche del DBair… il problema è che se pesi 60 kg e guidi come Vernassa è un conto, se ne pesi 90 e guidi come un cinghiale si scalda eccome, non ho mai usato il float nuovo, ma l’ultimo mezzo che ho provato con un ammo ad aria pregiatissimo dopo mezza discesa era di cemento, tant’è che il Pivot l’ho voluto con il fox a molla nonostante loro raccomandino il float

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Il DB Air infatti non è che si sia visto molto in ambito DH race, mentre il Float X2 è nato apposta e, fidati, fa il suo lavoro ALLA GRANDE! 😉 Il fatto che siano in tanti a utilizzarlo tra i top rider di World Cup è un netto segnale sulla qualità del prodotto. Penso che sia chiaro che a quei livelli ai piloti interessa vincere e le aziende forniscono loro i prodotti che chiedono… e non viceversa.

teoDH

non dubito che un gwin o un atherton, con 2 meccanici dietro e in una singola manche di gara, possa fare tempi anche più bassi, ma io non sono ne gwin ne atherton, e non ho un meccanico che mi setta l’ammo ogni volta che mi siedo sulla bici…
Come scritto, non dubito della loro efficienza in gara, dubito della loro costanza in un utilizzo ricreativo… e anche le aziende dovrebbero iniziare a pensare che le bici da DH le compra chi come me le usa in bike park, ci gira una settimana di fila e l’unica cosa che fa alla bici (e non sempre) è lavarla…
Sarà dunque un preconcetto il mio sull’aria, ma se anche in campo amatoriale MX, dopo l’ondata modaiola di ammo e forke ad aria, stan tutti tornando alla combinazione molla/olio per maggior facilità di manutenzione e maggior affidabilità, forse il preconcetto non è tanto “pre”…

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Scusa ma se il problema a tuo avviso è dato dal surriscaldamento dell’aria, cosa pensi che possano fare i meccanici di Gwin e Atherton di più di quanto non possa fare chiunque altro, seguirli in pista soffiandogli sull’ammo? Non arrampichiamoci sugli specchi. Tra i pro e i contro, il vantaggio degli ammo ad aria è proprio quello di rendere le vita facile ai week end warrior, che con una pompetta si settano il volume dell’aria in 2 minuti invece che dover cambiare molla. Sottolineo: cambiare molla, significa averne a disposizione più di una, con relativo costo, sbattimento per portarsele con sé, sbattimento per rimuovere l’ammo e sostituirla. Questo tenendo bene a mente che con le molle avrai sempre e comunque degli step che non prevedono quei passaggi intermedi che invece puoi ottenere con l’aria. Sempre per questo motivo il confronto con l’MX non c’entra una cippa, proprio perchè in MX la gestione del sag non è rilevante come in bici e soprattutto i vantaggi del peso hanno un’influenza troppo differente, e inoltre le pressioni utilizzate hanno altri valori e il peso del mezzo e l’entità degli impatti porta inevitabilmente a scaldare maggiormente l’aria nelle camere. Infatti non conosco niente di più “pre” che paragonare le unità ammortizzanti di moto e bici. Tornando al discorso week end warrior, teniamo ben presente che la moda tanto in voga fino a qualche anno fa di comprarsi le DH race per girare nei bike park sta scemando, quindi quando un’azienda propone una DH race,… Read more »

teoDH

Scusa Frenk, ma il surriscaldamento in una gara non influisce, come scritto sopra, in quanto scendono per poco tempo… un conto è farsi una discesa, altro conto è girare tutto il giorno, con l’ammo che aumenta e cala di pressione in continuazione, poi perchè dovrei settare il sag ogni due per tre? lo setti quando compri la bici, e poi regoli l’idraulica, quindi quando compri la bici, scegli la molla o la pressione adatte a te, e quelle rimangono, a meno che non prendi o perdi 10 kg…
Poi, non so tu che bikepark frequenti, ma se vai a 2alpes o morzine vedi l’ 80% dei rider ancora sulle DH, certo in italia l’enduromania ha spostato il mercato, ma l’italia è un mercato ridicolo, e di gente con le bici da freeride ne vedi sempre meno… Il fatto è che continuano a fare bici che poco/nulla hanno a che vedere con le reali esigenze del rider medio di una bici da discesa…

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Scusa ma cosa ti sfugge del concetto DH RACE? Canyon ha fatto una bici da gara e tu continui a parlarmi di week end warrior in park nel week end. Kilometri di discussione (tempo impiegabile anche in modo più proficuo) quando ti basterebbe provare un Float X2 per capire che ti stai sbagliando. Detto questo, che già dovrebbe chiudere questa discussione ormai senza alcun senso, anche il tuo discorso sul surriscaldamento dell’ammo non sta in piedi. Se qualcuno l’ammo lo deve scaldare è proprio chi lo mette alla prova VERAMENTE, come i top rider di coppa. Eventuali variazioni di temperatura sono causate della velocità di esercizio dell’ammortizzatore, quindi un top rider che lo fa viaggiare a tutta per 3 minuti fidati che lo scalda più di quanto non sia in grado di fare il cicciopanza a spasso per 15 minuti sulla stessa discesa. Inoltre, di certo non aumenta la temperatura a ogni discesa, visto che appena ti fermi (o anche solo nei tratti scorrevoli, grazie all’aria in movimento) l’ammo si raffredda. In ogni caso, e te lo ribadisco nel caso avessi ancora dei dubbi, che il Float X2 NON SI SCALDA! Quantomeno non abbastanza da inficiare le prestazioni. Con questo concludo dicendoti che se nei park vedi ancora tanta gente con bici da DH race (e ne vedo anche io .. che di park in giro per il mondo penso di averne visitati qualcuno in più di L2A e PdS che hai citato) è perchè fortunatamente c’è ancora gente che… Read more »

B
bakunin

trovate sufficenti i freni guide sulla DH? booo non capisco perchè non i saint o i magura mt5/7… lasciando perdere hope o formula per motivi di prezzo

cmq la trovo davvero bella

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Sono dei freni sufficientemente validi. Non sono ottimi quanto lo stesso modello in versione Ultimate, che resiste meglio al surriscaldamento e alla fatica sulle lunghe discese, ma fanno comunque molto bene il loro lavoro.

crab
crab

Spettacolare !

valeduke
valeduke

Mi piace !!!
Per quanto riguarda la molla se non sbaglio puoi montare le “vecchie” in ferraccio da 40€ …. Sarà quello che farò visto che l arancione consegnatami è di libraggio inferiore al mio …

F

Il problema del ammortizzatore che si indurisce é dovuto al riscaldamento dell’aria nella camera… se al posto dell’aria usate l’azoto il problema non esiste!

M
Michele Carlini

PV=nRT

T: temperatura…

Dai, non dirmi che è un problema di vapore d’acqua 😉
Fabio

T
turkishweb

attendo con ansia che qualcuno produca un ammo ad idrogeno! ti alleggerisce la bici di 0.2 femtogrammi ed identifichi al volo chi va veramente forte grazie ai fuchi artificiali post-esplosione, a causa del surriscaldamento 😀

E
ecox

faccio un commento idiota consapevole di farlo….. con il prezzo del top di gamma ci compri quasi solo il talaio di una dh più blasonata….

Carissimo
Carissimo

il tuo commento è ancora più idiota se pensi che il telaio trek costa sui 6 mila € e quindi risparmi almeno mille € comprando la sender … ovviamente scherzo per la prima parte del mio commento ma per la seconda parte è veramente così 🙂

Carissimo
Carissimo

intendo risparmi mille € comprando una bici intera canyon rispetto al telaio trek.. il dh intero della trek con lo stesso montaggio della canyon o almeno simile viene quasi 10 mila 😉

E
ecox

quindi non era tanto idiota il commento! 😉

teoDH

però te li consegnano subito… :))

Carissimo
Carissimo

parliamone 😉 e ribadisco: PARLIAMONE…. certo che se hanno tante richieste normale che ci sarà da aspettare.. marchi blasonati o no ormai nessuno fa più magazzino per quanto riguarda le bici

Deroma
Deroma

mi piace molto
unico dubbio: “l’hanno provata ripetutamente sul campo durante i 18 mesi di studio” stessa dichiarazione fatta per lo shapeshifter….. speriamo bene.

A
asphaltsurfer

A me sembra che la parte “rivoluzionaria” del cinematismo sia molto ispirato al pull Ancillotti, poi qui resta il giunto horst ed un carro tradizionale, però….
Al netto della verifica sul campo, cmq mi pare rapporto qualità prezzo molto buono rispetto ai marchi tradizionali

wally73
wally73

quello che guadagnano sulle bici da enduro lo scalano da quella da dh…

teoDH

@Frenk, quando scrivi: “Grazie a questa caratteristica, questi link possono ruotare su boccole plastiche invece che su cuscinetti, dato l’attrito praticamente nullo. Per facilitare ulteriormente il lavoro di questi leveraggi, la connessione tra loro è leggermente flottante. Una questione di pochi decimi di millimetro che permette all’ammortizzatore di lavorare sempre in asse”
intendi che si sente quel gioco prima dello stacco dell’ammo o non è percettibile?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

No assolutamente. La spaziatura di pochi decimi di millimetro che determina il sistema “flottante” è laterale sulla larghezza del perno che unisce biella e tirante del sistema “pull” di attivazione dell’ammortizzatore. Questo consente di recuperare eventuali leggere torsioni e flessioni, facendo lavorare l’ammortizzatore sempre in asse e garantendo quindi ulteriore scorrevolezza e precisione. Le boccole però hanno tolleranze precise quindi non esiste alcun genere di gioco o lasco sul funzionamento della sospensione, infatti non si avverte proprio per il fatto che non esiste.

S
srorange

Questo significa che Canyon fonderà un factory team per la World Cup ?

R
Rayearth

così a impatto mi sembra la DH più bella mai vista.

DoubleT
DoubleT

guarda meglio

K
Kinxif

Leggo su PB che parrebbe sia stato messo un occhio nella progettazione del carbonio nella direzione del confort sullo scassato invece che sulla rigidezza, in modo da puntare a chi fa vacanze di più giorni.

Ora, magari è il loro modo di dire che è fatta di chewing gum, ma un’ottica di mercato così intelligente mi pare davvero innovativa. Sarebbe finalmente la volta di un marketing che non punta a far credere a ciccio bombo ( sul forum sotto nick deathmetalriderforever) di poter diventare gwin.
il mercato si aprirebbe a tutte le ultraottantenni piene di osteoporosi che sono anni che cercano un mezzo per poter sfogare la loro passione finora inespressa per mancanza di mezzi adatti.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

In caso ti fosse sfuggito…
“In merito al corretto compromesso tra rigidezza e robustezza, anche il triangolo principale in carbonio adotta fibre miste con uno spessore complessivo generoso, per fornire robustezza e la giusta elasticità senza concentrarsi esclusivamente sulla riduzione di peso e sulla rigidezza, che non sono gli unici aspetti da tenere in considerazione su di un telaio da DH.”

K
Kinxif

Non mi era sfuggito, solo che non si parla di ottica al “consatore” solo di rigidezza elasticità resistenza.
Mi si perdoni la lesa maestà 🙂

K
Kinxif

Errata corrige: “consumatore”

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Canyon non ci ha descritto questo aspetto come un vantaggio per l’amatore o week end warrior che dir si voglia. Si tratta di un’interpretazione dell’autore dell’articolo di pb, così come il concetto di “comfort sullo scassato”. La disposizione delle fibre semplicemente vuole ottenere robustezza e la giusta elasticità pur sapendo di andare in parte a discapito di peso e rigidezza. Il vantaggio è trasversale e mira ad avere caratteristiche del modulo del carbonio che rispecchino al meglio l’utilizzo in DH secondo il progetto di Canyon. In generale è piuttosto chiaro che sui telai da DH (non lo fa solo Canyon) si ricerchi maggiore robustezza ed elasticità, affinché siano in grado di smorzare e assorbire vibrazioni e farsi carico di impatti più importanti di quanto non capiti a un telaio da Enduro o da XC.

K
Kinxif

mh. allora non riesco a capire dove si vada a parare. io il confort lo venderei bene per la pura utenza park.

Comunque mi pare un lavoro ben fatto. un vero rinnovamento con delle novità e attenzione ai dettagli dopo un po’ di stasi nel settore più gravity di canyon.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ma infatti nessuno a parte pb ha parlato di comfort, tantomeno gli ingegneri Canyon. La scelta è semplicemente quella di prediligere più elasticità e robustezza piuttosto che il massimo della rigidezza. La motivazione te l’ho esposta nel commento precedente.

R
RikVal99

Ciao Frank scusa ma i valori di reach sono corretti? non ho mai visto una bici da dh con 480 di reach in taglia XL….io sono 192cm che taglia dovrei prendere L o XL?
grazie
Aldo

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Si direi che sono corretti. Come descritto nell’articolo, le geometrie sono allungate e abbassate e nonostante un reach abbondante (in media un paio di centimetri in più rispetto a bici da DH di altri marchi), ci si trova ben bilanciati sulla bici. Non si avverte la lunghezza in più e anzi si domina bene il mezzo. Sulla M mi sono trovato perfettamente a mio agio e sono 175cm. Con la tua altezza presumo che la taglia giusta sia proprio la XL.

I
Indovino

Concetto forward geometry casualmente introdotto da mondraker al tempo di Fabien.

D
Devastazione

Prime consegne Maggio 2023.

M
mikyspa

Bici a mio parere molto interessante, però c’è una cosa che mi ha colpito, un particolare che è la prima volta che vedo su una bici: il battitacco in gomma!
Dopo anni che continuo a mettere adesivo trasparente dopo ogni uscita in dh la comprerei solo per quello, vi giuro che questa cosa mi ha cambiato la giornata, ora mi tocca trovare il modo di appiccicarci un pezzo di gomma sulla mia povera bici, grazie canyon.

David Fregoli

Ci sono quelle adesive di Lizard Skins

S
stons65

SAP Powered!

G
geegrobot

La bici è spettacolare.Ma si sa chi saranno i piloti del team Dh?

giorgiocat
giorgiocat

Ma solo a me sa un po della Demo( si lo so l’attacco dell’ammo non è sull’obliquo, l’obliquo è curvo e non dritto, ecc…) però…forse è solo una questione estetica …

B

@giorgiocat Le più recenti DH si assomigliano (alla lontana) un po’ tutte in virtù del triangolo anteriore con obliquo e “orizzontale) molto vicini.
E’ il trend del momento, in quanto migliora rigidità e robustezza rispetto ai vettori forza longitudinali e consente di abbassare parecchio il piantone sella.
Ovviamente la similitudine si ferma lì, in quanto carro posteriore e leveraggio della sospensione differiscono parecchio da casa a casa: anche se Specy e Canyon adottano entrambe lo schema Horst, i rispettivi approcci sono basati su filosofie piuttosto divergenti.

G
gabrireghe

domanda sicuramente stupida ma la faccio lo stesso (accetterò i voti negativi..):
c’è differenza tra lo stesso modello di ammo che dovrà andare a lavorare su un carro push e uno pull? come fa a lavorare in trazione?

A
asphaltsurfer

ciao, in pull lavorano le biellette, l’ammo di suoi viene sempre compresso

M
MN_avatar

bel mezzo.
però sarebbe anche ora che queste soluzioni “protettive” le introducessero anche su bici non destinate al dh, perchè sono comunque utili, anche se fanno peso.

S
Saleen95

bellissima bici.
bellissimo articolo.
bellissimi 56 commenti.

ma da nessuna parte trovo scritto se è una 26″ o una 27,5″!
(si lo so che basta googolare, ma non c’ho voglia)

K
Kinxif

vabbè, nessuno ha voglia di farlo per te o di risponderti…

G
gpw

E’ scritto sulle gomme

B

@luke_brixia Secondo te, potrebbero mai aver presentato una DH con ruote da 26″ nel 2016???

S
Saleen95

SI, perché no? non funzionano bene le DH da 26″? ci si è fatto di tutto per 25 anni!
la mia era una critica ironica all’articolo, che per quanto apparentemente completo, non cita un aspetto molto importante, ancor più perché per il costruttore in questione nelle DH rappresenta una assoluta novità (a cui arrivano con grande ritardo, peraltro…)

P
Paulento

ma funzionavano tutte le bici da 26 mica solo da dh…ma direi che sul nuovo è inutile domandarsi se esce ancora roba da 26…volenti o nolenti è il passato e non potranno mantenere tre standard di ruote a vita…per cui non vedo l’importanza oggi di specificare che è da 27.5…fosse stato 2 o tre anni fa quando stave nascendo…ma ora….