MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | Il concetto di “marchio blasonato”

Il concetto di “marchio blasonato”

Il concetto di “marchio blasonato”

21/02/2015
Whatsapp
21/02/2015

stemma-centro-studi-araldici

Ogni volta che esce un articolo che tratta un marchio di bici che vende online, si fa immancabilmente un gran parlare di “marchi blasonati” o addirittura di “marchi ben più blasonati”, in antitesi ai marchi in oggetto. Mi sono sempre chiesto cosa significhi questa definizione. Mi sono sempre chiesto che significato la gente desse al termine “blasonati”. Mi sono sempre chiesto quali siano questi marchi, visto che non vengono mai nominati ma si fanno solo ammiccanti riferimenti.

GT_Bicycles_Logo 2

Blasonato significa nobile… è questo il senso? Non credo, dato che stiamo pur sempre parlando di biciclette. Blasonato in senso figurato significa “titolato”, ovvero che ha vinto molti titoli. Sicuramente, dato il contesto, è questo il significato a cui si vuol fare riferimento. Ma secondo questa definizione, siamo effettivamente certi che il termine blasonato sia sempre usato con la giusta accezione? Cosa rende un marchio come Santa Cruz o Specialized o Trek più blasonato di altri? Sono esempi come tanti, non me ne vogliano gli affezionati del marchio. Santa Cruz in Enduro ha portato a casa meno risultati di marchi “meno blasonati” come Cube o Canyon. Specialized in DH ha meno titoli di Commençal, di Orange o di Kona. Nell’FRX Trek non ha mai vinto i titoli che ha vinto YT. Analisi troppo settoriale dei risultati? Può essere! Se allora non si fa riferimento a ciascuna disciplina nell’analizzare i risultati, ma si parla del marchio in generale, ci troviamo Legnano o Colnago molto più titolati di Cannondale. Quindi parlando di una Jekyll dovremmo dire che è una gran bici, pur non essendo una Legnano? Sarebbe bizzarro, no?
Può essere che questo concetto di “blasonato” sia un po’ relativo e generalizzato… e che forse più che alla qualità stessa dei prodotti di un marchio, sia legato all’opinione comune, magari condizionata da una comunicazione molto efficace dei marchi stessi? Ha senso continuare a parlare di “marchi blasonati” quando ormai il know how e la qualità sono alla portata di tutti coloro che vogliono realizzare un mezzo eccellente? Cos’é che fa realmente la differenza tra un marchio definito “blasonato” e uno non: il prodotto, il servizio post vendita, il brand? A voi i commenti.

Devi fare il Login per commentare
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
tostarello
tostarello

non solo per aver ottenuto molti titoli, lo si dice anche di marchio/brand che realizza prodotti di notevole pregio, che si sono affermati e sono apprezzati in tutto il mondo

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ok, appurato che il significato attribuitogli è quello, anche se è una definizione figurata che non trova riscontro nei dizionari, questo risponde alle domande retoriche dell’articolo, ma non alla domanda vera e propria.

PierVI
PierVI

Se associamo il blasone a qualcosa di più materiale può voler dire, quel marchio che produce prodotti di qualità e si è guadagnato il suo prestigio nel tempo con innovazioni e bici che hanno fatto storia.
Se associamo il blasone a qualcosa di più “spirituale” è tutta colpa del Marketing! 😀 o meglio all’idea che sta dietro, o davanti un marchio e qui ci va dentro tutto, le vittorie sportive e gli atleti/personaggi, la storia dell’azienda, i modelli ecc..
Quanti vorrebbero una Demo perchè la usa Aaron Gwin, una Fargo perchè è LA bici per l’avventura, una Flash perchè la lefty, una Liteville perchè… ?!
(alcuni esempi potrebbero essere sbagliati)

Dan021
Dan021

Se voi doveste scegliere un marchio di Pasta scegliereste Barilla, De Cecco, Voiello o Felicetti??chiaramenti i primi tre sono i più noti al grande pubblico, sono più blasonati, più chiaccherati, più reclamicizzati. Pensando a quanto un azienda spenda in pubblicità per far si che il proprio marchio giunga alle nostre orecchie si presuppone che la qualità costruttiva dei loro telai sia ben più alta rispetto ad altri meno BLASONATI. Ma magari non è sempre così…

qazed
qazed

basta guardare l’eterna diatriba tra i sostenitori del brand “X” rispetto al brand “Y” (che costa un terzo) per rendersi conto di quante cose stiano dietro al blasone. Tristemente però mi sembra che ‘più blasone’ a volte faccia il paio con ‘più euri spesi’ (e quindi per forza devo aver acquistato il meglio del meglio).

sunsetdream
sunsetdream

Possiedo solo bici dai marchi famosi. Il marchio e’ megaimportante per me. Non comprerei mai una bici non famosa. Il marchio importante e’ sinonimo di qualità e di riconoscibilità. Indipendentemente dai titoli vinti. Poi ci sono marchi più globalizzati ed altri più di nicchia ed io preferisco ancor di più quelli. Riconosciuti e riconoscibili dagli addetti ai lavori ma particolari, sia su strada che fuori. Tanto per far nomi non comprerei mai una bici di decathlon, ne tantomeno di Giant o Trek, ma Yeti si, Niner anche. Per non parlare di Moots, Seven o Ibis o Santa… Cannondale pure, nonostante sia global ha sempre un che’ di fighetto che mi piace molto. Non parlo di tecnica, ma solo di bellezza e “blasone” del marchio. La tecnica e’ un altro discorso, che sull’alta gamma e’ comunque elevata ovunque (come i prezzi tra l’altro)…e quindi non resta altro che il valore del marchio. Saluti griffati.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Mi sfugge però quali siano, tra i marchi che hai nominato, quelli che reputi “blasonati”. Sono quelli mainstream? Sono quelli di nicchia? Sono tutti blasonati? Perchè se sono tutti blasonati, allora non capisco quali altri non dovrebbero esserlo e perchè (escludendo Decathlon che presumo sia consapevole di non esserlo).

sunsetdream
sunsetdream

Se per blasone si intende il palmares di vittorie, allora Specy, Lapierre, Cannondale, invece io preferisco i marchi famosi, particolari, un po’ più di nicchia che magari hanno vinto poco o niente, come Salsa o Niner ad esempio, che come ripeto fanno prodotti ottimi, ma poco diffusi.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Scusa ma non capisco. Se Niner e Salsa fanno parte dei “marchi blasonati”… quali sono quindi per te i marchi NON blasonati?

sunsetdream
sunsetdream

Whistle, rose, cube, corratec, è tutto il prodotto decathlon ad es. ma poi, che male c’è a dire che mi piacciono le cose un po’ particolari? Le bici blasonatesono quelle che hanno fatto la storia: bianchi, colnago, de rosa per la strada, Specy e cannondale per la MTB ad. es. Comunque se il mio modo di vedere i marchi non vi piace (in generale e non riferito a te), pazienza, ricordo solo che abbiamo la stessa passione.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non è questione di piacere o non piacere. Ti sto solo dicendo che non capisco la tua visione. Credo tu stia facendo molta confusione tra quelli che nell’immaginario collettivo sono i “marchi blasonati” e quelli che in linea di massima non dovrebbero esserlo. Stai facendo un calderone unico da cui metti e togli marchi in modo random, contraddicendoti da un commento all’altro.

Pietro.68
Pietro.68

no. è solo che non scrive proprio tutto in italiano, e poi è un fighetto (su sua ammissione) e quindi conta solo quello che fa “fighetto”.
Io contrariamente a quanto crede lui, non condivido la sua stessa passione….

gianvito09
gianvito09

tu dunque segui la moda,come fa la media degli italiani.non è importante il marchio,ma far vedere che tu puoi averlo.

sunsetdream
sunsetdream

Perché seguo la moda? È’ più di moda comprare Giant, Trek, Specy o Cannondale che investono in comunicazione oppure Seven, Moots, Niner, Santa? Perché cosa vuol dire posso averlo? Se posso spendere dei denari per comprarmi un alta gamma, mi compro Niner e non Specialized. Di Niner in giro ce ne sono poche e secondo me è più esclusiva. Oppure Salsa, sempre per lo stesso motivo. Guarda che i marchi di moda forse sono quelli più noti e più vittoriosi (basta vedere le classifiche di vendita). Se poi intendi dire che sono un po’ fighetto e snob, allora hai ragione. Ma abbiamo la stessa passione, ricordalo.

Felicity Fin

classico bikers schiavo del mktg “liccichii e paillettes”… il sogno per ogni azienda “blasonata”

sunsetdream
sunsetdream

Dipende. Io non sono schiavo di un bel niente. Mi piacciono le cose particolari e di pregio e lo dichiaro. Semplicemente. Invece tu che bici hai che sei così “libero” a differenza mia?

Kakkola
Kakkola

Le persone che ragionano così sono molte di piú di quelle che lo ammettono ed io stessa non ne sono del tutto immune,quindi complimenti per l’onestà.

sunsetdream
sunsetdream

Grazie Kakkola. Sei riuscita a capirmi. Sono anni purtroppo e per fortuna che vado in bici e sono anni che vedo in giro marchi top e “blasonati”, vedo occhiali da centinaia di euro, ruote da migliaia di euro, navigatori satellitari da “giro del mondo” . E poi sembra che tutti cerchino solo L’essenzialità, è la purezza, il famoso “rapporto qualità prezzo”. Ma per piacere! Un po’ di sana consapevolezza! Io ce l’ho e la dichiaro. Ma ricordo a tutti che abbiamo la stessa passione, questa è uguale, qualunque bici, occhiale o ruota tu abbia. Appassionati saluti a te e a tutti voi!

Alessio-7791
Alessio-7791

Ti sei mai chiesto come mai il marchio è megaimportante per te? Cosa ti fa pensare che lo sia, queli parametri soggettivi usi?
Inutile che poi te ne esci con “io ne sono consapevole!” o “ricordati che abbiamo la stessa passione!”, con queste dichiarazioni tra “perchè io valgo” e il “e ora che fai, critichi, te, che come me giri in MTB” che un po’ sono ridicole e un po’ sanno di minaccia.
No perchè, a quanto pare, sotto la vernice con le lettere c’è lo stesso alluminio o carbonio per tutte.
La mia domanda quindi è, se esistessero solo bici verniciate (o sverniciate) senza marchio saresti sempre “appassionato”? Cosa compreresti?

sunsetdream
sunsetdream

Si sarei sempre appassionato. Possiedo anche bici artigianal da strada, senza marchio da sbandierare, come dici tu. I marchi che comprerei sono Colnago, DeRosa, Yeti, Niner, Bmc, Moots, Seven, Frm e Salsa, Crisp, Ibis, Santa, Cervelo, Guerciotti, Scapin, Barco, Tommasini.Quelli che non comprerei sono Giant, Trek, Specialized, Lapierre e Ktm. E ora che ti ho detto quali sono i miei marchi preferiti perché non mi dici i tuoi? Ah, non travisare le mie dichiarazioni. Io non minaccio nessuno e valgo ne più ne meno di te.

ducams4r
ducams4r

Inizio col dirti che rispetto la tua opinione, tu indichi come blasonati, marchi escusivi o poco diffusi, una volta si definivano “esotici”, un po come la frutta fuori stagione. Capisco che può far piacere quando qualcuno ti ferma su un sentiero chiedendoti dove hai preso la biga limited edition, oppure la bici importata direttamente dall’estero perché non distribuita in Italia. Però sicuramente li puoi definire marchi non di massa, ma blasonato ha un altro significato.
Il marketing e la pubblicità servono a farci credere che un marchio è superiore ad altri, che è migliore, che è più esclusivo ecc.
ma se parliamo di parametri oggettivi, la discussione va spostata su altri argomenti.
In conclusione esotico NON è sinonimo di blasonato.

sunsetdream
sunsetdream

ESATTISSIMO. È’ proprio ciò che penso. Ho spiegato che i marchi vittoriosi sono quelli “blasonati”, spesso i più globalizzati, I marchi più particolari non sono così noti perché non hanno vinto, ma sono per me “blasonati” perché rari, poco diffusi e considerati un po’ snob. Li ho elencati tutti, e potrei aggiungerne altri. Dichiaro semplicemente ciò che mi piace, è ciò che non mi piace. Con passione. Saluti appassionati.

Alessio-7791
Alessio-7791

Nessuno e tutti. A me non interessa il marchio, se non esistesse (un un’utopia) forse sarebbe meglio, tutti comprerebbero ciò che serve a loro senza farsi spingere da pubblicità o da nomi.
Non ho detto da sbandierare, ho chiesto come mai per te il marchio (cioè il nome che c’è scritto sul telaio) è così importante, che parametri soggettivi usi.
No, non minacci, cerchi di portare acqua al tuo mulino puntando sul legame che hai con l’altro che parla che, anche lui, possiede e utilizza infatti ho detto “sa di minaccia”, è un po’ come far sentire in colpa uno per quello o l’altro motivo.
Comunque hai citato tanti marchi e non hai risposto alle mie domande, nè alle prime 2 (ripetute qua sopra), nè alle 2 successive che non chiedevano che marchio compreresti ma cosa compreresti se i marchi non esistessero, che parametri utilizzeresti.
Se poi mi prendo i “pollici in giù” pazienza, sono uno “senza peli sulla lingua”.

sunsetdream
sunsetdream

Il marchio per me è’ mega importante, perché rappresenta una storia, qualità, identifica una bici, può essere raro o vittorioso, oppure indice di artigianalita’ e ricercatezza. Se i marchi non esistessero (pura fantascienza la tua, più che utopia). Mi farei fare (come ho già fatto) un telaio si misura da un artigiano assolutamente poco noto, più leggero possibile e lo vernicerei di rosso metallizzato (come ho già fatto). E invece tu, che fai un sacco di domande (alle quali ti rispondo) che cosa ti faresti? Che bici ti piacciono? Non hai una marca preferita? Peccato…a proposito di pollici in giù, ne devi fare di strada per superarmi. Appassionati e griffati saluti.

Alessio-7791
Alessio-7791

Te l’ho detto che bici mi piacciono, quelle che mi piacciono per effettive e sostanziali utilità, per esigenze, per necessità, per rapporto qualità prezzo.
Il discorso che fai lascia il tempo che trova perchè un marchio produce in un determinato modo raramente per anni, per sempre. Se Pininfarina faceva auto stupende (disegnava, la meccanica probabilmente era destinata ad altri) non è detto che le politiche di qualche anno o decennio dopo mantengano la stessa linea. Crederlo è da illusi o da stupidi, in quanto o si ignora o si acquista per “fede” nel marchio.
Certo, la mia è utopia, ma sarebbe bello vedere come l’uomo vivrebbe senza marchi e quindi senza pubblicità, puntando solo sulla sostanza delle creazioni, dalla forchetta al chiodo alla lampadina o al telaio di bici. Forse sarebbe un mondo meno sprecone, meno consumista e meno d’immagine, con meno fronzoli e griffe, utili solo a chi vuole poter dire all’altro “io posso permettermela e tu no”, pascendosi dell’invidia altrui. Probabilmente per qualcuno sarebbe un incubo, dovrebbero impegnarsi ad essere e non ad apparire, tremendo cambiamento!! 😉
Massi, lasciamoli spolliciare, la moda del momento.

sunsetdream
sunsetdream

Ti ho messo un pollicione in su…buone curve con le tue bici, e buone salite soprattutto!

PierVI
PierVI

nice troll!
Approvo la satira, la forma è un po rude 😀

vito e alloggio
vito e alloggio

Ok. Senza offesa, il tuo commento non ha praticamente nessun senso. Però bisogna darti atto che il tuo assurdo ragionamento lo fanno in tanti senza ammetterlo e difendendolo con motivazioni pseudotecniche….

sunsetdream
sunsetdream

Bravo. Ci girano tutti intorno inventandosi chissà che cosa.

Rockyluca
Rockyluca

anche Rocky Mountain però!! altrimenti mi fai sentire un escluso dalla cerchia dei fighetti blasonati….

Bikecentercimone
Bikecentercimone

Non ho una risposta mi viene in mente solo un paragone chi è che sceglie tra Audi bmw e Ferrari una delle prime due a parità di prestazioni?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

il paragone sarebbe più calzante con Audi – VW – Skoda

qazed
qazed

e Seat

Riki174
Riki174

Secondo me il blasonato -termine magari utilizzato impropriamente- corrisponde grossomodo con la “tenuta del valore dell’usato”.
Una Golf e’ identica a una Skoda x contenuti (stessa meccanica e telaio), ma la rivendibilita’ non e’ paragonabile.
Quindi direi k un marchio e’ da considerarsi blasonato in base all’appetibilita’ del grande pubblico.
Dai sondaggi di MTB mag il marchio piu blasonato —senza dubbio— risulta Specialized.

Geep
Geep

In questo periodo sto valutando di cambiare l’auto e tra le possibili candidate c’è anche la Skoda Yeti. Ti posso assicurare che non si svalutano per niente, anzi..

Riki174
Riki174

Ahah…io ho proprio la Yeti!!!
Ottima macchina…soprattutto capacita di carico inaspettate…ma occhio ai consumi.
cmq rispetto alla sua gemella Tiguan di VW costa meno e si svaluta di piu.

swiffer
swiffer

Perfettamente d’accordo, la differenza grossa sta nella rivendibilità e nella svalutazione meno importante: ho venduto 3 mtb specialized di seconda mano , quella che ciò messo di più c’è voluta una settimana , il record l’ho fatto con l’ultima: 1,5 h e non ho nemmeno concesso lo sconto.

Maiella
Maiella

Personalmente credo che la pubblicità concorre in modo determinante a creare il “blasone” di una bici. E’ ovvio che il resto lo fanno i rivenditori. Se dovessi aprire un negozio di bici mi affiderei ai marchi più conosciuti e diffusi creando un circuito chiuso.

toni.bacan
toni.bacan

Al di la dei titoli, o della storia più o meno gloriosa, spesso per “blasonato” si va ad intendere un prodotto molto sponsorizzato, dal prezzo di vendita mediamente più alto, e che offre prodotti anche di alta gamma utilizzati dai professionisti.
Es: Una Rockrider sebbene sia conosciuta praticamente a tutti, non può essere considerata un blasone perché NON propone anche prodotti di alta qualità, ma solo prodotti base ed entry-level.

I marchi blasonati inoltre costano di più, soprattutto nelle fasce entry level, primo per una questione di ridistribuzione dei costi per ricerca e sviluppo (i “blasoni” investono molto di più rispetto ai marchi monta&vendi) e poi perché, di rimando, più pubblicità indiretta ha il brand grazie alle vittorie degli atleti e maggiore sarà il costo aggiuntivo intrinseco che viene caricato sul bene in quanto l’acquirente ne è più attratto.(marketing).

Dandelion
Dandelion

Un blasone è una immagine, così come lo è una marca. E come tutte le immagini è un qualcosa che serve a comunicare immediatamente. Ma secondo me non è tanto il produttore il comunicatore, quanto l’acquirente/utilizzatore.
Attraverso la marca che scelgo, voglio comunicare qualcosa di me e cerco di farlo attraverso l’immagine che quella marca si è data. Per esempio Cannondale=stravagante, Specialized=solido e tradizionale, Yeti=da intenditori e così via.
Se una marca è relativamente nuova, non ha avuto tempo di affermare nel famoso “immaginario collettivo” la sua peculiarità, il suo carattere distintivo. Fa parte ancora del volgo, non della nobiltà.

sunsetdream
sunsetdream

Concordo.

gioskunk
gioskunk

Verissimo!!
Anche se scusa la schiettezza ma trovo un pò triste comunicare qualcosa di te attraverso l’immagine che una marca da di se…..

leonardopalma76
leonardopalma76

molti brand piu blasonati li troviamo sotto casa, e molti li scelgono per non sbattersi troppo ,un brand blasonato e piu comprensibile quando si parla con la fascia bassa dei bikers e non . Poi oltre al telaio non ce da scegliere, la componentistica va a pari passi con quello che si paga.

Bro17
Bro17

@Francesco Mazza: secondo me hai fatto delle considerazioni apparentemente semplici, quasi scontate, ma in realtà credo siano originali e ben motivate, in contrapposizione col pensiero comune sulla “miglior marca di MTB”… Hai un bel pensiero!!!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

È un bel complimento. Ti ringrazio Gemy.

85549
85549

é come comprare vestiario all`outlet in periferia o in boutique in centro città. 15 20 anni fa canyon non se la filava nessuno.

stefal639

Io guardo soltanto chi mi da’ la componentistica di alta gamma al minor prezzo. Il marchio e’ solo un adesivo. Quando vedo bici di marchi “blasonati” montate con componentistica di medio/bassa gamma, mi vengono subito enormi dubbi sull’effettivo valore del marchio.

Vinc3
Vinc3

Se per blasonato intendessimo i marchi più titolati in ambito mtb tutti dovrebbero iniziare a considerare Corratec che negli ultimi anni ha vinto moltissimo…il blasone lascia il tempo che trova. Io non guardo solo la componentistica, ma neppure il semplice nome: io indago la qualità e la cura per i dettagli.

jledenham
jledenham

Francesco.. ma è semplicissimo! I marchi blasonati sono quelli che se la tirano o che devono fare i diversi a tutti i costi. Ad esempio sul sito trek c è scritto che le loro bici sono le migliori del mondo. E loro hanno il carbonio Oclv asganawei! Se tu guardi specialized se la tirano come se la ruota l avessero inventata loro, poi nel 2013… le 29 sono il futuro per tutto… nel 2014 rifanno tutta la gamma con le ruote da 27,5 che fa rima con serietà e pianificazione degli intenti. Sono dei trend setter come credono? NO. Santacruz in enduro nn vince perché ha dei piloti da dh prestati all enduro oppure piloti da enduro che fanno dh su una enduro. È un marchio blasonato perché ha aperto un filone col Nomad e il v10 (che vince) e fa delle buone bici. I prezzi meno. Se costa tanto va sempre meglio? NO! Fino a qualche anno fa tu con la bici presa su internet come me eri uno sfigato. Ora, se mi tira il culo posso benissimo andare da uno specialized o da un trek e prendermi il loro bagaglio da all mountain o enduro ma il problema, come ho già detto, è che sono delle semplicissime biciclette e nn possono costare un capitale. E i fatti mi danno ragione perché se guardiamo alcuni marchi storici e blasonati come commencal ora vendono su internet, norco ha rivisto i prezzi di tutta la gamma e anche intense per quanto… Read more »

markxxx79
markxxx79

Un marchio diventa blasonato solo in base all’ immagine che si crea…partendo dal presupposto che ormai la qualita’ generale di chi fa’ mtb e non giocattoli , e’ ormai elevata su ogni bike , la pubblicita’ , la presenza massiccia ad eventi , l’ ingaggio di atleti famosi e appetibili al grande pubblico e l’ autopromozione come top di qualita’ fanno desiderare un marchio piu ‘ di altri…la capacita’ sta’ nel fatto di rendersi piu ‘ appetibili agli occhi di chi pedala…e inculcare l’ immagine che con il loro prodotto vai meglio….

Saverio s
Saverio s

il blasone e’ relativo alla storia ed alle vittorie del marchio.
essere leader del mercato e’ un’altra cosa, anche se le due cose spesso, vanno di pari passo.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Blasone è proprio nel senso di nobile. Può esserlo una persona, di animo o di famiglia, può esserlo, ovviamente in senso diverso, una bici. Un marchio blasonato, è nobile di famiglia, nel senso che i suoi predecessori della stessa famiglia, hanno dimostrato nel tempo di essere a loro volta “nobili”, ovvero ben costruiti e duraturi. A questo ci si aggiunge il vincenti (per merito dei campioni che li hanno usati) e il gioco è fatto. Se nomini Specialized mi viene in mente una Corvette. Un borghese arricchito. Se associo un nome a blasone penso a Bianchi. Una storia fatta di biciclette costruite per tutti e cavalcate da tutti, inclusi Coppi, Gimondi, Pantani. Compri Specy, compri Bianchi, compri Cannondale e sai che nei decenni precedenti han fatto buone bici e paghi questa storia, nella speranza che anche quella che compri tu lo sia e che ciò la renda meglio vendibile. Questo non vuol dire che Rose, Cube, Canyon, per dirne alcune, siano peggiori. Come dici tu le conoscenze per fare buone bici al momento sono meglio accessibili a tutti. Ma non hai esperienze passate e lo scopri solo dopo se son buone o no. Mi è capitato di testare delle ottime Rose, affatto inferiori a pari allestimenti della concorrenza e anche ben più economiche. Ma anche un paio di marchi che erano poco più che cineserie (nel senso negativo) con una scritta sopra. Loro scelta, non incapacità. Se compro un marchio blasonato, mi sento di escludere già da prima che sia… Read more »

Ezio Ognibene
Ezio Ognibene

Il marketing e le sponsorizzazioni fanno molto a formare il Blasone.
Ma non basta.
Il blasone fatto solo di marketing dura poco.
Saremo pure fessi, ma la guerra tra blasoni è feroce, ed un ufficio marketing ce l’hanno tutti. Alla fine viene fuori il prodotto.
Il blasone lo mantieni se fai biciclette e le fai bene.
Puoi anche delocalizzare, ma devi essere responsabile del tuo prodotto, controllarne tutto il processo.
Non essere un riverniciatore/assemblatore. Proporre prodotti davvero tuoi.
Difendere il blasone dalle copie ed imitazioni.

fredricamx
fredricamx

Eppure in Italia esistono marchi come ANCELOTTI, PEDRONI, MDE che fanno bici fantastiche ma che la stampa specializzata stranamente pubblicizza poco e niente. Eppure parliamo di bici con tanta sostanza.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

“la stampa specializzata stranamente pubblicizza poco e niente”?

Devi distinguere la pubblicità dalle news/test, ecc, perché, almeno nel nostro caso, non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.

Se un marchio non si sbatte minimamente nell’avere dei contatti con i media, per bici test o per presentazioni (anche semplici, magari passando dalla redazione con una bici da provare e/o vedere insieme), la colpa non è dei media ma del marchio che non promuove il proprio prodotto.

Quello che Santacruz fa molto bene, ad esempio, è creare un sacco di rumore intorno ai propri prodotti, senza investire molto in pubblicità tradizionale come banner.

Il punto è che non si improvvisa, neanche nel tanto vituperato (da chi non sa come funziona) marketing.

Ma Ancelotti non faceva palloni da calcio?

Kinxif
Kinxif

La verità è che nel tanto vituperato (non a sproposito secondo me, peraltro) marketing la maggior parte degli addetti si improvvisa.
Mediamente è gente che pensa di andare a fare l’architetto o il creativo, quando invece è una funzione con grossi contenuti di analisi.
Mi colpisce perchè proprio ieri pomeriggio ne stavamo parlando con il mio spacciatore di dueruote pedalate.
Quanti sono i marchi che fanno una politica di continuità sull’evoluzione dei propri prodotti e quanti vanno a traino? Ecco, forse il blasone è questo, al di là dei prezzi è la capacità di vendere oggetti con un’identità, che seguono un filo evolutivo logico e coerente e non la moda del momento. Marchi capaci di creare le mode, non di adattarvisi.
Giant ha sicuramente buoni prodotti e capacità di spesa maggiore di Santa Cruz, ma è sempre al traino. Ha qualcosa a che fare con la qualità? boh, non credo.
Una Lexus (tanto per tornare all’efficiente paragone automobilistico) non ha nulla da invidiare in termini di qualità a un’Audi eppure è percepità come inferiore. Il marketing nella sua definizione è la tecnica del mettere sul mercato, del vendere. I marchi blasonati sono quelli che si fanno venedere, che la gente vorrebbe comprare.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Giant è il più grande terzista del mondo. Logico che non voglia fare più di tanto concorrenza ai suoi stessi clienti.

Kakkola
Kakkola

Interessante, non lo sapevo. Per chi produce?

Marco Toniolo
Marco Toniolo
Kinxif
Kinxif

Ecco, marketing opportuno. non stavo decendo che sono degli sfigati.

gabrireghe
gabrireghe

@czarn
interessante punto di vista

tmarco1
tmarco1

Il blasone è il riconoscimento che un marchio ha ottenuto nel tempo grazie alle vittorie di chi ha fatto in modo di pubblicizzarlo, come atleta e come sponsor.
È giusto dire che Milan e Inter sono squadre blasonate perché hanno vinto molto( anche se adesso non vincono più niente) e sono per questo diventate famose.
Nella mtb molto spesso il termine “blasonato” è usato impropriamente; si dovrebbe parlare di marchio valido per ciò che propone, di nicchia, ottimo come rapporto qualità/prezzo, famoso per n. vendite, ma non certo blasonato.
Non scherziamo…Il blasone lo si conquista con la storia e non con poche vittorie nelle gare o a colpi di vendite in pochi anni.

DoubleT
DoubleT

io penso che se non ci fossero i siti delle previsioni del tempo, basterebbero questi thread per capire che fuori piove in tutta italia

daniele0511

Standing ovation.

Renick
Renick

Esatto!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Si direbbe che dalle vostre parti piova molto spesso allora… 😉

User99
User99

Dalle tue poco, perché altrimenti avresti ‘studiato’ un poco prima ed evitato di aprire una questione linguistica viziata sin dall’origine, con un buon valore (forse) solo a livello SEO….

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ora che mi hai dato dell’ignorante il tuo ego si sente gratificato? Buona giornata.

Pietro.68
Pietro.68

sto commento fa sorridere… ma è scontato e un po’ anche rompi palle…

tagnin
tagnin

oggi sono usciti solo quelli con le fat da mud

Deroma
Deroma

miglior post 2015

gioskunk
gioskunk

la realtà è che il “blasone” di un marchio lo fa in buona parte il prezzo a cui vengono proposte… il concetto tecnico è relativo, purtroppo molti, anche inconsciamente pesano la qualità con il prezzo… ed è anche per questo che i prezzi sono alti..
È risaputo che anche in altri settori alcuni marchi “devono” tenere prezzi alti per mantenere uno status elitario… ecco io la vedo che al giorno d’oggi “blasonato” è impropriamente inteso come “elitario”

Worldbike Formia

Concordo pienamente! Non so chi abbia tirato fuori il termine “marchi blasonati” (nel confronto con i produttori che vendono on line), ma quasi certamente si riferiva ad una questione di costo, e quindi di “esclusività”.
Prima dell’avvento di YT (almeno per il grande pubblico) si poteva pensare che i marchi on line fossero quelli interessati a tagliare ogni tipo di costo (dall’intemediazione di distributori e rivenditori fino all’R&D), supponendo (erroneamente) che invece i marchi più costosi fossero quelli più interessati a spendere un sacco di soldi per lo sviluppo dei prodotti.

Lutrave
Lutrave

“…e che forse più che alla qualità stessa dei prodotti di un marchio, sia legato all’opinione comune, magari condizionata da una comunicazione molto efficiente dei marchi stessi?”

Secondo me sì, per questo credo che se una persona si informa bene, può acquistare ottimi prodotti, di certo al pari, o anche superiori a quelli dal nome blasonato, a prezzi competitivi, risparmiando.
Quindi, per me, a parità di prodotto, vale il prezzo finale, insieme al servizio che posso ricevere da chi mi vende il prodotto.

Lo dico da possessore di una bici dal “marchio blasonato”…

stefanofabbri
stefanofabbri

Ogni 3 mesi c’è una “novità” tecnica…tutto x la speculazione del marketing…La mtbike è libertà totale il mezzo deve essere in ordine e efficiente….conta la gamba e lo spirito…e poi sai che gusto bastonare i riders che comprano tutte le novità “vomitate” dalla globalizzazione…..made in USA/Taiwan!!!!!!

Riki174
Riki174

Mah…se da un lato la faccenda dei famosi “gamba” e “manico” è la sacrosanta verità…dall’altro è un po’ stancante sentirla di continuo (non mi riferisco solo al tuo commento): non possiamo mica essere tutti uguali e in superforma! Se giochi a calcetto con gli amici ti senti una merda perchè vali solo 1/10000° di Pirlo? O lo fai lo stesso e ti diverti…magari usando scarpe da 100€ pur consapevole che ci sono quelle da 40 che vanno bene uguale?
Lavoro-famiglia-zona geografica-problemi vari…non tutti hanno le apparentemente illimitate possibilità di allenamento di “nonnocarb”.
Eppure abbiamo tutti il diritto di prenderci il giocattolo che ci da più sfizio, blaseone o no a seconda dei gusti personali.
P.S.
se non ci informassimo tanto su siti come questo – che giustamente propone le novità- saremmo tutti felici sulle front26 in alluminio della Decathlon da 1000€ (ce l’ho avuta agli inizi…sempre in ordine ed efficiente 🙂 )

muoversi
muoversi

Beh marketing, branding, comunicazione non le hanno mica inventate in Italia !!!!

schony125
schony125

alla fine l’importante è che uno si diverta sui sentieri con la sua bici, personalmente io differenzio i marchi non tanto per il nome ma piu per la differenza di costruzione di una bici per esempio io ho provato una santa cruz e non è che non andava bene ma mi trovo meglio con un speci. Non che il vpp sia peggio dell fsr ma è una scelta personale di chi sceglie una bici. Una cosa che mi sono accorto con gli anni è che se una bici mi piace è, se fossi io un costruttore di bici, progettata come la farei io.

pablos
pablos

Il blasone è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni :-p

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Huahaha… bella! 🙂

gianvito09
gianvito09

io direi che il blasone è fatto della stessa materia di cui sono fatti i soldi..

alexh1983
alexh1983

Secondo me il blasone è in questo contesto (ed in molti altri) traducibile in “sentito più volte dire”, nominare, visto in vetrina.
Come specificato nell’articolo se si dovesse badare alle vittorie e alla storia, dovrebbero girare ad esempio molte più Wilier e Bianchi (bei marchi nazionali!) ma essendo queste molto più famose in ambito BDC è molto raro vedere MTB Bianchi e Wilier in vetrina piuttosto che Trek o Scott, magari anche molto inferiori come modello, però l’utente poco informato ci casca molte volte!

barbasma
barbasma

nella scelta di una bici indubbiamente il MARCHIO ha il suo peso, il marchio ne determina la tenuta del valore all’usato… la capacità del produttore di studiare soluzioni all’avanguardia… di rispondere ai problemi in caso di garanzia… di dare assistenza postvendita…

non ho mai avuto full… da quando sono passato alle 29 prediligo l’artigianato e l’acciaio e quindi il marchio mi interessa relativamente… le bici le assemblo da solo…

se dovessi comprare una full di sicuro dati i soldi in ballo mi dirigerei su marchi pesanti…

dott_djalemario
dott_djalemario

Il problema è che spesso si confonde il blasone del marchio con il prezzo delle bici che producono

Definito

Francesco…, grazie per la riflessione…!

dlacego

Bisogna dividere quello che è teorico da quello che è pratico e reale. In teoria un marchio “blasonato” è tale per ricercatezza dei materiali, design, assistenza, ecc. mentre uno di bassa o media gamma usa materiale meno pregiati, il design è più anonimo o come accade in questo periodo più aggressivo in modo da fa sentire tutti dei pro, l’assistenza o la rete vendita non sono efficaci e personalizzati. I target a cui sono rivolti sono diversi per aspettative e conto in banca, l’ utilizzo è lo stesso. Allora che seno ha spendere di più per un così detto marco blasonato? Da sostenitore di questa categoria rispondo che le differenze le noto: guardare il lato estetico di Ibis, Santa Cruz e confrontarlo con Yt, Decathlon (preso dei nomi per fare degli esempi delle 2 categorie, mi sembrerebbe assurdo fare tutto l’elenco)… prendendo queste bici si notano subito le linee e livree: in linea con quello che ho scritto sopra. I materiali? Qui non entro in merito in quanto servirebbe un ingegnere specializzato per fare un discorso serio, ma l’alta gamma secondo me da dei plus che magari non sono riscontrabili a occhio ma solo a livello strumentale. L’assistenza: questa è affidata ai rivenditori quando parliamo dei marchi blasonati, dovrebbe succedere come succede per le auto: con una Bmw ho un tipo di trattamento che pago molto ma il servizio è su misura in un ambiente di un certo tipo, ho una Panda? Il servizio sarà commisurato per quello che pago.… Read more »

ferrilamiere
ferrilamiere

ma l’hai mai vista dal vivo una yt capra o una strive cf ??
non voglio toglierti il piacere della sorpresa e della meraviglia (che nella vita imho fa sempre bene)
ma sono molto diverse da una decathlon…. e non tanto da una nomad3

dlacego

Be chiaro che ho visto le bici, mica scrivo per sentito dire… e vedendole la mia impressione si è rafforzata… Nomad e Mojo sono su un altro pianeta: create per una nicchia di persone, capra e compagnia bella sono pensate per venire incontro alla massa.

ferrilamiere
ferrilamiere

a vedere qua sul forum e su forum stranieri sta nicchia di persone per cui sarebbe stata creata la nomad è molto grande
io non la vedo tutta sta differenza… sarà che mi sento parte della massa
pur piacendomi comunque anche le santa
delle bici mi piace studiare geometrie e idee
il marchio è l’ultima cosa che guardo prima dell’acquisto

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Questo è quello che Ibis e SC ti fanno pensare. In verità nessuna delle due produce per una “nicchia”, ma vogliono vendere il più possibile. Non è un caso che SC abbia presentato il carbonio più economico.
@tylerdurden71

dlacego

Be il carbonio economica di Santa Cruz costa come è più di quello di fascia alta di altri marchi 🙂 Chiaro che devono vendere il più possibile ma hanno scelto una fascia di mercato “alta”, se abbassassero troppo i prezzi perderebbero parte della clientela in favore di quelli che comperano marche meno “blasonate”. Chi compera una Santa, Ibis, Yeti potrebbe tranquillamente comperare una bici meno costosa… ma non lo fa, qual’è secondo voi il motivo?

albertocave
albertocave

Bell’articolo! Telefonato da un commento sull’articolo delle yt in carbonio vero? 🙂

DoubleT
DoubleT

dunque, siccome continua a piovere…

definizione di blasone: stemma di famiglia o di città

quindi per estensione stiamo parlando del simbolo che contraddistingue un marchio
pertanto siccome ciascun marchio ha il suo simbolo ne consegue che tutti i marchi sono blasonati… perciò aria fritta!!!

cacchio… mi sa che se va avanti così, mercoledì mi toccherà andare in bici da corsa

p.s. se no se ga capio no’ soporto el pocio

seriamente ora:
certi marchi sono chiaramente più importanti di altri, perché semplicemente fanno ricerca. infatti un telaio, una ruota, un componente non spuntano mica dal nulla. derivano persone che progettano (disegnando e calcolando), che realizzano in officina (con macchine a cnc ad hoc a loro volta pensate), che provano in laboratorio e che collaudano sul campo (sui sentieri). e dopo tutto questo che si chiama investimento in persone e risorse si pretendono prezzi bassi? magari! ma purtroppo non è così perché tutta ‘sto ambaradan costa.
infine il marketing… ma cosa c’è di strano se lo fanno i marchi che investono, ma perché non dovrebbero farlo, con tutto quello che hanno speso. quello che conta invece è capire chi fà solo marketing copiando magari anche malamente da chi investe.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Quindi questo è il motivo per il quale alcuni marchi vengono popolarmente definiti “blasonati”.
Mi sai dire invece per quale motivo allora gli altri marchi non vengono definiti tali? Cosa manca per esempio a YT per essere definito un marchio blasonato, considerando che produce biciclette top di gamma, realizzate secondo i loro progetti, ovviamente collaudate sia in laboratorio che sul campo, e che investe non poco in marketing e comunicazione? Un altro marchio che mi viene in mente per esempio è Ghost, che con la Riot ha dimostrato di saper realizzare bici di altissimo livello, con un ottimo sistema brevettato e che come gli altri ha messo in gioco investimenti importanti su ricerca e sviluppo e sul marketing.
Cosa dovrebbe classificare queste aziende come “di serie B” o “non blasonate” in confronto a marchi da cui non hanno niente da invidiare, se non (forse) il fatturato?

DoubleT
DoubleT

infatti, per me sono tutti blasonati, secondo la definizione di blasone; e come hai potuto leggere non ho fatto nessun nome. anche perché, come consiglia il sen. razzi, se tutti si facessero una bici per i cazzi suoi. sai che bici verrebbe fuori? una bicicletta ripeto deve essere sempre progettata e provata prima di metterla in commercio. pertanto non posso pensare che un marchio, per quanto anonimo sia, non faccia ciò! e per ovvii motivi.

poi, se vogliamo proprio fare nomi YT p.e., non capisco molto il tedesco ma, come mostrato nell’ultimo test della capra comp di mtb-news.de (al prezzuccio, ma neanche tanto, di 3500 eurozzi), se mi si segna così il telaio, anche se a loro dire ininfluente, a me darebbe un poco fastidio, o no? anche se la bike va bene.

p.s. ohhh qui continua a piovere e domani anche… casso!!!

qazed
qazed

(piove anche qui) quindi se ho ben capito:
Marchio blasonato = tanta ricerca e sviluppo, tanto studio, tanti test = materiali di altissima qualità = costi alti.
Marchio non blasonato: poca ricerca e sviluppo = (materiali più poveri e/o meno di qualità) = costi bassi.
Ad esempio penso a Canyon e al suo shapeshifter: come mai una soluzione così non è venuta in mente ad altri che essendo blasonati dovrebbero investire pesantemente in ricerca & sviluppo ?
Sarei curioso di sapere quali innovazioni hanno introdotto i marchi importanti in tempi recenti, a me SEMBRA che oltre a far sognare i propri clienti non apportino chissà quali grandi innovazioni nel settore mtb.

albertocave
albertocave

Comunque secondo me sono solo gran chiacchiere, la bici blasonata è quella che si fa guardare e fa esclamare dagli altri “oh quello ha speso 10mila per una bici”
I pantaloni di fendi mi coprono il culo come quelli di sisley, ma la società è apparenza e far mormorare la gente.
Quando giocavo c’era un paio di scarpe di un marchio “blasonato” da oltre 300€, uno della squadra se le era comprate, gli ho cjiesto a cosa servisse la suola in carbonio. Risposta sua, che risponde anche a noi: “Per far parlare i curiosi”.

manicomic
manicomic

Per me è un insieme di caratteristiche:
Notorietà del brand: quanto è noto il brand e da quanto tempo. Ha prodotto particolari innovazioni nel settore e/o modelli entrati nella storia del settore sia per fattori tecnici che emozionali.
Vittorie sportive: il brand è presente in gare di alto livello e atleti professionisti hanno vinto gare di rilievo con bici di quel brand? (olimpiadi, mondiali, coppe del mondo, grandi giri).
Vibilità: visibilità in negozi, fiere, riviste, siti web ecc ecc.
Posizionamento sul mercato: fanno o comunque sono noti per bici top di gamma e di qualità o per prezzi superbassi.

Ecco diciamo che è un insieme di cose, non è necessario primeggiare in tutte, ma comunque aiuta.
Poi ovviamente vi sono i brand “blasonati” per diffusione e storia: Bianchi, Specialized, Trek, Scott.
E marchi comunque blasonati ma noti solo per chi è dentro il settore ad esempio Santa Cruz.

La differenza con l’online non la farei, un pò in tutti i settore l’on line è nato come via economica, ma oggi non è piu’ così, brand come Canyon non possono essere definiti cheap, appunto perchè per quanto venduti solo on line rispettano alcuni dei punti che ho elencato prima.

lagranara
lagranara

io blasonato lo intendo riferito a quei marchi che per tradizione, capacità innovativa, ricerca, sperimentazione, qualità costruttiva hanno contribuito più di altri a costruire la storia della mtb. Credo che , al di là delle preferenze personali, marchi come Santa, Cannondale, Specy etc abbiano contribuito in maniera evidente al progresso tecnico dei nostri mezzi. Marchi più giovani hanno potuto quindi fare tesoro dell esperienza altrui per proporre i propri prodotti, che naturalmente possono essere in assoluto anche migliori, perché affinano tecniche e tecnologie costruttive già sperimentate. Questo succede sempre nella storia in qualsiasi settore commerciale.

DoubleT
DoubleT

sì!!!

therider
therider

Bell’articolo! Curiosità: come considerereste un marchio come Scott?

edimarco
edimarco

Come hanno detto prima di me (mi dispiace arrivare tardi ma a Roma non piove e quindi siamo usciti in bici), il blasone è lo stemma di famiglia. Ma non di qualsiasi famiglia: il blasone è delle famiglie nobiliari, che possono cioè vantare una tradizione risalente nel tempo e che hanno ricevuto il riconoscimento della nobiltà da altri. Portando questo nel mondo delle bici (ma anche in tutti gli altri settori industriali o professionali), secondo me sono blasonati i marchi che vantano una tradizione risalente nel tempo e che tale riconoscimento gli sia attribuito dalla generalità degli utenti. La pubblicità il marchio se la fa da sola e quindi non costituisce blasone. Le vittorie in gara fanno immagine ma non costituiscono blasone perché non sempre c’è l’altro criterio della risalenza nel tempo. Il prezzo alto ed inarrivabile ai più può essere indice di blasone ma solo se la qualità esclusiva è proporzionale al prezzo. Io risolvo così il quesito iniziale e riesco a distinguere un marchio blasonato anche se non si fa pubblicità da un cinese travestito. Scusate il pistolotto.

Riki174
Riki174

Giusta considerazione le tua (e di altri) riguardo al fattore tempo.
Ad esempio in F1 la RedBull è stata la miglior macchina x 4/5 anni di fila vincendo qualunque cosa…ma il blasone della Williams (che non vince una pippa da tempo immemore) non l’ha ancora raggiunto.
Poi il blasone si può anche perdere…pensate ad Alfa Romeo.

Alessio-7791
Alessio-7791

Se rompete un telaio blasonato sgorgherà liquido blu, avrete la conferma.
Quella è la differenza.

giorgiocat
giorgiocat

Dalla Treccani :blasonato /blazo’nato/ agg. [der. di blasone]. – 1. [appartenente alla nobiltà] ≈ aristocratico, nobile, patrizio, titolato. ‖ altolocato. ↔ borghese, plebeo, popolano, proletario. 2. (estens., giorn.) [di squadra, società sportiva e sim., che ha vinto molti tornei] ≈ titolato.
Quindi come dici tu Francesco nobile o titolato e in realtà anche l’uso che se ne fa è relativo a questi due significati con una prevalenza del primo, e cioè nobile , di pregio. Solitamente quando si parla di blasonato in ambito bici ci si riferisce a Santacruz e intense magari yeti riferendosi proprio al significato di pregiato, relativo direi alla qualità artigianale di questi marchi. E in questo caso bisognerebbe effettivamente domandarsi se ha ancora un senso perché oramai di telai non prodotti in stabilimenti di Taiwan quanti ce ne sono(attenzione non voglio dire che la qualità è bassa, tutt’altro)? E secondo me il discorso del prezzo ha molto a che fare con questo, ma questa è un’altra storia ( o forse è proprio la Stessa? ). In altri casi ci si può riferire a marchi che volenti o nolenti hanno fatto la storia del nostro sport e qui entrano specialized cannondale. Io da possessore di intense specialized e santaCruz penso che la prossima bici che mi prenderò sarà una yt proprio perché il discorso del pregio è quello che ho fatto sopra e la storia è storia. E poi perché secondo me quattromila eurini sono più che adeguati come prezzo per una top bike

Fabriziotor
Fabriziotor

Come sempre commenti divertenti.
Sappiamo tutti il significato del termine percezione?
Percepire, prendere coscienza intuitivamente di una realtà attraverso stimoli…
Nel settore mtb il blasone, come qualcuno ricordava, a volte non si accompagna con la tradizione (vittorie, qualità, etc.), ma è solo percezione frutto delle sapienti strategie del marketing. Il discorso sarebbe lungo, poichè qui non ci sono molti controlli e certificazioni tecniche obbligatorie come (ad esempio) nel settore motocilistico (è normale per mezzi che tutti i giorni viaggiano a poche decine di chilometri orari). Perciò la fuffa è più facile da trovare. Mi spiego meglio: Ancillotti ha tradizione, vittorie, qualità e tecnica da vendere, eppure è una bici di nicchia e costa meno di altri marchi percepiti come più “blasonati”. Alla base c’è il marketing che ti fa sentire quel marchio come più valido e quindi sei più desideroso di possederlo. Per chiudere alla base ci siamo sempre noi, pirla di acquirenti (scusante per il termine “acquirenti”), che siamo disposti a spendere tanti soldini (eurini), pur di possedere il nostro giocattolo. Qui a Genova si dice anche che è la legge del menga…

giorgiocat
giorgiocat

Piano con le parorole eh! Acquirente lo vai a dire a qualcun altro ; )
Ti straquoto!

colleenhamer
colleenhamer

Il blasone, o stemma, riporta alla mente la storia. Essendo ilnostro uno sport giovane i primi produttori di telai adottarono uno stemma, o blasone, per dare miticità al prodotto e al movimento. Questi primi produttori di fatto sono e rimangono quelli che hanno fatto la storia del nostro sport per cui quelli con maggiore esperienza.
Blasonati quindi perché più “antichi” e portatori dei valori della MTB.
Poi magari col tempo qualcuno si è anche sputtanato ma questa è un’altra storia ….

FOF
FOF

… e se facessimo questo giochetto: il blasone nella sua accezione originaria non è altro che lo stemma araldico, in poche parole l’insegna fuori dal castello, quali in ambito ciclistico ricordate o potete ricondurre ad un simbolo? La S di Specy, lo scudetto di Trek o Bianchi li ricordate? Credo di si, ora pensate ai simboli di Santa Cruz (?), Intense (???), Canyon (??????), credo che il numero di voi che li ricorda sia sceso drasticamente, passiamo ora a DeVinci, MDE, Haibike (ok… ok, non volevo esagerare). Credo che la nostra memoria, intendiamoci sui grandi numeri, rappresenti la risposta alla domanda, cosa solidifica il ricordo? Semplice: pubblicità, risultati sportivi, visibilità in generale, la qualità del prodotto non conta nulla in quest’ambito, forse all’opposto marchi artigianali e spesso sconosciuti sono oggi alla frontiera della qualità. Esempi: Ferrari/Pagani-Zonta, Ducati/Cr&S, Rolex/Patek Philippe, minestra lenticchie Knorr/lenticchie di Castelluccio di Norcia, noterete che il blasone nulla c’entra con il prezzo del bene, negli esempi fatti i marchi meno conosciuti sono anche i più costosi. Il denaro può tutto, deridere di noi e di se stesso allo stesso tempo.

gioskunk
gioskunk

Il discorso iniziale del marchio secondo me è un po’ riduttivo del concetto di “marchio blasonato”…. il discorso finale invece paragona marchi blasonati con prodotti più di nicchia ma sempre relativi a beni di lusso… boh nel complesso fila ma calza poco con il discorso secondo me..
Innanzi tutto fammi un esempio di marchio blasonato che vende ad un prezzo inferiore o uguale alla media dei prodotti “normali”…. salvo casi particolari il blasone è sempre sostenuto da una certa politica sul prezzo

ismael9178
ismael9178

Per me blasonato è il marchio che ha realizzato prodotti con cura, che continua a farlo con sperimentazioni serie, che non ha paura di tornare indietro o rivedere le certezze. Noi italiani ad esempio, siamo stati i Re se si considera il primo punto, poi ci siamo adagiati e abbiamo snobbato le mtb, restando indietro. Sperimentare non significa far passare le novità come una rivoluzione assoluta, ma farle entrare piano, dopo molte prove accurate, per questo non sempre i marchi blasonati citati nell’articolo meritano il blasone…

francifranci28
francifranci28

Blasonato=esteticamente affascinante=marketing imponente= creare aspettative da sogno nel cliente… Tutto il resto è una conseguenza, che molte volte non c’è, proprio perché L obbiettivo del riconoscimento da parte del pubblico ormai è stato soddisfatto. Molte volte scelte tecniche esoteriche ed scusive fanno portare alle stelle un brand che supportato dal marketing diventa di riferimento… In questa discussione non ho ancora sentito parlare di MDE o Ancillotti, a mio avviso marchi di nicchia ed esclusivi, non per tutti, d’altronde chi li ha nominati finora? Ma se si valuta il rapporto con il costruttore, il potersi far cucire addosso un telaio, la personalizzazione in qualunque momento è il consiglio di persone che hanno fatto della mtb un sinonimo di vita è qualcosa che va oltre il blasone…. Certo una Santa, yeti o bla bla bla danno linee sinuose, femminili, ricercate, soluzioni, che per la prima sono vecchie di 15 anni, per la seconda innovative ma che ricalcano la filosofia del marchio yeti. Ma ammirare il lavoro del saldatore sui telai MDE o Ancillotti è qualcosa di più… Le vittorie poi le fanno gli atleti, fino a prova contraria il nostro sport e ancora uno di quelli dove il fattore uomo è quello preponderante. Quindi se pedalò con la doppia, con una 26, con 5 spiacer sotto lo sterzo a tutti gli altri cosa ne interessa? In anni di gare ho solo capito una cosa, che solo il numero ha ragione, tutti gli altri hanno sbagliato chi più chi meno, il secondo è… Read more »

luca.pejrani
luca.pejrani

Francamente non saprei, potrei dare una valutazione, che legherei all’immagine del marchio, più che ai successi sportivi e alle vendite e che quindi sarebbe per forza di cose soggettiva ed emotiva, piuttosto che oggettiva e razionale.
Quanto a me, piuttosto che a marchi blasonati tengo a rivolgermi a marchi che al momento condividono la mia visione del settore

Devastazione
Devastazione

Eh si eh, eeeehhh si si si, obbiettivamente si, ci mancherebbe.

Devastazione
Devastazione

No ma poi certo,ecco,non so se mi spiego….la cosa è palese no ? È ma insomma,è !!

Post della domenica per far scatenare la guerra :-). Mi faccio du fette di salame e una birra va. E domani vado sul bitume con la mia blasonata Spedialized,mentre la mia sfigata canyon la uso per il fango…

Pietro.68
Pietro.68

io di solito quando la discussione su un modello vira sul più o meno “blasonato” mi annoio.
Anche perchè fra i listini dei cosiddetti “blasonati” si vedono, specie nella fascia medio bassa di prezzo, dei prezzi che sono offese al pudore…. Però quelle aziende ci marciano su ste cose e molti di noi, per un adesivo sull’obliquo, sono disposti a pagare di più.

simo89
simo89

Gente che cerca definizioni sul vocabolario, gente che sostiene quello piuttosto che l’altro, gente che spende e altri che cercano di risparmiare, gente che quando piove sta a casa e altri che escono lo stesso, il mondo è bello perché vario. Poi per me il marchio blasonato MADE IN ITALY è sicuramente BIANCHI. Non focalizziamo l’attenzione solo sull’enduro e dh che sono le due discipline di cui si parla di più sul forum.

tagnin
tagnin

siamo alle solite, ognuno cerca di autoconvincersi che la propria scelta è la migliore: a me piace avere la S sbisciolante sulla scatola sterzo, a te non va giù perché devi convincerti che sia meglio la tua con la forcella monca , a me fa cacare la Decathlon perché costa poco, tu sei convinto di avere un rapporto qualità prezzo imbattibile ecc ecc, quell’altro c’ha la fat ma l’ultimo ha preso la 650B high volume che DEVE essere una figata, per forza

non se ne esce

sunsetdream
sunsetdream

Hai ragione. Basta dichiarare semplicemente i propri gusti, e il proprio modo di giudicare una bici. Con nomi e cognomi, io l’ho fatto, ma a quanto pare la chiarezza non a tutti piace.

fredricamx
fredricamx

A prescindere dal blasone e dall’effettiva qualità è sempre il portafoglio che dice l’ultima parola.

tagnin
tagnin

sì, anche nel senso che nessuno vuol passare per fesso, sia da un lato che dall’altro, se uno ha l’XX1 non ha piacere a sentir dire che il Deore 3×9 funziona uguale, e viceversa

menollix
menollix

In altri sport il blasone è dato dai titoli / vittorie conseguiti!
I marchi blasonati nella mtb sono quelli che … vendono al prezzo più alto.
Vuoi per design sempre azzeccati, vuoi perchè sponsorizzano i più forti, vuoi perchè vendono milioni di bici…

gotto
gotto

Blasonato = importante
Più blasonato = più importante
Meno blasonato = meno importante

Ne scaturisce un valore: l’ importanza.

LE AZIENDE CHE RIUSCIRANNO AD INTERPRETARE AL MEGLIO QUESTO VALORE, NEL TEMPO SARANNO GIUDICATE LE PIU’ BLASONATE.

Se ho scritto una minkiata chiedo scusa ma almeno è tuuutta farina del mio sacco 🙂

La classifica la lascio a voi!

Lucky86
Lucky86

Purtroppo c’è poi il discorso del post acquisto. Una bici di nicchia o comunque meno diffusa poi rischi di non venderla più! Provate a prendere una ktm da enduro che nessuno conosce e poi metterla in vendita! Putroppo è meglio prendere qualcosa che hanno tutti se poi si vuole avere un certo valore e una certa rivendibilitá. Non discuto sulla qualità ma per blasone io intendo il marketing che è stato fatto attorno e soprattutto la risposta dei clienti e quindi la diffusione generale delle bici e il desiderio di averle, questo fa sì che il marchio sia più desiderato e quindi abbia più valore. È quasi un discorso di quotazione, una cosa immateriale e non misurabile e non uguale per tutti in senso assoluto.
Se domani si scoprisse oggettivamente che il carro santacruz fa schifo rispetto agli altri non la vorrebbe nessuno e addio blasone ma non è così misurabile perciò, con tutto ciò che ci raccontano anche sulla qualità del carbonio continua ad avere ottimo blasone, anche perché ben poco di quello che ci raccontano è verificabile…. così in ogni campo e settore, non solo sulle bici.

sunsetdream
sunsetdream

Esatto. In più se giri con una Santa sei un”figo”, e tutti te lo riconoscono.

diegobiker
diegobiker

Il marchio “blasonato” è quello che grazie allo studio ed alla progettazione ha realizzato un prodotto di alta qualità e ottime performance, che ha permesso negli anni (il blasone si acquisisce negli anni) di conquistare un pubblico di fascia bassa per l’estetica e la funzionalità, ma che ha permesso anche di vincere ad atleti valorosi, alcune delle gare più importanti. Il blasone a mio avviso è un cocktail di tutte queste cose unito poi ad un servizio di assistenza qualificato e ramificato nel territorio.
Per spostarci in ambito automobilistico, sia Ferrari che Lancia che Lamborghini sono marchi blasonati.
Per la Ferrari c’è poco da dire piace a tutti ed ha vinto, Lancia piaceva a molti ed ha vinto tanto, ora si è un pò persa ma il blasone rimane…Lamborghini non ha vinto una mazza ma ha vinto sul mercato….

Lucky86
Lucky86

È vero quel che si dice sulla storia del marchio ma è solo una parte, il blasone non è altro che l’interesse che crea il nome quabdo viene nominato. Quindi se si crea interesse anche dall’oggi al domani per il lancio di un prodotto innovativo e lavorabdo bene di marketing, magari ungendo le persone giuste, ma comunque facendo le scelte corrette, si crea blasone del marchio.
è corretto che funzioni così nel mercato.
poi mantenerlo non è facile, per parlare di auto per me Lancia non è più blasonato… ha perso tutto o quasi tutto quel che aveva non essendo abbastanza capace di rinnovarsi o forse per le scelte sbagliate in fiat, quindi il blasone si fa e si disfa ma non è altro che l’interesse e il desiderio in quel periodo dei propri prodotti.
ciao

teoDH

Nell’elenco fatto di marchi blasonati ce ne sono solo due: Yeti e Intense, unici due marchi nati nel totale artigianato, che fino a pochi anni fa (fino all’inizio dell’era enduro) producevano in sede il 90% dei loro telai, che nel tempo hanno acquisito “il blasone” grazie ai progetti che hanno sviluppato, Yeti è stata sempre all’avanguardia nella ricerca di sistemi di sospensione, Intense ha di fatto “inventato” le DH, gli altri, imho, sono grandi marchi industriali, con più o meno pregio, ma definire specialized un marchio blasonato quando produce bici con livello poco maggiore di quelle del decathlon con prezzi da alto artigianato mi sembra poco corretto verso i veri “marchi blasonati”, idem per trek, giant, cannondale, grandi industrie che fanno senza dubbio buone bici, ma che non possono essere messe a lato di Yeti o Intense…

Ed oggi, ahime, anche quei due marchi si sono piegati alle dinamiche di delocalizzazione perdendo gran parte della loro identità, e gran parte del loro blasone… oggi l’industria MTB è diventata una macchina per fare soldi tutta Taiwanese basata su dinamiche di marketing che sinceramente ancora non capisco, a soprattutto sta cavalcando un momento di mercato dove non conta come fai le cose, non conta cosa offri al consumatore di realisticamente utile, ma solo come glielo presenti e quanto sei bravo a fargli credere che serva.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Quando ho letto che Intense ha inventato le DH… mi si è accapponata la pelle!!!

Tronicox
Tronicox

A dire il vero quelli che vanno in giro con marchi blasonati li trovo un poco sfigati….. 🙂 io preferisco girare con mezzi più proletari, addirittura nella mia vita ho comprato anche una bici Decathlon….. adesso che ci penso ne ho prese due e andavano pure bene.
Il blasone lo lascio a quelli fighi, preferisco i termini prestigio, qualità, funzionalità, guadagnati sul campo, secondo me si adattano meglio ad una bicicletta.

raven
raven

Due punti:
1)blasonato non vuol dire nulla. E un termine usato in modo non corretto e che si applica a valutazioni personali. Non avendo un fondamento oggettivo non e possibile discuterne in modo sensato. Per alcuni Canyon e “blasonato” per altri Cannondale per altri Merlin. Una discussione sul termine blasonato non ha alcun fondamento.
2)Più senso avrebbe parlare di brand equity. In questo caso si può ragionare in modo strutturato. Non si deve riscoprire l’acqua calda, e una tematica trattata da innumerevoli autori e con un impianto teorico chiaro.
Se si vuole chiacchierare senza dover concludere va bene parlare di blasone, qualora si volesse approfondire consiglio di spostare la discussione sul concetto di brand equity e delle sue componenti, oggettive e misurabili. Sarebbe forse la volta buona per fare un po’ di chiarezza sul tanto vituperato marketing, oscura potenza misconosciuta ai più…

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Finalmente un commento che va nella direzione in cui speravo.
Dopo tanti commenti su cosa e quali siano i “marchi blasonati” nei quali ciascuno ha commentato, in alcuni casi ribadito… e in altri casi addirittura assillato con la sua versione personale, spesso fin troppo personale, fino a sfociare in qualche caso nel fantasy o nel “bizzare”, finalmente qualcuno insinua il dubbio che il termine “blasonato” abbia alcun senso compiuto. Finalmente si mette in discussione la validità stessa del concetto di “marchio blasonato”. Finalmente si coglie il senso finale della mia riflessione!
Grazie

FOF
FOF

Quello che non capisco è per quale ragione i lettori avrebbero dovuto cogliere il senso finale della tua riflessione? Personalmente credo che ognuno nella propria ingombrante autoreferenzialita’ ed insano egocentrismo volesse semplicemente dire la propria. Che il termine blasonato non abbia alcun senso compiuto è semplicemente il tuo punto di osservazione sulla questione ed il fatto che tu stesso abbia lanciato il sasso per primo non significa che pesi più di quello degli altri.
Se poi vogliamo parlare di Brand Equity non possiamo tralasciare quale elemento fondante la valutazione del P/E, magari poi passiamo ad una bella analisi per flussi allo scopo di valutare il Cash Flow della società, e giù di Stato Patrimoniale! Magari valutiamo anche i consolidati alla luce delle politiche fiscali infragruppo!!!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Il commento di @raven ha in gran parte condiviso il mio pensiero. Ringraziandolo per aver colto il senso della mia riflessione, non ho in alcun modo attribuito minor valore agli altri commenti. In ugual modo tutti i commenti sono importanti… compresi quelli obiettivamente un tantino “sopra le righe” e/o fuori tema.
Inoltre, non ho affermato che il concetto di “marchio blasonato” non abbia senso compiuto, sono parole che mi stai attribuendo tu. Ho solo apprezzato che finalmente il concetto stesso venisse messo in discussione, che è il senso dell’articolo. Viceversa, se l’intenzione fosse stata quella di stilare un elenco di “marchi blasonati” secondo i nostri lettori, avremmo fatto un sondaggio!

FOF
FOF

Forse comincio ad avere delle difficoltà esegesitiche “finalmente qualcuno insinua il dubbio che il termine “blasonato” abbia alcun senso compiuto” sembrava proprio voler significare che la ritieni una considerazione corretta. A questo punto la distanza non è nei contenuti…

Francesco Mazza
Francesco Mazza

No, significava semplicemente che “finalmente qualcuno insinua il dubbio”, ovvero proprio quello che ho scritto, senza che gli si voglia attribuire altri significati. Nel dettaglio, significava che finalmente si è cominciata a guardare la riflessione, e la discussione che ne consegue, anche da un lato differente, che prima del commento di @raven ancora non era stato preso in esame. E con questa è la terza (e ultima) volta che cerco di spiegarmi.
A questo punto spero tu ti metta in condizioni di voler comprendere quanto sto scrivendo poichè, senza scomodare l’esegesi in ambiti così futili, presumo che la responsabilità del misunderstanding sia semplicemente da imputare all’atteggiamento negativo e ipercritico con il quale ti poni nei confronti di quanto scrivo.
Se posso permettermi, e con questo chiudo, non credo sia il caso di eccedere nel prendersi sul serio.
Buone pedalate! 😉

raven
raven

FOF il punto e questo. Non c’e stata alcuna riflessione, solo un elenco di nomi per avvalorare la propria tesi. Per rispondere al tuo secondo punto “Che il termine blasonato non abbia alcun senso compiuto è semplicemente il tuo punto di osservazione sulla questione” non e corretto. Parlare di marchio Blasonato ha la stessa valenza di parlare di marchio Colorato. Marchio + blasonato non indica nulla oggettivamente. Soggettivamente si possono aggiungere valori e connotazioni, ma nulla di diverso di quanto si potrebbe fare con marchio + colorato. Brand equity e Price earnings hanno ben poco in comune, specialmente se il brand non e quotato.. il cash flow ti consiglio di analizzarlo prima del P/E e lo stato patrimoniale lo guarderei prima ancora di iniziare qualsiasi analisi tecnica, ovviamente ti consiglio di lavorare sul consolidato, i reporting non servono a molto per queste analisi. Scherzi a parte nel concetto di brand equity confluiscono molte delle domande e delle parziali risposte che sono affiorate nella discussione. Ti consiglio di guardare “share of mind” e posizionamento visto che sei un amante della teoria

FOF
FOF

Conosco perfettamente l’argomento, la mia era una provocazione dettata dalla volontà di riportare la discussione ad un contendere maggiormente tangibile e condivisibile dai lettori del forum.
Se proprio devo però:
– il P/E è la sublimazione di ogni valutazione, che il titolo sia quotato su mercati primari, secondari, OTC, interni, non ne sminuisce la potenza predittiva;
– a parità di P/E gli operatori sceglieranno sempre e comunque di operare su titoli da Brand Equity più forte (alla faccia dello scarso legame);
– il Cash Flow in quanto flusso finanziario posso valutarlo disgiuntamente dal P/E, dipende da cosa voglio sapere;
– concordo ovviamente sulla precedenza dello SP ad ogni analisi per aggregati, indici, flussi, ecc;
– il consolidato si valuta in conclusione anche se le dinamiche commerciali e fiscali infragruppo sono immediatamente evidenti;
– ben conosco la valenza della “quota di mente”.

Se ritieni puoi reperire i dati di Brand Equity dei marchi oggetto della discussione, se li trovi…

raven
raven

Dai il P/E non e la sublimazione di nulla..e uno dei tanti elementi utilizzabili. Con ampi limiti. Ha senso tra comparable ed ha un limitato potere predittivo, specialmente se si considera la growth. Non ha alcun senso nel nostro discorso…
Gli operatori? cio e’ chi non ha comprensione di prodotto/settore/mercato e usano solo multipli ed indici? Se intendi che si può inserire la (difficilmente misurabile in modo puntuale) “brand equity” nella growth (g) ok, il resto non ha molto senso… Certamente il cash flow lo calcoli come e quando vuoi. Ritengo pero molto più indicativo valutare un azienda scontando tramite wacc l’operating cash flow rispetto ad un banale P/E. Il pezzo sul consolidato non l’ho capito. Se il gruppo redige un consolidato quello si usa. Se conosci la quota di mente allora capisci perché l’ho menzionata. Che il P/E sia la sublimazione di ogni valutazione mi fa venire la pelle d’oca, ha contribuito a creare generazioni di manager incapaci di eseguire strategie aziendali sensate……!

FOF
FOF

Concordo sul fatto che l’Ebidta non aggiunga nulla al ragionamento relativo al blasone dei marchi ciclistici, devo però dissentire nuovamente sulla sua valenza: il P/E è l'”Indice”, meglio tra comparable? certo, poco predittivo?quale quoziente mi consiglieresti di valutare allora? L’analisi per indici non è l’oracolo di Delfi! Tutto deve essere valutato alla luce delle mille sfaccettature che compongono l’insieme ma rimane il fatto che chiunque debba investire o
Il proprio denaro in una società (istituzionali, banche, privati, ecc) parte proprio da li, purtroppo è una realtà, tutto deve essere valutato alla luce delle mille sfaccettature a cui fai riferimento ma chi deve salvare un numero prende il P/E.
Tutto quello che aggiungi e’ corretto, Cash Flow Operativo (io lo chiamo la vasca), quota di mente, ah mi sono letto anche il ragionamento relativo alle fasi vita del prodotto.
Gli operatori? Sono loro a decidere sulla vita di un azienda quotata, una decina di fondi di Private Equity possono tutto.
Chiudo dicendo che i manager di cui parli sono quelli che fanno sistema e marcato ancora oggi, l’attuale generazione di vertice e cresciuta a pane e
Bocconi e ti assicuro che questi ragionamenti sono più all’ordine del giorno di quanto pensi nelle aule.
Smetto di annoiarti, non farò il ragionamento sul consolidato.

giorgiocat
giorgiocat

Ma veramente blasonato un senso ce l’ha che lo si voglia (che tu lo voglia o che Francesco lo voglia, perdonatemi entrambi ) o meno ed è quello che è dato perfettamente dal vocabolario (non è che voglio fare il “puntiglioso” però visto che sembra che si vogliano fare delle affermazioni assolute, e giungere a verità incontrovertibili ), cioè nobile o titolato, che attenzione letteralmente hanno lo stesso significato (il nobile è colui che ha un titolo, di conte , di duca o di marchese, ecc) . Se sul primo di questi significati si può avere qualcosa da dire (però se esiste un marchio che fa le cose artigianalmente in maniera altamente qualitativa, in base al vocabolario lo si può definire blasonato), sul secondo non c’è molto da dire : il marchio più blasonato è quello che ha vinto di più. Certo in tutte le discipline, in una sola, sono questioni che possono generare equivoco. Certo poi si potrebbe riflettere su come un termine abbia la capacità di rappresentare e di ” significare” la realtà, ma questo vale per tutti i termini (e non mi voglio inerpicare per i ripidi sentieri della semiotica). Altro discorso ancora è l’uso che se ne fa di un termine magari impropriamente, ma che comunque conferisce ad un determinato termine un significato connotato, cioè condiviso da una comunità (il forum per esempio), e qui arrivano i caxxi nel senso che può anche non esserci un’interpretazione condivisa di un termine, come sembra emergere da questa discussione.… Read more »

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Bene @giorgiocat, hai in pratica ripreso e rielaborato quanto ho detto in principio nell’articolo, etimologia del termine compresa. Il senso a mio avviso è proprio quello che hai analizzato. Non si può negare che il termine “blasonato” abbia un significato… ma che significato ha questo termine se riferito ai marchi di MTB? A quanto pare, basandosi sui commenti a questo articolo, ognuno conferisce un proprio significato a questo concetto. Si evince che, a fronte di molti significati differenti, spesso opposti tra loro, diventa poco utile e sensato fare ammiccanti riferimenti ai “marchi blasonati”, quando è emerso che non ha un significato universalmente riconosciuto dalla collettività di persone che utilizza questa stessa espressione. Un po’ come parlare del Messia a un pubblico multietnico… prova a vedere cosa ne esce! 😀

raven
raven

Giorgio ovvio che il termine blasonato esiste. Il dibattito e’ sull’uso in congiunzione con marchio. Indica qualcosa? ovviamente si, si potrebbe dire, come tu affermi, marchio che ha vinto di più. Ma che valore aggiunge quando si sceglie una bici? Come lo identifichi? Serve? Il dibattito sarebbe dovuto incentrarsi su questo. Lo spunto di riflessione nasce dal fatto che l’epiteto fisso “marchio blasonato” viene usato un po’ a caso e spesso viene confuso con “forza del brand” o visibilità (o simpatia personale).

gotto
gotto

sapevo di questo https://books.google.it/books?id=d6ZqigkA4G0C&pg=PA64&lpg=PA64&dq=assegnazione+del+valore+di+importanza+in+una+azienda&source=bl&ots=Itp_wwOb1U&sig=pyIhrMlVGpwcx34gb5I7PIGRTT0&hl=it&sa=X&ei=zXPqVPuQJMnmywPS3IDYCw&ved=0CCYQ6AEwAw#v=onepage&q=assegnazione%20del%20valore%20di%20importanza%20in%20una%20azienda&f=false ma poi la mia mente contorta ha voluto esprimere un altro parere in cui continuo a credere con convinzione e con il fine della divulgazione del messaggio. Il blasone bisogna guadagnarselo, non solo, anche saperlo mantenere.

giorgiocat
giorgiocat

Mah ragazzi speriamo che smetta di piovere prima o poi, così rimettiamo il vocabolario nello scaffale e andiamo tutti a pedalare con la bici che ci pare…anche una graziella 😉

markito79
markito79

io vorrei comprare una bici blasonata..ma on-line…..posso farlo o mi si blocca il PC???

Deroma
Deroma

solo se lo fai da un I-mac

Anto62
Anto62

C’è forse un errore di fondo. Una bici non può, come un auto, un gioiello o un vestito aver titolo nobiliare, ovvero blasone. Si tratta di un prodotto del lavoro e quindi appartine di fatto al terzo stato. È chi la possiede che ostentando la ricchezza di avere un marchio costoso riceve blasone. Poiché ho la bici del csmpione del mondo, sono un figo,sono come lui un vincente. Vale per tutti i settori, non solo per le bici. E vale anche il discorso contcontrario:hai la prinz verde bottiglia, e la Pina come gnocca, sei Fantozz!

KATARRUSO
KATARRUSO

Tanti marchi di bici buone ci sono.
Tanti marchi di bici on line sono buoni a loro volta
Poi ci sarebbero i marchi di nicchia e super nicchia conosciuti solo da 4 gatti. Che sono feticisti del materiale e forma, oppure praticanti hard-core pesi che sanno distinguere soluzioni funzionali.

Un marchio blasonato forse e un marchio che ha fatto la storia del ciclismo, vuoi per vendite, innovazioni, soluzioni geniali, ciclisti titolati e gare vinte. Io ritengo anche importante credere in quello che fa un azienda. E tendo ad acquistare conoscendo la filosofia di prodotto e aziendale.
Le politiche e l’etica hanno un certo peso ormai.

Il discorso vecchi marchi c’è nel settore mtb
Ma e molto più avvertibile nel settore strada.
Dire cinelli, bianchi, Legnano, nisi mavic eccc
Non è proprio come dire canyon o rose.
Fermo restando che fanno ottimi prodotti.

Tantissimi ciclisti hanno quel non so che di romantico amarcord .
Che ammettiamolo; ci fare anche la lacrimuccia in certi casi.

Cia

e.paleari.01
e.paleari.01

Per me Il blasone é sicuramente collegato con la storia del marchio, in particolare un marchio che nel tempo si e affermato come qualitativo e valido.
Prendiamo la tanto rinomata Apple:nel 2007 esce I Phone 2 g e diventa la punta di diamante della telefonia mobile. Tutt’oggi Apple ne risente e anche se i nuovi i Phone sono al livello di altri tell di marchi meno blasonati, se hai i soldi prendi i Phone (io nn lo farei)

Da non confondere con il blasone a mio parere é la notorietà del marchio:la mia bici é un anthem xo della giant, marchio molto conosciuto, ma non nella mente del collettivo come un marchio di prestigio elevatissimo e qualità e prezzi da NASA.
Eppur va da dio la mia Anthem

gotto
gotto

La customers satisfaction “UP” nel tempo porta il marchio al successo, da lì ne deriva il marchio blasonato.

Se oggi aprissi un’ azienda con un mio marchio, una eventuale stima per chi sono, per quello che faccio e per come lo faccio, potrei riceverla anche nel breve termine (quantificato generalmente comunque in anni).

L’ eventuale stima congiunta (il famoso blasone) probabilmente la raggiungerei in una vita e potrebbe proseguire, se i miei figli continuassero a crederci con lo stesso amore e la stessa passione.

gotto
gotto

Quindi..cosa voglio dire in sintesi…

Che
N. 1 Arriva il mio nome (sotto simbiosi di marchio)—da lì il termine blasone con araldiche etc. ect.

N. 2 Il marchio blasonato.

Posso capire che qualcuno non condivida, ma sarà difficile farmi campiare pensiero.

gotto
gotto

* cambiare (scusate).

pablos
pablos

Posso dirlo??Esula un pò dall’ argomento, ma quì si è parlato più volte di Yeti come innovatrice e sperimentatrice, però però…vederla dall’ altro lato no?Cioè, sti cambi regolari di sistema di sospensione non fanno pensare che forse quello precedente è stato toppato?Perchè se avesse funzionato a dovere perchè cambiarlo, magari meglio svilupparlo semplicemente.Quindi o è il caso sopra (e a questo punto vuol dire che quando hai creato quello precedente non sapevi cosa stavi facendo) o stravolgi tutto regolarmente per creare aspettativa e di conseguenza vendere.Non ci sono altre alternative.Non è verosimile che il sistema successivo sia straordinariamente superiore a quello precedente, perchè questo significherebbe anche il resto del mondo della bici sia fermo al commodere 64.Sono sicuro che se un altro brand avesse adottato la stessa politica avrebbe fatto poca strada.Sono bravi a innovare il mercato, la tecnica meno di quanto si crede (percarità estetica ammiccante), oltretutto così svaluti anche il progetto precedente, che non è bello.
Questo per dire cosa?Che semplicemente, senza andare nello scientifico, la risposta è nella più banali delle debolezze umane, l’ irraggiungibiltà, che in questo caso è determinata dal prezzo.
Sono sicuro che se lo switch infinity fosse apparso sulle povere Rockrider avrebbe fatto storcere il naso ai più, perchè proprio bello non è insomma!

raven
raven

Nulla di strano, si tratta di ciclo di vita del prodotto. Nella fase iniziale e possibile innovare tecnicamente, la capacita di difendere il vantaggio tecnico consente di differenziare ed alzare il prezzo. Nel prosieguo naturalmente si arriva in una fase in cui l’innovazione di prodotto e più difficile. Si può quindi scegliere se innovare in altre aree (servizio, immagine ecc) fare guerra di prezzo o, cercare di forzare un ulteriore evoluzione tecnica che consenta di far ripartire il ciclo.

Buffo il tuo esempio: “Sono sicuro che se lo switch infinity fosse apparso sulle povere Rockrider avrebbe fatto storcere il naso ai più, perchè proprio bello non è insomma!”

Lo sai vero che lo switch di Yeti e molto simile al neuf proprio di Decathlon?

raven
raven

“Cioè, sti cambi regolari di sistema di sospensione non fanno pensare che forse quello precedente è stato toppato?Perchè se avesse funzionato a dovere perchè cambiarlo, magari meglio svilupparlo semplicemente.” Questo e il punto a cui mi riferivo nel commento precedente.

gotto
gotto

Se ho scelto Trek è perchè me la sono fatta assemblare come mi è parso. Secondo me il passaggio cavi e il carro full-floater sono una delizia, unitamente all’ armonia del prodotto.

sunsetdream
sunsetdream

Vi saluto tutti (autore e lettori a pari merito) e vi ringrazio per la divertente discussione. Ho passato qualche ora divertente e appassionata (come sempre da quando frequento questo forum). Vi auguro le migliori curve e le più fiere salite!!

pablos
pablos

@Raven
Lo switch (prima versione), che tra l’ altro apprezzo esteticamente è similissimo al neuf, anche se il comportamento dell’ eccentrico in basso è diverso dal sistema rockrider proprio perchè ad un certo punto della corsa inverte la sua rotazione (switch appunto) ed è proprio questo a determinare il fantomatico vantaggio.Ora che vada bene non lo metto in dubbio, ma alla fine è un normale vpp camuffato.Altro discorso è lo switch inifinty, cioè l’ ultima generazione (e quì non mi esprimo con pareri tecnici perchè se no mi linciano), quella con i due moncherini incastrati vicino all’ mc.Ma sarà bello??Io non riesco proprio a metabolizzarlo!Che poi sfrutta parte dei principi della sospensione su guide della 303 vecchio di 10 anni, quindi anche quì niente di particolarmente evolutivo no?Però l’ ha fatto Yeti.Anche Vasco Rossi ha delle canzoni orrende, però sono sue, le avesse cantate Masini….

pablos
pablos

Dimenticavo, altre case che hanno tenuto fede al loro sistema hanno avuto un ottimo riscontro alla fine, ed è stato sviluppato talmente bene negli anni da non pagare affatto con sti voli pindarici che a me disturbano un pò (ovviamente è soggettivo), voler essere originale a tutti i costi non paga sempre, a patto che come yeti non sei bravo a creare apparenza (che non è facile attenzione) allora t’ inventi qualcosa, anche per non pagare i brevetti o dimostrare che ti sei piegato all’ idea (funzionale!) di qualcun’ altro.Buh, sarà che bado alla sostenza, ma io in quel marchio non vedo tutta s’ evoluzione, in termini di sospensione sempre.Poi ripeto, belle lo sono, a parte l’ infinity ovviamente!

marco bot 00
marco bot 00

Il nocciolo della questione non sta tanto nei marchi… Loro fanno il loro mestiere, vendono bici e giustamente usano la comunicazione e il marketing per cercare di concretizzare i loro obiettivi di vendita.
Il problema piuttosto sta nella testa di chi compra le bici che accetta in modo acritico e prende per veri i messaggi che i marchi passano con la loro comunicazione pubblicitaria, il marketing e tutto il resto…

 

POTRESTI ESSERTI PERSO