L’arte del Surplace!

L’arte del Surplace!

31/05/2012
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31/05/2012

Oggi si inizia ad allenare l’equilibrio!!!

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Per prima cosa voglio dire a tutti che il surplace non è semplicemente un elemento estetico per farsi i fighi con gli amici o per non sganciare i pedali al semaforo…. il surplace è una tecnica chiave nell’affrontare percorsi tecnici e sconosciuti, cioè guidando “ad occhio”. Chi pratica all mountain o escursionismo in generale, avrà sicuramente incontrato passaggi tecnici su percorsi sconosciuti, da affrontare a velocità quasi nulla…. chi ancora non li ha incontrati li incontrerà nella sua carriera di biker… ebbene è proprio qui che una buona padronanza del surplace ci viene in aiuto. Ricordatevi che minore sarà la velocità, minore sarà l’effetto giroscopio, e cioè quell’effetto fisico che tende a tenervi in equilibrio grazie alla rotazione delle ruote. Il surplace è appunto la situazione estrema, in cui questo effetto è nullo e l’equilibrio dovete crearvelo totalmente da soli. Per iniziare vi conviene mettervi in leggera salita, poi in piano ed infine in discesa, situazione dove la manovra risulta più difficile poiché bisogna usare bene i freni e non si ha una spinta anche se minima per arretrare di qualche cm (come succede invece in salita).

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Per prima cosa il surplace si fa IN PIEDI SUI PEDALI…. farlo seduto è decisamente più difficile. Dovremo andare a sfruttare tutta la mobilità laterale che ci permette di avere il nostro corpo e la nostra bici, questo significa che la possibilità di inclinare la bicicletta da un lato (cosa possibile solo da in piedi) sarà di fondamentale importanza per la buona riuscita dell’esercizio. (È possibile farlo anche da seduto, è solo molto più difficile perchè si ha meno margine di errore/ di recupero proprio per la minor mobilità sul mezzo).
Altro aspetto fondamentale legato ai piedi è che questi devono stare paralleli al terreno, o meglio i piedi devono stare alla stessa altezza, e non uno su e uno giù.
Scegliete quindi il vostro piede preferito, di solito quello che tenete davanti durante le discese o quando dovete affrontare ostacoli. Questo sarà il pedale principale, l’altro invece è accessorio come dimostra la foto in cui tengo un piede sollevato, proprio per farvi capire come vanno distribuite le pressioni sui pedali, e cioè tutto su quello principale.

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Vediamo braccia e corpo. Per stabilizzare il tutto, conviene girare discretamente la ruota ant (circa 45%…) nel verso opposto al vostro pedale principale. Questo farà sì che l’avanzamento del ponte di comando nonché dell’avantreno della forcella vadano a caricare il sistema bici-uomo dalla parte opposta al pedale scelto precedentemente. Bisognerà allora giocare su queste 2 forze opposte (piede da una parte, braccia dall’altra) affinchè possano equilibrarsi e mantenerci in equilibrio.
Il mio consiglio è inoltre di tenere il peso abbastanza avanti, cioè caricato sulle braccia (che saranno leggermente piegate per poter avere più mobilità possibile), ma è possibile in realtà variare il carico in base alla pendenza o agli ostacoli che bisogna affrontare (esempio nelle partenze del 4x si sta in surplace contro il cancelletto e durante la fase di preparazione-partenza si ha un grosso spostamento di carico prima indietro e poi in avanti nonostante si stia sempre fermi).

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Altra cosa fondamentale è lo sguardo… guardate avanti, un punto lontano, anche se siete fermi vi stabilizzerà. Guardare verso il basso o la ruota anteriore vi farà perdere solo equilibrio e concentrazione.

Facciamo un esempio.
Io per natura ho il piede destro avanti, questo significa che andrò a caricare il piede destro che si troverà in posizione avanzata, come per partire a pedalare. Questo carico cercherà di inclinare la mia bicicletta verso destra appunto. Fatto questo andrò a sterzare verso sinistra, e caricherò con le braccia il manubrio proprio per fare sì che questa forza generi un’inclinazione del mezzo verso sinistra.
A questo punto se sentissi che sto cadendo verso destra andrò a spostare il peso del mio corpo leggermente avanti per caricare di più le braccia e quindi aumentale la componente che mi “raddrizza” verso sinistra, viceversa se sentissi che il mio baricentro si starà spostando verso sinistra andrò ad arretrare e a caricare maggiormente il pedale affinchè si ristabilisca l’equilibrio del sistema.

Mi raccomando di non fare movimenti bruschi ed estremi, si tratta sempre di piccole correzioni. Maggiore sarà il vostro livello di equilibrio e di allenamento e minore saranno le correzioni e i movimenti da fare. Inoltre è fondamentale non avere paura di inclinare la bici e utilizzare tutto il corpo perchè proprio in questa tecnica è fondamentale poter spostarsi sopra il mezzo per cercare sempre l’assetto giusto.

Vediamo poi brevemente un altro tipo di surplace… meno utile forse su percorsi naturali (al massimo si potrebbe utilizzare in salita su percorsi particolarmente accidentati, quasi trialistici), ma molto utile per le gare (partenze) tipo 4x ecc.
Questo surplace si fa appoggiando la ruota anteriore contro un muro o cancelletto o altro, e andando a caricare proprio la ruota anteriore con quasi tutto il peso del corpo. Qui i pedali hanno una funzione marginale… si vedono spesso infatti in partenza persone che in questa posizione pedalanno addirittura all’indietro per scaldare i muscoli. Qui a gestire l’equilibrio sono le braccia, e per farlo vanno a imporre una grossa pressione sul manubrio e quindi sulla ruota anteriore che, schiacciata contro il muro (spesso cancelletti in discesa!!), non avrà possibilità di movimento laterale…. In questo modo la ruota rimarrà ferma e il carico applicato sul manubrio andrà a stabilizzarci.

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Ingrediente segreto “uso dei freni nel surplace”

(Valido solo per surplace in spazi aperti, non valido per surplace contro il muro in cui non si utilizzano i freni poiché il muro è il nostro freno come detto.)

Nella tecnica del surplace aiuta molto utilizzare il freno anteriore completamente serrato per rimanere fermi, e lasciarlo completamente per ritrovare l’assetto in caso di piccolo spostamento. Il freno posteriore invece dovrà essere “accarezzato” e non serrato. Questo aiuterà infatti a permettere a quel piccolo spunto dato dalla pedalata di rimetterci in assetto e farci ritrovare l’equilibrio. Tenere bloccato il posteriore con i freni moderni significa non permettere in nessun caso alla ruota di muoversi, annullando perciò l’effetto della spinta del pedale, o ritardandolo nel caso ci fosse bisogno di muoversi in avanti di qualche cm….
Ricapitolando:
freno anteriore usato ON-OFF
freno posteriore usato il meno possibile e modulando la frenata.

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