Lorenzo Suding è il campione italiano di enduro 2017

Lorenzo Suding è il campione italiano di enduro 2017


Lorenzo Suding vince i campionati italiani di enduro a Tavernerio (Co) aggiudicandosi la maglia tricolore con soli 7 secondi di vantaggio davanti ad Alex Lupato.

Queste le classifiche. Qui trovate quella completa e qui quella femminile.

Parlando di donne, la più veloce è stata Alia Marcellini davanti a Laura Rossin.

Grazie a Tomaction per le foto!

Alex Lupato
Davide Sottocornola, decimo
Lorenzo Suding
Dennis Tondin, 20°
Denny Lupato, 4°
Suding
Tommaso Francardo, 6°
Sempre lui, Suding

  1. Complimenti anche ad Alex sempre li sul podio ad un pelo dal gradino più alto .
    Mi sarei aspettato tra i primi anche Johannes Von Klebelsberg del team Ancillotti , ma non vedendolo in classifica presumo non abbia partecipato, si sa il perchè ?

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    1. Johannes c’era ,solo che è caduto nella speciale di sabato, niente di grave ma ha perso tantissimo tempo, la domenica ha strinto i denti ed ha provato a misurarsi ,bene malgrado l’acciacco di un fianco dolorante, ha ottenuto un quarto ed un terzo posto ad un paio di secondi dal primo che ci fà dire: Johannes c’è!! Speriamo di avere meno sfortuna per le prossime sfide, ci siamo consolati con due maglie tricolore con l’allievo Pellissero (FRY) e lo junior Saccon (Scarab Evo) nel settore che noi abbiamo sempre avuto caro quello dei giovani,monopolizzandolo ed in piu’ un bella piazza d’onore ad un soffio (4decimi)dal primo, anche nella ELMT con la rivelazione Fabio Di Renzo!

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  2. @muldox La gara era in due giorni, una ps il sabato molto ma molto scassata e veloce con solo un primo tratto leggermente pedalato ,e tre la domenica un po meno impegnative e più pedalate.
    Il sabato un ammortizzatore a molla era una scelta molto saggia visto quanto fosse rotto il sentiero e quanto fosse anche facile forare .
    Infatti avrò contato su circa 300 partenti più di 40 forature .
    Johannes Von Klebelsberg c’èra, ma sabato ha preso una pigna veramente forte , con molto corraggio ha corso la domenica detto da lui ” solo per divertirmi” dove ha comunque fatto ottimi piazzamenti!

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  3. Le ho guardate bene 😉
    il paragone sui montaggi differenti arriva dalla foto n°4, la n°7 e la n° 9.Tutte con il numero 10.

    la foto che dici tu nella didascalia riporta addirittura il nome di Martinelli e per questo non l’avevo neanche presa in considerazione.

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  4. raga ma le fettucce ?? .. era una gara di freeride ?
    su fb tutti i top rider hanno scritto un sacco di lamentele sulla inutile pericolosità del percorso .. anche suding che non si lamenta mai … ma soprattutto von klebe che ha pestato veramente duro e si è rialzato per miracolo … sarebbe bello avere adesso il parere di chi sputava sulla dh perchè è troppo pericolosa ma non si è fatto nessun problema a far correre i suoi atleti su un tracciato pericoloso e privo di protezioni ….. mah
    peccato per milivinti che se lo sarebbe meritato … e tante tante congratulazioni a lorenzo e alia che hanno insegnato ancora una volta che le gare si vincono sudando in bici e non facendo i poser sui social

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    1. Non ho fatto la gara e non so i vari pareri, ma i percorsi li conosco come le miei tasche visto che giro sempre li. Non voglio difendere nessuno siccome non sono un’organizzatore, ma i tracciati non sono affatto delle piste da DH, se lo fossero non riuscirei a scendere da quei sentieri. Forse il vero problema di quelle PS è che sono troppo veloci, compresi i tratti tecnici che, se li prendi come li prendono i PRO, se cartellano, picchiano davvero pesantemente. Aggiungici il fatto di avere un fondo praticamente sabbioso visto la pesante siccitià ed era davvero difficile stare in piedi. Ma da qui a dire che erano percorsi di DH ce ne vuole. Trovo molto, ma molto più tecnici i sentieri di Finale che quelli di Tavernerio.

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      1. ma infatti nessuno li ha paragonati a piste da dh o ha detto che erano troppo tecnici (gente che arriva dalla coppa del mondo di dh che si lamenta del troppo tecnico non me la vedo proprio) … hanno detto tutti che erano pericolosi … che è diverso … parecchio diverso

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        1. Ah ok avevo capito male, infatti mi sembrava davvero strano. Sulla pericolosità, facendoli alla mia modesta andatura li trovo molto belli e divertenti, ma io ci metto 15 minuti ad arrivare a valle, mentre loro ce ne hanno messi 5 scarsi, evidentemente a quelle andature la percezione cambia.

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      2. Anch’io giro spesso lì e la PS del sabato non ha nulla a che fare con gli altri tracciati. A me non è piaciuta, inutilmente dritta e pericolosa.
        Per contro Bolletto, Bolli Gialli e (speriamo venga ripristinata a breve) Meriggi sono dei gran trail

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      3. Ho appena sentito il parere di Tomaso sul tracciato(io non ero presente) ,bene lui dalla prima volta che era andato a provare con il team l’aveva considerato pericoloso! come sua e nostra abitudine di persone che hanno sempre avuto a cuore la sicurezza dei ragazzi tutti non solo i nostri,ha contattato Monchiero facendoli presente la cosa e invitandolo a prendere provvedimenti! Sono fiero che si sia comportato cosi’,come avrei fatto io in questo frangente!Come spesso accade non è riuscito di fronte alla indifferenza degli organizzatori a far modificare i tratti incriminati, non solo ma è stato anche trattato come uno che rompeva le balle visto che molti (piu’ proni )dicevano che era tutto OK ,ha questo aspetto in 25 anni ormai ci abbiamo fatto il callo!Sono giustissime quindi ed io appoggio in pieno le critiche di Suding e dei riders su questo specifico percorso, anche se per fortuna non è successo niente di grave e non ci sono stati interventi di elicotteri,non dobbiamo permettere organizzandoci che questa scarsa attenzione da parte degli organizzatori si ripeta!
        Allora a mio parere siamo di fronte allo stesso problema che abbiamo passato con la DH, i Riders si devono organizzare ed avere voce in capitolo ,forza contrattuale sui temi della sicurezza anche in questa disciplina che se pure di partenza è meno estrema, può diventare piu’ pericolosa di quanto lo sia adesso!Alberto Ancillotti

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        1. Scusate, continuo a leggere di polemiche sul tracciato pericoloso, ma una cosa non la capisco: per giorni e giorni sono state provate e riprovate le PS, quindi gli atleti erano sul posto da tanto.

          Con calma si segnalava la cosa agli organizzatori e, se questi facevano orecchie da mercante, non si correva sulla PS1, semplicemente mettendosi d’accordo fra riders.

          O la concorrenza è così forte che non ci si parla? Anche perché, se ho capito bene, proprio il vostro atleta di punta, von Klebesberg, è stato rimandato in pista dopo la caduta. Se l’incolumità vi sta tanto a cuore, perché non prendete provvedimenti direttamente sul campo, invece di farvi sentire il lunedì, quando è tutto finito (questo vale anche per altri team manager, tipo Zanchi di cui ho letto un intervento su fb)?

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          1. Caro Marco non ne hai indovinata una e sei fuori strada, guarda sopra il mio post ,penso di aver risposto esaurientemente alla tua domanda :Io sono un pensionato di 71 anni soddisfatto di quanto ha fatto nella vita ma ma è un pezzo che non vado alle gare o prendo decisioni su DH o FR od altro ,Tomaso (da buon Ancillotti (come nostra tradizione di essere in prima linea in ogni cosa che riguardi la sicurezza), si era mosso già dalle prove, purtroppo non eravamo noi gli organizzatori e fare osservazioni sul tracciato equivale ad un offesa, sull’ego dell’organizatore, che si è guardato bene dal fare le modifiche che Tomaso già dalla settimana prima (e non il lunedì) aveva proposto! hai sbagliato anche la seconda perchè Tomaso SI E’OPPOSTO al fatto che Jo continuasse la gara ,è stato SUO PADRE A VOLERLO portarlo su per farlo continuare “tranquillo” per fun” come ha scritto jo nella sua pagina !ABBIAMO GIA’ SENSIBILIZZATO I NOSTRI ATLETI A QUESTA PROBLEMATICA E VEDREMO DI FARE COME FACEMMO A SUO TEMPO NELLA DH , UN COMITATO PILOTI CHE VIGILASSE E POTESSE DIRE LA SUA IN FATTO DI SICUREZZA! Bravo Tomaso avanti cosi’!

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          2. Salve,
            come gia detto mio padre avevo gia fatto presente agli organizzatori e a Monchiero (responsabile del settore Enduro in federazione) la settimana prima della gara il mio punto di vista sulla Ps1.
            Ho parlato con alcuni team manager ed alcuni piloti della questione cercando di sensibilizzarli, magari a parlarsi e trovare tra di loro un’unione per far capire agli organizzatori che qualcosa doveva cambiare su quella ps ma niente.
            Sinceramente quando non ho visto arrivare Johannes giu da ps1 mi si è gelato il sangue e credetemi non è per niente una bella sensazione.
            All’indomani Johannes aveva deciso di non correre per i dolori della caduta del giorno precedente ma solo 20 minuti prima del via ha cambiato idea senza nessuna pressione da parte mia, come gli ho ripetuto piu volte ” tu hai carta bianca, decidi tu”.
            Questo è quanto mi riguarda, credo che per il futuro tutti i piloti debbano trovare la forza e il coraggio di dire cosa ne pensano e credo che un’unione di piloti potrebbe davvero essere una cosa indispensabile per il futuro.
            Tomaso Ancillotti

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          3. Applausi Marco, tutti si lamentano dopo, ma il tavernello lo bevevano da almeno un mese… ma non sia mai che si discutano i trail di enduro… e poi scherziamo, c’è in ballo il titolo di campione italiano dei pensionati!

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  5. la storia non cambia… downhiller in pensione = endurista campione…
    speriamo che lorenzo riprenda la mentalitá che aveva in dh e vada a confrontarsi in giro per il mondo e non solo sui trail dietro casa…

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    1. Francardo ha commesso un solo errore, purtroppo fatale, altrimenti metteva in fila tutti quanti e la finivamo con ste polemiche sui dhisti in pensione che la fanno da padrone nell’enduro.
      Tre su cinque sul podio non vengono dal dh, ma deve sempre finire sul “il mio tipo di bici ce l’ha più lungo del tuo”?

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