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[Test] Forcella Öhlins RXF 36

[Test] Forcella Öhlins RXF 36

03/04/2017
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03/04/2017

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La RFX 36 è la forcella da enduro di Öhlins, disponibile solo per le ruote da 29 pollici e dotata di steli dal diametro di 36 millimetri. Il suo funzionamento è ad aria, con la particolarità di avere una camera ad hoc che permette di regolarne esternamente la progressività nella parte finale della corsa.

Caratteristiche

Tecnologia TTX  (twin tube)
Specifica per 29 e 27.5 Plus
Disponibile nelle misure: 120mm, 140mm, 150mm, 160mm
Perno passante da 15x110mm (boost)
Offset di 51mm
Sistema a 3 camere d’aria, 2 positive e una negativa
Regolazione ritorno esterna
Regolazione esterna compressione ad alte e basse velocità
Cannotto e piastra sono un pezzo unico
Peso rilevato (con cannotto tagliato e ragnetto installato): 2.040 grammi
Prezzo: 1.543 Euro

Analisi statica

Öhlins ha applicato la tecnologia twin tube alla RFX 36, che si basa sulla separazione dei flussi dell’olio grazie a due tubi separati, da qui la dicitura twin tube. Questa permette tempi di risposta più ridotti e più basse pressioni di lavoro.

La prima cosa che salta all’occhio, quando si prende in mano la forcella, è il blocco costituito da cannotto/piastra, un pezzo unico in alluminio che non necessita del classico anello della serie sterzo, come potete vedere dalla foto sotto. Il cuscinetto si appoggia direttamente sulla piastra, rendendo l’avantreno più basso e togliendo un elemento che può portare a scricchiolii con il passare del tempo.

Tre le regolazioni esterne attivabili tramite tre pomelli separati:

Ritorno: 25 clicks.
Compressione alle basse velocità (LSC): 25 clicks.
Compressione alle alte velocità (HSC): 5 clicks.

La regolazione del ritorno è piuttosto particolare, perché i 25 clicks si trovano tutti in un range veramente utilizzabile, e non vanno a sforare nel troppo lento o nel troppo veloce, come siamo abituati invece da altri prodotti. Quindi si tratta effettivamente di un fine tuning con cui non si può sbagliare, cioé il biker non potrà girare con il ritorno completamente sballato.

Sullo stelo sinistro si trovano i pomelli della regolazione della compressione alle alte e alle basse. Quello nero, per le alte, è dotato di 5 posizioni e viene anche usato per la chiusura rapida della forcella quando si va in salita. Non è una chiusura totale, ma piuttosto efficace anche quando si sale su asfalto.

Quello blu ha invece 25 clicks e permette una precisa regolazione della LSC. Fra il tutto chiuso e il tutto aperto la differenza è tanta, e si sente molto.

Veniamo adesso alla cartuccia delle molla ad aria, che si trova nello stelo destro. In cima allo stelo troviamo il pomello dorato che nasconde la valvola per gonfiare la camera positiva, mentre in basso trova spazio la valvola per la camera che controlla la progressività . La RFX 36 ha due camere (positiva e negativa) comunicanti: l’aria passa dalla prima alla seconda quando si pressa leggermente la forcella, tipicamente in fase di settaggio. Quella per la progressività, invece, è separata, ed ha la funzione di regolare la progressività della parte finale della corsa, esattamente come succede con i tokens sui prodotti Rock Shox o Fox. Più la si riempie, e più lo spazio per la prima camera positiva diminuisce, aumentanto la progressività e la resistenza ai bottom out.

1: prima camera positiva 2: Negativa 3: camera progressione.

Il perno passante è da 15x110mm, svitabile tramite chiave esagonale da 5mm.

Set Up

Non fatevi spaventare dalla descrizione, in pratica la RFX 36 non è così difficile da regolare, anche perché le indicazioni che si trovano sull’adesivo situtato sui foderi sono abbastanza attendibili. Per me che peso circa 70 kg ho trovato la seguente regolazione ideale:

Camera positiva: 100 psi
Camera progressività : 160 psi
HSC: in discesa tutta aperta, in salita a dipendenza del terreno (facile da regolare al volo)
LSC: solitamente 5 clicks dal tutto aperto

La regolazione critica è quella delle due camere, in particolare della progressiva, perché va ad influire sulla progressività della forcella e sulla dimensione della camera positiva. In parole semplici, se andate a gonfiarla, per mantenere invariato il sag dovrete andare a sgonfiare la positiva. Si deve quindi trovare un equilibrio ideale per i propri gusti, e l’unico modo di farlo è girare  e sperimentare. Operazione, questa, che non mi ha richiesto molto tempo ma che può richiederne di più a chi non è molto esperto nel campo delle sospensioni.

La logica è la stessa dei token, si diceva prima, solo che quando si aggiunge o toglie un token si svuota del tutto la camera, per poi reinserire l’aria e tornare al sag originario inserendo meno aria, se si è aggiunto un token, o mettendone di più, nel caso se ne sia tolto uno.

Sul campo

La RFX 36 è stata montata sulla Specialized Enduro 29 di cui vi abbiamo presentato il test qualche settimana fa. Il peso è praticamente identico a quello della Lyrik montata di serie, e così si può dire della struttura in generale: si tratta di una forcella da enduro, rigida e massiccia come l’impiego richiede, senza però sconfinare nella rigidezza senza compromessi della Fox 36. Questo per dire che il feedback dal terreno c’è, ma non è di quelli che fa male alle mani. Öhlins ha seguito la strada di Rock Shox piuttosto che quella di Fox, in questo frangente.

La caratteristica che più mi ha colpito è quanto la RFX 36 sia “piena”, cioé sostenuta in tutta la sua corsa. È di gran lunga la forcella che mi ha lasciato più a bocca aperta per questo fattore, anche perché lo fa senza pregiudicare la scorrevolezza e la sensibilità ai piccoli urti. Visto che giro quasi esclusivamente su sentieri alpini, in cui spesso ci sono dei tratti ripidi, una forcella che non affondi troppo è molto apprezzata. Di solito, per evitare il cosiddetto “nose diving”, si deve aumentare la pressione a discapito della sensibilità ai piccoli urti. Non con la RFX 36. Faccio notare che la compressione alle basse è sempre stata quasi del tutto aperta, visto di solito giro con 5 clicks dal tutto aperto.

Con il setting descritto sopra riesco ad utilizzare tutta la corsa, evitando però i fondo corsa. Ed è questo quello che mi piace molto della RFX36: avere a disposizione una forcella che si comporta bene sia con i piccoli che con i grandi urti, ma che sostiene alla grande il peso del biker. Sembra una cosa scontata, ma non lo é, perché spesso i marchi o seguono la strada della progressività, con la conseguente difficoltà ad usare tutto il travel, o quella della linearità, dove uno che gira forte dovrà far ricorso ad un grande numero di token. È quasi una filosofia: la prima segue i desideri dei pro, per cui un fondocorsa significa spesso una caduta, l’altra quella del consumatore medio, che raramente spinge forte in discesa. Öhlins riesce con un prodotto ad accontentare entrambi i “mondi”.

Proprio grazie a questa “pienezza”, la RFX è un piacere da pompare per alzare l’anteriore sopra qualche ostacolo: è estremamente reattiva e risponde alla grande anche agli impulsi del biker dall’alto. Se paragonata all’ammortizzatore STX22, sempre di casa Öhlins, le prestazioni a livello di scorrevolezza sono del tutto simili,  nel supporto a metà corsa la forcella è però su un altro livello, motivo per cui non sarebbe male provarla in abbinamento all’ammortizzatore a molla TTX 22.

In salita la chiusura della HSC aiuta molto per evitare di disperdere energia con il bobbing all’anteriore, e la leva è facile da attivare anche stando in sella, con o senza guanti.

Sapendo da che parte andranno a parare i commenti, spendo qualche riga sul capitolo prezzo, cosa che di solito non faccio. La RFX 36 è cara, su questo non ci piove, offre però delle grandi prestazioni che la portano probabilmente in testa alla classifica delle forcelle da enduro. Vale la pena spendere di più per accaparrarsela? Diciamo che il riding non diventa improvvisamente quello di un pro grazie ad una forcella, ma diciamo anche che Öhlins ha lavorato per dare al biker il maggior controllo possibile sulla sua bici, senza complicare le cose in maniera esagerata. Insomma, per una volta mi sento di dire che gli Euro in più si giustificano con delle caratteristiche uniche e apprezzabili sul campo, poi sta a ciascuno decidere dove spendere il più o meno sudato stipendio.

Conclusioni

La Öhlins RFX36 brilla per scorrevolezza e supporto e permette al rider di trovar il setting giusto per ogni tipo di guida, da quella aggressiva del pro a quella più rilassata del giro in compagnia. Trovare la configurazione desiderata richiede un po’ di sperimentazione , a causa della due camere da bilanciare, dopodiché la forcella offre al biker una perfetto mix di sensibilità ai piccoli urti, progressività sugli impatti grossi ed una “pienezza” su tutta la corsa perfetta per quando il sentiero si fa ripido o si vuole pompare la bici sugli ostacoli.

Öhlins

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gasate
gasate

Performante, il prezzo va di conseguenza.

DIAZEVR
DIAZEVR

Con una forcella cosi il rider può solo accompagnare…

lkey
lkey

Può accompagnare, Solo

Osv
Osv

Si discosta tanto dalla rxf 34?

oettam20
oettam20

Esatto, quali sono le differenze con la versione da 34 visto che il peso é praticamente uguale?

jimmy27
jimmy27

mi piacerebbe provarla! 🙂
il prezzo lo trovo giustificato e penso che sia meglio spendere i soldi per le sospensioni piuttosto che su telai “fantascientifici”

wally73
wally73

provata da fermo in parkeggio su bici di un amico… impressionante le scorrevolezza e burrosità della forcella. e poi era al primo giro in assoluto…

gargasecca

Domanda:

ma lo stato dell' arte non erano la Formula 35 e la Fox 36??

La doppia regolazione delle camere negativa/positiva ce l' ho sulla Revelation…non è il masismo starle a tarare…ma in questo caso meglio del togli e mettere i token…:freeride:

prolive
prolive

NON c’entra niente con la revelation, su quella regoli separatamente la camera positiva e la negativa. Qui’ c’e’ una 3° camera che gestisce la progressivita’.

vaff
vaff

@gargasecca: no, lo stato dell’arte è la Lefty 2.0

Mauro Franzi

[QUOTE="gargasecca, post: 8108918, member: 6401"]

La doppia regolazione delle camere negativa/positiva ce l' ho sulla Revelation…non è il masismo starle a tarare…ma in questo caso meglio del togli e mettere i token…:freeride:[/QUOTE]

Sono due cose diverse con funzioni diverse. Nel caso della tua Revelation regoli la negativa e conseguentemente il carico di stacco, mentre sulla Ohlins regoli una seconda camera positiva e conseguentemente la progressività della forcella.

Nel primo caso è una discreta rottura perchè piccole variazioni della pressione della negativa possono ad esempio comportare che la forcella si "mangi" qualche mm ad inizio corsa (infatti è un sistema abbastanza abbandonato ed ora le camere + e – si autoequilibrano).

La camera ramp-up della Ohlins non dovrebbe invece dare grandi grattacapi, anche se ovviamente ne andrà periodicamente controllata la pressione.

gargasecca

[QUOTE="muldox, post: 8108931, member: 20"]Sono due cose diverse con funzioni diverse. Nel caso della tua Revelation regoli la negativa e conseguentemente il carico di stacco, mentre sulla Ohlins regoli una seconda camera positiva e conseguentemente la progressività della forcella.

Nel primo caso è una discreta rottura perchè piccole variazioni della pressione della negativa possono ad esempio comportare che la forcella si "mangi" qualche mm ad inizio corsa (infatti è un sistema abbastanza abbandonato ed ora le camere + e – si autoequilibrano).

La camera ramp-up della Ohlins non dovrebbe invece dare grandi grattacapi, anche se ovviamente ne andrà periodicamente controllata la pressione.[/QUOTE]


ok ho capito…c' è da vedere nel tempo se il sistema regge e non vadano in comunicazione le camere.

Sicuramente è più facile settarla rispetto all' aggiungere olio negli steli della Formula o aggiungere Token nelle RS…no?

attiliolazio
attiliolazio

Il problema dei tokens è che rendono la forcella più progressiva a discapito della sensibilità nella parte alta della corsa.

Mauro Franzi

[QUOTE="gargasecca, post: 8108946, member: 6401"]

ok ho capito…c' è da vedere nel tempo se il sistema regge e non vadano in comunicazione le camere.

Sicuramente è più facile settarla rispetto all' aggiungere olio negli steli della Formula o aggiungere Token nelle RS…no?[/QUOTE]

Nì, nel senso che se con i token raggiungi il comportamento da te desiderato te ne dimentichi per l'eternità. In questo caso hai invece una maggiore criticità dovuta alla presenza di una camera aggiuntiva e la necessità di tenerla controllata.

Per contro, ma di questo non ne sono certo non conoscendo bene il sistema Ohlins, è possibile che rispetto ai token si abbia una curva più "alta" anche nella parte centrale del travel. Questo è ad esempio ciò che accade con il sistema IRT di Manitou, che però non è detto sia del tutto identico a quello utilizzato da Ohlins.

paoleto
paoleto

….purtroppo resta solo un sogno per molti di noi!!!

davidde76
davidde76

Scusate l’ignoranza, ma il sistema può essere simile alla pike con montata la cartuccia Ramp Control al posto dei token?

scnia
scnia

Secondo me da quel che leggo è una forca da uso quasi riservato alla gare. Considerando costo e comportamento personalmente la vederei sprecata per un uso amatoriale (pur avendone viste parecchie) anche con la possibilità non la comprerei viste le concorrenti e le mie esigenze. Quello che fà gola a molti secondo me è il nome, poi ognuno ha le propie conclusioni.

jimmy27
jimmy27

ti sbagli, una forcella come questa che lavora bene è utile sia al pro che al biker della domenica. potrebbe darti piu feeling e sicurezza in molte situazioni.

pagliao
pagliao

Non capisco perché le producono solo in versione 29 quando le mtb da enduro sono quasi tutte 650b

cheyax
cheyax

Io ipotizzo per un fatto di ingombri delle cartuccie, poi non so

educlimb
educlimb

Perchè si adattano perfettamente anche alle 27.5!!!

fitzcarraldo358

[QUOTE="Cau Boi, post: 8109060, member: 61905"]la rxf36 sarebbe compatibile con ''alcuni'' telai 27.5 ma non ho trovato nessun elenco da nessuna parte[/QUOTE]

secondo me c'è poco da fare degli elenchi. la rxf36 è alta come una forcella da enduro 27.5 con 2cm di corsa in più, quindi una rxf 160mm è alta come una 27.5 da 180mm. poi c'è anche il rake maggiore, che in parte mitiga l'aumento di avancorsa dato dalla maggiore altezza, ma in sostanza non credo che alcun produttore possa consigliare di montarla su una 27.5. Poi la si può montare su tutte, ma consci delle variazioni geometriche che comporta.

wally73
wally73

avete in programma simil test sull’ammo???

tcianca
tcianca

Non ho ben capito:Il pomello dell HSC serve per indurire la forcella quindi lo chiudo un po’ quando voglio ridurre l’affondamento della forcella in pedalata o per non andare a pacco sui salti. Il pomello dell LSC invece a cosa serve?

grazie

giorgiocat
giorgiocat

hsc=high speed compression , controlla la compressione sui grossi impatti e forti (dove è alta la velocità con cui si comprime la forcella);
lsc= controlla la compressione della forcella sugli impatti “lenti”(dove la forcella si comprime lentamente).

giorgiocat
giorgiocat

LSC=low speed compression. Comunque se leggi l’articolo linkato da Marco c’è tutto ; )

attiliolazio
attiliolazio

Da tempo leggo delle buone prestazioni delle ohlins ma anche e sopratutto dei molti problemi di durabilità ed eccessiva manutenzione. Mai provata di persona.
Trovo curioso che le squadre ufficiali o ufficiose della specialized ews non le usino.
Il prezzo è laughable.

A questo punto preferirei la sempliciotta pike—qui si trovano a $500—anche se vorrei provare le Formula ma non le vendono negli usa.

prolive
prolive

Quest’anno le squadre ufficiale Specialized usano solo Ohlins. Sia enduro che DH

Pazzo di Lucca
Pazzo di Lucca

Io aspetto una forcella a molla