[Test] Lubrificante catena ProGold ProLink MFR

[Test] Lubrificante catena ProGold ProLink MFR


ProGold è un’azienda statunitense che produce interamente nella sua sede di Atlanta. Nasce come fabbrica di lubrificanti per armi e in seguito si specializza anche in ambito bici, con un’ampia gamma di prodotti, dai lubrificanti ai detergenti specifici. I suoi prodotti si basano sulla tecnologia MFR (Metal Friction Reducer), una particolare composizione chimica che li distingue dalla maggior parte dei lubrificanti in commercio. Questa soluzione adotta una molecola, inizialmente studiata per la massima resa sulle armi da fuoco, che crea un rivestimento sul metallo e ne riduce sensibilmente l’attrito.

Il prodotto, contrariamente ai lubrificanti per catena tradizionali, non contiene componenti solide come Teflon, cera, ceramica, grafite o derivati della plastica, quindi non risulta viscoso ma completamente liquido, motivo per il quale penetra a fondo tra le maglie della catena. Non ha consistenza appiccicosa quindi evita che la catena raccolga sporcizia, che sia polvere o fango. Difatti non è specifico per determinate situazioni climatiche ma può essere usato indistintamente in condizioni di bagnato o di asciutto. Mantiene le sue caratteristiche in un range di temperature molto ampio, quindi va bene sia per le torride giornate estive che per le gelide giornate invernali a cui andiamo incontro.

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Abbiamo utilizzato il lubrificante ProLink per diversi mesi e ne siamo soddisfatti. Si tratta di un prodotto particolare che differisce dai tradizionali lubrificanti e per questo motivo non è stato così immediato comprenderne effettivamente la resa e i vantaggi. Distribuendolo sulla catena dà l’idea che non lubrifichi abbastanza, sia per il fatto che è molto liquido, sia per il fatto che non lascia la classica sensazione untuosa al tatto. Invece una volta in sella ci si accorge che la trasmissione è silenziosa e scorrevole, segno che il ProLink ha fatto bene il suo lavoro.

A fine giro abbiamo sempre trovato la catena pulita, sia con il fango che con la polvere. Inizialmente tendevamo a lubificarla spesso, tipo ogni due uscite, proprio per la sensazione che non fosse abbastanza lubrificata per via della scarsa untuosità, invece col tempo abbiamo capito che la resistenza del ProLink è anche superiore ai tradizionali lubrificanti, quindi abbiamo iniziato a lubrificare la catena meno frequentemente e abbiamo apprezzato quanto le caratteristiche del prodotto restassero invariate anche dopo diverse uscite, con un degrado di prestazioni davvero molto lento. Il ProLink ha inoltre ha una buona resistenza all’acqua, quindi la catena non viene intaccata dall’ossidazione anche se non la si lubrifica subito dopo aver lavato la bici, ma resta protetta quanto basta in attesa di essere nuovamente lubrificata a puntino. Tra l’altro ha anche un buon effetto pulente, quindi riduce drasticamente la necessità di pulizia specifica della catena.

Unico dettaglio che non ci ha convinto, oltre all’odore marcatamente chimico, è il tappo che funge anche da beccuccio di erogazione. Occorre svitare di pochi giri questo tappo erogatore affinchè il lubrificante possa defluire dalla punta della bottiglietta, ma essendo così liquido non è molto intuitivo regolare l’apertura fino a far uscire il prodotto… senza che però ne esca troppo, sprecandone a terra. Sarebbe sufficiente un beccuccio con regolazione di apertura preimpostata per ovviare il problema.

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Il ProGold ProLink viene venduto al prezzo di €10,00 per la bottiglietta da 120ml, €49,00 per la bottiglia da litro e €10,00 per la versione a penna da 7ml, tascabile e ricaricabile, con dosatore di precisione.

ProGold è distribuita in Italia da RIE Cycle

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stefanocucco83
stefanocucco83

Sarà anche un buon lubrificante, ma il simbolo del “può provocare il cancro” in bell’evidenza sulla bottiglietta mi lascia perplesso.
Dalla descrizione comunque sembra identico allo Squirt. Quest’ultimo lo uso da 6-8 mesi e ha le stesse identiche caratteristiche di questo Pro Gold. La catena sembra non lubrificata, ma in realtà lo è. Fantastico..

Mattiade
Mattiade

ciao, puoi dirmi dove lo hai preso. Sai com’è, ho messo “squirt” su google e alla fine ho passato il pomeriggio a fare altro.

M.G.77
M.G.77
stefanocucco83
stefanocucco83

ahahah…anche io la prima volta mi ero un po’ perso 😀
Comunque nella ricerca su Google bisogna scrivere Squirt Lube. Io però l’avevo acquistato da negozio fisico della mia zona.

breinok
breinok

Commento dell’anno! 🙂

Mario.lop
Mario.lop

ahahha! mitico!

gabriele76
gabriele76

Quel simbolo significa “tossico a lungo termine”. Include anche i cancerogeni, ma non solo quelli. Dubito fortemente che mettano in commercio al pubblico un lubrificante per bici cancerogeno, vista anche la a forte sensibilizzazione in opera in questi ultimi due decenni.
Un consiglio: dovrebbero essere riportate le frasi H. Leggendo quelle si può capire a cosa si riferisce quel simbolo.

Load
Load

Guarda,dalla descrizione non assomiglia per niente allo Squirt (che pure io uso e reputo eccezionale).
Parla di prodotto quantomai fluido e privo di componenti solide,nello Squirt il solido c’è eccome…pensa solo ai residui che lascia.

Checcoski
Checcoski

Il sistema del beccuccio e uguale al lubrificante w40 specifico per mtb.che sto provando

scylla
scylla

w40 specifico per mtb?

Lucky86
Lucky86

Forse il mio post sará scontato, ma state a fare tanto i perfettini sullo sgrassatore e pulitpre che deve essere bio e non aggressivo e poi usiamo una cosa così potenzialmente dannosa per noi e per l’ambiente? Tanto verrà lavata e finirà nelle falde acquifere anche questa e mi pare davvero tanto inquinante e pericolosa. Ben vengano prodotti con le caratteristiche citate ma che almeno non siano dannosi come questo.

FabioBt
FabioBt

Come caratteristiche sembra simile al Metabond ma almeno questo ha un prezzo più umano.
Lo proverò anche se sono molto soddisfatto del wd40 bike che reputo migliore del finish Line usato una vita, il beccuccio uguale al wd40 bike in effetti è uno schifo, io da nuovo lo verso nella boccetta del finish lune sicuramente più pratico.

scnia
scnia

Io uso quello del deca col beccuccio contagocce. Costa una cavolata e funziona bene, una volta l’anno il rimanente lo smaltisco in aree attrezzate perché perde le sue propietà e lo ricompro. ciao.

miki99
miki99

Io lubrifico tutto con il grasso del guanciale.

Antonino Cappella
Antonino Cappella

anche quello è cancerogeno!

Tronicox
Tronicox

meriti un commento positivo….. 🙂 peccato che adesso anche la carne è cancerogena 🙂

luca the man
luca the man
gabriele76
gabriele76

E’ decisamente poco salubre…

selev
selev

un altro prodotto similare è il T9. Lo uso da tempo ed è molto valido.

dott_djalemario
dott_djalemario

Anche la benzina è tossica e cancerogena…

marco bot 00
marco bot 00

Ma è un lubrificante per le catene da bici o per le fettucine?
Anche il teflon è cancerogeno, il fatto che in questo caso specifichino che il prodotto è cancerogeno non esclude che anche tutti gli altri non lo siano… Anzi…
In ogni caso per non correre rischi credo sia sufficiente non spalmarselo a mo’ di crema idratante e non usarlo appunto per rendere più appetitosi gli spaghetti…

albatros_la
albatros_la

La lubrificazione della catena è un tema controverso: ognuno trova un suo prodotto e un suo metodo, ma sono pochi quelli che non finiscono per lamentarsi dei risultati prima o poi.
Alla fin fine non esiste il lubrificante migliore, si sceglie il meno peggio in base alle esigenze.
MTB forum una bella comparativa la potrebbe fare. Diciamo un test scientifico, per quanto sia possibile farlo.
Ho visto in vendita, anche se di rado, catene lube-free (mi pare con rullini teflonati o cose del genere). In altri ambiti vengono utilizzate. Immagino non siano granché precise e soffrano le deragliate più di ogni altra catena, ma non sarebbe male un test su qualcosa di questo tipo.
C’è qualcuno sul forum che usa con soddisfazione il trattamento con paraffina. Mi incuriosisce e chissà che un giorno non diventi come il lattice per le ruote: prima roba da pionieri, poi cosa alquanto diffusa.
Personalmente, l’ideale sarebbe la cinghia abbinata a cambio interno al mozzo, ma i compromessi sembrano troppi, così come il costo è troppo elevato.