[Test] Mavic Crossmax ST

[Test] Mavic Crossmax ST

13/05/2013
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13/05/2013

Le Mavic Crossmax ST sono la proposta di punta per uso trail/all mountain della notissima casa francese costruttrice di ruote (ed ultimamente anche di scarpe, caschi, abbigliamento e svariati altri accessori). Il peso dichiarato per la coppia è di 1590 g, 24 raggi per la ruota anteriore e 20 per la posteriore, cerchi “UST ready” con canale interno da 19 mm in Maxtal (una lega di alluminio che Mavic dichira assere più robusta della tradizionale 6106), raggi in Zicral a testa dritta e mozzi oversize in alluminio con ruota libera di tipo ITS-4 in grado di garantire un angolo di ingaggio di soli 7.5°. Queste le caratteristiche più importanti, mentre le specifiche complete e le tecnologie applicate sono reperibili sul sito Mavic. Grazie ad una serie di adattatori, alcuni dei quali forniti di serie, le Crossmax ST riescono a soddisfare praticamente tutti gli standard che si possono trovare in ambito XC, trail, Am ed enduro. Ciliegina sulla torta, è disponibile anche la ruota anteriore in versione specifica per la forcella Lefty di Cannondale.

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Per rendere la vita difficile alle  ST in test, abbiamo deciso di montarle su una bici da enduro portandole spesso e volentieri su discese rocciose parecchio “scassate”.  Freni Formula R0 con dischi da 203/180 mm, pacco pignoni Shimano XT 10V 11-36 e peso del biker compreso fra i 75 e gli 80 kg in ordine di marcia completano il quadro. In versione tubeless le ruote sono state utilizzate con liquido Caffelatex e le seguenti coperture: GEAX Gato TNT 2.3″, GEAX Lobo Loco TNT 2.3″ ed Intense Edge FR 2.35″ 2-ply. In versione con camera d’aria le abbiamo invece abbinate a delle Onza Ibex FR 2.25″. Trattandosi di un test di durata ancora in corso, la lista delle coperture è comunque destinata ad allungarsi (le prossime saranno probabilmente delle Intense Invader, sia in versione 1-ply che 2-ply).

A proposito delle coperture utilizzabili sulle ST, da notare che Mavic indica come misura massima 2.3″. Il motivo è da cercare nella larghezza interna del canale del cerchio di 19 mm, valore adeguato per delle ruote da trail/AM quali di fatto sarebbero le ST, ma un paio di mm inferiore a quello che mediamente si trova su ruote ad indirizzo AM/enduro tipo le sorelle maggiori Crossmax SX. Se qualcuno si dovesse chiedere il senso di questa puntualizzazione, visto che in definitiva la misura è adeguata all’uso teoricamente previsto, la risposta è semplice: le Crossmax ST, grazie alla loro leggerezza, sono utilizzate ed appetibili anche in ambiti tipo le competizioni enduro o l’escursionismo alpino su terreni impegnativi. Per quanto il limite delle coperture espresso in pollici lasci il tempo che trova e sarebbe stato più utile utilizzare il codice ETRTO, ne tengano conto gli amanti dei gommoni dalla sezione esagerata.

In garage

Mentre sulla ruota anteriore gli adattatori per il PP da 20 mm si avvitano a mano in una manciata di secondi, il distanziale per il PP 142×12 mm lato pacco pignoni da noi utilizzato va montato prima del pacco pignoni stesso. L’operazione è anche in questo caso semplice e veloce, ma ciò significa che per toglierlo bisognerà poi smontare preventivamente il pacco pignoni. Dove sta il problema? Da nessuna parte se si prevede di utilizzare la ruota sempre sulla stessa bici o su più bici che adottano lo stesso standard, ma decisamente scomodo se si dovesse prevedere di usare la stessa ruota su bici con diverso standard (anche solamente diversa battuta).

Le Crossmax ST qui con il corpetto XX1

La trasformazione delle ruote in tubeless è quanto di più semplice si possa immaginare, dato che non bisogna armeggiare con nastri e nastrini vari ed è sufficiente posizionare la valvola in dotazione inserendo correttamente o-ring e ghiera di tenuta (le istruzioni allegate alle ruote sono a prova di stupido). Previa l’accortezza di posizionare il bordo della copertura ben all’interno della scanalatura centrale del cerchio, il montaggio di tutte le coperture da noi utilizzate è avvenuto con facilità. Molto semplice è stato anche mandare in pressione e far tallonare le coperture montate tubeless, operazione che non ha mai richiesto l’uso del compressore e per la quale ci siamo sempre avvalsi di una normale pompa a colonna. Nessun inconveniente da segnalare neppure per quanto concerne la tenuta della pressione, la quale resta pressochè costante  anche a distanza di giorni.

Sul campo

Cominciamo con quella che è la nota dolente che spesso affligge le ruote Mavic che ne sono dotate, vale a dire l’allentamento del registro del cuscinetto della ruota posteriore. Due parole per chi non sapesse di cosa si sta parlando: si tratta di un registro, regolabile con un’apposita chiave in plastica in dotazione con le ruote, mediante il quale si calibra il serraggio del cuscinetto della ruota. La regolazione va fatta con un po’ di attenzione, dato che un eccessivo serraggio frena il cuscinetto, mentre se il serraggio è troppo blando la ruota ha del gioco laterale. In linea teorica la storia finisce lì, nella pratica succede invece che spesso e volentieri il registro si allenti e ci si ritrovi con la ruota che, per l’appunto, “ciocca”. Ebbene, a differenza di quanto capitava con la SX testate a suo tempo e tutt’ora utilizzate, con le Crossmax ST l’inconveniente non si è mai manifestato. Che Mavic abbia finalmente risolto l’annoso problema?

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Una valutazione “scientifica” della rigidità richiederebbe una prova al banco, tuttavia le ST danno l’impressione di non accusare flessioni particolari e di rispondere molto bene sotto l’impulso della pedalata. Il peso è un altro fronte su cui le ST brillano, a maggior ragione se si decide di utilizzarle in ambito enduro, dove rispetto ai set di buon livello normalmente usati su bici di quel tipo si ha un risparmio che si avvicina ai 200 g.

L’ingaggio molto pronto garantito dal sistema ITS-4 non conferisce chissà quali vantaggi nell’uso “normale”, mentre si fa apprezzare nel tecnico/trialistico. Ottima, sino ad ora, si è rivelata la tenuta della centratura nonostante un paio di raggi mostrino i segni di incontri ravvicinati con sassi e rami che tipicamente infestano i sentieri a fine inverno. Sull’affidabilità in generale il giudizio è estremamente positivo, dato che ad ora non abbiamo registrato il minimo inconveniente e non è stato necessario alcun intervento di manutenzione. Per onestà dobbiamo però dire che stiamo usando con intensità le ST da circa due mesi, un periodo troppo breve per un giudizio definitivo su questo fronte.

Conclusioni

Il guidizio sulle Crossmax ST è al momento ampiamente positivo, sia sul fronte delle prestazioni che dell’affidabilità. Sicuramente indicate per uso trail/all mountain, i più attenti al peso (anche al proprio) potrebbero tranquillamente valutarle anche per usi sulla carta più gravosi come le competizioni enduro.

Prezzo: 636 Euro
Mavic.com 

 

Aggiornamento 10-08-2013:

la ruota posteriore aveva cominciato ad emettere un fastidioso scricchiolio ad ogni pedalata, sia spingendo sul pedale destro che sul sinistro. Il problema è stato risolto spruzzando un po’ di spray lubrificante nei punti di innesto dei raggi sul mozzo.
Per il resto le ruote, attualmente montate tubeless con coperture 2-ply Intense, continuano a svolgere egregiamente il loro lavoro nonostante non gli stia risparmiando nulla.

 

Aggiornamento 27-08-2013:

i giorni scorsi ho dovuto per la prima volta serrare il famigerato registro dei cuscinetti sulla ruota posteriore. E’ la prima volta che l’operazione si rende necessaria da quando uso le ST, e sarà interessante vedere se d’ora in poi il registro si allenterà regolarmente o se si è trattato di un fatto occasionale (dover compiere l’operazione ogni tot mesi sarebbe più che accettabile, visto che richiede pochi secondi senza dover neppure smontare la ruota dalla bici).

Per il resto le ruote stanno confermando la solidità ed affidabilità evidenziate sin dall’inizio, nonostante le stia usando e strapazzando abbastanza intensamente (solo nell’ultima settimana si sono sciroppate circa 15000 m di dislivello negativo su tutti i tipi di fondo, rocce “Garda-style” e lunghe sequenze di radici assassine comprese).