[Test] MTB Cycletech Raw

[Test] MTB Cycletech Raw

04/03/2016
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04/03/2016

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MTB Cycletech è un’azienda svizzera che da 30 anni produce biciclette, principalmente si occupa di modelli da viaggio e da città. Come si può pensare dal nome, l’azienda ha un passato collegato alle mountain bike e ha prodotto anche modelli bi-ammortizzati in alluminio ma negli ultimi anni, non volendo passare a telai carbonio, si è concentrata soprattutto su telai rigidi in acciao, titanio e alluminio. La RAW oggetto del test è la nuova Hard-Tail in acciaio della MTB Cycletech ed è studiata come front da all-mountain e/o bici da bike-packing e avventure off-road.

Una delle prime cose che l’azienda svizzera ci tiene a far notare, è che tutte le bici vengono customizzate dal cliente prima dell’acquisto, quindi anche la configurazione che abbiamo ricevuto non è l’unico modello in vendita ma una delle soluzioni disponibili. Sul sito (nella sezione download della pagina di ogni modello) si può scaricare un PDF dove sono visibili tutte le possibilità per configurare a proprio piacere il modello scelto, inoltre i responsabili sono molto disponibili ad aiutare e consigliare direttamente il cliente. La vendita avviene però solamente attraverso rivenditori autorizzati. L’azienda è interessata al contatto con negozi per l’Italia.

Analisi statica

Il telaio in taglia M è costruito in acciaio con tubazioni Reynolds 853 (tubi in acciaio top di gamma prodotti in Europa), ed è disponibile anche con tubazioni Reynolds 520. Le saldature sono ben fatte e rifinite. Il colore base del modello è senza sovrapprezzo, mentre c’è la possibilità della verniciatura a polvere nel colore richiesto del cliente (scelta fra i colori disponibili a catalogo da MTB Cycletech).  Altra informazione interessante e’ che tutti i telai sono trattati con e-coating prima della verniciatura a polvere (rivestimento interno ed esterno per evitare la formazione di ruggine).

Nel modello fornito, che era ancora un prototipo non è previsto, ma i telai con tubazioni Reynolds 853 avranno il passaggio interno per il reggisella telescopico vicino al movimento centrale.
Il passaggio degli altri cavi è invece esterno, scelta direi azzeccata per una bici da lunghe avventure.
La forcella è una Rock Shox Revelation RL 130 mm, ma ci è stata fornita anche una forcella rigida in alluminio con perno passante e attacco per borse da Bike Packing , in modo da poter testare entrambe le configurazioni della bici e tutte le borse fornite.

Il gruppo è lo Shimano XT 2×11 del 2016, con corone 28-38. Qui ho il mio primo dubbio, come farò a spingere su salita ripida un 28/40, dal momento che sono abituato a spingere un 22/36? Se dovrò farlo con la bici caricata con le borse da bikepacking poi sarà ancora peggio! Vedremo.

Le ruote sono DT Swiss con mozzi 350, cerchi EX471 da 27.5”, raggi DT Swiss Competition montate a mano dai meccanici MTB Cycletech, con pneumatici Continental X-King 2.4 con camera d’aria.
Gruppo frenante il collaudato XT. Il manubrio misura 720 mm di larghezza, ma per il modello definitivo sarà da 740 mm, mentre l’attacco manubrio è da 60 mm e per il modello definitivo sarà un Syntace Megaforce2. La sella è una Fizik Tundra M3.

La Raw, visto che è stata studiata per essere anche una bici da viaggio, è stata consegnata con un set di borse da Bike Packing Rusjan (borsa sotto sella, borsa da telaio piccola, borsa da manubrio + pocket a chiusura magnetica, 2 borse per forcella rigida). La scelta è certamente azzeccata, visto che le borse Rusjan sono sicuramente fra le migliori sul mercato e per il momento le uniche completamente stagne.
Il peso, nella configurazione con forcella Rock Shox, è di 12.2 kg senza pedali.

Altri dettagli sulla possibilità per l’ordine delle bici MTB Cycletech:

– Montaggio custom in base alle specifiche del cliente (scelta fra i componenti disponibili da MTB Cycletech).
– Design, verniciatura a polvere e montaggio in Svizzera.
– Consegna in ca. 3 settimane dall’ordine del cliente.
– Ordine possibile tramite i negozianti convenzionati MTB Cycletech (per ora solo uno sul territorio italiano a Vicenza).
– Possibilità di montare gruppo Shimano 1×11 o 2×11.
– Possibilità di montare la trasmissione a catena o a cinghia (split del telaio sul fodero alto destro).
– Trasmissione a cinghia solo con cambio nel mozzo (Alfine o Rohloff).
– Perno passante o quick release cambiando i drop outs.
– Forcella ammortizzata (120 o 130 mm) o forcella rigida.

Geometria

Queste le misure con la forcella rigida:

Misure RAW forcella rigida

Se invece si utilizza la Revelation da 130 mm le geometrie cambiano come segue:

Considerando il 20% di SAG:
– Angolo tubo sterzo: 67°
– Angolo tubo sella: 72°

Salita

Con la forcella da 130mm la RAW si pedala molto bene su asfalto e strade sterrate da pendenze facili, diciamo sotto il 15%, ma quando il terreno comincia a diventare tecnico e ripido, nonostante la bici continui a rimanere ben bilanciata, ci si rende conto che la fatica aumenta più di quello che la pendenza richiederebbe, questo perche la corona piccola è piccola solo di nome, ma in effetti è una 28 e, unita al 40 al posteriore, risulta troppo grande per poter pedalare su pendenze importanti. Un peccato, perché la posizione in bici è comoda e il telaio in acciaio, unito alle gomme dalle generose dimensioni, fa il suo lavoro per farci dimenticare di essere a cavallo di una hardtail.

I responsabili dell’azienda, prontamente contattati, ci hanno detto che sui modelli definitivi, almeno per quest’anno, non ci sarà la possibilità di scegliere guarniture con altre corone (a causa degli ordini di componenti già effettuati), ma, per chi preferisse usare questa bici sui sentieri di montagna piuttosto che per le lunghe avventure gravel / off-road, la sostituzione della corona più piccola è abbastanza semplice (Shimano offre oltre alla 28, corone da 26 e 24 denti).

Su pendenze più rilassate, invece, dove possiamo far girare le gambe alla nostra frequenza preferita, la RAW si dimostra agile e comoda. Se siete abituati a pedalare con una full da all mountain, la differenza si farà sentire subito, perché per quanto gli ammo si possano bloccare o funzionare con pro pedal, una minima (nei casi migliori) dispersione di energia c’è sempre, qui invece l’impressione è che ogni pedalata l’energia si trasferisca sempre direttamente a terra. Gli pneumatici X-King 27.5” da 2.4 (a dire il verso danno l’impressione di avere una sezione più piccola), gonfiati bene, scorrono molto bene sia su asfalto che su sterrato.

Discesa

Comincio subito su in bel singletrack in leggera discesa, flow tutto da guidare: la RAW è agile e precisa, la guida divertente. Siamo sul flow, perciò non si sente il bisogno di un ammo. La fine del sentiero però si avvicina, e già penso con un po’ di timore a quello che dovrò fare dopo: un sentiero tecnico e roccioso molto ripido. Con una forcella da 130? E con una front? Mi fermo per sgonfiare un po’ le gomme (non si fa solo sulle fat bike!), devo purtroppo abbassare la sella a mano, un telescopico sarebbe naturalmente comodissimo, e mi butto. Supero il primo passaggio critico, supero il secondo e il tutto con una certa facilità.

Mi rilasso e un sorriso comincia a dipingersi sul mio volto, mi sto proprio divertendo, passando con questa hardtail ostacoli che credevo di poter passare solo con la mia (ex) enduro. Anche sullo stretto la bici gira benissimo, molto agile e precisa, merito del carro piuttosto corto. Anche in questo caso arrivo alla fine del sentiero senza aver sentito bisogno dell’ammo, ma sto parlando di un sentiero molto tecnico, quasi trialistico.

Adesso il sentiero diventa più veloce, ed è sconnesso. Qui la Raw mostra i suoi limiti in velocità e stabilità. Nonostante l’acciaio “aiuti” rispetto all’alluminio, bisogna rallentare e lavorare tanto di gambe e braccia, in questo caso l’ammo sarebbe una benedizione per la velocità e la comodità. Ho avuto problemi con i freni XT, appena si scaldavano cambiava il punto di contatto durante la discesa. Anche se spurgati, il problema si è ripetuto. Niente di grave, il freno funziona lo stesso, però blocca dopo pochi mm che si è toccata la leva.

In assetto da viaggio

Dopo aver cambiato la Revelation con la forcella rigida e gonfiato per bene le gomme, ho fatto una bella cavalcata su strade bianche e forestali in stile gravel. Una bici rigida è sempre uno spettacolo da guidare, ogni pedalata si scarica sulle ruote senza nessuna perdita di energia e la 27.5 è un ottimo compromesso: facile da far accelerare e da farle tenere la velocità, in più l’acciaio, rispetto all’alluminio, fa percepire quel plus di morbidezza che non guasta mai, specialmente per lunghi giri, in giornata o di più giorni.

Adesso non mi rimane che caricare la RAW con tutte le borse da bikepacking che sono state fornite insieme alla bici. Borsa sottosella, da telaio, da manubrio e ancora due borse fissate sulla forcella. Bellissima, è un paio di anno che mi sono appassionato ai lunghi giri di più giorni in bikepacking e ogni volta che vedo una bici cosi comincio a sognare di lunghi giri alla scoperta del mondo, pedalando di giorno e di notte e fermandosi quando se ne ha voglia.

Riempio allora le borse con una dozzina di kg di vestiti e accessori e comincio a pedalare. L’impressione iniziale non è delle migliori, la bici è pesante da far partire, lo sterzo è duro per la borsa anteriore, ma superate le prime pedalate e raggiunta la velocità di crociera si riesce a mantenere la velocità senza troppa fatica, anche per la sistemazione aerodinamica delle borse, tutte messe in linea a differenza di quelle su portapacchi, e la posizione in sella è molto comoda. Faccio una puntata su un sentiero abbastanza scorrevole e, una volta presa la mano, anche sui singletrack movimentati si riesce ad essere sufficientemente agili.

Conclusioni

Un complimento che mi sento di dover fare agli ingegneri della RAW è quello di aver progettato una bici che funziona per quello che è pensata, e non è cosa sempre scontata, cioè una front in acciaio da all mountain e da bikepacking e avventure off-road. Non è facile trovare una bici che ti faccia divertire (e non poco) in una discesa molto tecnica e il giorno dopo sia scorrevole e bilanciata anche caricata con le borse da bikepacking, con una dozzina di kg di bagaglio. Una bici polivalente insomma, che in discesa tecnica fa rimpiangere poco la mancanza di un ammortizzatore posteriore, in salita è scattante per le poche dispersioni del telaio e, nello stesso tempo, può essere usata scarica e leggera per giri in stile gravel, oppure carica e pesante per lunghi raid di più giorni. In questo ultimo caso, parte del merito va anche alle ottime borse Rusjan, realizzate artigianalmente su misura per questo telaio, che anche sui sentieri sconnessi sono perfettamente stabili e, fra l’altro, sono le uniche perfettamente impermeabili sul mercato. Le borse Rusjan saranno oggetto di un test specifico.

La MTB Cycletech ci ha comunicato che per le prime 10 RAW che verranno ordinate dall’Italia (bici completa o solo telaio) la scelta del colore custom sarà gratuita! Dovrete solo comunicare all’ordine il codice: “MTB-MAG”

Prezzi solo telaio verniciato a polvere con colore a scelta
(inclusivo di serie sterzo per forcella tapered, fascetta reggisella, passa cavi e drop outs a scelta: perno passante o quick release):
– Telaio Reynolds 853: 1080 €
– Telaio Reynolds 520: 712 €
Prezzo bici completa come in Test (senza borse):
– Telaio Reynolds 853, XT 2×11 e forcella rigida: 3.190 Euro
-Telaio Reynolds 853, XT 2×11 e forcella RS Revelation 130 mm: 3.819 Euro

MTB Cycletech
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