[Test] RDR Ares

[Test] RDR Ares

Andrea Sicilia, 07/06/2017
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Andrea Sicilia, 07/06/2017

RDR Italia è un costruttore valdaostano di telai artigianali made in Italy che da alcuni anni ha intrapreso l’attività di progettazione, costruzione di telai in carbonio alto modulo T800 e assemblaggio di bici personalizzate. Online possono venire scelti i modelli e la componentistica, oltre che le misure del telaio per i modelli MTB front e bici da corsa.

Noi abbiamo avuto in test una Ares, la loro full da xc/marathon, in taglia M, allestita per l’occasione con componentistica top di gamma.

Analisi statica

Il telaio Ares, come tutti i telai RDR, è costruito mediante lavorazione di carbonio T800 e kevlar e successivamente verniciato con grafiche e colori a richiesta del cliente. Prodotto in 3 taglie, XS/S, M e L/XL, ha 3 diversi angoli di sterzo, rispettivamente 69.5, 70 e 70,3°.

Le caratteristiche principali sono la misura Boost da 148 mm (disponibile anche il kit di conversione per mozzo standard 142 mm) del carro posteriore che è Flexy, ossia senza snodo di congiunzione tra foderi superiori ed inferiori, con l’obiettivo di ridurre il peso, eliminando i rischi di rottura in quel punto critico.

Il passacavi è anodizzato in ergal, forabile a seconda delle necessità solo nei punti di inserimento del cavo. Anche minuteria e rocker sono prodotti in Italia e nel rocker vi è la possibilità di agire su un ovale regolandolo a seconda dell’assetto che si preferisce.

La generosa misura del telaio consente l’utilizzo anche di gomme 27,5 plus da 3″, delle quali la bici in test è stata fornita, oltre a quelle classiche da 29, dandoci quindi la possibilità di un test ed un confronto con le doppie ruote.

L’allestimento

Come accennato in precedenza, la componentistica nella tipologia e anche nelle grafiche è opzionabile in sede di acquisto da parte del cliente.

Assolutamente top quella della bici fornita in test con:

trasmissione Sram XX1 Eagle Gold con corona da 32 denti.
Freni Sram Ultimate Guide con dischi da 160 (105 gr.) prodotti da Alerobikes.
Forcella Rock Shox RS-1 per mozzo Boost.
Ammortizzatore Dt Swiss Carbon.
Manubrio e reggisella in carbonio prodotti da RDR.
Sella San Marco Aspide carbon.
Ruote da 29 RDR ITALIA XXL Carbon,  cerchio in carbonio prodotto in Italia, canale interno 30mm, canale esterno 35mm, mozzi Carbon Ti Straight Pull Boost 28h, raggi Sapim Laser, peso dichiarato 1430gr, con copertoni Continental Race King da 2.2

Peso della bici rilevato pari a 9,83 kg con le ruote da 29 e 11,05 kg con le ruote da 27.5 plus, esclusi pedali.

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La prova sul campo

Per quasi un mese abbiamo utilizzato la Ares, con entrambe le configurazioni delle ruote, alternando tratti scorrevoli e filanti, a tratti tecnici e, soprattutto con le 27,5 plus, anche sconnessi e sassosi.

In salita

La Ares si comporta molto bene in salita, sia in quelle lisce e scorrevoli che in quelle maggiormente tecniche per sconnessioni e pendenze. Con l’ammortizzatore chiuso è molto reattiva e ben bloccata, senza alcuna sensazione di flessione del sistema ammortizzante. Sui tratti sconnessi, terreno ove le full di base esprimono al meglio le loro potenzialità,  i cerchi dal canale molto largo, che consentono pressioni minori, contribuiscono ulteriormente a trazione e comfort. Un attacco relativamente corto (90 mm), che accorcia molto la posizione in sella, a sua volta rende raccolta e redditizia la posizione di pedalata, rendendo la guida agile nei tratti stretti e tortuosi.

Con le 27.5 plus, pur mantenendo un buon comportamento in salita, quantomeno in confronto a bici trail o da AM leggero, la Ares paga inevitabilmente pegno in termini puramente prestazionali per il kg abbondante in più concentrato maggiormente sulla parte periferica delle ruote, ovvero proprio quella più sensibile. Soprattutto in termini di reattività ed alle basse velocità, la differenza è piuttosto marcata.

La trasmissione Eagle si conferma anche con la Ares la soluzione migliore sul mercato, almeno su bici xc/marathon, per praticità di utilizzo e varietà di rapporti, anche se, almeno a giudizio di chi scrive, per progressività nei rapporti più agili ed efficienza sul veloce la corona più idonea sia quella da 34 piuttosto di quella da 32.

In questo caso desta più di qualche perplessità la vicinanza dei denti della corona al carro posteriore già con la corona da 32, lasciando presagire una luce veramente molto molto esigua montando corone da 34 o da 36, specie in condizioni di fango.

In discesa

In discesa la Ares conferma le ottime doti di maneggevolezza sullo stretto e di comfort sullo sconnesso, nonostante la RS-1, eccellente per precisione nella guida grazie all’estrema rigidità antero/posteriore, sia un almeno un gradino sotto come progressività di ammortizzazione rispetto alle concorrenti di casa Fox, risultando sempre un pochino brusca. Con le gomme da 27.5 plus, pur mantenendo geometrie race e dunque non adatte a pendenze troppo ripide, la Ares si comporta molto bene sullo sconnesso, così da permettere anche traiettorie meno pulite, risultando quindi sempre molto divertente e permissiva.

Da evidenziare, su una bici di così alto livello componentistico, l’assenza del comando di blocco dell’ammortizzatore sul manubrio, anche se, trattandosi di bici custom è un upgrade certamente richiedibile in fase di ordine.

Conclusioni

In configurazione con ruote da 29 la RDR Ares, grazie a componentistica di eccellente livello, peso ridotto per una full 29 e ruote a canale molto largo, si comporta molto bene sia in termini di reattività, quindi nei rilanci, che in salite lunghe e nei tratti tecnici in discesa più guidati, risultando così una bici completa, adatta tanto a gare brevi quanto a gare lunghe o percorsi impegnativi tecnicamente ed altimetricamente.

La possibilità di utilizzo di gomme da 27.5 plus è un vantaggio nella versatilità di uso del telaio, anche se già con ruote da 29 sui tratti tecnici ben si comporta e in definitiva, con i ruotoni plus, diventa un po’ uno snaturare una bici che con quella configurazione non sarebbe più adatta alle gare.  Per chi predilige le gomme plus, forse sarebbe meglio orientarsi verso un telaio meno racing, ma più pensato al trail riding.

Ovviamente, opzionando in sede di acquisto entrambi i set di ruote, si potrebbero montarli alternativamente, a seconda dell’uso che se ne vuole fare.

Prezzo bici completa: 10.970 euro con le ruote in carbonio da 29, 9.800 euro con le ruote in alluminio da 27.5 plus.

RDR Italia

 

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