[Test] Scott Scale 710 da 27.5 pollici

[Test] Scott Scale 710 da 27.5 pollici

Andrea Sicilia, 27/05/2013
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Andrea Sicilia, 27/05/2013

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Una bici non ancora in commercio, presentata in Italia al recente Bike Festival di Riva del Garda e che già promette di diventare un punto di riferimento per i riders impegnati nelle competizioni xc. La Scale 710 è il modello di punta della gamma che la vede affiancata dalla versione 740 con telaio in alluminio, ed ha un costo di listino di 3.799 euro.

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Allestimento

La bici che ci è stata data in test è montata esattamente come presentata nel sito della Scott con l’aggiunta piuttosto inusuale, dei pedali, degli Shimano pdm 520 entry level. Peso della bici noi rilevato pari a 10,44 kg in taglia M, inclusi pedali (Shimano pdm 520 da 374 gr.) e il porta borraccia montato per l’occasione da 62 gr. e non fornito di serie con la bici.

Il cuore della bici, il telaio Scale dal peso dichiarato di appena 960 gr., è realizzato in fibre di carbonio HMX, del 20% più rigide delle normali HMF (High Modulus Fibers), le cui fibre sono assemblate mediante il processo IMP (Integrated Molding Process) con cui i tubi del telaio vengono creati in un unico step con l’obiettivo di guadagnarne in leggerezza (-14% dichiarato rispetto all’HMF).

Si nota un movimento centrale compatibile pressfit BB92, forcellini Ids-Sl intercambiabili e compatibili con asse passante da 142×12, 135 x12 e 135 x10mm, foderi obliqui progettati con sistema SDS (Shock Damping System) per l’assorbimento delle vibrazioni e il guadagno di una miglior trazione e guidabilità e una serie sterzo conica 1.5”-1-1/8” molto compatta per una maggiore rigidità e quindi precisione di guida.

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Completano l’allestimento della bici una Fox Float 27.5 Factory CTD air con steli da 32mm, escursione da 100mm, perno passante da 15 mm, regolata nelle tre posizioni CTD dal comando remoto Scott Rideloc e un gruppo completo XT, con guarnitura doppia 38/24, cassetta 11-36, cambio posteriore XT nella versione Shadow Plus con levetta di blocco della gabbia per ridurre il saltellamento della catena, Dischi SLX 180-160 SM-RT64, un cortissimo attacco da 80 mm FL 1.5, Syncros, piega Syncros Flat da 700mm e ruote Syncros / DT Swiss XR 2.0 27.5 CL 28H /Tubeless Ready con mozzi Syncros XR 2.0 27.5 CL e raggi DT Swiss Champion Black 1.8mm

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Peso rilevato delle ruote pari a 1639 gr. l’anteriore e 2090 gr. il posteriore, compresi i copertoni Rocket Ron 2.1 per camera (456 gr. rilevati), le camere d’aria (146 gr. rilevati), i dischi SLX 180/160 (peso dichiarato rispettivamente 175 e 150 gr.) e il pacco pignoni XT 11-36.

La prova sul campo

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Scott ha progettato e costruito la serie 700 con ruote da 27.5, per dare un mezzo idoneo a riders non eccessivamente alti e che prediligevano una guida scattante, ma volevano beneficiare dei vantaggi derivanti da ruote di diametro maggiore rispetto a quelle da 26.
Abbiamo testato la Scale 710 cercando di cogliere le differenze rispetto a bici analoghe con ruote da 26, avvantaggiati dall’aver avuto e gareggiato per due anni con una Scale da 26. Volevamo verificare se i limiti ma anche i pregi della versione da 26 avessero subito dei mutamenti. Il test si è svolto in 4 uscite per un totale di 126 km, su percorsi noti sui quali poter fare raffronti rispetto al comportamento di altre bici. Tratti scorrevoli, lisci o sconnessi cambi di pendenza repentini, salite pedalabili, discese lente tortuose e guidate, sono state teatro del test.

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Già dalle prime pedalate la 710 ha messo in chiaro quali fossero le sue caratteristiche. Sul pedalato puro, liscio, sembra quasi di essere su una bici da strada leggermente più pesante di quelle di media/alta gamma. Prontissima nella pedalata, oltremodo scattante e rigida, veramente un piacere pedalarla. Dà la sensazione che ogni watt passando per la trasmissione sia scaricato dal rider sulla strada senza dispersione. Anche in piedi sui pedali, nonostante la solita caratteristica delle attuali forcelle Fox che non son progettate per bloccare del tutto nella posizione Climb, la bici risponde benone. Saremmo stati curiosi di provare la 710 con la Dt Swiss con cui Schurter ha recentemente vinto la gara di World Cup di Nove Mesto.

Le Rocket Ron appaiono sufficientemente scorrevoli nei tratti lisci e veloci. La posizione molto raccolta, favorita da geometrie molto racing e dall’attacco corto (lo ricordiamo appena 80 mm) montato in negativo, permettono una eccellente risposta del mezzo anche su rampe molto pendenti che si riescono a superare in maniera molto più agevole di altre bici testate, pur mantenendo stessi rapporti e ovviamente stesso biker.

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Sono queste due sensazioni, reattività e “arrampicata” che sin da subito ci hanno favorevolmente colpito. Anche nei rilanci dalle basse velocità le ruote da 27.5 non sembrano affatto penalizzanti rispetto a quelle da 26 frutto, probabilmente, oltre che di un buon livello qualitativo, soprattutto del telaio Scale su cui sono montate. Storicamente è questa reattività la caratteristica che è sempre stata il suo principale pregio. Anche su discese guidate, con cambi di direzione repentini, la risposta della Scale 710 è eccellente. Ad ogni minima correzione dello sterzo la bici dà modo di impostare la traiettoria migliore e soprattutto risponde prontamente, così che nelle curve in successione è subito in linea e pronta al cambio di direzione successivo. In sostanza consente quello che nello sci alpino si definisce “fare una curva anticipando al contempo la linea per quella successiva”. In questo le ruote da 27.5 non sono parse un handicap. Certamente influisce la buona tenuta laterale dei Rocket Ron che consentono fluidità di curva.

C’è ovviamente il rovescio della medaglia. Quando il terreno si fa accidentato ecco che la 710 mi ricorda perché definivo “la scalciante” la mia vecchia Scale 10. Pedalando sullo sconnesso alle basse velocità, tutto sommato, l’efficienza di pedalata ne risente relativamente, le ruote da 27.5 copiano abbastanza bene il terreno scavalcando gli ostacoli, ma quando la velocità aumenta, il posteriore diventa parecchio ballerino e la rotondità e regolarità della pedalata diventano più difficoltose.
In questo la presenza delle camere d’aria, quindi di una pressione di esercizio maggiore per evitare pizzicature, non ha di certo migliorato la situazione. Sulle discese tecniche, se il fondo del terreno è dissestato, la guida della 710 diventa molto impegnativa. Bisogna sempre tenerla a bada, avere buona forza anche nelle braccia e una sufficiente lucidità generale e prontezza di riflessi, perché si sta sempre in piedi sui pedali per attenuare i sobbalzi. Le ruote da 27.5 attenuano nei tratti più ripidi il senso di ribaltamento in avanti che era tipico della versione da 26, ma per il resto la bici rimane molto nervosa ed impegnativa.

In condizioni extragara, dove si è meno affaticati, questo può anche essere visto come un fattore di divertimento, ma in gara, dove la lucidità è spesso ridotta, una bici più permissiva sarebbe di maggior aiuto affinchè il biker controlli e non subisca la bici. Per questo la scelta della traiettoria migliore e più pulita, seppur meno diretta, con la 710 diventa molto importante. Dal punto di vista della guidabilità, si è mostrato utile il manubrio da 700 mm.

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Abbiamo provato durante la prima uscita, dopo esser partiti con pressioni prudenziali per camera da 2.5 dietro e 2.3 davanti, a ridurre manualmente la pressione, per ottenere un assorbimento maggiore delle asperità. Dobbiamo dire di aver ottenuto un buon compromesso….se non fosse che una volta misurata la pressione a fine giro eravamo ad 1.5 con entrambe. Una pressione effettivamente un po’ troppo bassa anche con tubeless, molto molto estrema con camere d’aria.

Perfettamente efficiente la componentistica montata. La serie XT di Shimano, seppur meno leggera di altri pari gamma, è di una precisione assoluta sia nelle cambiate per quanto riguarda trasmissione e comandi, ottimi con duplice azionamento push/pull, che nella risposta dell’impianto frenante. Il deragliatore con Shadow Plus è una vera manna dal cielo per tenere in tiro la catena e farsì che sbatta di meno sui foderi ed evita la sua caduta in molti frangenti. Senza contare che la bici diviene più silenziosa.

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Per quanto riguarda la rapportatura, 38-24 davanti e 11-36 dietro, appaiono sufficient, ma con una buona gamba un 40-26 davanti, soprattutto nei tratti molto veloci, potrebbe essere più azzeccato. Della forcella Fox con CTD si è già detto tutto in altri test. Anche in posizione Climb, il bloccaggio assoluto non c’è. Diventa solo più duro l’affondamento rispetto alla posizione Trail. In compenso il comando remoto Scott Rideloc montato sulla 710, con levette piccole e dalla corsa molto breve, è molto più comodo ed efficiente di quello classico di casa Fox le cui leve molto lunghe sono macchinose da azionare e ingombrano la presa della mano sul manubrio.

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Inconvenienti riscontrati

Nessuno. Bici giunta in condizioni di perfetto funzionamento che tali si son mantenute durante tutto l’uso.

Conclusioni

La Scale 710 è una bici da xc puro, inteso come gare di breve durata, fatte a tutta e senza respiro. Una F1 in tutti i sensi, con la quale si fanno due ore di gara a tutta in circuito, non certo una Dakar (fondo del percorso a prescindere), anche se oltre a Schurter nelle xc di Coppa del mondo, è ora usata anche da Ragnoli, campione italiano marathon.

Nelle gare brevi come quelle di XC, dove contano reattività nei cambi di ritmo e massima resa di pedalata, crediamo che la Scale 710, come lo era la Scale 26” a suo tempo, sia la bici perfetta. Non pesa pochissimo (10.44 kg) ma con un montaggio nemmeno troppo più oneroso economicamente, fatto di pedali (374 gr. quelli in uso) sella (227 gr.) e reggisella (283 gr.) più leggeri e copertoni tubeless ready, anche il peso sarebbe ok.

Per quanto riguarda il confronto con la Scale 26: non è in definitiva troppo diversa. Le ruote da 27.5″ sono un chiaro vantaggio quando la bici è lanciata, consentendo di mantenere più agevolmente una buona velocità, così come regalano maggior sicurezza sui tratti molto ripidi in discesa, dove con la 26 sembrava di essere sempre ad un pelo dal ribaltamento (e a volte anche oltre). Rimane una bici reattivissima e molto nervosa e in questo le ruote di diametro maggiore hanno solamente bilanciato quelle soluzioni tecniche innovative del telaio volte alla maggiore reattività. Materiale e concezione costruttiva del telaio, perni passanti, serie sterzo conica, soluzioni indirizzate verso una maggiore prontezza del mezzo, bilanciano quel po’ di comfort in più che le ruote da 27.5 garantirebbero.

Prezzo bici completa: 3.799 Euro
Scott 

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