Tomas Slavik vince la Mad of Lake

Tomas Slavik vince la Mad of Lake

01/05/2019
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01/05/2019

[Comunicato stampa]  –  Tomas Slavik e l’atleta Ceca Simona Jirkova vincono l’edizione 2019 della Mad of Lake. Come nel 2018 anche la quinta edizione la Mad of Lake è stata caratterizzata dall’incertezza meteo ma ancora una volta il comitato organizzatore Garda Pro Bike è stato in grado di gestire al meglio i 200 atleti con corridori provenienti da ben 8 diversi paesi. Come nell’edizione dello scorso anno anche quest’anno la gara era valida come prova d’apertura di 2 circuiti, il National Downhill Series e la Coppa Italia Urban Downhill, entrambi iscritti nel calendario FCI.

Il percorso mozzafiato completamente affacciato sulla sponda Ovest del lago di Garda era stato reso ancora più tecnico e spettacolare grazie a numerosissime strutture in legno di vario tipo con 2 grossi Drop iniziali e molteplici paraboliche stile “wall ride” verso metà tracciato. Degna di nota anche la presenza di diversi Top Riders stranieri come l’inglese Ben Moore (Orange Factory Team), il campione del mondo di 4X nonchè vincitore per ben 2 volte della Red Bull Valparaiso Tomas Slavik e tanti altri atleti nazionali ed internazionali.

Trattandosi di una gara a livello nazionale il sabato si è svolta la manche di qualifica che ha visto primeggiare Tomas Slavik seguito da uno strepitoso Francesco Locatelli  mentre in campo femminile si è imposta la rider Ceca, vincitrice della gara lo scorso anno Simona Jirkova.

Domenica il tempo ha tenuto con il fiato sospeso atleti ed organizzatori fino all’ultimo minuto ma fortunatamente quest’anno la gara è stata portata a termine senza intoppi con condizioni perfette per tutti gli atleti. Al termine della combattutissima finale maschile a vincere con distacco è stato proprio Tomas Slavik (Ghost Factory Racing) seguito dal rider altoatesino Stefan Plaikner (ASC Tiroler Radler Bozen) e da Francesco “Franz” Locatelli (Four T-Project) mentre in campo femminile Simona Jirkova (Ufo Ride CZ) si è imposta davanti a Samanta Pesenti (Team Zanolini Bike). Le categorie amatoriali hanno visto il successo assoluto di Benedetti Mattia (Ars6 Team) seguito da Rossini Daniele e Foschini Gabriele sul terzo gradino del podio assoluto amatori.

Infine un grosso in bocca al lupo va al fortissimo Dennis Tondin che purtroppo sabato durante le prove è rimasto vittima di una caduta che gli ha provocato la frattura della gamba. Dennis è già stato operato e siamo sicuri che lo vedremo nuovamente in bici prima che mai. Forza Dennis!

A questo punto l’attenzione si trasferisce sulla prossima tappa della Coppa Italia Urban che sarà a Mondovì il 9 Giugno dove i ragazzi di Ready 2 Ride stanno già lavorando sul percorso che ospiterà gli atleti per una grandissima seconda edizione del trofeo “La Funicolare”.

Per informazioni ed iscrizioni www.federciclismo.it

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teoDH

ben vengano le townhill, sono divertenti, coinvolgono un pubblico estraneo alla mtb, e portano begli inodtti nelle città…

Però ste strutture stile cantiere non si possono vedere… la federazione dovrebbe investire un minimo in strutture modulari da portare a questi eventi, magari noleggiando i vari setup a chi organizza la gara, ottimizzando così i costi che sarebbero spalmati negli anni e su più location…

bubu1994
bubu1994

Io lascerei stare la federazione che per queste discipline…. beh lasciamo stare. Ci sono stato e quest’anno devo dire che i ragazzi si sono superati. Tracciato bellissimo, strutture artificiali impeccabili, organizzazione perfetta, nulla lasciato al caso ( da tanto tempo non vedevo un organizzazione simile). Sicuramente l’anno prox sarò ancora presente. Bravi, continuate così !!

teoDH

io sono d’accordo con te, ma o si crea una direzione gara, tipo gravitalia, e si lascia alla federazione solo la parte burocratica, che sarebbe la soluzione migliore, si imposta un format di cartellonistica e strutture, e si lavora come un vero e proprio circuito, oppure nonostante gli sforzi notevoli di chi organizza (conosco bene i ragazzi di mondovì che organizzano la prossima e so quanto sbattimento si fanno) le urban italiane rimarrano in stile ” gara dei poveri”… mentre due strutture rivestite e ben realizzate, e una traccia “ben vestita” in contesti cittadini avrebbe un impatto anche sul pubblico di tutt’altra portata.
Basta guardare le urban sudamericane, sono anche loro rivestite di transenne e pali da cantiere, ma ci sono quelle due o tre strutture belle da vedere e da fotografare che trasmettono un certo tipodi immagine della gara.

bubu1994
bubu1994

Ti posso assicurare che le strutture, in primis i due salti iniziali, non avevano nulla da invidiare, forse le foto del post non rendono giustizia in quanto , da vedere , quello era il salto esteticamente meno bello…. fatti un giro su Facebook o YouTube e guarda cosa si sì sono inventati. Fidati , tanta roba e soprattutto spettacolare

 

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