Non lasciamo immondizia nella natura!

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Non riesco proprio a capire come si possa arrivare ad un passo alpino a quota 2600 metri, con gli ultimi 300 metri di dislivello da fare a spinta, e lasciare gli involucri vuoti dei gel presso il palo segnaletico del passo stesso. La maleducazione di persone del genere va oltre l’umana comprensione, anche perché, come si sono portati i gel fino a quassù, avrebbero potuto portarsi l’immondizia giù in valle. E non mi si venga a dire che “Eh ma si sporcava la maglia“, perché tanto quella maglia va diretta in lavatrice una volta che si torna alla base.


Poi si pontifica tanto di ecologia, cambiamento climatico, risparmio energetico, ma se le persone con cui condividiamo questo mondo riescono ad essere così incivili, di cosa stiamo parlando? Quale educazione avranno mai ricevuto dai loro genitori? Saranno probabilmente di quelli che gettano dal finestrino della macchina ogni cosa, tanto a loro cosa gliene frega?

Come capite sono incazzato. Spero proprio che vedano questo video qui sul Mag, su IG o su Youtube. Chissà, potrebbero cambiare, ma non credo proprio.

Commenti

  1. marco:

    Il mio ragionamento è piuttosto semplice: chi gira con zaino non ingurgita gel lassù. Chi gira con gel e lascia le confezioni in giro non ha uno zaino ma solo le tasche della maglietta, che non vuole "sporcare".
    Chi ingurgita gel è un qualcuno convinto che servano quelli per reintegrare. Ne ho visti con lo zaino come gente con paninetti nelle tasche. Solitamente non ho zaino e nemmeno gel e barrette così come sono uscito con gente (anche del forum @tostarello confermerà) che tirava fuori dallo zaino la farmacia enervit. Io credo che 300 mt di dislivello a piedi che a essere buoni saranno almeno mezz'ora e un paio di km ben in pochi le facciano con scarpe da xc.
    marco:

    Se qualcuno si inalbera, amen. Basta vedere la striscia di merda che si trova dopo una granfondo.
    Il contesto Gf è diverso. Io i gel li me li mettevo in tasca (o ci provavo), non posso giurare che ci rimanessero sempre, ma come è ovvio non mi fermavo in continuazione a controllare e eventualmente a tornare indietro a cercare un qualcosa che mi era caduto. Però stai parlando di una concentrazione di persone su una zona limitata di numeri a volte eccezionali e di una organizzazione che di base e di norma poi passa il giorno dopo la gara a fare pulizia. Non ho mai fatto affidamento su questo e come detto me le mettevo in tasca, però è diversa la situazione. Sei a tutta, poco lucido e nella concitazione non sempre ti riesce di riporre tutto bene (oltre a quelli che manco ci provano ca va sans dire). Farlo nel posto dove eri tu non ha la benchè lontana spiegazione nemmeno accidentale. E' testa bacata e basta.
  2. Blackmouse78:

    Comunque anche bucce di banana, torsoli di mela, bucce d'arancia, sarebbe meglio portarseli a casa.

    Anche io un tempo ero dell'idea "tanto è biodegradabile", ma poi ci ho riflettuto e ho letto un po' in giro e ci sono diversi motivi per non farlo.

    https://www.outsideonline.com/outdoor-adventure/environment/organic-litter-still-litter

    In breve per i non anglofoni:

    [LIST]
    [*]Bucce di banana e arancia ci mettono fino a 2 anni a decomporsi, attirano roditori, possono avere pesticidi e altre sostanze chimiche sulla superficie e in ogni caso non sono naturalmente presenti in ambienti montani/alpini, quindi non ci dovrebbero stare
    [*]Sporco chiama sporco, se diventa una pratica comune il passo è breve "tanto l'ha già fatto tanta gente", e potrebbe incoraggiare l'abbandono di altri tipi di rifiuti
    [*]Ti farebbe piacere se la gente ti lanciasse bucce di banana o arance in giardino? "Tanto sono biodegradabili"... non credo, quindi farlo solo perchè si è in un ambiente non di proprietà o semplicemente più ampio è comunque un atteggiamento incivile, un rifiuto è un rifiuto, a prescindere dalla sua natura, e va riportato a casa
    [/LIST]
    Questo dovrebbe essere naturale da sapere: una banana non cresce in Italia, così come le arance non crescono in montagna o non sono mai state coltivate lì. Introdurre specie fruttifere non adatte inquina l’ambiente montano. Bisogna fare informazione e sensibilizzare le persone.
  3. BikerFlavio:

    Non voglio sembrare razzista, ma, da amante del Trentino dove vado ogni anno, ho notato un aumento esagerato di persone che non conoscono affatto la montagna. Questo porta sì turismo, ma anche molta inciviltà. A Roma mi sento completamente fuori luogo: ogni volta che vado nei boschi raccolgo cartacce, rispetto l’ambiente e chi ci vive, e provo anche a sensibilizzare le persone. Ma spesso sembra tutto inutile. Torno dopo dieci giorni e siamo punto e a capo. Ormai nello zaino ho sempre una busta per raccogliere i rifiuti: faccio quel che posso. Ma per l’immondizia pericolosa non posso fare nulla, dovrebbe occuparsene il Comune, ripulendo, installando telecamere e multando in modo serio chi sporca.
    Purtroppo, da Trentino che vive in zone turistiche non posso che darti ragione!
    Non siamo ancora a livelli allarmanti ma effettivamente, come ho già scritto nell'altro intervento sopra, vi posso assicurare che se venite qui da noi in valle fuori dalla stagione turistica e ci tornate durante la stagione turistica, la differenza è netta!
    Borse di rifiuti lasciate in giro (quelli dalle seconde case che fanno i furbi per pagare meno la tassa dei rifiuti), cartacce, molti più ricordini dei cani ecc.. ecc.. ecc..

    E non è un discorso di razzismo o str..te varie.. è una questione di cultura e rispetto del proprio territorio. Quando io viaggio o vado a visitare un'altra città, vado al mare, Paese ecc.. uso la stessa cura che ho per la mia valle e territorio. Evidentemente per loro non è così..
    Il turista (soprattutto del Centro/Sud) viene, paga ed automaticamente si sente autorizzato a fare di tutto. Compreso sporcare, cani liberi e ca@te, schiamazzi e urla immotivate in montagna ecc.. ecc..

    Non tutti per carità, ma una grossa percentuale!
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