Maurizio Deflorian, 24/01/2012
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Maurizio Deflorian, 24/01/2012

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Chi chiede continuamente quali vie deve percorrere non impara mai a cercare e a tentare una propria via. Come può sapere qual è la sua strada chi segue sempre le strade indicategli dagli altri?
Ho appena finito di leggere un libro di Reinhold Messner e questa frase continua a ritornarmi in mente. Con le dovute e ovvie differenze, anche io sono un esploratore, anzi un ciclista esploratore, mi piace infatti andare alla scoperta di tutti i sentieri non solo dei dintorni ma anche i più lontani, mi piace scoprire ogni angolo della mia regione, mi piace arrivare con la mia bici sulle vette più alte, pedalare fino a dove si può e poi caricarmela in spalla e arrivare fino ai più alti passi alpini, la dove (forse) nessuno è mai arrivato con una bici. E quando sono in cima mi piace godere del silenzio delle vette e vedere cosa c’è dall’altra parte. E poi mi piace godermi finalmente la discesa, e proprio per questo ho cercato di migliorare il più possibile la mia tecnica, per cercare di scendere da qualsiasi tipo di sentiero. E se un tratto di sentiero non si può scendere in bici pazienza, smonto e cammino, è bello lo stesso.
Ultimamente mi è capitato spesso di fare dei giri in bici seguendo delle tracce di itinerari già fatti, percorsi bellissimi, panorami da favola e ne sono stato contento, però mi è mancato qualcosa, quel piacere di scoprire qualcosa di nuovo da vero esploratore, cercando un itinerario non riportato su alcun libro o forum. Tiro fuori allora le mie carte e comincio a studiare, in effetti è difficile creare un itinerario che non sia mai stato percorso e che sia anche il più possibile ciclabile. Passano le ore, è notte fonda, sto quasi per arrendermi, quando finalmente individuo un sentiero che potrebbe fare al caso mio. Parte prima del Lago di Braies, a 1450 metri e vedo che una forestale porta fino a 1850 metri. Da qui rimangono circa 400 m di dislivello da fare con la bici in spalla fino alla forcella di Braies, e poi vedo che il sentiero continua lunghissimo e più o meno sempre alla stessa quota fino al passo di Somamunt, in cima alla val di Fojedora. Bello! Ma sarà ciclabile? O sarà da fare tutto a spinta? Non resta che scoprirlo, del resto come può sapere qual è la sua strada chi segue sempre le strade indicategli dagli altri?
All’inizio di luglio arriva finalmente il momento giusto. Sono in ferie a Dobbiaco e il lago di Braies è vicinissimo. Pochi giorni dopo mi raggiunge anche Aledabomb. Ci conosciamo ormai da qualche anno e so che lui è uno dei pochi a cui posso proporre un programma di questo genere: sveglia alle 4.30, fare più di 400 metri di dislivello con la bici in spalla, poi avventurarsi in un lungo sentiero di cui non conosco assolutamente la ciclabilità e senza neanche garantirgli che alla fine ci sarà da scendere un sentiero memorabile. Ma lui accetta senza battere ciglio, è un esploratore come me e non si fa perdere questa occasione.
Non è ancora l’alba, alle 4.45 carichiamo le bici in auto e in dieci minuti siamo al primo parcheggio del lago di Braies.
Scarichiamo, indossiamo gli zaini e i caschi e via, si parte per l’avventura. Saliamo lungo la forestale con tratti ripidi che finisce circa a 1850 metri, qui continua solo uno stretto sentiero e ci mettiamo subito le bici in spalla. Il sentiero sale ripido e piuttosto sconnesso, ogni tanto ci fermiamo, guardiamo verso valle e la deformazione “professionale” ci fa pensare che sarebbe bello percorrerlo in discesa, magari ci proveremo il prossimo anno. Intanto bisogna salire, la forcella è ancora lontana e nonostante non siano ancora le 7 il primo sole mattutino che batte sulle mughe ci fa già sudare come due dannati.

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La forcella è però sempre più vicina e finalmente arriviamo alla fine delle nostre pene da girone infernale.

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Dopo la forcella di Braies il sentiero spiana leggermente, ma non ancora abbastanza da poter pedalare

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Arriviamo a 2300 metri e finalmente, dopo un piccolo dosso, scopriamo quello che ci aspetta: un bellissimo alpeggio d’alta quota con un sentiero che, almeno per adesso sembra ciclabile.

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Proseguiamo ancora sospettosi, ma il sentiero continua in mezzo a splendidi prati e sullo sfondo i monti di Senes e la Croda del Beco

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I prati continuano sotto la cima dei Colli Alti

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E quando arriviamo sotto il monte Muro il sentiero è sempre ciclabile e noi ci stiamo divertendo sempre di più

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Le soste ci vogliono perché il panorama è invidiabile

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Adesso il sentiero comincia a scendere, bisogna raggiungere la forcella Valacia

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Ecco un tratto tecnico, si passa direttamente sulla roccia, e noi non ci tiriamo certo indietro, perché questo fa solo aumentare il nostro divertimento

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Passata la forcella il sentiero continua, ma adesso bisogna risalire dall’altra parte, per fortuna sono solo una quarantina di metri di dislivello in parte a spinta

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Adesso si scende ancora e le mucche al pascolo ci guardano incuriosite, chissà se sono le prime bici che vedono da queste parti?

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Si continua e il sentiero passa direttamente nel ruscello

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Eccoci al lago di Fojedora,

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siamo quasi alla fine del lungo sentiero che costeggia ancora il lago

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I monti circostanti si specchiano nelle verdi acque del lago di alta montagna

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In breve adesso arriviamo alla fine del sentiero

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E con un ultimo tratto ripido arriviamo al passo di Somamunt, in cima alla val Fojedora.

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Adesso si potrebbe scendere direttamente lungo la valle, ma questo sentiero l’ho già percorso e vorrei provare il sentiero che ha consigliato più volte enry, il 24 – 25 che si ricollega più in basso a quello principale.

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E mai scelta fu più felice

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Il 24 è un sentiero in falsopiano perfettamente liscio e con un panorama da favola

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Sovrastato dal monte de Gropes

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Con un ultima pedalata si arriva al bivio con il sentiero 25

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Adesso si comincia a scendere veramente

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La discesa è molto divertente e finalmente possiamo lasciare andare i nostri cavalli d’acciaio

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Il sentiero sembra sia disegnato apposta sul ghiaione per la goduria dei biker che possono “surfare” sui sassi

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E alla fine ci ritroviamo nello splendido paesaggio della val Foresta che scende dolcemente verso il lago di Braies

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Siamo quasi al lago, ma rimangono ancora le forze per aumentare ancor di più il divertimento sfruttando gli elementi naturali presenti con un bel drop sui sassi

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E giunti allo splendido lago di Braies, in assoluto uno dei più belli delle Alpi, non possiamo che immortalarci nella classica foto di rito pedalando sulla riva

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Missione compiuta. La nuova via è stata cercata e trovata. Adesso sappiamo ancor di più quale è la nostra strada, quella dei biker-esploratori.

 

Foto di aledabomb e nonnocarb

 

L’itinerario: http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6588