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[Tech Corner] Bici grande o piccola?

[Tech Corner] Bici grande o piccola?

24/11/2016
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24/11/2016

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Che siano 3 o 5 taglie, le misure che abbiamo a disposizione quando dobbiamo scegliere una bici nuova sono per forza limitate. Non sempre siamo così fortunati da essere perfettamente inquadrati in una certa taglia, molte volte ci troviamo a metà.
In questi casi che cosa è meglio scegliere? Meglio una taglia più grossa o una più piccola?

Orizzontale virtuale ed angolo sella

Oltre all’altezza piantone, che oramai solo i rider inesperti usano come riferimento, la quota geometrica che generalmente si usa per capire se una bici è adatta ad una certa persona è l’orizzontale virtuale.

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L’orizzontale virtuale si rileva nel seguente modo: è la misura, rilevata su di un piano parallelo al terreno, della distanza tra l’asse del canotto sterzo e l’asse del canotto reggisella. Il punto in cui si fa partire tale misura è la base della calotta superiore della serie sterzo.

Questa misura, facilmente rilevabile con una bolla ed un metro, è molto importante perchè determina l’effettiva distanza sella-manubrio e quindi la posizione che il rider, in posizione di pedalata, assume sulla bicicletta.

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A parità di misure antropometriche, lo stesso rider seduto su di una bici con orizzontale virtuale più lungo si troverà molto più disteso rispetto ad una bici più piccola (con orizzontale più corto), su cui invece si troverà più raccolto, più “seduto”.

Ecco il motivo per cui l’orizzontale virtuale è così importante: se l’altezza piantone sella conta relativamente (la sella si può alzare ed abbassare a piacimento), l’orizzontale virtuale è fisso, non si può cambiare.

L’orizzonate virtuale è quello che determina l’effettiva posizione in sella, ovvero quanto è “lunga” la bici, ma da solo non basta.

Le quote geometriche di una bicicletta non vanno mai analizzate da sole. Per determinare la  distanza sella manubrio infatti, non basta il solo orizzontale virtuale: bisogna considerare anche l’angolo sella.

03

Come si vede dallo schema, se prendiamo due biciclette con lo stesso orizzontale virtuale ma angolo sella diverso otteniamo due diversi risultati per quanto riguarda la distanza sella-manubrio:

  • La bici con angolo sella più verticale, avrà una distanza sella manubrio più piccola.
  • La bici con angolo sella più disteso, avrà una distanza sella manubrio maggiore.

Viene quindi da se che, specialmente se ci si trova a metà tra due taglie, sarà opportuno effettuare due scelte differenti:

  • Se la bici che andiamo a comprare ha un angolo sella più verticale, sarà probabilmente meglio prendere la taglia più grande.
  • Se la bici che andiamo a comprare ha un angolo sella più disteso, sarà probabilmente meglio prendere la taglia più piccola.

Il tutto utilizzando sempre come riferimento la lunghezza dell’orizzontale virtuale, ovvero partendo dal presupposto che entrambe le bici abbiano lo stesso OV.

Parametri geometrici a parte, quando ci si trova nel mezzo tra due taglie, bisogna comunque effettuare una scelta ed in questa scelta devono subentrare anche le preferenze personali e lo stile di guida. Prendere una bici più grande o più piccola porta con se delle conseguenze in termini di comportamento sui sentieri e caratteristiche di guida della bici: vediamo quali.

Bici più grande: effetti pratici

Se optiamo per passare alla taglia più grande, dovremo fare degli aggiustamenti.

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Per ottenere la corretta posizione in sella, in termini di inclinazione della schiena, dovremo per forza montare uno stem più corto. Anche la sella non dovrà essere arretrata, anzi potrebbe essere necessario avanzarla leggermente.

Il trend della bici lunga ed attacco manubrio corto è molto diffuso sulle mtb moderne. In quest’ottica pensare di prendere la bici più grande ci può sembrare la scelta migliore, ma attenzione: se la bici è già lunga di suo e monta uno stem corto, potrebbe non essere possibile montare un’attacco adatto alle nostre esigenze. Oppure se una bici è già lunga di suo, può non essere la scelta migliore quella di prendere la taglia più grossa. Ecco che quindi la scelta della taglia più piccola, anche se contro la moda del momento, non è sempre così anacronistica.

Caratteristiche di guida

All’atto pratico una bici più lunga è generalmente molto stabile sul dritto.

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In situazioni come pietraie, ripidoni, tratti gradonati la bici infonde sicurezza, tende meno ad impuntarsi e da maggior confidenza alle alte velocità. Si tratta insomma di una bici adatta a percorsi veloci, sconnessi, ma non troppo tortuosi. Ottima la stabilità sui salti, ottima anche la resa in pedalata poichè la bici tende meno ad impennarsi. Una scelta sicuramente indicata in ottica gara.

VANTAGGI:

  • Bici stabile sul dritto, ottima confidenza alle alte velocità
  • Pipa corta e ruota molto avanzata: molto più difficile impuntarsi
  • La bici non si impenna sul ripido, miglior resa in pedalata

SVANTAGGI:

  • Minor maneggevolezza, bici più difficile da inserire in curva
  • Sui telai moderni già lunghi di loro potrebbe essere problematico trovare un’attacco manubrio sufficientemente corto per ottenere il corretto posizionamento in sella o si rischia di avere una bici troppo lunga
  • Bisogna guidare molto aggressivi, caricare bene il peso sul manubrio per non far scappare l’anteriore in curva

Bici più piccola: effetti pratici

In maniera completamente opposta al caso precedente, se optiamo per una bici più corta dovremo montare un’attacco manubrio più lungo.

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La scelta dell’attacco manubrio più lungo si rende necessaria per evitare una posizione troppo seduta che renderebbe non solo la pedalata meno comoda ed efficiente, ma che comprometterebbe anche la performance sulle salite ripide o tecniche, facendo si che la bici tenda ad impennarsi con estrema facilità.

Sarà inoltre opportuno arretrare leggermente la sella, in rari casi andare a montare un reggisella con testa arretrata.

 

Caratteristiche di guida

La bici più piccola risulta più agile e maneggevole nella guida.

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Una bici corta guadagna in maneggevolezza: grazie al passo più corto è molto più facile da girare e da inserire in curva. Prendere una taglia più piccola significa insomma avere una bici perfetta per i sentieri naturali, ricchi di curve in rapida successione e di stretti tornanti. E’ la scelta ottimale per chi gira sugli stretti e tortuosi sentieri alpini e chi ama destreggiarsi tra tornantini a gomito e tecnici passaggi trialistici su roccia.

VANTAGGI:

  • Bici molto maneggevole, perfetta per i percorsi naturali o tortuosi
  • Le bici moderne sono già più lunghe di loro, con la bici più corta non ci si ritrova un “autotreno” difficile da guidare nello stretto
  • Più facile ed intuitiva da guidare, non bisogna stare distesi sul manubrio per non far scappare la ruota davanti

SVANTAGGI:

  • Minor stabilità sul veloce
  • Maggior tendenza ad impuntarsi, bisogna arretrare di più con il peso sul ripido
  • In salita una bici più corta può impennarsi più facilmente, ma molto dipende dalla lunghezza dello stem.

Una scelta consapevole

Alla fine quindi qual’è la scelta migliore? Quando ci si trova a metà tra due taglie di bicicletta, la scelta migliore è fare un’analisi del proprio stile di guida. Su che sentieri giro? Mi piace di più andare a cannone sul dritto o schizzare tra una curva e l’altra? Dov’è che sono più bravo tecnicamente e dove sono le mie carenze?

Sono queste le domande che dobbiamo farci per fare una scelta consapevole. In fondo non esiste un meglio o un peggio a priori: esiste invece la giusta scelta per le proprie esigenze. Provare la bici prima di acquistarla è spesso la soluzione migliore per fugare ogni dubbio.

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grazie!!!
articolo da mettere tra i preferiti

M
meteor

Articolo da implementare con misure di reach e stack

D
Daniel Naftali

Uno dei prossimi appuntamenti sarà proprio questo 😉

K
kind3r

Ciao a tutti, vi riporto la mia esperienza. Sono passato da una taglia L della vecchia bici ( Cube Stereo) ad una M della nuova bici (Norco Range). Questo mi è stato consigliato dal venditore per avere una bici più agile e maneggevole essendo io 178cm e quindi a cavallo delle due taglie. Dopo circa 6 mesi di utilizzo e mille imprecazioni ho dovuto cambiare telaio e ritornare su una L. Ecco cosa mi succedeva: in pedalata e in salita tutto normale e nessun problema. Ho preso le misure per un corretto posizionamento in sella e con qualche piccola modifica non mi accorgevo di nulla. Il discorso cambiava non appena iniziavo la discesa. Dopo pochi metri iniziavo a prendere un male fotonico ai muscoli delle cosce e alle ginocchia tanto da dovermi fermare, lasciar passare qualche minuto e poi continuare a scendere. Era ormai diventato per me un trauma andare in bici in discesa. Nell’arco dei sei mesi di utilizzo ho provato di tutto: arretramento sella, cambio ammo con uno piu “molle”, provati gli spd e i flat, allungato pipa manubrio ma tutto quello che facevo non mi portava a nessun miglioramento…. Dopo aver fatto tutto questo il buon venditore mi ha cambiato telaio e finalmente ho risolto definitivamente il mio problema!! Probabilmente avendo una taglia piu piccola, spostavo tutto il peso al posteriore e quindi sulle gambe e tenendole sempre in tensione, mi infiammavo e sentivo dolore. Bravi e complimenti per l’articolo perchè chiarisce per bene molte domande che… Continua a leggere »

C
cispugliaio

Ma prima ha lavorato sull’altezza manubrio?

K
kind3r

Si, ho provato anche quello mettendo degli spessori e togliendo spessori ma il risultato era praticamente invariato…

jimmy27
jimmy27

Occhio ai sivende che spesso ti vendono quello che hanno in casa senza preoccuparsi troppo delle reali esigenze. L’ho imparato anche io a mie spese ?

K
kind3r

E’ anche vero che lo stesso venditore mi ha cambiato il telaio senza farmi pagare nulla del lavoro fatto.

G
gaios73

Non è poco per niente! Si tiene in casa un telaio da rivendere, usato sei mesi… per accontentare un cliente.
Fagli un altarino, questo sivende è da santificare 🙂 .

D
Deroma

wow che bell’articolo grazie Daniel!!!
in effetti la scelta della taglia è una cosa che tiene svegli di notte.

P
paso75

scusate ma di solito non si parte dalle misure del biker? che senso ha l’articolo se non si considera la misura fondamentale dell’arretramento sella? a parita’ di arretramento e’ corretto appunto il contrario, cioe’ a bici con angolo piantone piu’ verticale a parita’ di orizzontale risulta “piu’ lunga” di una stesa ( es: epic 74°, pivot 71,9). poi se non mettiamo alcun parametro base vale tutto.

B
boccino1984

Giusto, stavo pensando la stessa cosa, un esempio pratico sarebbe quello di montare un copertone anteriore con sezione maggiore rispetto al posteriore o sostituire la forcella ammortizzata con una più alta, sono due fattori che modificano la geometria del telaio in molti aspetti, il più importante diminuire angolo di piantone e sterzo, ciò comporterebbe spostare la sella in avanti per ottenere lo stesso arretramento, di conseguenza ci si ritroverebbe con una bici più corta.

jimmy27
jimmy27

Ok. Bell’articolo ma siccome ogni bici e a se non sarebbe il caso di dare dei suggerimenti sulla taglia da prendere quando fate i test delle singole bici?
Ad esempio: ” questa bici xy è corta preferite una taglia in piu se siete a cavallo tra 2 misure.”

paolo.c
paolo.c

Esatto, lo stesso errore che fanno in molti, pensando che ad esempio la Specialized Enduro 2017 sia più corta della 2016.
Ma avendo(la ’17) un reach maggiore e un angolo sella più verticale, e di conseguenza arretrando la sella per ottimizzare la pedalata, di fatto è più “lunga” della ’16.
Il reach non serve solo in discesa.

A
angelobizz

Altezza 180. Mi ritrovo in pieno con le considerazioni dei “pro” della taglia M: avevo una L, abbastanza lunga, e mi sono sempre trovato in affanno sullo stretto/tornantini. Sono passato ad una M con attacco manubrio lungo e reggi arretrato (poco, il KS, di più nn mi sembra ci sia fra i telescopici). Mi è cambiato il mondo; la sento corta in salita, ma non ho mai fretta, ma in discesa la bici molto più maneggevole compensa la mia incapacità di essere agile fra i tornanti stretti…

S
Skieryoyo

…scusate ma cambiando l’angolo del piantone sella a parità di OV, che è appunto la distanza tra asse canotto sterzo e asse canotto reggisella, quello a risultare diverso dovrebbe essere il REACH e non la distanza sella manubrio …no?!?!

paolo.c
paolo.c

Esatto, e aggiungo, a parte fantozzi ci si siede sulla sella, non sul cannotto.
Al variare del reach si varia l’arretramento sella, e a quel punto potrei fregarmene di dov’è il cannotto, la sella ha un carrello apposta, e i reggisela esistono arretrati o in asse apposta.

B
belvis

Quello che dici è giusto, se l’OV è lo stesso tra due bici con angolo sella diverso quella con angolo più verticale avrà un reach più lungo. Pero’ lui parla di distanza sella manubrio che è ovviamente maggiore in quella con angolo sella più disteso, e ovviamente varia anche in base all’altezza sella a cui pedali. se hai un cavallo alto alzi di più la sella e ti trovi più lontano dal manubrio. Questo è utile relativamente alla posizione in sella, quando stai in piedi sui pedali ovviamente è più importante il reach.
Non so se mi spiego.

paolo.c
paolo.c

Ti sfugge un passaggio, che è poi la mancanza di questo articolo, se a parità di orizzontale aumenta il reach, devi necessariamente arretrare di più la sella per avere la stessa posizione di pedalata che avevi prima con un reach minore(vedi verticale ginocchio e asse del pedale).
Quindi la bici è più lunga, anche da seduti.

P
Pasqui 1.0

Dal titolo dell’ articolo sembrava che si avesse una risposta definitiva ma non fa che dire cose già note.
La mia esperienza, quella dei miei amici ed infine dei sivende che conosco è unanime per chi sta nel mezzo di due taglie: meglio telaio piccolo che grande. È più facile allungare che restringere.
Ciao da ciclista ignorante

R
Rockyluca

,,,,e io che ho sempre creduto il contrario, al punto di prendere tutte le mie bikes nella taglia più grande…. che ‘gnurànt che so…

p.s.
qualcuno cerca una Altitude in tg L “accorciata”?

A
Anto62

peccato l’ho appena comprata, proprio un’altitude L. Però l’altitude ha geometrie che tanti ritengono essere un po’ vecchia maniera. E la L è decisamente una bici piccola. Per esempio ho comparato altitude L e bronson M, quest’ultima è decisamente più lunga. Eppure ritengo l’altitude decisamente la migliore AM/enduro che abbia mai provato e avuto.
L’articolo ha un bel titolo, però è un po’ riduttivo, c’è già chi ha fatto notare che non si parla di due fondamentali misure che sono reach e stanck, non mi pare si dia il giusto peso all’angolo di sterzo che incide anche sull’interasse, altresì alla distanza tra perno mozzo post e movimento centrale, e infine all’integrazione tra le specifiche misure del biker con il mezzo. Quest’ultimo sarebbe un bel approfondimento, perché sono sempre più convinto che non è tanto importante la geometria della bici, ma la geometria di quel complesso sistema di leve che è l’insieme uomo/bici.

V
Vitalie

L’articolo è sicuramente ben fatto ed esauriente. Ho però constatato che nella disciplina del downhill ci sono da aggiungere alcuni dettagli. Specialmente in ambito agonistico. Dato che la guida è solo in discesa, gli elementi fondamentali da tener conto sono il reach l’angolo sterzo e la lunghezza del carro posteriore. Ovviamente ci sono anche altre misure, ma un pò meno importanti . Sempre a livello agonistico bisogna ben valutare i percorsi dei vari circuiti che si andranno a partecipare “Gravitalia, IXS, ecc.” . Ho constatato e che la maggior parte dei percorsi di questi circuiti le parti naturali e curve di breve e medio raggio sono fondamentali . Quindi a mio parere la scelta ricade su delle geometrie dove l’atleta deve essere messo in condizioni di essere rapido nei cambi di drezione ( In tal senso una grossa mano ci dà anche il setting). Con questo bisogna valutare bene il reach e l’angolo sterzo. Sostanzialmente a mio avviso è meglio orientarsi ad ottenere una bici manovrabile. Tra l’altro oggi sul mercato troviamo diverse aziende che ci vengono incontro con telai che hanno la possibilità di modificare le geometrie in modo significativo.

M
#mainagioia

Giusto, le geometrie creano un’amalgama particolare e anche le altre quote contano: ovviamente qui si sta parlando relativamente alla misura del telaio in fase di acquisto bici, quindi vengono toccate marginalmente le quote di sterzo e carro.
A tutti gli effetti una bici più corta ma con uno sterzo più aperto sará stabile nello scassato quanto una un pò più lunga ma con sterzo più verticale. Idem per il carro che concorre alla maneggevolezza nello stretto quasi più dell’interasse nel suo insieme. Per questo occorre valutare in modo consapevole, come scritto nell’articolo, tutto l’insieme, ivi compresi carro, sterzo, rake forcella, interasse e reach oltre ai citati ov e angolo sella e attacco manubrio.

T
tanta8282

come prima bici da DH sono indeciso tra un L o M. Pensavo a una tues CF, io sono alto 180 cm, prediligo un mezzo stabile che mi dia una mano…. sul sito la consigliano in L da 184 ma dalle misure mi sembra che cmq mi possa andar bene…

G
giumafrapa

bell’articolo.(scusatemi,non per fare il saccente ma ……tra l’asse del canotto sterzo e l’asse del canotto reggisella………………… è più corretto scrivere caNNotto ).saluti

K
kirk76

A me è successo di recente di fare una scelta simile.
Per le mie misure ho il cavallo di una Scalpel SI taglia L ma il busto di una M, dopo vari ragionamenti, cosciente degli svantaggi e dei vantaggi, ho optato per la L e alla fine dopo un po’ di uscite posso dire di averci preso.
Certo, i dubbi non mi ci hanno fatto dormire (complice la spesa) ma il consiglio del delear mi ha fatto riflettere e oggi posso ringraziarlo.

Spacepadrino
Spacepadrino

Una cosa che andrebbe anche sicuramente considerata è anche il peso del rider. Non parlo di quelli che non arrivano a 70 kg con indumenti bagnati, ma per chi come scrive, una volta indossati zaino, protezioni e casco sfiora i 94-95 kg.
Ho avuto il modo di provare lo stesso tipo di biga prima in tg M e poi in L, durante il settaggio del sag, sul telaio piu’ grande raggiungevo il valore corretto con meno pressione, tradotto in guida reazioni nettamente piu’ soft rispetto alla versione piccola, che in discesa è tanta roba.

Q
qazed

anch’io vorrei prendere una Epic Fsr usata e con i miei 177cm sono a cavallo tra M e L e non potendole provare andrò di L con attacco manubrio più corto (60/70mm) e reggisella non arretrato, spero sia la scelta giusta !!!

M
montagnoso

Complimenti per l’articolo; Qualche domanda: la scelta della taglia più piccola può quindi aumentare il rischio di cadute “over the bars” (cioè non per impuntamento della ruota contro un ostacolo, ma per spostamento del peso sull’anteriore oltre il limite)? E in caso affermativo meglio stem più corto o più lungo per rimediare a questo rischio?

Pietro.68
Pietro.68

“Come si vede dallo schema, se prendiamo due biciclette con lo stesso orizzontale virtuale ma angolo sella diverso otteniamo due diversi risultati per quanto riguarda la distanza sella-manubrio:

La bici con angolo sella più verticale, avrà una distanza sella manubrio più piccola.
La bici con angolo sella più disteso, avrà una distanza sella manubrio maggiore”

A parità di lunghezza dell’OV perchè la distanza sella-manubrio dovrebbe cambiare se cambia l’angolo sella????

F
Frens

Guarda la foto con gli angoli. Siccome la sella si trova sopra il vertice dell’angolo, allora con una angolo sella maggiore, quest’ultima sarà più vicina al manubrio, mentre se l’angolo sella sarà minore, la sella si allontanerà. Il tutto a parità di OV.

A
Andrea-88

Basarsi sulla misura dell’orizzontale per valutare la lunghezza di una bici è troppo approssimativo, l’unica misura di riferimento valida è il REACH.
È poi completamente sbagliato il discorso della lunghezza del telaio al variare dell’angolo sella, è proprio l’opposto. Con lo stesso OV il telaio con piantone più verticale sarà più lungo e viceversa.

V
vaff

Solitamente si tende a considerare anche il diametro ruote quando la scelta della taglia è controversa. Ad esempio: essendo le 29 pollici notoriamente meno maneggevoli degli altri formati, chi si trovasse a cavallo tra due taglie, in molti casi potrebbe avere buon gioco con la taglia più piccola, proprio per evitare una bici pachidermica, a causa sopratutto del grande diametro ruota prima ancora che della lunghezza telaio. Viceversa, su 26″ e 27,5″ potrebbe rivelarsi utile approdare sulla taglia più grande, vista la già buona maneggevolezza di base. Questo come regola di base, poi chiaramente ogni situazione và esaminata sempre alla luce delle misure specifiche del singolo ciclista

marpa
marpa

Io ho sempre scelto la taglia sulla base dei parametri elencati nell’articolo ma anche valutando a che altezza pedalo e la lunghezza del tubo verticale dal momento che con i reggisella telescopici sempre più lunghi occorre valutare correttamente anche lo svettamento ( o si rischia di dover cambiare il reggisella) . Alla fine ho sempre preso taglia L con il risultato di avere uno svettamento ragionevole e preferendo uno stem corto eventualmente accorciandolo di circa 1 cm recuperando il carico anteriore togliendo i classici 5mm di spessori sotto lo stem. Posso dire che credo di aver sempre fatto la scelta giusta. I consigli degli altri sono sempre utili ma alla fine la decisone la si deve prendere secondo le proprie esigenze e caratteristiche di guida .

doppadu
doppadu

….kona, bmc, transition ed altri produttori utilizzano altri parametri, la misura del tubo orizzontale virtuale è un retaggio delle bici da corsa, direi.

R
Rayearth

Ciao, avrei una domanda:

Tra una taglia più grande una più piccola, quale affatica meno le braccia in discesa?

Grazie 🙂

M
Mario.lop

no ma è bello perchè si discute di sospensioni, materiali, tecniche di guida e poi non si è ancora capito come scegliere la taglia giusta! 😀

S
Sillo63

Visto che l’arretramento sella e’ legato alle caratteristiche del ciclista, ed indipendente da quanto sia l’angolo sella (se questo e’ verticale montero’ un reggisella arretrato), non sarebbe piu’ corretto tenere in conto il reach?

pitone two
pitone two

L’articolo non è di grande aiuto.Se sono alto 1,86 ed ho un cavallo da 96 come faccio a sapere quanto deve essere l’ov?

D
Daniele0608

Con quel cavallo credo che la Xl sia la tua misura, con un OV che stimato tra 63 e 65 se hai le braccia lunghe come le gambe.

D
Daniele0608

E’ corretto ciò che dice Amaranth, l’articolo così scritto è fuorviante, e avrebbe senso solo se su due bici con uguale OV ma angoli piantone diversi si usasse lo stesso reggi con la sella posizionata nello stesso punto del carrello. In quel caso la bici con piantone più verticale risulterebbe più corta, sfalsando però completamente la posizione in sella dovuta ad un arretramento che si ridurrebbe in maniera sostanziale. Essendo l’arretramento sella un parametro fondamentale per una corretta pedalata questo deve essere mantenuto a prescindere dalla taglia di bici che usate. Se vi hanno messo in sella con un valore x di arretramento, quello deve rimanere costante sempre, quindi con un angolo piantone maggiore, a parità di OV, il M.C. si sposta indietro e per mantenere la giusta posizione vi costringerà ad arretrare la sella se non addirittura ad utilizzare un reggi con offset e alla fine la bici risulterà più lunga di una di pari OV ma angolo piantone minore.
Con l’adozione del reach come misura base per la scelta della taglia si semplifica e si rende più logico questo ragionamento.

F
franz1079

Tratto dal sito di Sheldon Brown:

Comparing two frames mainly in terms of top-tube length is only valid if both have similar seat tube angles. Generally, each degree of difference corresponds to about a centimeter of top tube length. Thus, frame “A” with a 58 cm top tube and a 72 ° seat angle can give the same riding position as frame “B” with a 57 cm top tube and a 73 ° seat angle. This presumes that the saddle would be slid 1 cm farther forward on the seatpost of the frame “A.”

The angle of the seat tube is quite important, but for any given type of bike there isn’t usually as much variance as there is with top tube length, so it may not always enter prominently into a buying decision.

The fore-and-aft adjustment of the saddle permits fine tuning of the saddle position, and if there’s a severe mismatch, there are special seatposts and seatpost attachments that permit a greater adjustment range.

Nel far realizzare ad un artigiano un telaio hardtail su misura, mi pare, se non mi sbaglio, di aver riscontrato la veridicità di quanto sopra ( =verticalizzando l’angolo sella si “allunga” l’orizzontale).

B
botacco

Come e’ calcolato l’angolo sella. Considerando l’di estrarre la sella ad un punto intermedio?

A mio parere, il problema delle bici moderne con tubo sella molto piu’ inclinato dell’angolo sella e’ che l’angolo effettivo alla fine dipende da quanto viene alzata la sella.

Se si tira fuori la sella di 2 o 3 cm in piu’ (cosa abbastanza plausibile tra persone con pochi cm differenza di altezza) la sella arretra molto di piu’ di quando farebbe se il tubo sella fosse in linea con la “linea sella”, e non basta la slitta della sella per compensare l’arretramento.

Di conseguenza, se prendiamo una persona alta 1.73 su una M o una alta 1.78 sempre su una M, si troveranno con angoli sella molto diversi, con il risultato che quello alto 1.78 avra’ molto piu’ peso sulla ruota posteriore, e quindi la bici “bobbera’” di piu in salita

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

è così infatti… l’angolo sella dichiarato dovrebbe essere preso alla quota di stack, quindi quello effettivo sarà sempre più sdraiato, ed in misura crescente al crescere dell’altezza sella

F
frankie56

Ciao a tutti, chiedo un consiglio a proposito di taglia bici. Vorrei acquistare la nuova Scott Spark 29, avendo attualmente la vecchia sempre da 29. Attualmente utilizzo una taglia M ma effettivamente al sarei al limite tra S e M essendo alto 1,73 cm; devo dire però che mi sono sempre trovato bene. Leggendo della nuova Spark ho però visto che avrà un reach più lungo di 17mm un angolo di sella di 1° più verticale, per cui mi domandavo se forse non valga la pena passare ad una taglia S. Premetto che sono abbastanza scarso in discesa, dunque è quella l’area in cui ho maggiormente bisogno di aiuto da una full, soprattutto nel tecnico, mentre me la cavo in salita….. Grazie a chi volesse darmi una opinione!

E
EMD9

bell’ articolo su un tema molto vasto. Con le nuove misure delle ruote il tema si è ampliato enormemente in quanto la 29 ,cui avevo forti perplessità inizialmente , ha migliorato notevolmente rispetto la 26 da cui venivo. Il problema di quei biker alti oltre 1.85 è spesso reperire la taglia giusta poiché in Italia sembrano esserci solo bici per taglie medie , e la pratica della mtb ha mille varianti rispetto una bici da strada per l ‘ uso che se ne fa . Inoltre esiste il problema delle altezze intermedie dove il ciclista si trova decidere tra due taglie , la media e la grande. proprio quelle materia di discussione nell’ articolo.