Bada a come parli!

Bada a come parli!

Francesco Mazza, 07/04/2015
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Francesco Mazza, 07/04/2015

Il titolo suona come un rimprovero o una minaccia, soprattutto quando è accompagnato dall’espressione truce del Sergente Hartman, ma in realtà questo articolo è solo un pretesto per farsi due risate, scherzando su alcuni termini che sono parecchio diffusi in ambito MTB, ma che sono altrettanto errati. Alcuni sono decisamente buffi o strampalati, mentre altri sono più che altro imprecisioni a cui forse non si fa nemmeno più caso. Certamente tutti i termini che seguono sono entrati nell’uso comune nonostante siano inesatti.

Il primo di questo elenco è forse l’errore più diffuso e ancorato nel mondo delle due ruote. Sappiamo bene che moltissimi di noi quando si riferiscono al reggisella o al tubo di sterzo della forcella, non sono molto concentrati, e stanno già pensando alle vacanze al mare. Quello che va inserito nel telaio della bicicletta è il cannotto, nome che deriva da canna. Il canotto va solo gonfiato e buttato in acqua… e buone vacanze.

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Se li avete acquistati nel reparto cucine dell’Ikea, o se sono stati progettati dalla NASA per essere lanciati nello spazio, allora può essere che i vostri freni siano modulari, altrimenti è decisamente più probabile che siano modulabili, aggettivo che deriva dal verbo modulare.

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Questo esempio non tratta di un vero errore ma di una definizione con la quale spesso si fa confusione. I dischi del settore motociclistico sono molto spesso flottanti, ovvero la pista frenante è fissata al supporto in ergal tramite delle boccole che gli consentono un movimento sia assiale che radiale, per compensare eventuali deformazioni dovute al surriscaldamento e favorire un autoallinemanto della pista frenante rispetto alle pastiglie. Nel mondo della MTB di dischi realmente flottanti se ne sono visti davvero pochissimi modelli. Alcuni di quelli che siamo soliti definire flottanti sono in realtà semiflottanti, come per esempio gli Hope, dato che il loro movimento è solo assiale. Tutti gli altri dischi invece, come Formula, Shimano o SRAM, dove vediamo la pista frenante in acciaio fissata su un supporto in ergal, non sono affatto flottanti, ma sono semplicemente dischi a 2 pezzi, dove le due parti sono assolutamente solidali l’una all’altra. Quindi quando chiamiamo flottante un disco da MTB, stiamo sbagliando definizione.

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Se avete esagerato con le birre è probabile che sulla vostra bici vediate le forcelle, altrimenti tutte le bici hanno una sola forcella. Nonostante gli steli siano due, il suo nome è sempre e comunque singolare.

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A meno che la vostra bici non sia una Manitou FS o una Balance FS, la forcella è implicito che sia anteriore. Definirla forcella anteriore non è che sia un errore ma… che senso avrebbe?

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Stessa cosa per quanto riguarda il carro. A meno che non siate in sella a una Bimota Tesi, è implicito che il carro sia posteriore.

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Dopo la metà degli anni ’70 le moto hanno iniziato ad adottare sistemi di sospensione posteriore con un singolo ammortizzatore invece dei consueti carri con un ammortizzatore per ciascun lato. Da qui è nato il nome di mono ammortizzatore, comunemente abbreviato con il termine mono, che si utilizza tuttora in ambito motociclistico. Per quanto riguarda le MTB però l’ammortizzatore è sempre stato uno solo, tranne in rarissimi casi molto poco diffusi. Chiamare mono l’ammortizzatore delle bici non è quindi totalmente errato, ma rivela chiaramente che si tratta di un termine che appartiene a un altro settore.

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Il grafico con il quale si calcola il comportamento della sospensione si chiama curva di compressione, che può variare da lineare a progressiva a regressiva. Se la chiamiamo curva di progressione e invece si tratta di una curva di compressione regressiva, rischiamo di far venire una violenta crisi di identità alla nostra amata bici.

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I tentativi di inserire la parola manutenzione in una frase, coniugandola come un verbo, spesso vanno incontro a risultati buffi e bizzarri. Se proprio non preferiamo dire “fare manutenzione”, il verbo da usare è “mantenere”, o la sua forma meno comune “manutenere”. Ogni volta che un biker scrive o pronuncia la parola manutentare o manutenzionare, al povero Dante viene una fitta al fegato.

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La vostra bici è piuttosto rara ed è montata con componenti particolari e inusuali, molto ricercati? Se questi componenti fanno parte di una setta che adora Satana, frequentano i Sabbah e le messe nere, allora possiamo definirli esoterici. Altrimenti possiamo tirare un sospiro di sollievo, perchè si tratta semplicemente di bici e componenti esotici.

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Quanti di voi non hanno mai sentito ripetere spesso almeno uno di questi errori? Se leggendo ve ne sono venuti in mente altri, condivideteli con noi.

 

 

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