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[Test] Sella Brooks Cambium C15

[Test] Sella Brooks Cambium C15

07/04/2015
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07/04/2015

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Brooks England produce selle dal 1866. Proprio in quegli anni è nato il termine “bicicletta”. I nostri amati mezzi a due ruote infatti affrontavano 150 anni fa l’importante evoluzione che ha trasformato i velocipedi nelle biciclette per come ancora oggi le conosciamo. Le selle Brooks tramandano da un secolo e mezzo la tradizione e lo stile di quegli anni, producendo selle artigianali con materiali semplici e tradizionali e uno stile tipicamente vintage che è un segno distintivo del marchio.

Di recente Brooks ha introdotto nella sua gamma il modello Cambium, interamente Made in Italy, destinato all’uso sportivo della bicicletta, con due versioni molto simili tra loro: la C17, più larga e rivolta a un utilizzo Trekking e Touring, e la C15, oggetto di questo test, che è più stretta della sorella C17 ed è dedicata all’utilizzo race in MTB, Ciclocross e BDC.

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Sulla Cambium ritroviamo il caratteristico stile vintage di Brooks, con le borchie sul lato superiore della sella, che servono a unire lo scafo al carrello, e una linea classica, anche se nettamente più affusolata dei normali modelli da città. Lo scafo, che forma l’intera struttura della seduta della sella, è realizzato esclusivamente in gomma vulcanizzata, ed è rivestito di tela naturale sulla parte superiore. La Cambium è di fatto l’unico modello di sella Brooks a non utilizzare il cuoio per lo scafo.

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Due supporti sagomati, posti alle estremità della sella e realizzati in alluminio, sostengono lo scafo in gomma, al quale sono fissati tramite 5 viti Torx che si stringono su quelle borchie che ritroviamo sul lato superiore della sella. Ai due sostegni in alluminio è assicurato solidamente anche il carrello in acciaio grazie al quale la sella si connette al reggisella.

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L’ampio e robusto sostegno della parte posteriore espone in bella vista il logo Brooks, su di una placchetta in metallo rivettata alla sella. Un logo dallo stile decisamente classico e affascinante, che non conferisce un aspetto particolarmente race ma rimarca piuttosto lo spirito retrò della Cambium.

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Sul campo

La forma e le dimensioni della sella consentono un appoggio ampio e confortevole, senza che questa risulti ingombrante tra le gambe durante la pedalata. La zona rialzata nella parte posteriore crea un appoggio molto comodo durante le lunghe salite, mentre per gli strappi più ripidi la punta abbastanza lunga consente di spostarsi in avanti per mantenere entrambe le ruote a terra.

La struttura dello scafo interamente affidata alla gomma, che fa da ponte tra i due supporti alle estremità della sella senza alcuna struttura rigida aggiuntiva, rende la C15 molto flessibile e confortevole, adattandosi bene al peso e ai movimenti del rider. Questa caratteristica la rende una sella più adatta a discipline di durata, dove si sta parecchio tempo in sella, piuttosto che a discipline dove occorre scaricare parecchia potenza sui pedali, nelle quali è certamente preferibile una sella dallo scafo più rigido.

La tela di rivestimento offre un ottimo compromesso tra grip e libertà di movimento. Essendo un tessuto tende a sporcarsi molto facilmente, ma si pulisce con altrettanta facilità, con poca acqua o anche solo strofinandola con un panno, dato che lo strato di tela è sottile e poggia direttamente sulla gomma vulcanizzata, quindi non assorbe sporcizia e acqua.

Il peso è decisamente superiore alla media, con i suoi 412 grammi verificati che stridono con la destinazione race che Brooks prevede per questa sella.

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Conclusioni

La Cambium C15 è una sella dall’indole controversa e difficile da definire. Nasce come declinazione race dei classici modelli della gamma Brooks, ma non rispecchia le caratteristiche che ci si attende da una sella destinata alle competizioni. Il peso superiore al doppio di quello delle concorrenti la esclude dalla wishlist dei racers più esigenti, così come la flessibilità e il comfort, che invece potrebbero attirare altri acquirenti, maggiormente interessati alla comodità di seduta per affrontare molte ore in sella, e per i quali la leggerezza non è una condicio sine qua non.

La robustezza è elevata e i materiali, così come la tecnica con la quale è costruita, sono pensati per durare nel tempo. L’estetica è molto particolare, decisamente differente dalle selle da MTB a cui siamo abituati, con questa linea e questi dettagli in stile vintage, che riconducono immediatamente all’immagine tradizionale dei prodotti Brooks.

Chi non mira solo alle performance ma subisce il fascino dell’eleganza retrò, tipica del marchio Brooks, con la C15 potrà apprezzare l’assoluta comodità e farsi accompagnare da questa sella per lunghissimo tempo, data la sua robustezza che è sinonimo di longevità.

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Misure: lunghezza 283mm – larghezza 140mm – altezza 52mm

Peso: dichiarato 405g – verificato 412g

Prezzo: €140

Brooks England è distribuita in Italia da DSB

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Scaveon
Scaveon

un prodotto orgogliosamente british è interamente made in italy? si sa qualcosa su quale sia lo stabilimento nostrano che glie le produce?

Marco Toniolo

Brooks appartiene a Selle Royal (a cui appartengono anche Fizik e Crank Brothers)

cit
cit

Mi piace. Non è più larga di una vecchia Flite (che uso ancora). Come la vedete su una bici da enduro?

solid gas
solid gas

provata su una bici per pochi metri. veramente ottima. ma come dice l’articolo, veramente pesante.
presa in mano senti che è di sostanza. ma gari su una gravel o fat ci starebbe benone

MN_avatar
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secondo me costa veramente troppo in relazione ai materiali impiegati per costruirla (e al peso).
Vabbè che è brooks, ma parliamo di una sella di gomma con telaio in ferro e alluminio.

Danielvalsesia

Bella , mi piacciono molto le selle, a tal punto che di solito me le personalizzo.
Questa è rivisitazione di una selle italia con una grafica a mio parere oscena. Però la mia pesa poco + di 100 gr , come l’ originale..
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=993777&s=800&uid=55577[/img]
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=993782&s=800&uid=55577[/img]
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=993783&s=800&uid=55577[/img]
e questa è una sella che avevo montato su una vecchia Dirt , sempre rivisitata
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=1055662&s=800&uid=55577[/img]
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=1055660&s=800&uid=55577[/img]

Danielvalsesia

Azz.. non si vedono le immagini, va bhè le ho messe tutte qui
http://fotoalbum.mtb-forum.it/showalbum.php?id=53238

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Sono molto tentato di provarla, ho però un dubbio: abituato a selle a scafo rigido (con le quali mi trovo benissimo su strada anche per lunghe distanze, ma su mtb quando le ore in sella aumentano inizio a risentire della rigidità) mi chiedo: il fatto che la sella non abbia scafo rigido ma sia costituita da un ponte in gomma che inevitabilmente cede sotto il peso del ciclista non andrà a creare pressioni indesiderate sulle parti molli?

Damiano85
Damiano85

Mi trovo molto bene con la mia Cambium c17, ma non la userei mai per l’enduro, non ha nessuna protezione sui fianchi nel caso di caduta. Il confort non serve a niente se si sta in piedi.
Io la uso prevalentemente per giri lungi, bikepacking. Per uso trail preferisco la Henge Expert della specialized, piu legera, rigida ma allo stesso tempo comoda.

 

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