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[Bike Check] La Devinci Troy di Steve Smith

[Bike Check] La Devinci Troy di Steve Smith

17/08/2013
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17/08/2013

Vincere una DH con una bici da 140mm? Steave Smith ci è riuscito, ecco il bike check della Troy con cui ha vinto la Air DH qui ai Crankworks di Whistler.

Innanzitutto cominciamo con una premessa: l’Air DH si corre sulla A-Line, un percorso al 95% liscio come un biliardo, largo 8 metri, con sponde altissime. L’unica difficoltà sono i salti, belli grossi, ma se presi bene non stressano più di tanto la bici. In un contesto del genere ha quindi senso correre con una bici da am-enduro, proprio perchè un mezzo di questo genere assicura un’elevatissima efficienza di pedalata ed assorbe meno gobbe e cunette, permettendo al rider di pompare dove serve e prendere velocità.

Si tratta insomma di una DH atipica, come lo è stata quella della Sea Otter, anch’essa vinta su di una bici da enduro.

La Troy è la nuova bici da AM di casa De Vinci con ruote da 27,5″ e 140mm di escursione posteriore.

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Il telaio è realizzato completamente in fibra di carbonio, ad eccezione dei foderi bassi, in alluminio. E’ una scelta che hanno adottato diversi produttori, per incrementare la robustezza e prevenire problemi di usura dovuti allo sfregamento della catena.

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Molto curato nei dettagli , con passaggio cavi interno e paracolpi di serie sul piantone obliquo, molto importante per un telaio in carbonio.

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Tramite un eccentrico sul carro posteriore è possibile variare le geometrie, in particolare angolo di sterzo e sella, andando ad intervenire anche sull’altezza del movimento centrale. In questo caso la posizione è impostata per avere angoli più chiusi, una scelta abbastanza scontata visto che monta una forcella più alta di quella di serie.

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Le sospensioni sono affidate a Rock Shox (Steve Smith è atleta Sram). Davanti troviamo la nuova Pike Solo Air settata a 160mm, mentre dietro il Monarch Plus, con piggy back. La forcella più alta e rigida di quella di serie è una scelta quasi obbligata per mantenere un buon controllo ed una sufficiente precisione di guida sul veloce.

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La trasmissione è l’XX1 di Sram. Un gruppo da enduro, strano che non abbia utilizzato una cassetta 10V da DH. Forse perchè in questo modo può rinunciare al tendicatena? Probabilmente il motivo è questo, i pignoni maggiorati in una gara del genere non servono a nulla: qui la velocità minima sono i 60 all’ora!

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La corona anteriore è da 36 denti ed è quella specifica per l’XX1. La cosa interessante è che è invece montata su pedivelle XO, presumibilmente utilizzando lo spider XX1. Una soluzione probabilmente dettata dall’esigenza di non voler cambiare guarnitura, ma che può essere interessante per tutti quelli che vogliono passare all’1×11 ed hanno già una guarnitura XO.

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I freni sono gli XO Trail con 4 pistoncini e dischi da 180mm. Bisogna però dire che sull’A-Line i freni servono veramente a poco, quindi avrebbe potuto montare anche un paio di v-brake!

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Completano il montaggio una coppia di Easton Havoc da DH gommate Schwalbe Hans Dampf. Gomme leggere, ma comunque con una buona tassellatura. Ci saremmo aspettati qualcosa di più scorrevole, vista la tipologia di gara.

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