Chi ha paura delle novità?

Chi ha paura delle novità?


In questi ultimi anni il mondo della mountain bike ha accelerato vistosamente lo sviluppo di nuovi prodotti. Dopo l’entrata in campo delle 29 pollici è stato un continuo susseguirsi di nuovi formati: 27.5″, fat, 27.5+, 29+, e con loro sono arrivati diversi nuovi standard per rendere ruote e telai più rigidi e performanti. Lo stesso si può dire nel campo delle trasmissioni, con la rivoluzione del 1×11. E non possiamo dimenticare quello che l’industria definisce come il campo con maggior potenziale a livello economico: le bici elettriche.

La costante in tutti questi cambiamenti è una: lo sgomento dei mountain biker. Ha fatto paura l’1×11, con infinite discussioni sulla “lunghezza della coperta”, così come ha fatto discutere l’arrivo delle “ruotone” da 29″, con cui poi diverse aziende si sono cimentate in progetti coraggiosi per farcele stare in telai con escursione generosa, per poi concentrarsi sulle 27.5″.

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Ogni innovazione, o presunta tale, col tempo mostra la propria validità in termini di risultati: è evidente che l’1×11 ha avuto un gran successo in praticamente ogni disciplina (tranne la DH dove 11 rapporti non servono e il monocorona si usa da sempre), così come è evidente che le 29 pollici hanno subito un ridimensionamento dovuto all’arrivo delle 27.5″. Se in campo XC i vantaggi delle ruotone sono fuori dubbio, più l’escursione sale e più i biker, e le aziende, hanno preferito orientarsi verso le 27.5″.

Questo è l’anno dei formati “plus”, o semifat che dir si voglia. Gomme da 3 pollici montate su telai da trail. Al di là delle filosofie di riding dei biker incalliti, questa nuova tendenza si sposa bene con quella delle bici elettriche ed è riconducibile ad un dato che passa spesso inosservato: l’espansione del mercato della mountain bike. Già, per quanto si tenti di far percepire il mondo mtb come  una congrega di amiconi da pacche sulle spalle, alla fine le aziende non esistono e lavorano gratis, ma sono alla ricerca costante di clienti. Soprattutto nuovi clienti.

E qui entrano in gioco le bici elettriche: meno fatica per riuscire a godere delle (quasi) stesse sensazioni di chi si suda la salita fino all’ultima goccia vuol dire avvicinare al mondo della bici anche chi non è o non può o non vuole essere in forma, ma intanto si compra una bici, dei vestiti, magari fa una vacanza con bici al seguito, e così via. Lo stesso vale per il formato semi fat: se le fat sono difficili da far digerire a chi non ha mai avuto una mtb (e non solo), è innegabile che la loro trazione infonda più sicurezza al neofita, quindi perché non proporre una bici che sembra una mtb classica, ma ha delle gomme con cui sentirsi sicuri?

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Veniamo quindi al titolo di questo articolo: il mountain biker scafato non ha motivo di sentirsi sotto assedio dall’arrivo di continue novità e formati, perché spesso queste novità non sono state pensate per lui, ma per chi mountain biker deve ancora diventarlo. Le semifat o le elettriche che vedete comparire come funghi dopo la pioggia nella gamma di ogni azienda non vogliono sostituire la vostra bici, ma piuttosto farne entrare una nel garage di chi non ne ha.

A questo punto non dobbiamo fare come gli sciatori tre decenni fa, che bandivano gli snowboarder dalle piste, terrorizzati dalla novità. Piuttosto dobbiamo vederla come la possibilità di avere più bici e, magari, meno auto in giro. Perché una bici elettrica é il perfetto mezzo per andare al lavoro e perché chi scopre il piacere di pedalare e sentirsi in forma, difficilmente torna indietro. Questo è il bello della bicicletta.

  1. Chi ha paura della novità?

    Per esempio chi ha un negozio e non può pemettersi di “coprire” 5-6 formati.

    Oppure chi compera un bici pagandola dei bei soldi sentendosi poi dire l’anno dopo che è “vecchia” e che non vale più nulla sul mercato dell’ usato.

    O ancora chi sente declamare le doti delle ebike “per andare al lavoro senza sudare” quando il problema è quello di arrivare vivi perchè mancano le piste ciclabili.

    In una parola, chi ha qualche difficoltà a credere agli slogan neoliberisti del mercato che va dove vuole il consumatore.

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    1. sono d’accordo sulle piste ciclabili, un po’ meno sul resto:
      1 -negozi: una gamma ampia di prodotti impone un differente approccio al mercato, che viene vissuto tipicamente come un handicap, fino a quando arriva qualcuno che lo trasforma in opportunità e si mangia tutta la torta.
      2 – usato, sono (relativamente) pochi quelli che cambiano la bici così spesso da pensare al valore di rivendita, se trovi tanti come me – e girando un pochino ne vedo altri – è più corretto parlare di valore del rottame…
      a parte Jobs, si, il mercato va dove vuole il consumatore, solo che non lo sa e la cosa non è immediata. serve un consumo critico, che si chiede se quella novità che viene proposta è davvero così tanto meglio di quello che si possiede già da giustificare l’investimento. però la critica sta prendendo piede, per fortuna. magari sarà la crisi, e torni alla difficoltà/opportunità. Ma, se non fai cose nuove, non solo non avanzi, ma rischi di arretrare
      Grazie a chi è arrivato fino qui, che poema (di c…te)!

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          1. Non a caso citi Ferrara, una città di piccole dimensioni dove le distanze medie casa-lavoro o casa-scuola sono coperte in bici in modo incomparabilmente più efficace che con qualsiasi altro mezzo motorizzato, tanto che in moltissimi girano in bici (e senza ebike).

            Quello però è l’optimum,,l’Italia non è tutta così, le aree urbane di dimensioni più grandi non sono così amichevoli o semplicemente gestibili.

            Ma sia chiaro, nulla contro le e-bike o il bike sharing, non sia mai. Solo che da sole non bastano, per la mobilità urbana servono i trasporti pubblici e l’intermodalità, quando abiti a 40 km dal posto di lavoro o sei come quel forumendolo catanese o la bici non la puoi usare…

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        1. esistono anche le province, da me puoi andare al lavoro senza rischiare, io ci vado(non con l’elettrica) ma è vicino casa, ma incrocio sempre uno con ebike che si fa 40-50 km al giorno per andare lavoro. il problema da me è il tempo….

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      1. Infatti, ad amsterdam ci vado 4/5 volte l’anno e di bici da 27.5, di fatbike, di mille inutili sciocchezze, non ne vedi, gli olandesi girano con le loro belle bicione di ferraccio, e qualche fixed qua e la…
        La MTB è oggetto di manipolazione e questo è sotto gli occhi di tutti, propinano standard come fossero caramelle, ma allora mi chiedo, se il “mercato” ha bisogno di tutte queste novità, come mai il mercato BDC ha visto come uniche innovazioni negli ultimi 10 anni il cambio elettronico e i freni a disco (e ne parlano da tre anni e ancora in pochissimi li usano)
        Te lo spiego io, le aziende han visto la poseria dentro gli MTBiker, e sono 10 anni che si strofinano le mani a discapito di distributori, negozianti, e biker che non hanno la poseria come dote primaria…

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        1. E per dirla tutta @Marco Toniolo, a me la cosa che più infastidisce è il servilismo di buona parte dei giornalisti nei confronti delle grandi aziende, invece di criticare costruttivamente, di dare un opinione slegata dagli interessi, fan quasi tutti il gioco di questi propinatori di novità, d’altronde come puoi sparare merda dopo che ti spediscono a casa una bella bici nuova fiammante da testare “con comodo”… c’è chi fa spudoratamente il fanboy, c’è chi cerca un po di obbiettività ma con toni accondiscendenti, ma quando leggerò un articolo che dice: “mi han dato da provare per due mesi i mozzi boost, e posso dirvi che secondo me non servono a un cazzo” beh, quella testata sarà l’unica che continuerò a leggere… Sono stato dall’altra parte della barricata e so bene come funzionano certe dinamiche di “favori tra amiconi”, secondo me la corda è già stata tirata abbastanza da spezzarsi, e non si spezza solo perchè c’è dietro un sistema ben organizzato, dai ricambi che improvvisamente si impennano di prezzo al punto tale che non è più economicamente conveniente mantenere i vecchi standard, alla scarsità di pezzi disponibili, alla fortissima svalutazione dell’usato…
          La mia trasmissione ha 10 anni, i miei freni 8, le mie ruote 6, funziona tutto benone, grazie a dio, perchè se per caso mi capitasse di rompere qualcosa, un manettino del cambio che costava 25 euro adesso ne costa 50, cambiare due cavi freno costa come comprare deue freni nuovi, e se storti un cerchio da 26 fai prima a cambiare la coppia di ruote che a trovare il ricambio…
          E questo, secondo me, non è giusto nei confronti del consumatore finale

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          1. @teodh
            Sui “favori” alle aziende puoi riferirti ad altre testate, ma per quanto mi riguarda ho la coscienza pulita, tanto che all’ultima comparativa enduro di scontenti ne abbiamo avuti diversi, cosa che ha portato anche alla disdetta di una campagna pubblicitaria.

            Il boost 148? L’ho provato sulla Trek remedy 29 carbon ed è stata la bici da 29 più rigida e reattiva su cui io abbia mai messo le chiappe. Non so se era per merito del telaio, delle ruote più rigide grazie alla campanatura più larga od entrambe le cose.

            Resta il fatto che, facendo questo lavoro da anni, ho anche la possibilità di conoscere chi i prodotti li progetta e li testa. In tanti cambiereste idea se vedeste come alcuni ingegneri vanno in bici, della loro passione per la bici e di come se ne intendono di quello che fanno. Lunedì presentiamo una bici sviluppata anche da un ingegnere che è un pro di Enduro, tanto per rimanere in tema.

            E per quanto riguarda il tuo “dietro le quinte”, per fortuna non siamo tutti uguali, ma soprattutto la bravura sta nel mettersi in una posizione dove te ne puoi anche fregare se qualcuno ti minaccia di non fare pubblicità se il test non è buono.

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    2. Visti i prezzi ma anche i contenuti tecnologici è evidente che i negozi presto o tardi dovranno trasformarsi, alcuni chiuderanno e sarà un bene (sto pensando ad uno in particolare…scusatemi) altri dovranno diventare perforza più grandi, più bravi e (perché no ) più convenienti. Però è vero, fa male vedere il tuo gioiello che perde valore per un pollice in più o in meno sul copertone.

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        1. Il problema saranno i principanti su bici elettriche che sottovaluteranno i sentieri impegnativi, potenzialmente percolosi, e si troveranno in grosse difficoltà in discesa.
          Purtroppo ho già avuto alcune conferme!

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    1. Anche io all’inizio ho avuto difficoltà ad accettare l’e-bike 🙂 Poi lo presa a mia moglie e in questo modo può venire con me quando faccio le uscite nel week: impagabile! Inoltre, avendo preso un mezzo adatto anche all’all-mountain la uso anche io: il fatto di fare risalite veloci per poi godersi la discesa non è male, meno tempo e più divertimento. Ripeto all’inizio ero contro, ma poi mi sono ricreduto… bisogna provare 🙂

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      1. LoL, a parte le battute scontate, per portarsi in giro la moglie non serve la eBike, serve che lei abbia voglia di venire.
        Alla mia per esempio non interessa, e non sarà une eBike che le farà cambiare idea… così come nel tuo caso serviva solo che tu… andassi più piano 🙂 !
        (ma è meglio la eBike non dover rallentare 😉 )

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        1. Scommetto che eviti accuratamente di dirle: ” amore perché non prendiamo una ebike per te ? potresti venire con me in bike senza faticare… che ne pensi? ”
          Pensa se ti rispondesse di si hahahahahaha

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  2. “Perché una bici elettrica é il perfetto mezzo per andare al lavoro e perché chi scopre il piacere di pedalare e sentirsi in forma, difficilmente torna indietro.”

    Appunto, per andare al lavoro.
    Invece se le cose dovessero andare come sperano i produttori di e-mtb, voglio vedere cosa se ne dirà qua sopra tra qualche anno, quando si formeranno le code ad ogni piccola difficoltà in discesa.

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    1. ragazzi, non so voi, ma io nei miei giri abituali (prealpi bellunesi) è già tanto se incontro 1 biker in oltre 2 ore di giro.
      poi se vogliamo andare a fare i tour a Cortina ad agosto allora è un’altro discorso…

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    2. La realtà è che una bici elettrica se la usi per andare al lavoro te la rubano dopo una settimana se non ti stirano prima.E poi di ecologico in una Ebike io ci vedo poco, con una bici normale si fanno le stesse cose con un minimo sforzo che fa solo bene alla salute.Ma in Italia il culto dell’auto è troppo radicato per sperare che le cose cambino (basta vedere le muove infrastrutture per la viabilità a 4 ruote costose e quasi sempre inutili).Per quanto riguarda le EMtb io spero che restino nei negozi, ci mancano solo le code di panzoni sui sentieri per mandare tutto all’aria…A me hanno insegnato che niente è gratis e se una cosa non ce la fai a farla con le tue forze è meglio pensare ad altro…Per il resto sono d’accordo con Sembola..

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  3. Io non ne ho paura, presi la 29 quando tutti i miei amici avevano le 26 e qualcuno era nettamente contrario.
    Semplicemente alcune di queste cose non le capisco.
    Ogni nuovo formato è miracoloso e a differenza del 29 che ha avuto bisogni di anni per affermarsi ora ne esce uno ogni 2 mesi.
    Le fat sembrano già il passato remoto, le 27,5 il passato prossimo, il 27,5 il futuro.
    Io, scusate la battuta, resto al presente e mi tengo il 29 e mi tengo come unico dilemma se montare le 2.25 o le 2.1. 🙂

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  4. io credo che si debba fare una distinzione tra vere novità e scelte di mercato fatte apposta per prendere in giro i compratori … E’ davvero “illuminante” l’analisi di Sembola.. intanto civilizziamoci con più piste ciclabili poi giriamoci pure con bici anche con ruote da 62

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  5. Per forma mentis sono molto aperto alle novità,nel senso che leggo con interesse le “nuove proposte”,nei settori che mi interessano…Il bello è che in generale, con le cose nuove e internet c’e’ la possibilità di informarsi e valutare molto bene prima di provare, indipendentemente dal marketing, onnipresente e indispensabile per tutte le aziende…Personalmente non mi ritengo molto influenzato dal marketing, ma provo le cose e valuto cosa e’ adatto per me…
    Nelle bike ad esempio le 29 sono state la manna per me;
    Nei cellulari l’iphone ( altro esempio di 80%marketing 20%ciccia ) per le mie esigenze e’inutile;
    Come auto ho scelto una a metano;
    ecc… ecc… ecc…
    Quindi BEN VENGA l’innovazione, si deve inventare qualcosa per progredire, nella marea di scelta c’e’ sempre qualcosa di buono, e probabilmente sempre più centrato sul singolo più che sulla massa…

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    1. “…probabilmente sempre più centrato sul singolo più che sulla massa…”

      E’ un’osservazione che condivido.

      Aggiungo che la mia impressione è che le “direttrici di sviluppo”siano due.
      Da una parte fornire ai “singoli” ben disposti prodotti sempre nuovi e di alta/altissima gamma (insomma mungere la mucca che dà più latte); dall’altro allargare la base di potenziali clienti con le e-bike, destinate a in gran parte a mettere in sella gente che non c’è mai andata.

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      1. Sembola, hai perfettamente ragione…Il tutto, per le aziende si riduce alla loro ragion d’essere, cioè il guadagno, ma è giusto che sia così, non SOLAMENTE così, ma sicuramente per la maggior parte, poi ci sarà anche passione e cultura della bicicletta,ma è solo una minima parte IMHO.
        Il risultato potrebbe ( dovrebbe ) essere mettere più gente in sella e (speriamo) meno in auto ( anche se condivido la tua precedente affermazione sul “mancano le infrastrutture” )… e questa è un’ottima prospettiva in ogni caso in termini di salute, inquinamento e qualità della vita…Lo scrivo per esperienza,da quando qualche primavera fà ho abbandonato l’auto nella bella stagione per andare a lavorare in bike pur dovendomi alzare un’ora prima , prendere freddo,a volte pure l’acqua, mi sento generalmente molto molto meglio, sia spiritualmente che fisicamente.

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  6. Secondo alcuni studi il calabrone non può volare perché la sua larghezza alare non è proporzionale alla sua grandezza corporea.
    Ma il calabrone non lo sa, perciò lui continua a volare.

    Io sono un pò sprovveduto come il calabrone…prendo la mia 26″ dal garage e mi diverto!

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      1. Ti ringrazio per il link sugli animali ma la fonte di tale affermazione è: http://it.wikipedia.org/wiki/Igor'_Ivanovi%C4%8D_Sikorskij

        Igor Ivanovič Sikorskijmaggio) è stato un pioniere dell’aviazione ucraino naturalizzato statunitense. Progettò e volò con il primo aereo plurimotore, progettò il primo dei grandi idrovolanti utilizzato dalla Pan American Airways negli anni trenta per le rotte transoceaniche e soprattutto è ricordato per la progettazione e lo sviluppo del primo elicottero di successo e prodotto in serie.

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      2. Ti ringrazio per il link sugli animali ma la fonte di tale affermazione è: http://it.wikipedia.org/wiki/Igor'_Ivanovi%C4%8D_Sikorskij

        Igor Ivanovič Sikorskijmaggio) è stato un pioniere dell’aviazione ucraino naturalizzato statunitense. Progettò e volò con il primo aereo plurimotore, progettò il primo dei grandi idrovolanti utilizzato dalla Pan American Airways negli anni trenta per le rotte transoceaniche e soprattutto è ricordato per la progettazione e lo sviluppo del primo elicottero di successo e prodotto in serie.

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  7. Non vedo dove stanno i problemi dei diversi formati. Le aziende e la ricerca propongono soluzioni adatte a diversi tipi di riding, dopodiché ognuno sceglie in relazione alla disciplina che vuole praticare: è innegabile che se uno vuole fare cronoscalate su sterrato prende una 29, mentre chi vuole divertirsi in discesa prende una 27,5 e chi vuole giocare sui sentieri prende qualche versione fat…. tutto qui.
    E’ ovvio che la MTB “universale” non esiste.

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    1. Sarebbe quasi ovvio se…
      non avessi dimenticato che oggi esistono
      27.5 plus
      29 plus
      26 plus
      Come vedi i formati ruota sono in fermento. Ed il marketing ad ogni uscita di nuova bici che adotta un nuovo formato te la declara come la nuova scoperta del secolo.
      Secondo me stanno esagerando e qualcuno che punterà sul formato che non verrà accettato dal mercato beccherà botte (economiche) sui denti.
      Alla fine non resteranno tutti questi formati, non lo credo possibile.
      Aspetto la selezione naturale…

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  8. Io non ho paura. Nella mia vita ci sono le bici, ci sono sempre state. Le cambio spesso, approfittando dell’usato, del web e dei fondi di magazzino. Ogni anno, so che uscirà qualcosa di nuovo e che potrò comprare la bici/telaio/componente “vecchio” a un miglior prezzo. E che ci sarà sempre qualcuno disposto a ricomprarlo a un prezzo onesto. Non mi interessa lucrare sulla rivendita, però è vero che capita di comprare qualcosa a 10 e rivendere a 9 a fine anno (Giant Xtc comprata usata, coppia di ADD Lite trovate a un prezzaccio sul web e rivendute allo stesso prezzo dopo nove mesi di utilizzo, etc…) spendendo, durante certe stagioni, più in barrette che in materiale. Non mi ritengo più furbo o più sveglio degli altri, e le novità mi piacciono, semplicemente mi accontento di provarle con una stagione/due di ritardo. Paura delle novità e nuovi standard? venghino venghino, che c’è da creare outlet 🙂

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    1. Last but not least, riguardo i nuovi potenziali urban bikers, le piste ciclabili sono cosa del passato: il futuro (e il presente in poche città d’Europa) sono gli open space senza semafori, dove usare l’auto sarà semplicemente troppo scomodo 😉

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  9. Sul fatto che la MTB universale non esiste credo che sia il mercato ad avercelo messo in testa, ognuno di noi deve avere tre bici di nkeuri in garage, ma guardando all’immediato passato la tendenza era quella delle tuttofare, ovvio se faccio gare questo discorso non vale, ma per la maggior parte dei biker che ama divertirsi questo sarebbe lo status quo’ ma tra monocorona escursioni eccessive ecc. per pedalare ti serve un tipo di MTB per all mountain (perchè per me l’enduro non è uscire in mtb ma una gara) dovresti averne un’altra e pure solo pochi anni fa una i giusti compromessi c’erano…adesso sono pochi quelli presenti sul mercato…..

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    1. Anche io credo nelle tuttofare, precisando come hai fatto tu se non fai gare. io con la mia 26 con 180 davanti e 185 dietro ci faccio tutto quello che voglio. Ci salgo, anche abbastanza bene, ci scendo, ci sudo e mi diverto. E’ tutto quello che mi interessa.

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  10. intanto bravo Sembola che ha centrato alcuni nodi del problema…
    per il resto le novità, non sempre hanno davvero quel background scientifico e tecnologico che i depliants ci vorrebbero far credere.
    La questione è annosa e travalica il solo mondo delle attrezzature da mountain bike: in generale tutti gli sport che si fanno usando attrezzi, dall’arceria alla barca a vela, o allo sci (in pista e fuori), prevedono che ogni anno escano modelli nuovi con caratteristiche – sempre a detta del depliant- rivoluzionarie e , generalmente, con “una rigidità” superiore almeno del 20% al modello precedente… (a volte le decals sono strutturali e fanno miracoli).
    Da quando faccio io mi ricordo le infinite discussioni sui primi freni a disco che io invece non ho avuto paura di provare appena i prezzi dei suddetti sono diventati in qualche modo ragionevoli.
    Invece ho sempre considerato (indignatevi quanto vi pare) una boiata l’ 1×11…. intendiamoci…non una boiata in assoluto….una boiata per il mio modo di vedere e di pedalare, i compagni di gita monocoronizzati che mi dicevano che era eccezionale perchè non cadeva più la catena mi facevano sorridere: io vado per divertirmi, la mia catena è caduta più del sottoscritto e non si è mai fatta male (o quasi). ..e quando era giù mi sono fermato un attimo a rimetterla a posto tirando il fiato in discesa o in salita che fossi e sfruttando quei pochi secondi per godermi un po’ la giornata e la vita.
    Considero una boiata pure l’idea di continuare ad allungare i rapporti alle mtb (anche se di poco come dicono i puristi del monocorona) quando da anni la tendenza sulle bici da corsa è esattamente opposta…. del resto un mio amico corridore dilettante diceva sempre “l’agilità in bici è tutto”…teorie….io ho la mia…non pretendo che sia giusta…
    A me sembra poi che come per gli sci, le piccozze, le vele e un sacco di altra mercanzia che utilizziamo per fare sport… molto sia frutto di adesione a trend e mode del momento: quattro anni fa le 29″ avrebbero dovuto soppiantare le 26″ nel giro di un nanosecondo….ora, per riuscire nell’intento di pensionare il vecchio e glorioso formato han fatto che toglierlo dalla produzione….dicendoci che le 27.5″ (formato ideato se non sbaglio da Kirk Pacenti ai tempi delle primissime 29″), fino a sto punto sempre considerate un malriuscito esperimento da codardi, sono diventate (in medio stat virtus) la panacea di ogni male (principalmente perchè una 29” con 160 di escursione pone già dei problemi di progettazione assolutamente seri). Sarà… ma così, a pelle, … a me sembra che mi piglino per il culo.
    Sarà pure che molti che sperimentano la “novità” vengono colti da un inspiegabile “effetto depliant” che fa sì che spesso le loro sensazioni superino perfino le più rosee previsioni sulla “maggior rigidità” inventate di sana pianta dall’addetto marketing che ha inviato i testi in tipografia.
    Infatti io sarò probabilmente una bestia insensibile quando a cavallo della mtb ma mi sembrava che i primi freni a disco avessero la stessa “potenza” degli ultimi v-brakes (se asciutti), che il cannotto conico avesse ed abbia prestazioni del tutto simili a quello cilindrico e via discorrendo su molte delle rivoluzioni copernicane che via via sono state elargite come “definitive”.
    Tuttavia….tuttavia….queste innovazioni le salvo:
    1) il reggisella telescopico… purchè remote control
    2) la mescola 42a all’anteriore
    3) la forcella con gli steli da 35mm
    4) i telai in carbonio….
    e 5…. … farà incazzare molti…. ma…. dicevo…
    5) il sistema di cambiata rapid rise di shimano con i comandi cambio sulle leve freno (abbandonato con l’ultimo 9 velocità) che io continuo a usare trovandomici da dio…

    e se non vi piace il mio pensiero…be’ intanto sappiate che me ne son già fatto una ragione, et, in secundis….compratevi una fat, full suspension ,monocorona,e magari elettrificata… non sarò certo io a criticarvi per averlo fatto…unica cosa….ecco non cercate di convincermi (tipo depliant) che se adottassi una delle suddette novità farei cose che ora non sono in grado di fare…. non è semplicemente la verità. Per il resto….Tasi e Tira
    saluti bk’ciuc

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    1. fortunatamente il tuo è un ragionamento su cui la “violenza” del marketing non attacca. e non è cosa da poco visti gli anni di bombardamento. quindi bel discorso generale, concreto e obiettivo. entrando nel dettaglio è vero: le soluzioni concrete sono poche e si ottengono setacciando anni di “miracoli”. è anche vero che la verità sta sempre nel mezzo, quindi anche gli estremi sono parte fondamentale del gioco.
      il principio è lo stesso del periodo illuminista: usare il lume della propria ragione, a scapito del ragionamento di qualcun altro.

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  11. non si può avere paura di un mercato dove si ha più scelta. Ognuno ha il proprio modo di vivere la MTB e divertircisi come e dove meglio sente di fare, e tutte le novità, formati, ecc ecc permettono a noi biker di cucirci addosso la nostra amata bicicletta.

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  12. Io non sono totalmente d’accordo su un punto:

    “Veniamo quindi al titolo di questo articolo: il mountain biker scafato non ha motivo di sentirsi sotto assedio dall’arrivo di continue novità e formati, perché spesso queste novità non sono state pensate per lui, ma per chi mountain biker deve ancora diventarlo. Le semifat o le elettriche che vedete comparire come funghi dopo la pioggia nella gamma di ogni azienda non vogliono sostituire la vostra bici, ma piuttosto farne entrare una nel garage di chi non ne ha.”

    La verità secondo me è che tutti questi formati interessano solo a chi di bici ne mastica già. Il neofita che non ha mai comprato una bicicletta e vuole iniziare a pedalare va al Decathlon, prende la RockRider più economica (generalmente una 26″ con V-Brake dietro e disco meccanico davanti) e pedala. Se ne frega di formati ruota, tipo di freni, forcelle, freni, monocorona, non gli importa nemmeno sapere che copertoni monta.

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    1. ti do ragione in parte, ultimamente due neofiti mi hanno chiesto un consiglio sull’acquisto da fare (ovviamente, una mtb) e le loro osservazioni sui modelli che mi hanno chiesto di valutare esordivano con “”però preferirei questa perché è 29″…

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  13. io ho paura……ho paura perche’ mi rendo conto (non solo in ambito mtb) che siamo pecore,la prima pecora segue il pastore la seconda la prima e la terza la seconda e cosi via ed il pastore ne fa cio’ che vuole………….mi auguro che un giorno ci siano tante pecore nere ,anche se so che non accadra mai perche’ siamo pecore…………..forse pero’ qualche calabrone ahah.
    PS:scusate ma la giornata piovosa non aiuta 🙂

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  14. Per quanto mi riguarda possono fare tutte le innovazioni che vogliono.
    Quello che mi farebbe girare i cojones sarebbe scoprire tra, che so, 5 anni che non ci sono più pezzi di ricambio per ruote da 29” (sospensioni, cerchi, copertoni…), per la doppia corona o chissà che altro.

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  15. il problema dell’obsolescenza delle bici lo hai comunque anche sui formati tradizionali

    conosco gente che ha aspettato 6 mesi una SCOTT SPARK e tra poco presenteranno di sicuro il modello nuovo… 5000 euro di bici destinata a perdere metà del valore entro fine anno.

    le bici stanno avendo un boom di domanda e quindi i produttori sfruttano giustamente questa invadendo qualsiasi segmento possibile.

    se una volta esisteva un solo formato è perchè andavano in bici in pochi, adesso tutti vogliono una bici e quindi ne consegue che la domanda si segmenta in tutte le possibili declinazioni e desideri del cliente che necessariamente in un mercato invaso di bici vuole distinguersi ad ogni costo.

    tipo girare in ciclabile a 40kmh con la fat o fare i singletrack con la gravel….

    tutti noi lavoriamo grazie alla domanda di un cliente che chiede il nostro servizio o non può farne a meno quindi ringraziamo il cielo che esiste questa domanda e che ci sia un boom di novità.

    capisco i negozianti e i problemi di magazzino ma sono problemi che chiunque in altri settori (tipo abbigliamento sportivo tecnico) affronta normalmente ogni giorno.

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  16. Nessun problema e nessuna paura. Con la varietà di prodotti che “dovrebbe” e dico dovrebbe aiutare la concorrenza sul mercato e quindi dare dei prodotti validi a prezzi competetivi. In realtà sappiamo tutti che non è così! Io ho venduto da poco una 26 tenuta quasi 2 anni per ricomprarmi una 26 nuova. Non vi dico che fatica ho fatto per venderla….e non era un rottame…anzi…A me la cosa che da più fastidio è il fatto che ora sembra che le 26 non valgano più niente visto che ci sono 27,5; 27,5 plus; 29; 29 plus; fat; e-bike…..Perchè non facciamo un articolo su come funziona il mercato? Se io avessi speso 4 o 5 o 6000 euro un anno o due fa per una 26 definita all’epoca il top non la darei mai via per le cifre ridicole che vedo in giro!!! Bisognerebbe che i media aiutassero un po in tal senso….ma qui è un problema di pecore e di gregge… (senza offesa per nessuno perchè ci rientro anche io per alcune cose)
    Per quanto riguarda il fatto di andare a lavoro bisogna vedere uno dove abita in Italia…io abito nella periferia di Genova e qualche volta ci sono andato in bici a lavoro, ma chi conosce la città sa che è un terno al lotto…strade piene di buchi, traffico caotico, incorci pericolosi, strade strette e chi più ne ha più ne metta…comunque io sarei assolutamente a favore dell’uso delle e-bike/bici normali per muoversi in città se solo avessimo un minimo di infrastrutture….

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    1. Io capisco che una 26 va benissimo e chi la possiede non la vuole di certo svendere, ma ti assicuro che pecora o non pecora una 26 da 5000/6000 € per me vale i soldi della trasmissione e componenti, perché dopo 6 anni di 29 pollici non tornerei mai per nessun motivo ad usare una 26.

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  17. Più che di “paura delle novità” sarebbe appropriato parlare di “inutilità delle novità”, o per lo meno di inutilità di moltissime novità per la maggior parte dei bikers!
    Personalmente sono a favore della continua ricerca ed evoluzione di questi fantastici oggetti che sono le bici: innovazioni come lo Shape Shifter di Canyon, l’Infinity Switch di Yeti, la Forward Geometry di Mondraker, la geometria Genesis di Trek & Gary Fisher, il reggisella telescopico, i telai in composito, le sospensioni ad aria…. e chi più ne ha, più ne metta…. sono fantastici esempi di come e quanto possano ancora progredire i nostri mezzi.
    Avere più formati ruota, tante varianti di geometria e di componenti consente a chiunque di scegliere in base a ciò che si preferisce o che più si adatta al proprio modo di andare in bici.
    L’importante è evitare di aprire il portafogli ad ogni più piccolo soffio di vento per passare dalle ruote da 27,5 alle 27,5+ o tante altre piccole sciocchezze del genere….
    Si pensi, anche solo per un attimo, alle MTB da freeride di qualche anno fa, agili e pedalabili quanto un ciclomotore degli anni ’70, e a quello che si può avere adesso per la medesima disciplina.
    Ma si pensi anche al prezzo di un telaio full suspended in carbonio negli anni ’90 (per alcuni modelli si parlava di 20 milioni di Lire) e a quelli di oggi per (ad esempio) una Canyon Strive CF o una YT Capra….
    L’evoluzione richiede innovazione, frammentazione e sperimentazione….. forse fra qualche anno troveremo in vendita solo MTB con il mozzo da 148mm e le ruote in formato “plus” perchè alla fine questa soluzione si rivelerà migliore di tutte le altre….. o forse troveremo solo cerchi con canale da 41mm e telai full con sistemi di variazione delle geometria…… o forse ancora, stanchi di troppe puttanate, torneremo tutti alle Front da 26″ perchè tutto ciò che non c’è non si rompe…. Chissà?
    Però il bello è proprio questo: tanta varietà significa tanta possibilità di sperimentare e di trovare ciò che ci piace di più!
    Ma possiamo anche tenerci per sempre il vecchio cancello in acciaio e continuare a divertirci come matti, senza che nessuno possa mai negarci qualche pezzo di ricambio per trasmissione e ruote dei formati più classici! 😉

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  18. Finché chiamano novità un pollice in più o in meno di diametro o un etro che si allarga o si stringe ad minchia non la chiamerei paura, ma noia.
    Io sto ancora aspettando un cambio che non si spacchi tanto facilmente. Le alternative fin’ora disponibili sono alquanto pesanti e di nicchia. Quella sarebbe una bella novità.
    P.s provata una hibike e da scettico dell’elettrico mi ha piacevolmente sorpreso, per chi ha la possibilità di parcheggiare al lavoro e i km non sono esagerati credo sia un ottima soluzione.

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  19. per quanto riguarda il valore dell’usato il problema non è dato dai nuovi formati… ormai le bici invecchiano perchè esce il nuovo modello anche dello stesso formato… ma era così anche quando c’erano le 26 mi pare…

    è così per qualsiasi altra attrezzatura sportiva…

    mettetevi l’animo in pace… anche se spendete 6000 euro per una 29 aggiornatissima o una FAT o una gravel…l’anno successivo se va bene ne prenderete la metà….

    e sarà così anche se comprate la 29plus più recente… perchè dato il boom dei nuovi standard siamo solo agli inizi e vedremo il vero boom entro pochi mesi da tutti gli altri produttori che non hanno ancora a listino una plus…

    basta con le ingenuità… i produttori non sono onlus… devono vendere quindi stimolano il bisogno con modelli nuovi… e comunque di gente che cambia la bici ogni anno ce n’è tanta e sopratutto cambia la bici su target prezzi molto alti… quindi i produttori sopratutto sui modelli top over 4000 cambieranno e aggiorneranno più che in quelle da 1000 euro… proprio perchè il cliente senza soldi della novità se ne frega… ma quello da 4000 è in continua rincorsa…

    altro aspetto da non sottovalutare però è che quello da 1000 euro cambierà manubrio… stem… sella… ruote… quindi non sborsa tutto subito ma lo fa col tempo… voglio ancora conoscere uno che usa la bici come esce dalla casa…

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  20. Nessuna paura, ma solo lamentele sul fatto che queste novità sono troppe e troppo veloci; non si fa a tempo a digerire uno standard che subito i produttori se ne inventano un altro. Tutto questo movimento crea magari nuovi compratori, ma la confusione in tutti gli altri rimane. Il mondo va veloce, non dico frenare, ma almeno rallentare un pochino.

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  21. Chi ha paura delle novità?

    A parer mio quelli che sono innamorati del “mezzo” mtb, e guardano con meno interesse all'”andare” in mtb.

    Quelli che il venerdì sera si incontrano dal sivende e commentano il vecchio e il nuovo, e discutono sul prossimo acquisto, e prendono in giro l’amico che quell’acquisto ha già fatto o quello che si rifiuta di farlo perché lo ritiene tecnicamente una boiata, o perché va ancora in giro con il vecchio…

    Che poi sono gli stessi a cui non interessa scoprire nuovi posti dove pedalare, perché si sentono sicuri sui sentieri di casa, dove escono tranquillamente la domenica mattina…..oppure si appassionano di gare enduro, xc, ecc., per cui avere il mezzo montato all’ultimo grido è funzionale al miglioramento della prestazione…

    E che sono sempre al passo con le ultime novità, e ti guardano come se fossi un alieno quando vai a pedalare con loro con la tua bici di sempre….

    Intendiamoci, la mia non è una critica, ognuno si gode la mtb come vuole e ci spende i soldi che vuole (anch’io di mtb ne ho cambiate parecchie), ma il punto, secondo me, è che il mercato fa leva proprio su questo target di utenti…..

    Sicuramente non hanno paura delle novità quelli del mio gruppo, tra cui alcuni con full 26 che hanno ormai dai 4 ai 6/7 anni: a noi piace parlare dei posti e non delle bici; siamo tutti appassionati di montagna, di creste, di single tracks, di nuove zone del nostro appennino centrale da scoprire e dove passare un’intera giornata, che finisce sempre nella bettola del paesino sotto la montagna dove mangiamo tanto (e si vede dalle panze) e con pochi euri…

    Tra questi ultimi ci sono persone che si trovano a proprio agio con la prima full acquistata all’inizio e che magari solo adesso, dopo più di un lustro di utilizzo assai intenso, chiedono timidamente: ma è meglio se prendo una 27,5 o una 29?

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      1. io parlo più di bici di quanto le pedalo e non mi sento inferiore a nessuno.. so assemblare smontare rimontare una bici da solo… le bici sono la mia passione in senso ampio… mi piace capire il perché… mi piace capire come funziona (quando riesco)… mi piace uscire con gli amici e bere una birra parlando di cagate sulle nuove bici… mi piace rilassarmi smontando un mc e ingrassandolo… pedalo poco e molto lento… mi piace guardarmi intorno e non stare a testa bassa tutto il giorno sul manubrio…

        avessi i soldi comprerei 10 bici diverse anche solo per il piacere di possederle…

        personalmente reputo più noioso chi parla di tempi di powermeter di cardiofrequenzimetri e fuorisoglia per fare le gare di scapoli e ammogliati e si fa le menate su strava…. poi magari va dal meccanico per cambiare un cuscinetto che scricchiola perché non è capace….

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    1. “E che sono sempre al passo con le ultime novità, e ti guardano come se fossi un alieno quando vai a pedalare con loro con la tua bici di sempre….”

      Mi ritrovo molto in quello che scrivi Andrea. A me è successo di trovarmi a pedalare in salita con gente che stava tutto il tempo a parlare di angoli di sterzo, pesi, gomme, setup delle bici e ultime novità nel campo mtb. Poi per fortuna man mano che si saliva il fiato veniva loro meno e io a godermi il silenzio, Poi ancora meglio era iniziata la discesa e già lì proprio non avvertivo più la loro presenza!!! quando poi c’è stato da risalire per la seconda discesa se ne sono andti tutti a casa trovando scuse. Bene così seconda e terza risalita nel più totale silenzio!!! ahahah 😀

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  22. “…Lo stesso vale per il formato semi fat: se le fat sono difficili da far digerire a chi non ha mai avuto una mtb…”

    stai scherzando? ormai le FAT le vendono pure al supermercato, di qualità infima!
    nel mio paese ho 2 visto 2 fidanzatini che ci andavano al parco e un vecchio che ci andava al supermercato…!
    e l’altra sera davanti al bar in centro dove vanno gli hipster a far l’aperitivo c’erano quasi più FAT che fixed….

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    1. la fat ha sostituito la fixed per gli hipster, ti riporto un estratto preso da un altro forum….
      “Premetto a tutti che non ci capisco nulla di bici elettriche. Voglio comprarla per me è la mia fidanzata. Vogliamo una bici trendy per farci notare a Milano. Vedo la Fat bike e mi piace la sua diversità, sembra un rampichino con ruote artigliate più voluminose. Bella, diversa, nuova. Ma poi penso… Non è che quelle ruote non servano a nulla? Mi serve più energia a spingere tanto attrito inutile? Non perderò maneggevolezza sul misto in discesa? Quel rapporto sarà sufficiente per spingere la fat bike anche elettrica a una velocità decente. Poi cosi basilare senza sospensioni … Ci pensano gli pneumatici ad ammortizzare e se si in pedalata cosa succede, perdo energia perché non è rigida?
      Fat bike, ma sei di moda o vali di più del rampichino di quando ero bambino?”

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  23. Personalmente sono a favore di novità e nuove proposte, danno più possibilità di scelta e a volte risolvono pecche o buchi di mercato, bisogna solo stare attenti a non farsele “imporre” dai venditori (anche se a volte le aziende ti “fregano” e propongono c’ò che è meglio per il loro mercato e non per l’utente, facendo sparire ciò che andava bene ma non faceva più vendite!) Un grazie per l’aiuto alle nostre scelte lo darei anche ai forum come questo dove si esprimono opinioni pareri, ma specialmente dove si leggono le varie esperienze degli utenti con i diversi prodotti in circolazione e dove vengono indicate e provate le nuove tendenze.

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  24. ok il mio pensiero
    personalmente sono a favore di tutte le novità perchè soltanto da queste possono venire dei miglioramenti.
    unico grande dubbio è che nella fretta imposta dai ritmi a cui si muove oggi ‘anche’ il mercato delle mtb ,spesso, non c’è il tempo ‘materiale’ per fare tutti i passi dovuti, progettazione->realizzazione->test->correzione->commercializzazione e allora il test a volte ce lo fanno fare a noi con in alcuni casi evidenti e sgradevoli inconvenienti che per chi sborsa €€€ anche il dover riportare un pezzo anche se in garanzia fa girare e non poco le pelotas

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    1. @Deroma, i prodotti 2017 se non sono già pronti poco ci manca… I problemi legati a una commercializzazione in larga scala credo dipendano solo marginalmente dai tempi di test e progettazione.

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  25. La vera rivoluzione in ambito bici sarebbe pensare a pedalare, tenersi in forma e liberare la mente da tutte le cazzate che continuano a proporci…Ad un certo punto si adeguerebbero pure le aziene proponendo prodotti piu sensati e magari limitarsi nell’introduzione di continue novita che giovano solo a loro.

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  26. non sono contro le novità…quando portano vantaggi…ma qui mi pare si stia esagerando con cose sempre più diverse e incompatibili, alcune secondo me sono involuzioni e non evoluzioni
    a me basta una bici e volendo potrei avere solo una split, ok anche la tavola intera
    punto
    poi se c’è gente che dilapida lo stipendio per qualsiasi cosa bene per chi vende!

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  27. Vi faccio un esempio: lo sci
    30anni fa c’erano le putrelle da più di due metri larghe come stuzzicadenti
    Poi è arrivato lo snowboard, e pochi anni dopo sono arrivati i carving
    a inizi del 2000 si è sviluppato il fenomeno fatskis
    Oggi, ci sono case che hanno in catalogo lo stesso sci in 4 larghezze diverse 5 mm di differenza l’una dall’altra…
    Ora, a parte i carving, che è stat l’unica vera evoluzione, il resto è tutta fuffa, ma se io oggi compro un sci fat a 600 euro, dopo tre anni lo rivendo a 300
    Se compro oggi una bici a 6000 euro, tre anni dopo farò fatica a prenderne 1500
    C’è qualcosa che non quadra nel mercato MTB, dato che se i miei 6000 euro li spendo per una BDC, dopo 3 anni magari non ne prendo 3000, ma 2500 si…

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    1. Prova a scendere in scioltezza un fitto bosco con 60 di fresca con gli sci “carving”, quelli che servono (o per fortuna servivano) per slalomeggiare intorno ai “piroli” senza bastoni sul millerighe delle piste blu, poi al primo albero che abbracci vedrai che quelli non sono state propriamente una grande evoluzione.
      Come le 29er più o meno…. hihihihi

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    2. Direi meglio…
      Il carving più che evoluzione è stata una brutta sbandata, per fortuna oramai alle spalle. Direi invece che il Powder Rocker è stato una evoluzione vera.
      I FAT sono sempre esistiti, diciamo che dal 2000 hanno iniziato ad interessare il mass market anche Europeo.
      Poi concordo che le menate sui 4mm di larghezza in più o in meno sono, appunto, menate di MKT, per approfondire le gamme, come l’all mountani 61,3% pista 38,7% powpow….

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  28. Sono propenso a pensare che difficilmente il neofita farà da apripista ad un nuovo formato o nuova disciplina a 2 ruote o viceversa.
    Conosco persone extrabike che mi dicono: “la novità di quest’anno sarà la mtb con le ruote da 29”. Oppure “Nel futuro non esisterà più la mtb con la tripla corona”. Oppure “Dove trovo il motore da installare sulla mtb che mi ha regalato la Coop con la tessera a punti?”
    Per me l’utente mtb assiduo praticante è il 1° obbiettivo delle case costruttrici.
    Il resto del mercato è gradito ma non atteso.
    Quindi: novità SI, ma non a tutti i costi soprattutto se con i miei soldi.

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  29. ma proprio non capisco tutto ‘sto casino. bastaaa!!! che ognuno si tenga la bike che ha, perché chi pedala… pedala e basta!!! e non dovrebbe importargli un fico secco della bike dell’altro, ma siccome mi sa che ci sta tanta gente feticista, ecco il risultato.

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  30. A me piace ogni tanto investire sulla mia mtb, diciamo fare qualche spesuccia per renderla un po’ differente, mentre su alcune parti preferisco non toccarle per questioni di affezione. Ma tutto sommato, ritengo che la cosa fondamentale sia sfruttarne l’ utilizzo per cui è stata concepita. Ad ognuno il suo formato. Io ho una 26, ma ho amici che pedalano sia 27,5 che 29….tutti godiamo, certamente ognuno di noi ha il suo tallone d’ Achille…ma facendo sostanzialmente escursionismo e am, riteniamo che il vero scopo della mtb sia stare in compagnia e divertirsi nel rispetto del luogo e del prossimo. 🙂

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  31. Si però scusatemi ma una mtb elettrica non è una biga pensata per andare in ufficio,perché gli mancano parafanghi, luci, cestino, e sopratutto costa 4 o 5 volte piu di una ebike stradale.
    Quindi per favore favore smettiamola di fare gli pseudoambientalisti, sono bighe da sfizio come tanta altra roba che ci compriamo e di cui potremmo tranquillamente farne a meno.

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  32. Tutti vorremmo il miglior formato, il mercato ne sforna a iosa, l ‘importante è concludere una gara, una giornata o meglio ancora un’ avventura e portarsene dentro il ricordo tutta la vita. Perché è questo il grande regalo della mountainbike.

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  33. Spero solo, fin quando intenderò pedalare una mtb che il formato 26 non scompaia definitivamente dal mercato, diversamente me ne farò una ragione. Intanto ragazzi ogni occasione è buona per pedalare, godetene.

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  34. Dirò una folle banalità ma, siccome nell’agosto 2013 ho speso quello che per me era (e rimane) un botto per la bici nuova che allora era super-aggiornata mentre adesso è un catorcio che non vale niente + vedo che i fomrati sono in continuo proliferare con non si capisce più niente + le novità irrinunciabili escono ogni giorno + tutto quello che se non hai non sei nessuno, io per ora continuo ad andare sui sentieri di montagna con estrema soddisfazzione con il mio mezzo, dove peraltro, di tutte queste cose ne vedo proprio poche poche poche… Ne vedo di più in giro per le ciclabili o tuttalpiù per il paese alla festa o ferme al bar in piazza a dar bella foggia di se’… Sinceramente la vera montagna si affronta con la gamba e con la passione, non con il portafogli e fra le due cose è la prima che fa la differenza, e non c’è tedesco o pischello che tenga…. Alla fine credo che tutto si calmerà e piano piano prenderà una strada più normale, più equilibrata, e allora sarò eventualmente in grado di capire cosa sarà veramente la novità per me. Purtroppo il richiamo del mercato fa presa forte sopratutto sulle menti più labili, per così dire. Potrei dire che sono abbastanza disgustato personalmente da questo vomitare novità ad ogni piè sospinto, siamo finiti in un turbinio di marketing che fa venire la nausea. Riguardo al forum, io lo frequento da tanti anni, però vorrei togliermi la soddisfazione di dire con chiarezza che tempo fa non era così. Ergo: c’era meno business… Tante cose ormai non le leggo più, le ignoro a prescindere perchè mi danno, questa è la mia personalissima opinione, la netta sensazione di totale mancanza di obbiettività. Si può quasi indovinare le “conclusioni” prima ancora di arrivare a leggerle. Mah…..

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  35. Premetto che sarò volutamente provocatorio (in senso buono): io son contento delle molte novità, di tanta carne al fuoco, delle rapide evoluzioni e che dir si voglia.
    Tra tanta robaccia che viene propinata qualcosa di buono e a volte ottimo si può tirar fuori, vedi i progressi sul monocorona, forcelle 35-36 leggere ma performanti, ruote in carbonio a prezzi più accessibili…
    Hai paura che il tuo mezzo diventi obsoleto? Perché? Non è l’uscita di un modello nuovo che rende il tuo meno performante, forse lo fa la tua testa! Vuoi avere sempre l’ultima novità? Bene, apri (o apro) il portafogli e spendi, ti ringrazio. Pochi mesi dopo ci saranno usati a prezzi ragionevoli, spesso praticamente nuovi. Ti ringrazio perché così le case produttrici continueranno a sfornare novità tra cui potrò scegliere, se non subito, dopo pochi mesi…
    Se tutto questo non avvenisse non ci troveremmo con bici xc da meno di nove kg e sicure, con bici enduro da 12kg e affidabili (e la schiena ringrazia molto nei tratti portage), non potremmo goderci una ebike che ci permette di fare km senza tritarci visto che siamo WE warriors, o magari di portarci con noi la moglie che non sarebbe mai venuta e farle apprezzare il bello di questo sport…
    Benvenute novità, basta riuscire a capire quando e quali cogliere; grazie mille marketing, delle volte mi freghi, ma delle volte porti alla ribalta le suddette novità interessanti…

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  36. Mha, secondo me il forum si occupa anche (e bene) di aggiornarci sulle novità del mercato. Siccome ultimamente sono talmente tante, può apparire che sia lo stesso forum a volercele somministrare con tale impeto, in realtà è una conseguenza del mercato in fermento…cosa accadrà non saprei, che stiano accadendo una serie di eventi, uno dietro l’ altro è innegabile. Personalmente mi chiudo a riccio e vi passo la palla. La faccenda mi interessa ma non mi interessa. 🙂

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  37. Io sono a favore della evoluzione, anzi ne sono entusiasta quando porta reali vantaggi .

    Non sono però a favore del continuo inventarsi nuovi standard solo per scopi commerciali.

    esempio : Perchè inventare il 12×148… ma non c’era il 12×150 e il 12×142?
    altro esempio: Perchè inventare il 15×110 … ma non c’era già il 20×110 ed il 15×100?

    Perchè giovano solo ai produttori!
    Mi immagino le difficoltà che possono avere anche i negozianti o i distributori che hanno ancora li delle belle bici da 26 che nn riescono più a vendere…

    Senza contare che poi l’usato si svaluta in tempo zero e che i negozianti sclerano a tener mille milioni di ricambi differenti

    Senza contare che poi quando ti hanno convinto a cambiare bici, scopri che sulla solita salita sali come prima, perchè in fondo il motore siamo sempre noi 😀

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    1. “Perchè inventare il 12×148… ma non c’era il 12×150 e il 12×142?”
      “Perchè inventare il 15×110 … ma non c’era già il 20×110 ed il 15×100?”

      Mio pensiero: così se uno vuole comprare solo il telaio nuovo, è costretto a cambiare anche le ruote, e qui subentra il discorso:”ma con quello che spendo a comprare nuove ruote e nuovo telaio già che ci sono cambio tutta la bici!!!”

      Risposta degli uomini marketing:”Il 12×148 è la giusta via di mezzo!!! Più leggero del 10,65% rispetto al 12×150 e più rigido del 16,32% rispetto al 12×142″
      “il 20×110 era troppo rigido e pesante, il 15×100 era troppo poco rigido, ecco che ci è venuta la rivoluzionaria idea di unire il meglio dei due standard….ecco a voi il 15×110, rigido (quasi) come il 20×110 e leggero (quasi) come 15×100. 😀

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  38. per fare un esempio in mezzo alla selva di formati plus e boot nessuno parla molto del PROCORE di schwalbe anche se nelle gare enduro lo stanno usando molti pro e permette di girare a pressioni bassissime… senza paura di forare o stallonare o rovinare il cerchio…

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  39. A me quello che fa più paura di tutte queste novità è un listino in costante e spropositato aumento!!!
    I prezzi hanno raggiunto livelli assurdi solo per giustificare materiali esoterici (che poi sono sempre quelli!) geometrie rivoluzionarie (è stato provato di tutto!) studi a livello Nasa (sembra che ora è più difficile progettare una bicicletta di una moto) ecc…ecc…
    E proprio sulle moto ricordo un’articolo qui sulla Corratec dove si diceva che per quanto riguardava lo studio delle sospensioni non c’era niente di nuovo: era già stato tutto scritto nel settore motociclistico!
    Senza contare la svalutazione dell’euro…che se domani ritornasse a livelli record i prezzi rimarrebbero inalterati…

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  40. d’accordo con l’articolo. in linea dii massima. con piacere noto che marco parlava dei mercati di riferimento del nord europa. verissimo. le nostre fiere tipo vr e pd, sono d’elite. o forse meglio cose morte da pochi numeri. l’ultima fiera di berlino fa numeri e tendenze da paura……. teniamo sempre a mente il paradosso della bici da corsa in italia: deve essere supererlite , super costosa, delle solite 3 marche italiane e fare tiratura da 100 telai anno. in giro per il mondo è esattamente il contrario ! piuttosto devon vermente smetterla di fare standard del minkia tipo il 148 quando esiste il 150. questo è isopportabile

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  41. Ma il problema dovè ? Io pratico altri sport e anche nello sci e nella pesca escono novità a getto continuo . Sono andato a comprare un paio di scarpe per correre e anche lì da perdere la testa mille tipi . L’importante è informarsi bene e cambiare le cose non per la moda o per la novità ma per le necessità che uno ha .

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  42. A mio avviso il problema non son le proposte delle aziende… quanto le persone, gli addetti ai lavori in generale e gli appassionati che cercano di convincere il mondo che “se non prendi la 29 non puoi andare qua e la”…”eh la fatbike è il top!!”….”la 27.5 la 27.5…la 26?? whaaaat?”…
    ..”ah la 27.5+ è il top puoi andare ovunque se non cel’hai sei out…”

    Ma sticazzi?… Ci son nuovi formati ecc ecc…? Possono FAVORIRE il biker in certi ambiti? buon per lui…
    Ma il limite è sempre il biker… prendi la 29/ la 27.5 la fat la 27.5+ o quel che vuoi…vai come te pare…. poi ti passa il tipo con la 26….
    Oppure viceversa!! E allora cos’è meglio?…
    A me non fanno paura le novità…fa paura il sistema che cerca di fo**erti facendoti credere che se non hai facebook non sei nessuno e sei out….

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  43. E’ un momento di grande sviluppo. Tante cose che vengono proposte sono fuffe, ma dobbiamo ricordarci che anche solo 5 anni fa una bici da freeride pesava 18 kg e scendeva peggio di certe enduro da 12kg di ora. il fastidio a me attanaglia quando iniziano con nuovi standard ridicoli come il 148 o il perno da 15 in luogo del 20, per poi ritornare al 20 dopo due stagioni… Però nel brodo si trovano sviluppi ottimi, come le 11v (che a breve con l’xt forse saranno davvero per tutti), ruote da enduro vero da 1,5 kg a set, forcelle da 160 (anche da 180) sotto il 1,8kg, penso poi allo shape shifter di canyon (trovo che sia sublime)… A giovarne siamo noi. Basta acquistare con coscienza. Se lo vogliamo, certe idee malsane, cadranno nel dimenticatoio da sole (penso al 148, alle 27,5+/29+, penso all’idea di schwalbe, che oltretutto l’ha avuta prima un appassionato meccanico italiano….), come fu per tante cose: ve le ricordate le nokian da 3.0 in dh? o peggio ancora, vi ricordate il doppio disco? le corna?

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  44. A me questo articolo sulle novità della MTB suscita un’altra domanda, anche se non so se questo è il posto adatto. Perchè tutte queste innovazioni quasi esclusivamente nella MTB? Negli anni (anzi, in pochi anni a dire il vero) sono cambiati i materiali, la forma dei telai, introdotte le sospensioni, cambiato il formato ruote, la trasmissione, la batteria…, quello della MTB sembra un fenomeno in costante cambiamento ed evoluzione, anche troppo velocemente forse. E la BDC? I cambiamenti a poco a poco ci sono stati anche lì, è innegabile, ma negli ultimi tempi non mi sembra ci sia stato nulla di particolarmente eclatante (a parte forse l’introduzione dei nuovi cambi elettronici), anche il tentativo di introdurre i freni a disco, mi sembra si sia rivelato un insuccesso (colpa del maggior peso, della sua presunta inutilità sulle bici da strada, etc…). La BDC ha forse raggiunto la perfezione ed a parte l’evoluzione di materiali e componenti, non è ulteriormente migliorabile? Il mondo dei bitumari è più conservatore ed impermeabile ai cambiamenti?

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    1. Nel mondo bdc gli obiettivi si riducono al creare una bici più leggere possibile entro i margini – presunti – di sicurezza. Ergo, fino a che qualcuno non scopre un materiale per telai da 2 grammi indistruttibili, c’è poco da innovare.

      Nel nostro mondo invece c’è sempre margine per una forcella che ammortizza meglio, un set di ruote più rigido, dei freni più potenti. Questo perché non viaggiamo sul liscio, ma sullo sconnesso.
      Moltiplica questo per le mille discipline che ci sono, sommaci le discipline “inventate” come l’All Mountain, un pizzico di poserismo in più del biker rispetto allo stradista, ed eccoci.

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      1. Guarda che gli stradisti sono ancora più poser dei mtbiker… Guardatevi tanto per capire siti come Rapha o Castelli…. Che poi non ci sia innovazione nella bdc? Leggetevi i fiumi di parole sui freni a disco…. O sulle diverse geometrie, o sugli inserti nel telaio per ridurre le vibrazioni, o sul nuovo segmento delle cosiddette bici da gravel

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