Come combattere contro le leggi anti mountain bike

Come combattere contro le leggi anti mountain bike

02/02/2012
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02/02/2012

Nel Canton Berna (Svizzera) è stata fatta una proposta di legge che vieterebbe la circolazione delle mountain bike e dei cavalli su tutti i sentieri del cantone. Attenzione, la proposta riguarda solo il Canton Berna e non tutta la Svizzera!

Detto questo, in Svizzera è simpatica usanza, prima che la legge venga discussa dalle autorità locali (ricordo che la Svizzera è una confederazione e che ogni cantone ha un grande potere decisionale sulle proprie sorti), discutere la proposta di legge con le parti interessate. Per farvi un esempio opposto prendete l’assurda legge trentina, decisa senza sentire i mountain biker qualche anno fa, in tempo di elezioni.

Ebbene, in Svizzera i biker hanno un’associazione che difende i propri interessi chiamata trailnet.ch (supportatela anche su Facebook) e che è riuscita a smuovere non solo i biker locali, ma anche le associazioni turistiche e le guardie forestali, tutti contro la proposta. Vi chiederete come è possibile che le guardie forestali possano essere contrarie ad una tale regolamentazione. Loro stesse dicono che controllare che i biker non vadano sui sentieri è un’opera ciclopica e che non vogliono fare i vigili urbani dei boschi. Infatti, tornando al Trentino, tutti se ne fregano della legge e praticamente solo intorno al Brenta si controlla.

Tornando a Trailnet.ch, questi ha preparato una lettera contro la proposta di legge che trovate qui. È in tedesco, ma tanto per darvi l’idea del lavoro svolto. Il risultato di aver smosso le acque lo si trova oggi nei giornali locali bernesi, dove ormai si dice apertamente che il comma della legge (si tratta infatti di una nuova legge forestale, più ampia rispetto al solo divieto contro le bici) riguardante i mountain biker verrà molto probabilmente cancellato, vista la grande resistenza di un gran numero di cittadini.

Inoltre è stata organizzata una tavola rotonda dove le controparti discuteranno della proposta e dove Trailnet presenterà un “codice del biker” da rendere pubblico attraverso cartelli sui sentieri e presso gli uffici turistici, per contribuire a creare un buon clima sui sentieri condivisi da biker e pedoni.

Come siamo messi in Italia? In Trentino sembra che i biker comincino a muoversi per far sentire la propria voce, nel resto del Paese però tutto tace. Da notare che in regione Lombardia si sta discutendo proprio in questi giorni su una proposta di legge che riguarda anche i biker e che Marzia vi illustrerà a breve qui sotto.

La legge trentina in un'immagine che ne testimonia l'assurdità. Bikers armatevi di inclinometro e metro quando siete in giro in Trentino!

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