[First Ride] Nuova Giant Trance 29

[First Ride] Nuova Giant Trance 29

Francesco Mazza, 06/08/2018
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Francesco Mazza, 06/08/2018

Autore:  Francesco Mazza

Giant presenta la settima generazione della sua bici da trail che vede il ritorno al formato 29″ pollici del brand taiwanese. La nuova Trance 29, che per la gamma 2019 affiancherà l’attuale Trance da 27.5″, è frutto di 2 anni di sviluppo e, oltre al diametro delle ruote, offre diversi aggiornamenti che scopriremo in questo articolo. Siamo stati alla presentazione ufficiale della Trance 29 che si è svolta in Italia, più precisamente a Santa Caterina di Valfurva, durante la quale abbiamo avuto la possibilità di metterla alla prova in due giorni di riding intenso sui percorsi della località valtellinese. Tracciati ripidi e tecnici che ben si sposano con le caratteristiche della nuova Trance 29, aggressiva e maneggevole.

Dettagli

Materiale telaio: fibra di carbonio unidirezionale o lega di alluminio 6011
Formato ruote: 29”
Geometrie variabili: no
Corsa ant/post: 130/115mm
Mozzo posteriore: 148×12
Mozzo anteriore: 110×15
Interasse ammortizzatore: trunnion 165x45mm
Trasmissione: 1×12
Attacco per deragliatore: no
Attacco portaborraccia:
Disponibilità del solo frameset:

Analisi statica

Nuove geometrie, un sistema di sospensione aggiornato e un telaio disponibile in carbonio o in lega di alluminio, in base agli allestimenti. Durante la presentazione ci è stato messo a disposizione l’allestimento top, denominato Advanced Pro 0. Advanced indica che il triangolo anteriore è realizzato in carbonio, Pro indica che anche il carro è in carbonio mentre 0 identifica l’allestimento più pregiato dell’intera gamma. La nuova Trance 29 utilizza un telaio creato appositamente e si tratta di un’evoluzione, non di un adattamento, della versione 27.5. Kevin Dana, in Giant da ben 16 anni e responsabile della progettazione della Trance sin dal suo primo modello, ha condotto lo sviluppo attraverso diversi prototipi in alluminio in questi ultimi due anni per ottenere una bici moderna, performante e divertente e, come scopriremo in questo articolo, sembra proprio esserci riuscito.

Il sistema di sospensione Maestro è stato interamente rivisitato come posizionamento degli infulcri allo scopo di offrire una curva di compressione differente dalla versione 27.5, con una risposta più plush e lineare e quella tipica sensazione di avere a disposizione una maggiore escursione rispetto ai 115mm effettivi. Il risultato è un’ottima sensibilità sulle piccole asperità e un comportamento eccellente negli urti in rapida successione dove la sospensione resta sempre attiva e in grado di assorbire i colpi senza andare in crisi. Anche le quote di anti-squat e anti-rise sono state ottimizzate per migliorare la stabilità durante la pedalata e rendere il più neutrale possibile l’influenza del freno sul funzionamento della sospensione.

Alla realizzazione del nuovo sistema Maestro ha contribuito Bryson Martin di DVO Suspension, che collabora con Giant da circa dieci anni, da quando era ancora all’interno di Marzocchi, prima di fondare la sua azienda. Negli ultimi due anni, per la realizzazione della nuova Trance 29, ha portato questa collaborazione a un livello superiore, lavorando per creare delle sospensioni dedicate appositamente all’allestimento Advanced Pro 0. L’ammortizzatore è il nuovo Topaz 2 T3, dotato di attacco trunnion per risparmiare spazio e fornire di conseguenza un rapporto di leva maggiore grazie ai suoi 45mm di corsa. È regolabile su tre posizioni tramite levetta che seleziona la modalità descend, traverse e climb, la prima dedicata alla discesa, la seconda per una parziale frenatura idraulica e la terza per una frenatura più marcata. Il principale aggiornamento rispetto al modello precedente è la proporzione tra le due camere, con quella negativa di volume maggiore. Per ottenere i migliori risultati dal sistema di sospensione della Trance 29, Bryson ha lavorato insieme agli ingegneri Giant su oltre cento combinazioni di pacchi lamellari e volumi dell’aria. Di queste numerose combinazioni ne sono state selezionate quattro, una per ciascuna taglia, con pacchi lamellari e spacer differenti per offrire le medesime performance a rider dal peso differente. Questi settaggi sono stati successivamente richiesti a FOX per la produzione degli ammortizzatori degli altri allestimenti.

La biella superiore è realizzata in fibra di carbonio con un processo dedicato, denominato Advanced Forged Composite Technology. Con questa tecnologia, Giant sovrappone fibre unidirezionali in diverse direzioni per creare una struttura solida e rigida da qualsiasi angolazione. Le fibre vengono incollate tramite una resina custom sviluppata da Giant che, ricordiamo, è uno dei principali produttori terzisti a livello globale di carbonio del settore ciclo. Gli stampi all’interno dei quali prendono forma le bielle sono sottoposti a pressioni altissime e vengono inseriti nei forni ad alta temperatura per l’indurimento delle resine. In questo modo Giant è in grado di realizzare dei componenti dalla resistenza superiore a quella dell’alluminio o del carbonio realizzato con metodo tradizionale, ma con un peso inferiore alla metà di un medesimo componente realizzato in alluminio. La biella superiore in carbonio è presente su tutti i telai della gamma Trance 29, sia quelli in carbonio che quelli in alluminio.

La biella inferiore è invece realizzata in lega di alluminio ALUXX SL, basata prevalentemente su una lega 6061A e sviluppata da Giant per ottimizzare peso e robustezza. Si tratta della stessa lega con la quale vengono realizzati i telai in alluminio. La biella è forgiata in due pezzi saldati tra loro. Include anche dei fermacavi che guidano la guaina del cambio e la tubazione del freno verso il carro in modo pulito e ordinato.

La collaborazione con DVO Suspension non si è fermata allo sviluppo di un ammortizzatore ma ha portato alla realizzazione di una nuova versione della Sapphire, ridisegnata appositamente per la Trance 29 ma a breve disponibile anche in aftermarket. La nuova Sapphire è dotata di steli da 34mm al posto di quelli da 32mm della versione precedente. Per abbinarsi al meglio con le geometrie della Trance 29, Bryson ha realizzato a CNC quattro differenti prototipi di teste della forcella per ottenere diverse opzioni di offset: 42, 44, 48 e 51mm. A seguito di numerosi test comparativi è stata scelta la versione da 44mm e di conseguenza anche le forcelle FOX degli altri allestimenti hanno il medesimo offset. Il sistema OTT che consente di precaricare la molla negativa per intervenire sulla sensibilità inizale della forcella, ha una taratura differente in base a ciascuna taglia.

Giant ha dotato tutti gli allestimenti della Trance 29 del nuovo modello delle sue ruote TRX che montano un cerchio in carbonio interamente ridisegnato per essere più robusto e leggermente meno rigido del modello precedente, grazie a un canale rivisto negli spessori e nella qualità del carbonio che lo rende inoltre più leggero. La larghezza interna del cerchio è di 30mm e il profilo del dente hookless è ora largo ben 3.5mm. Avendo provato anche il modello precedente posso confermare che il miglioramento in termini di robustezza e di comfort delle nuove TRX è realmente percepibile.

L’allestimento Advanced Pro 0 in prova monta la versione TRX0 che rappresenta il top di gamma delle nuove ruote di Giant, dotate di 28 raggi Sapim Super su ciascuna ruota e di mozzi derivati dai DT Swiss 240, con ruota libera Star Ratchet. Tutti gli altri allestimenti sono invece dotati della versione TRX1 con raggi Sapim Laser e mozzi derivati dai DT Swiss 360 con ruota libera a cricchetti.

Le gomme, montate Tubeless, sono delle Maxxis Minion da 2.3″ con carcassa EXO Tubeless Ready e mescola 3C, una DHR II al posteriore e una DHF all’anteriore. Una scelta che premia le doti di guida aggressive e divertenti della Trance 29 e che non fanno pagare dazio in termini di scorrevolezza e peso. La tipologia di carcassa, che conosco molto bene e che utilizzo spesso, è adeguata alla destinazione d’uso anche se per dovere di cronaca devo precisare che durante il test ho tagliato sulla spalla prima il copertone anteriore e il giorno successivo quello posteriore, tanto da doverli sostituire entrambi. Va comunque considerato che i trail di alta quota sui quali abbiamo messo alla prova la Trance 29 sono caratterizzati da una notevole quantità di pietre smosse molto taglienti.

La trasmissione dell’allestimento Advanced Pro 0 è una SRAM X01 Eagle e l’intera gamma adotta trasmissioni Eagle a 12 velocità, attingendo ai diversi gruppi in base al valore di listino di ciascun allestimento. La Advanced Pro 0 in test è l’unica a montare una corona da 32 denti, decisamente adeguata alla destinazione d’uso visto l’abbinamento con la cassetta 10-50, mentre tutti gli altri allestimenti offrono un range di rapporti più agile grazie a corone da 30 denti.

Il reggisella telescopico è da 125mm di escursione, nello specifico dell’allestimento in prova un RockShox Reverb Stealth con comando 1x mentre tutti gli altri allestimenti sono dotati del prodotto a marchio Giant, un Contact Switch S. Il tubo sella del telaio, abbastanza compatto, concede l’utilizzo di reggisella anche di escursione maggiore. Nella foto seguente notiamo inoltre il particolare collarino a due viti, inglobato nel design del telaio grazie alla forma dedicata del seat tube.

Anche la sella rappresenta una novità all’interno della gamma di componenti Giant. Si tratta del modello Contact SL realizzato con un’imbottitura in schiuma dotata del 30% in più di capacità di assorbimento degli impatti rispetto al precedente modello. La versione che ho utilizzato è la Neutral che si distingue dalle altre versioni per uno scafo che consente una posizione in sella neutrale rispetto alla versione Forward, dedicata alle discipline più pedalate, dove la posizione di guida è più orientata in avanti, e alla Upright, dedicata alle discipline più discesistiche, dove la posizione di guida è piuttosto verticale. La qualità della sella è ottima e, per quanto il giudizio in merito a una sella sia strettamente personale, mi sono trovato perfettamente a mio agio.

La combo manubrio e stem dell’allestimento Advanced Pro 0 è affidata a Truvativ con due prodotti della serie Descendant con diametro 35mm: manubrio in carbonio da 780mm di larghezza (tagliato rispetto agli 800mm dichiarati) per 20mm di rise e stem da 40mm di lunghezza. Tutti gli altri allestimenti utilizzano invece una combo Contact SL di casa Giant, sempre in standard 35mm, con manubrio da 780mm di larghezza per 20mm di rise e stem ugualmente da 40mm di lunghezza. La scelta di un attacco manubrio da 40mm è attuale e decisamente appropriata e rappresenta un punto di rottura con il passato per Giant che ha sempre preferito stem più lunghi per le sue bici del segmento trail ed enduro. La scelta dello stem relativamente corto si sposa con le geometrie della Trance 29 che analizzeremo nei dettagli in seguito.

Gli impianti frenanti di tutta la gamma Trance 29 sono degli SRAM Guide, in versioni differenti in base agli allestimenti ma tutti dotati di rotori Centerline da 180mm di diametro. La versione RSC montata sulla Advanced Pro 0 si è dimostrata talvolta in difficoltà rispetto alle situazioni di riding piuttosto aggressivo alle quali li abbiamo sottoposti durante i due giorni di test, con qualche problema di fading, allungamento della corsa e conseguente calo di prestazioni.

Il passaggio dei cavi è interno ed è realizzato con cura dato che non si avverte alcuna rumorosità generata dal loro movimento all’interno del telaio. Le porte di ingresso sono dotate di guarnizioni che sigillano il telaio. I cavi, una volta entrati nella zona del tubo di sterzo, percorrono il tubo obliquo dove escono per proseguire solidali alla biella inferiore del Maestro, come indicato in precedenza, e concludere la loro corsa lungo il carro, la guaina del cambio all’interno del fodero basso e la tubazione del freno all’esterno.

Completano il telaio le protezioni dedicate in robusta gomma, preformate per adeguarsi efficacemente alla forma del telaio. Il carro è protetto dagli urti della catena sia sul fodero basso che nella parte del fodero alto più prossima alla cassetta, mentre il tubo obliquo gode di un’abbondante guscio di protezione, che non è presente sull’esemplare in test ma che è di serie sulle bici commercializzate.

Geometrie

Giant ha lavorato molto sulle geometrie della Trance per ottenere una posizione di guida il più bilanciata possibile e garantire una guida aggressiva capace di offrire delle performance in discesa paragonabili a quelle di una bici da enduro ma fornendo al contempo delle valide prestazioni in salita. Il reach è più lungo rispetto a ogni altro modello di casa Giant e viene abbinato a uno stem da 40mm e a un manubrio largo per ottenere stabilità e controllo dell’avantreno. L’angolo di sterzo è abbastanza disteso in relazione alla destinazione d’uso della Trance 29 e l’abbinamento con l’offset da 44mm determina maneggevolezza e precisione. La quota di chainstay è piuttosto corta e il tubo sella è posizionato più verticale rispetto alle tradizionali geometrie di Giant.

In azione

Come anticipato, i due giorni di riding durante i quali abbiamo avuto il primo approccio con la Trance 29 si sono svolti a Santa Caterina di Valfurva, in parte sui percorsi utilizzati per le competizioni di enduro e in buona parte sui trail in alta quota che dalla zona del ghiacciaio di Forni e dal rifugio Pizzini portano a valle, tra passaggi molto tecnici, salite impegnative, portage, tratti sconnessi e veloci. Un ottimo terreno di prova quindi per la destinazione d’uso del nuovo gioiello di casa Giant che si prefigge di essere, secondo quanto dichiarato dai progettisti, una trail bike aggressiva e polivalente, in grado di dare soddisfazioni anche in enduro.

Quello che appare chiaro sin da subito è che le geometrie, seppure non estreme e ancora piuttosto conservative, sono decisamente più aggressive e bilanciate di quelle della Trance 27.5 e forniscono una posizione di guida centrale, dominante e molto naturale. La bici risulta molto intuitiva e semplice da guidare, e permette di sentirsi sempre in pieno controllo e confidenza, anche nelle situazioni più impegnative.

La maggior parte del dislivello lo abbiamo guadagnato grazie a risalite meccanizzate ma durante i diversi percorsi i tratti ripidi e sconnessi in salita sono stati numerosi e piuttosto impegnativi, ragione per cui non posso esprimere un giudizio esaustivo sul comportamento della Trance 29 sulle lunghe salite scorrevoli ma posso commentarne il comportamento sulle salite tecniche. Nonostante il reach più lungo, la taglia risulta comunque piuttosto compatta e l’angolo sella è sì più verticale rispetto alle tradizionali geometrie di Giant ma ancora abbastanza inclinato. In termini generali queste geometrie forniscono una posizione in sella in salita molto equilibrata ma una volta sul ripido occorre necessariamente spostarsi in punta di sella per bilanciare il peso e continuare ad avere controllo sulla ruota anteriore. La trazione è sempre eccellente e permette di superare tratti impegnativi con molta agilità. L’ottima stabilità del rinnovato sistema Maestro non richiede di intervenire sull’idraulica per avere un buon supporto e ci si può permettere di salire con la levetta in posizione descend, che comunque risulta piuttosto difficile da raggiungere durante il riding dato che è posizionata molto vicino al fondo della borraccia.

In discesa la parola che descrive meglio la nuova Trance 29 è equilibrio. Equilibrio tra le geometrie e tra le due sospensioni che forniscono doti di assoluta maneggevolezza e intuitività alla bici, con il rider perfettamente bilanciato al centro del mezzo. La sensazione dichiarata da Giant di essere in sella a una bici di maggiore escursione è concreta, non solo per quanto concerne la sospensione posteriore ma proprio per le performance generali. L’unica situazione in cui la Trance 29 risulta un filo nervosa, se paragonata a una bici da enduro, è nei tratti molto veloci e sconnessi, non tanto per il sistema di sospensione che incassa egregiamente anche i colpi in rapida successione, quanto per le geometrie comunque votate a una maggiore polivalenza. In tutte le altre situazioni di riding, la Trance 29 sembra non avere limiti e garantisce prestazioni di rilievo.

Nei numerosi tratti molto ripidi e tecnici che abbiamo affrontato si è rivelata incredibilmente maneggevole e precisa, con un avantreno stabile e granitico, anche grazie all’ottimo comportamento della Sapphire, corposa e sostenuta, e un retrotreno agile e reattivo. Nello sconnesso è istintivo sfruttare la vivacità delle sospensioni per giocare con le traiettorie e osare più di quanto si farebbe con una normale trail bike. Il telaio è rigido e trasmette una piacevole sensazione di solidità, anche grazie alla silenziosità generale della bici che non distrae dalla guida. Anche le ruote, altra novità interessante di Giant, sono sembrate decisamente valide: robuste, rigide lateralmente ma confortevoli nello sconnesso.

Conclusioni

Giant è tornata al formato ruota da 29 pollici con un mezzo convincente e concreto. Ha aggiornato il progetto Trance mantenendo tutti i caratteri distintivi del suo bestseller ma portandolo a un livello superiore grazie a geometrie moderne e bilanciate, un sistema di sospensione affinato in modo eccellente e una vocazione maggiormente aggressiva che gli consente di alzare notevolmente le prestazioni in discesa conservando al contempo le ottime doti di scalatrice che si facevano apprezzare anche sui precedenti modelli.

Allestimenti e prezzi

Giant propone tre differenti allestimenti per la versione Advanced Pro con telaio in carbonio e due allestimenti per la versione con telaio in lega di alluminio. Disponibile anche il kit telaio in una colorazione cangiante molto particolare, dotato di ammortizzatore DVO Topaz 2 T3. Gli allestimenti con telaio in carbonio saranno disponibili da fine settembre mentre quelli con telaio in lega di alluminio sono già disponibili.

Trance 29 Advanced Pro 0 – €7.999

Trance 29 Advanced Pro 1 – €4.799

Trance 29 Advanced Pro 2 – €4.299

Trance 29 1 – €3.899

Trance 29 2 – €2.599

Trance 29 Advanced Pro telaio – €2.999

Giant Bicycles

Foto action di Sterling Lorence

Commenti

  1. fafnir:
    Ma anche no, come possono delle comunissime Fox essere paragonabili a DVO personalizzate per il modello di bici e per il sistema di sospensione e con tarature diverse in base alle taglie.
    Il punto è che fox non ha bisogno della "personalizzazione" per modello, perché funzionano bene (e meglio di DVO) già così.
    Provate entrambe a fondo.
  2. lollo72:
    Daccordo , ma se non voglio sbattermi a cambiare corona a seconda dei luoghi che frequento il 2x11 potrebbe essere ancora valido ; su un mezzo (con ruote 29er) ho ancora tale trasmissione con pacco pignoni 10-42 e corone 24-34 , per ora non ho trovato nessun monocorona con range uguale o migliore , se ce ne fosse uno non esiterei a montarlo ?
    Io non dico di cambiare corona in base al percorso, ma in base alla tua gamba quando lo monti, e tieni quello una volta per tutte.
    Se metti una corona da 30 col 10-50 hai gli stessi rapporti del tuo 2x11 tranne il 34-10 (http://gears.mtbcrosscountry.com/#29I9199I3X29I399I9580), ma quante volte lo usi, onestamente, il 34-10?
    Monocorona da 30 col 10-50 , non ha esattamente gli stessi rapporti di una doppia con corone 24-34 e cassetta 10-42 ; oltre al 34-10 manca anche il 24-42 ; che poi possano servire o meno è un altro discorso , ma di fatto non hanno lo stesso range. Certo su una Giant Trance 29 come quella presentata l'1x12 ci sta benissimo , ma il non poter montare un 2x limita un pò le bizzarrie di chi vuole fare del tuning .
  3. lollo72:
    Monocorona da 30 col 10-50 , non ha esattamente gli stessi rapporti di una doppia con corone 24-34 e cassetta 10-42 ; oltre al 34-10 manca anche il 24-42 ; che poi possano servire o meno è un altro discorso , ma di fatto non hanno lo stesso range. Certo su una Giant Trance 29 come quella presentata l'1x12 ci sta benissimo , ma il non poter montare un 2x limita un pò le bizzarrie di chi vuole fare del tuning .
    Si ma parliamo di 3% di differenza di rapporto tra i due, veramente li senti tra 0.60 e 0.57? Oltre che non mi hai risposto, il 24-42 lo pedali spesso? Perchè a me entrambi paiono cortissimi, avessi un 50 probabilmente metterei una corona da almeno 32, e guarda che non sono per nulla un razzo in salita...

    Per il resto, mi sa che dovrai abituartici, da quando si è affermato il monocorona molte bici sono progettate direttamente senza l'attacco per il deragliatore anteriore.
    Sul mezzo che monta la 2x11 con 24-34 e 10-42 purtroppo non sono rare le occasioni in cui uso il 24-42 , forse uso meno il 34-10 ; comunque si tratta di una bici un pò particolare con allestimento "stravagante" che prevarica il progetto del mezzo in origine . Poi come ripeto non ho nulla contro il 1x12 , anzi se dovessi cambiare in toto la mia mtb opterei volentieri per un mezzo con xx1 o nuovo xtr 1x12 , ma dovrei cambiare tutta la bici. Probabilmente come dici tu il futuro sarà più verso il monocorona e gli attacchi per il deragliatore anteriore saranno una grana in meno specie progettualmente ; però per ora su un mezzo trail- all muntain di cui viene venduto anche il solo telaio , l'opportunità di potervi montare una 2x non è da scartare a priori specie per una bicicletta non propriamente destinata alle competizioni .