I 10 (+1) errori più comuni nell’attività di resistenza/endurance (ciclismo in particolare)

I 10 (+1) errori più comuni nell’attività di resistenza/endurance (ciclismo in particolare)

06/03/2014
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06/03/2014

Il titolo di questo articolo può sembrare un po’ fuorviante, ci sono ovviamente più di undici errori di cui si possono “macchiare” gli atleti, ma quelli elencati di seguito rappresentano quelli che, per esperienza diretta e indiretta, sono i più comuni. Alcuni di questi possono sembrare banali ed ovvi, ma è sorprendente il numero di atleti che trascurano le basi e si (o mi) domandano perché la loro performance non è all’altezza delle proprie aspettative (spesso non commisurate al proprio reale potenziale). Leggi attentamente la descrizione di ciascuno di questi errori: almeno alcuni tra essi saranno familiari, e, tieni a mente, non c’è nulla di sbagliato nel commettere errori, è umano. Il perseverare negli errori è sbagliato.

 1. Sopravvalutare i prodotti di nutrizione sportiva

Non si può negare che la nutrizione sportiva intesa come industria e ricerca sta subendo un discreto sviluppo. La consapevolezza generale che l’atleta di qualsiasi livello sia alla ricerca di ogni miglioramento sul fronte delle prestazioni, insieme a pubblicità e marketing, rende questo un settore ancora in forte crescita, anche nelle vendite. Tuttavia, spesso nell’atleta amatoriale i prodotti di nutrizione sportiva sono visti come una scorciatoia nel riempire i vuoti lasciati da una cattiva nutrizione generale. Nel peggiore dei casi, questi prodotti sono anche visti come parte dell’identità di essere un atleta – esempio  la bevanda di recupero dopo gara DEVE essere di una determinata marca altrimenti “non funziona”.

Non vi è alcun sostituto per ottenere una corretta alimentazione se non innanzitutto una dieta sana e utilizzare integratori come previsto, cioè per il loro semplice e basilare scopo, cioè come integratori! Non c’è nulla di male nei prodotti di nutrizione sportiva di per sé: evitare l’abuso di essi è il principio che l’atleta deve acquisire ma che sovente manca.

 

2. Alimentazione e assunzione di liquidi inadeguata

Molti atleti, specie con temperature ridotte, tornano a casa senza magari aver bevuto neppure un sorso. Nel momento in cui ci sentiamo assetati, è GIA’ troppo tardi per idratarsi. La disidratazione può causare crampi muscolari, frequenza cardiaca elevata (riduzione volume plasma sanguigno) e aumento del tasso di utilizzo di glicogeno muscolare con conseguente diminuzione nella capacità di produrre energia e quindi netto decadimento della performance. Quanto si dovrebbe bere? All’incirca una quantità compresa tra 400-500 ml/ora, e questo sarà sufficiente a soddisfare le esigenze di idratazione della maggior parte degli atleti nella maggior parte delle condizioni. A temperature superiori avrai bisogno di quantità superiori. Non è raro per l’atleta trascurare l’idratazione durante i mesi invernali: tuttavia c’è una maggior dissipazione di vapore a livello di prime vie respiratorie e i tassi di sudorazione incrementano con indumenti termici. Una buona abitudine è quella di pesarsi prima e dopo la sessione di allenamento – il differenziale rappresenta una buona stima dei liquidi persi dal nostro organismo. Come suggerimento di reintegro: cerca di bere -nell’arco delle successive 12h- circa il 120-150% del peso perso, il volume supplementare è necessario in quanto il corpo non sarà totalmente efficiente a recuperare tutti i liquidi persi.

Alimentazione: attendere un calo di intensità nella prestazione, o anche sentire la fame (e succede!) è già troppo tardi per non compromettere (o aver compromesso) le riserve di glicogeno muscolari ed epatiche. ‘La cotta’ non è una bella esperienza e colpisce, nella sua fase acuta, non solo la seduta di allenamento/gara, ma compromette recupero e prestazione nei giorni a seguire. 1) mantieni un livello costante e ripetuto di apporto energetico, integrare solo nella seconda parte di uscita/gara è troppo tardi 2) sii particolarmente vigile in sessioni che coinvolgono zone di allenamento a intensità media o medio elevata (>Z3) in quanto queste intensità utilizzano in larga misura glicogeno muscolare come fonte e miscela energetica predominante. 3) ricorda che la finestra utile di reintegro post allenamento/gara è nei primi 30-45’ post attività.

 

3. “Taglia e cuci” sul programma di allenamento

Può sempre capitare di perdere il filo di una programmazione di allenamento: un infortunio, malattia, impegni quotidiani, imprevisti. Troppo spesso, però, l’atleta diventa ansioso di perdere la sessione: il che significa che è tentato di raddoppiare (in maniera semplicemente matematica e l’allenamento non lo è affatto…) o recuperare indistintamente ciò che non ha fatto in un dato giorno pensando di rimediare adeguatamente (spesso più per un senso di colpa). Questo evidentemente fa più male che bene ed influisce negativamente sul carico allenante successivo previsto fino a portare addirittura ad una compensazione errata con effetto di overtraining nei casi più testardi e recidivi di “taglia e cuci”.

Il miglior consiglio da dare è che se si perde una sessione di allenamento, semplicemente “tira dritto”, vai avanti. Le cause di una sessione persa/saltata inoltre potrebbero indicare che era dovuto e necessario un periodo di riposo. Nelle mie programmazioni i giorni “jolly” sono sempre previsti.

 

4. Non riposare abbastanza

Purtroppo, perché la nostra vita quotidiana e la società in generale opera incessantemente e spesso con ritmi che non sosteniamo adeguatamente tendiamo a rendere i nostri cicli di allenamento adattati (o spesso “incastonati”) in questo modello ed esigenze. Questo può significare che oltre a vivere “di fretta”, affrontiamo l’attività sportiva e l’allenamento con lo stesso stato d’animo. Anche se cerchiamo di dividere le nostre ore di allenamento e ritagliarci dei propri spazi, a volte ciò può risultare difficile (vedi punto sopra).

Il corpo può adattarsi agli stimoli allenanti quando il tasso metabolico è ridotto: il tessuto muscolare, in particolare, non può sostenere uno stato anabolico e catabolico al tempo stesso. L’allenamento intacca (catabolismo), mentre il recupero e la nutrizione consente la ricostruzione (anabolismo).

E’ ottimale allenarsi con buona qualità (magari in meno giorni alla settimana) che intestardirsi su un regime settimanale di volume “impostato” ma non sostenibile a lungo termine. Inoltre, se si dispone di limitato tempo per allenarsi, utilizza quelle ore saggiamente – togliendo eventuali sedute “di passeggio” e invece usa questo tempo per riposare.

Semplici concetti: poche ore di allenamento= maggior qualità dell’allenamento + recupero

Ricorda che il recupero è LA FASE FONDAMENTALE nell’allenamento e permette il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

 

L’allenamento in sé fa male. L’allenamento seguito da recupero e corretta alimentazione è positivo e ti renderà pronto per l’evento che stai preparando” G. Obree

 

 

5. Sottovalutare gli ‘stressor‘ e il loro impatto su allenamento e prestazioni

Pochissimi atleti sono in sintonia con il proprio corpo e consapevoli di come lo stress si ripercuota su di loro: l’inusuale notte insonne o un leggero calo nella motivazione possono spesso indicare che lo stress totale è troppo alto. Spesso solo una visione retrospettiva, e quindi senza possibilità di correzione immediata di ciò che è avvenuto può evidenziare come si siano sottovalutati stressor quotidiani che, accumulandosi, hanno inficiato ogni stressor allenante e il conseguente miglioramento che teoricamente doveva essere prodotto in condizioni di “normalità”.

Pensa ad una torta come una rappresentazione dello stress totale: ci sarà una fetta per il lavoro, una per impegni familiari/sociali, una per la gestione del denaro, così come per l’allenamento…e per le gare – gli stressor ovviamente possono essere altri e diversi per ognuno di noi. La dimensione totale di questa torta deve rimanere la stessa per mantenere salute ed equilibrio: lo stress da lavoro sale? Un’altra fetta deve scendere per compensare. Sii gentile con te stesso e “rallenta” se necessario. Il corpo è in grado di adattarsi maggiormente all’allenamento se vi sono valide e solide basi psicofisiche.

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6. Utilizzo di qualcosa di nuovo in una gara senza averlo MAI provato in allenamento

Il titolo è abbastanza esplicativo: è una delle regole cardine per tutti gli atleti, ma saresti stupito di quanti spesso commettono questo errore. A meno che tu non sia assolutamente disperato e disposto ad accettarne le conseguenze, non provare nulla di nuovo in competizione, siano essi componenti, alimentazione, o tattiche. Tutti questi elementi devono essere testati e affinati in allenamento.

Una “trappola” in tal senso è quando in certe gare sponsor di prodotti alimentari offrono i propri prodotti in gara. L’atleta abbastanza comprensibilmente utilizza il prodotto fornito gratuitamente ma, non essendo stato utilizzato/testato in passato, si possono verificare problemi che causano il deterioramento delle prestazioni.

 

7. Elevata densità di competizioni

Allenamento e capacità di esprimere una prestazione massimale (gara) sono in stretta relazione ed equilibrio, spesso precario.

Qui è dove entra in gioco la periodizzazione: la progressione scientifica del carico di allenamento – struttura anno/mese/microciclo di allenamento – lavorando sulla costruzione di intensità in maniera graduale significa adeguare il corpo verso i ritmi di gara: se manca un gradino (per esempio iniziare a gareggiare troppo anticipatamente) si perde un anello essenziale della catena. Un esempio classico è zona 3, tale carico è necessario per rilanciare la crescita capillare nel letto muscolare prima di lavorare in zona 4 dove vi è una maggiore necessità di clearance dell’acido lattico. Senza un’adeguata formazione ad intensità precedenti non si può supportare adeguatamente un carico superiore, semplicemente per limiti fisiologici. In molti di questi casi l’atleta poi cade nell’errore numero 1, alla ricerca della “toppa” risolutiva.

 

8. Non prestare attenzione ai dettagli (ma prima di tutto alle basi)

In preparazione per prestazioni sportive è molto facile focalizzarsi interamente sulla componente “allenamento” dell’equazione. Tuttavia, la prestazione si basa su -almeno- 3 pilastri:

– allenarsi per stressare il corpo (destabilizzare omeostasi) ed acquisire un livello superiore di capacità di sopportazione di ulteriore stimolo (volume e/o intensità di carico)

– recupero per permettere al corpo di “rigenerarsi”; senza questo passaggio decade ogni acquisizione di carico allenante

– l’aspetto nutrizionale (non necessariamente integrativo) costituisce la base per il precedente punto

Togliendo uno di quei pilastri e non vi sarà più equilibrio. In altre parole, uno non è più importante rispetto agli altri ma tutti e 3 i pilasti devono poter coesistere. Si potrebbero abbattere ulteriormente le prestazioni sportive e prendere in considerazione altre aree in cui si potrebbe lavorare. Per esempio quanto adeguatamente ti prepari mentalmente per gli eventi? SOLO coprendo adeguatamente le basi si può passare ai dettagli, che fanno la differenza più si alza il livello competitivo. Fare l’opposto, per esempio prestare attenzione all’ultimo modello di un determinato prodotto pensando ( molto spesso autoconvincendosi) che “magicamente” possa influire sulla prestazione finale è l’errore più comune che osservo.

 

9. Ripetitività (anche settimanale)

Quando le persone entrano in un nuovo sport c’è la tentazione di improvvisare senza considerare un piano a lungo termine. Spesso cercano di mettere insieme un piano di allenamento che comprenda tutto ciò che hanno sentito direttamente o indirettamente: un numero prefissato di chilometri di base, intervalli, velocità di lavoro, cadenze particolari, non superare certe pendenze e l’elenco potrebbe continuare. Questo è comprensibile con i novizi. Con il tempo, gli atleti dovrebbero ben presto iniziare ad utilizzare un approccio in cui il loro anno è ‘periodizzato’: i livelli e carichi di allenamento vengono applicati in determinati momenti della stagione in funzione di (oggettivamente raggiungibili) obiettivi chiave. Tuttavia, ci sono ancora atleti ( e, in maniera grave, allenatori) che cercano di coprire tutte le intensità contemporaneamente, indipendentemente dal periodo di allenamento, con l’estremo di applicare un mix di sessioni in tutte le zone di allenamento nella stessa settimana per un numero elevato (se non totale) di settimane durante l’anno!

Un carico ripetuto ciclicamente sempre uguale sarà solo un carico ristagnante, anche a livello mentale! Raggiungere il tuo allenamento in modo che si lavori per cicli, variando il carico per mantenere il corpo stimolato è un principio semplice; semplicistici allenamenti iper ripetitivi nello schema non soddisfano tale necessità ed esigenza.

 

10. Pensa a te stesso: non fare inutili confronti con altri

Una delle domande che gli allenatori si trovano a dover affrontare più spesso è “perché non ho ancora iniziato le mie ripetute mente tutti gli altri stanno già facendo (inserire un carico di allenamento x)?”

È comprensibile che nello sport – il suo significato stesso indica una competizione con gli altri – spesso ci guardiamo intorno per confrontarci. Tuttavia, ricorda che ogni atleta ha un proprio piano, propri obiettivi, e anche propri  punti di forza e di debolezza. Due persone anche con l’obiettivo della medesima gara avranno probabilmente bisogno di percorsi allenanti diverso a causa del loro soggettivo profilo fisiologico, esigenze e necessità differenti. Allo stesso modo, due atleti con identiche possibilità di allenamento avranno un percorso diverso in funzione per esempio non solo dei propri obiettivi ma della loro storia sportiva.

11. Ultimo, ma non per questo meno importante! 95 vs. 5%

Cosa significa? Molti atleti si focalizzano su dettagli, spesso trascurabili (il 5%) tralasciando completamente il 95% (!) spesso rappresentato proprio dagli errori e criticità sopra indicati quindi:

– è prioritario focalizzarsi sul piano ed “impianto” generale dell’attività svolta: allenamento, recuperi, riposo, alimentazione; spesso elementi semplici ma altrettanto spesso trascurati;

– il 5% presenta lati affascinanti e sempre nuovi, i famosi “guadagni marginali”, ma questi sono effettivi solo su una base consolidata di lavoro/pianificazione/capacità di auto analisi e feedback che fanno parte integrante del “95%”. Senza questi presupposti il “5%” perde qualsiasi significato ed efficacia

 

In conclusione

La preparazione per la prestazione sportiva non ha bisogno di essere sofisticata: la maggior parte degli atleti può ottenere il 90% delle proprie potenzialità (mai partire sopravvalutandosi…) facendo un passo indietro e applicando del semplice “buon vecchio senso logico”. Perché così alcuni atleti non riescono a fare ciò? Probabilmente perché troppo coinvolti su più fronti che spesso ignorano. Collaborare con con un allenatore, qualcuno con una visione obiettiva della tua prestazione è il modo migliore per ottenere un supporto necessario. Una supervisione oggettiva e non legata da vincoli di familiarità o sentimenti (che potrebbero influire in maniera distorta nella personale visione di ciò che fai) è la guida più diretta e redditizia.

Dott. Massa Roberto

massarob.info

operatore sportivo, allenatore, preparatore atletico, coach
Laureato in Scienze Motorie – Sport & personal trainer
website: http://massarob.info
FB page: http://www.facebook.com/massarob.info
Email: http://scr.im/massarob

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Denni5
Denni5

Ciao Roberto,
vorrei chiederti un consiglio riguardo il recupero.
Io alleno sia le gambe che la parte alta del corpo. Faccio per 3gg alla settimana ~40” in palestra (in uno di questi giorni faccio anche gambe) e negli altri due giorni della settimana faccio (quasi sempre) una corsetta o un giretto tranquillo in bici quando l’ora legale lo consentirà.
In più il sabato o la domenica faccio il classico giro all mountain.
Leggendo quello che scrivi, mi viene il dubbio di non dare abbastanza peso alla fase di recupero.
Cioè, se considero le varie parti del corpo singolarmente, il recupero in effetti lo faccio, ma è anche vero che mi resta solo un giorno alla settimana in cui non faccio assolutamente niente.
Che ne pensi? 🙂
Grazie

Roberto Massa
Roberto Massa

ciao @Mazu e grazie per la domanda “in topic”
E’ possibile che un solo gg di riposo passivo, per un amatore il minimo considerando tutti gli altri “stressor” della vita quitidiana, non sia effettivamente sufficiente. Prova ad aggiungere un ulteriore gg di riposo passivo o un’attività tra quelle svolte in modalità e ritmi blandi.

Ho rimarcato nell’articolo l’importanza del riposo soprattutto per i soggetti che hanno un notevole grado di stress aggiuntivo dato dalle attività “prioritarie” e non dall’allenamento. Permane sempre il principio per cui anche e soprattutto in questi casi il riposo è parte fondamentale di un corretto tile di vita prima ancora che di un corretto approccio all’allenamento.
Massa Roberto

RickyDabomb
RickyDabomb

ma io vado in bici per divertirmi…..
questi consigli li seguo e no
?

Dani1000
Dani1000

Magari avessi il tempo per allenarmi. é già un miracolo avere 3 ore ogni due settimane per farmi un giretto dietro casa, altro che over training…. Il sabato sera invece di alimentarsi bene si sbolognano i bimbi ai nonni per potersi rilassare un attimo con la moglie e gli amici. Poi la domenica sveglia presto, forse più stanco che se fossi andato a lavorare, col metabolismo sotto i tacchi si comincia la salita. Di conseguenza prestazioni “epice” condite da tanta sofferenza, ma allo stesso tempo ancora più soddisfazione quando arrivi in fondo al giro tutto intero (ci manca solo di farsi male e dare ancora più lavoro a tua moglie) e puoi dirti che anche oggi ce l’ hai fatta e considerarsi un eroe. poi mentri torni a casa pensi già al giro che vorresti fare la prossima settimana che in realtà diventeranno 2 mesi per problemi vari tuoi e dei tuoi amici di scorribande che sono esattamente nelle tue stesse condizioni. che vita da schiavi…. altro che over trainig…… Uno che vive la bici in questa maniera in realtà fa tutto sbagliato, la prestazione finale non esiste, c’ è solo la passione e il divertimento di stare con gli amici e la natura e cercare un pò di adrenalina. Ci si porta un paio di barrette da buttare giù mentre si sogna un panino col salame e si beve quanto e quando può. Alla fine della giornata è solo stanco e dolorante, ma deve trovare le forze per giocare… Read more »

nirvano
nirvano

Parole sante. Sei un grande!

Boss Equipment
Boss Equipment

Aggiungiamo che in sta maniera dieta sregolata è la regola ed ad ogni uscita passa per la mente, in preda a carenza di ossigeno, la famosa frase “da domani a dieta e basta birra”.
Poi arrivati a casa si apre il frigo pane salame e birra “tanto con quello che ho bruciato…”

Marco Toniolo
Marco Toniolo

non tutti vivono come te.

Dani1000
Dani1000

certo che non vivono tutti come me, ci mancherebbe….
Mi sono scusato subito perchè sono andato fuori tema. non era mia intenzione sminuire il valore dell’ articolo, anzi…. dciamo che ho fatto un pò di cabaret mettendoci un pò d’ ironia.

mauree
mauree

dani1000, ma chi sei…me??

Dani1000
Dani1000

non sono te, ma credo di rappresentare medioman (senza offesa ai medioman) perchè come detto nel mio racconto nel mio gruppo di “amicizie da bici” siamo 6/7 e in 4 siamo nella stessa situazione.

tmarco1
tmarco1

Infatti, dani1000…..l’articolo non è indirizzato a uno come te.
Condivido quello che dici e ti capisco ma che senso ha dire queste cose a commento di questo interessante articolo?
Come sminuire un lavoro ben fatto.

Dani1000
Dani1000

Sono intervenuto perchè tutte le volte che sento parlare di allenamenti provo invidia e mi sono un pò sfogato, ma volevo essere solo ironico. L’ articolo è ben fatto come molti altri in questa rubrica e li leggo con molto interesse, perchè magari un giorno quando i figli saranno grandi…..

Devastazione
Devastazione

Dani1000,a sto’ punto prendiamoci una pistola e tiramoci un colpo. Cazzarola…..su con la vita figliolo. E quelli che dicono “parole sante,sei un grande, sembri me” non sono messi tanto meglio.. Mah.

Dani1000
Dani1000

Ma che colpo in testa…. ho una famiglia fantastica, un buon lavoro, ho un sacco di amici che mi vogliono bene, riesco a godermi ogni momento libero in una maniera pazzesca. Ho sempre sostenuto che la ricchezza di un uomo è data dalla qualità del suo tempo libero ed io mi sento ricchissimo

Devastazione
Devastazione

E allora perche’ si stai ad incazzare cosi’ ? Mah..

Dani1000
Dani1000

ma io non sono incazzato, anzi….
peccato che tu non riesca a leggere l’ ironia nelle mie parole. sarà colpa mia che non mi sono spiegato bene, di mestiere non faccio lo scrittore comico (si capisce benissimo dagli enormi errori di sintassi che ho fatto)

Boss Equipment
Boss Equipment

Si capiva e a me hai strappato un sorriso grazie

RickyDabomb
RickyDabomb

per la maggior parte di noi (o tutti?) la bikr nasc come divertimento

merida trans mission
merida trans mission

e cosa devo dire io che faccio le gare dopo aver finito il turno di notte alle 06.00 del mattino fare colazione e andare subito in montagna huahuahuhuahu ma chi se ne frega dove si arriva si piazza la bici lì e ci si sdraia in terra uhahuahua 😀

sunsetdream
sunsetdream

Bell’articolo. Semplice e chiaro, pratico e utile a tutti, a chi ha tempo e a chi non ne ha e fa quel che può con quello che ha. Grazie.

MilSpec
MilSpec

Concordo pienamente e mi unisco ai ringraziamenti.

KATARRUSO
KATARRUSO

Me lo rileggo bene bene perché è lungo e presenta concetti precisi

L’errore principale e bere poco
Lo fanno e lo facciamo in molti.
Ma se faccio 7/8 ore di bici e capita.
Che faccio?
4 litri a spalle sono tanti.
Oggi per esempio mi sono sciaccuato e abbeverato in fiumi di montagna. Ci si arrangia.
Me la sono vista brutta allenduro di sauze… Rimediando bevendo da una bottiglietta usata.

Io faccio running e over training mi è capitato una volta…
Non lo auguro a nessuno.
Un carico di allenamento saggio e un giorno si è uno no.
Almeno per poter affrontare 8 ore di lavoro lucidi.
A volte si fanno anche due tre giorni di fila.
Ma in una settimana e saggio infilare minimo 2/3 giorni di recupero.
Più si è stanchi più si fanno errori di postura e mobilità .
E più si rischia infortunio e/o cadute.

Sempre nel running capita molto spesso che si vomita 10 metri dopo i ristori o mezz’ora dopo.
I vari gel che danno fanno strani effetti.

Ciau

mauree
mauree

Devastazione, ma l’ipotesi di pensare prima di scrivere l’hai mai considerata?

Denni5
Denni5

Sono l’unico ad aver fatto una domanda sensata e non essere andato off-topic
Sono dispiaciuto perchè l’autore non ha avuto modo o non ha voluto rispondermi e anche perchè c’è proprio tanta gente che non ha niente da fare (e, nel dubbio, mi riferisco a tutti gli utenti che hanno risposto dopo di me).

Luca 14
Luca 14

anche io faccio (anzi facevo, prima del’infortunio che mi ha fermato nell’ultimo mese) giorni alterni di attività parte bassa (1h di corsa o 2 in bici) e parte alta (prevalentemente arrampicata boulder in palestra, ogni tanto nuoto (1h). questo per permettere un “recupero attivo” e devo dire che avevo trovato un discreto equilibrio. probabilmente l’impegno in termini di quantità non è tale da configurarsi come vero e proprio allenamento, quindi mi salvavo.
giornate di scarico durante la settimana non più di due, spesso recupero attivo con attività ricreativo-sportive a contenuto prevalentemente tecnico (volo in parapendio/kite/escursionismo a piedi).
di stare completamente fermo non se ne può parlare, pena disturbi del sonno e dell’umore 😉 insomma dipendenza da attività fisica.
adesso ne ho 29, quando devo aspettarmi un crollo?
(per dirla fino in fondo, la cosa più stancante (e più difficile da recuperare) è stare 8 ore al giorno al lavoro…)

Superpiero
Superpiero

Ciao, io di solito ho uno stato di forma eccellente d’inverno, ma poi quando mi affaccio alla primavera, le gambe sono stanche e non rendo più. Non vado in affanno con la frequenza cardiaca o il respiro, ma sento che mi manca la forza necessaria per spingere. Questo inverno sono uscito senza strafare, ma complice forse l’intenso periodo lavorativo, mi sento più stanco. Hai qualche suggerimento da darmi?
Grazie

KATARRUSO
KATARRUSO

chiedo scusa se ho urtato la sensibilità o logica di qualcuno.
ma parlo di cose vissute.

la cosa migliore per me è fare 1 giorno allenamento e uno di recupero.

poi ci sono certi piani che prevedono anche 2-3 giorni di allenamento consecutivi.
in alcuni periodi; tipicamente in estate, correvo tutte le mattine 10km alle 6 di mattina.

L’overtraining l’ho avuto in un periodo di allenamento normale.
ed è proprio una brutta cosa.

ripeto l’articolo è lungo e lo devo leggere bene e con calma.
ma il bere poco è l’errore piu grosso che fanno e facciamo tutti.

e gente che vomita alle gare se ne vede spesso (gare running).

grazie

kji
kji

io ho sempre fatto nuoto 4 volte la settimana (ex agonista) e da 2 anni a questa parte ho cominciato a fare bici 2/3 volte la settimana ma in aggiunta al nuoto…non ho quasi mai un giorno di riposo e a volte arrivo veramente cotto , si sente subito se le gambe non girano o se le braccia son pesanti. I giorni NO capitano purtroppo, invece i periodi di carico/scarico devono essere comunque un minimo programmati per chi fa gare. Ma io penso che nella MTB , stare nella natura e godersi il momento di libertà magari su di un bel trail caxxuto…non abbia eguali! lasciamo fare i pro ai pro…divertirsi in bici per me è l’unica cosa che conta

KATARRUSO
KATARRUSO

mauree
07/03/2014 alle 06:54 – Rispondi
Devastazione, ma l’ipotesi di pensare prima di scrivere l’hai mai considerata?

……….. aaaaaaaaaaaaaaaaa

scusa intendevi devastazione come nome utente.
non avevo capito, pensavo fosse un’esclamazione.
il commento di devas l’ho letto oggi perche nascosto, scusa.

c’è chi in bici ci va per passatempo e piacere
e chi lo fa con un certo metodo e ovviamente con allenamenti specifici.
e ogni tanto fa delle gare.

toppare qualcosa in gara è un casino.
se quel circuito lo facevi in 10 minuti, e per caso una volta lo fai in 12 minuti è un dramma…. per qualcuno

Andreuganeo

Aggiungerei un dodicesimo errore che fanno tutti, ma proprio tutti:
non astenersi dal commettere atti impuri almeno un mese prima della gara!! 😉

gotto
gotto

Lavoro e famiglia mi consentono poco tempo libero, tuttavia per godersi la bike dobbiamo ricavarci del tempo per allenarsi (migliore è l’allenamento, meglio è la resa, maggiore è la soddisfazione). Io cerco di uscire 3 volte a settimana, non importa per quanto, basta andare. Le gambe e i cuore è uno spettacolo sentirli lavorare in simbiosi. No gare, grazie, preferisco l’ AM

 

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