Marco Toniolo, 19/03/2020

Ieri ho chiesto ai miei amici cosa notassero guardando questa foto:

È stata scattata a mille metri di altitudine sulle montagne della Valcolla, appena a nord di Lugano. La vista spazia dall’omonimo lago per arrivare alla Pianura Padana.

La prima risposta è stata “manca lo smog”, ed in effetti non si vede la classica cappa giallognola che diventa sempre più spessa più si va verso sud. Non tirando Favonio, l’unica forza che riesce a spazzarla via insieme alla pioggia, il mancato inquinamento si deve alla quarantena da Coronavirus.

Non era questa però la risposta che cercavo, bensì il cielo blu, senza strisce di condensa degli aeroplani. Le linee si intrecciano in tutte le combinazioni possibili, durante una giornata senza vento come quella di ieri, quando sarebbero state lunghissime e solo lentamente si sarebbero dissolte. Proprio al contrario di quando tira il Favonio: in quel caso le strisce sono lunghe poche centinaia di metri e spariscono pochi secondi dopo il passaggio dell’aereo.

Dalle foto non si possono sentire i suoni, e questa è stata forse la cosa che mi ha colpito di più: il silenzio.

In montagna, lontano dalle strade, siamo soliti pensare che non ci siano rumori, ma è solo perché siamo abituati a sentire il sottofondo degli aerei che passano sulle Alpi, con il lontano e costante ronzio dei loro motori. Ieri mi sono fermato alla fine della prima salita, mi sono seduto su un prato ancora giallo, e ho ascoltato il nulla. La cosa mi ha fatto paura. È come se il mondo si fosse fermato e che gli uomini fossero spariti dalla faccia della terra. Mi sono venuti in mente vari libri e film di zombie o di alieni che attaccano il nostro pianeta, e mi sono perso nei miei pensieri.

Da qualche anno, dopo aver letto World War Z, un libro che parla (con taglio giornalistico) di un virus nato in Cina che trasforma le persone in morti viventi, mi sfido mentalmente pensando a cosa farei se mi trovassi in una situazione simile. Come potrei salvare me e la mia famiglia, dove mi nasconderei? Girovagando tutto l’anno per i monti faccio mente locale a posti sperduti ed abbandonati dove nascondermi, come potrei trovare cibo e acqua, come difendermi se arrivasse uno zombie, che immancabilmente apparirebbe di notte e avrebbe le sembianze di Eddie degli Iron Maiden.

Roba catastrofica, lo so, ma sfido chiunque a non aver avuto quei cinque minuti di catastrofismo imperante guardando le strade vuote di questi giorni. La fantasia che diventa realtà? Speriamo di no. Sto già pensando a cosa fare se il virus mutasse e i positivi si tramutassero in zombie pronti a divorarmi, ma questa è un’altra storia…

Buona festa del papà a tutti.

Altri libri consigliati per il periodo
Pines (e gli altri due della trilogia)
Dark matter
Il racconto dell’ancella

 

Commenti

  1. marco:

    mi sono dimenticato di scriverlo, è una delle cose che si notano subito quando si fa un giro in mtb, anche senza virus: come le narici si aprano e appena una macchina ti passa a fianco si noti la puzza dello scarico. Di solito capita quando si deve fare un tratto su asfalto alla fine del giro.
    Si effettivamente lo smog in fondovalle non si nota più, però c'è una strana velatura fino ad una determinata quota, il sole ha uno strano alone tutto intorno, sembra che l'aria sia malata.
    In Marzo ricordo cieli molto più limpidi e azzurri prima dell'arrivo della cappa di umido estiva.
    Spero tanto di sbagliarmi.
  2. Credevo di essere il solo malato ad averci pensato, e invece... Dev'essere che "the road" mi ha segnato più del lecito... E il libro è più devastante del film.
  3. picca:

    Un po' di più forse. Ci sarà da recuperare tempo e soprattutto denaro. I discorsi da sognatori son belli, ma fini a sé stessi
    A me piace immaginare che con uno scrollone del genere a livello planetario magari un po' di teste cambieranno, e in meglio.
    Questa è una cosa più difficile da ignorare di Greta, degli incendi in Australia, scioglimento dei ghiacci e via dicendo.

    Quando tra qualche mese si tornerà alla normalità, spero che qualcuno tiri le somme della ENORME differenza positiva sulla natura di una "pausa" a livello globale di tantissime attività umane.

    Vedere IN PRATICA, e non su un modello probabilistico, quello che succede alla natura quando ci diamo una calmata potrebbe essere illuminante.

    Poi vabbè, lo capisco, sono sogni... ma se neanche si può sognare positivo
 

POTRESTI ESSERTI PERSO