[Lapierre 2014] Prime impressioni di riding della Zesty Trail ed AM

[Lapierre 2014] Prime impressioni di riding della Zesty Trail ed AM

28/06/2013
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28/06/2013

Dopo la presentazione della nuova gamma, siamo subito usciti a provare le bici. Suddivisi in gruppi, abbiamo provato a turno i vari modelli. Il primo giorno è toccato alla Zesty, nelle sue versioni Trail ed AM. Qui di seguito trovate le prime impressioni di riding.

Zesty Trail

La Zesty Trail è la proposta trail della gamma Lapierre. Ruote da 29″, 120mm anteriori e posteriori. Fox Float 32 con perno passante davanti e trasmissione XX1, ruote Easton in alluminio e gomme Nobbi Nic. La versione da noi provata è la top di gamma, con telaio in carbonio e forcella Kashima.

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Capirete bene che provare una bici del genere in bike park è piuttosto riduttivo, una bici del genere va testata in salita, su un sentiero naturale di alta montagna. Ciononostante abbiamo cercato di arrangiarci, cercando di percorrere sentieri adatti alla Zesty Trail, evitando gli spondoni ed i salti giganti che si trovano su molte piste di Chatel. Abbiamo trovato un interessante percorso ricco di radici, pendenza non eccessiva che ci è parso perfetto per capire al meglio le caratteristiche di questa trail bike da 29″.

Nonostante il bagnato e le gomme poco grippanti, la bici ci ha dato una discreta sicurezza, soprattutto sulle radici. Si nota infatti subito la facilità con cui le ruotone superano gli ostacoli, rendendo più fluida e sicura la marcia. Sui tappeti di radici, la bici mangia letteralmente tutto, non bisogna solo eccedere con la velocità ed evitare le pericolose radici oblique, cercando sempre di prenderle di taglio. Le Nobbi Nic sono infatti molto insidiose sul viscido…

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La maneggevolezza in curva ci è parsa buona, nonostante la posizione piuttosto coricata in avanti. Il movimento centrale a 345mm aiuta a tenere basso il baricentro ed il carro è corto (446mm). Se aggiungiamo un angolo di sterzo piuttosto chiuso (69°), capiamo che è proprio per questi motivi che ci siamo trovati bene anche negli stretti tornanti dei percorsi naturali, non solo negli enormi spondoni delle piste principali.

Ed in salita? Difficile dare una valutazione precisa, visto che abbiamo pedalato poco o niente. Nei piccoli strappi in salita l’impressione è di un mezzo estremamente scattante e veloce, ma siamo sicuri che la Zesty Trail dia il meglio sulle ripide salite tecniche… Peccato non aver avuto modo di provarla in queste situazioni: sarebbe stato interessante vedere anche come si sarebbe comportato l’EI:Shock su una bici da 29″.

Zesty AM

La Zesty AM, pur mantenendo lo stesso nome della versione Trail, è una bici completamente differente. La prima differenza sono le ruote, che sulla versione AM sono da 27,5″. Forcella Fox Float 32 da 150mm e lo stesso telaio della Spicy con 150mm, ma un setup dell’ammortizzatore leggermente diverso per migliorare la pedalabilità. Il telaio della versione da noi provata era in carbonio, la forcella con trattamento Kashima.

In molti hanno chiesto perchè chiamarla Zesty se ha il telaio della Spicy? In Lapierre volevano mantenere una continuità con la vecchia Zesty da 140mm che questa nuova versione va a sostituire. Da sottolineare che comunque già gli anni scorsi Zesty e Spicy utilizzavano lo stesso telaio, seppur con ammortizzatore ed escursione differenti.

Dibattiti sul nome a parte, la Zesty AM da noi provata oltre alla forcella Fox Float 32 da 150mm e perno passante, montava al posteriore l’ammortizzatore Rock Shox Monarch RT3 con EI:Shock, il sistema di regolazione elettronica delle modalità dell’ammortizzatore (blocco, piattaforma stabile, aperto) che Lapierre ha presentato l’anno scorso. Completa il montaggio di questa bicicletta il gruppo XX1, che spopola su tutta la gamma della casa francese.

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Se la Zesty Trail risulta decisamente limitata in bike park, con la Zesty AM abbiamo cominciato a divertirci di più sui percorsi di Chatel. A parte le tradizionali piste, ci siamo particolarmente divertiti sulle numerose passerelle che riempono i boschi che circondano i tracciati principali.

In discesa la bici si è rivelata piuttosto equilibrata, maneggevole, ma allo stesso tempo abbastanza stabile anche sul veloce, merito sicuramente del passo allungato rispetto agli anni scorsi. Solo sullo sconnesso la forcella perdeva un po’ il passo, colpa degli steli da 32. Buono il comportamento sui brake bumps, con una sospensione posteriore che non patisce assolutamente l’inibizione in frenata. Le ruote da 27,5″, leggermente più grandi delle tradizionali da 26″, aiutano un pochettino sulle radici, migliorando la facilità di scavalcamento degli ostacoli, ma se si aumenta la velocità risulta difficile percepire differenze rispetto ad una ruota da 26″. La maneggevolezza della bici è ottima, si gira bene in ogni situazione.

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La pedalabilità nel complesso è ottima, la bici risponde bene quando ci si alza in piedi sui pedali, caratteristica comune a quasi tutte le Lapierre degli ultimi anni. Non possiamo insomma che aspettarciun’ottima pedalabilità in ogni situazione, anche sulle salite ripide, situazione in cui la Zesty ci sembra andare piuttosto bene nonostante la forcella ad escursione fissa.

Cosa non ci è piaciuto? Forse la forcella da 32mm, non troppo rigida e precisa: sicuramente, dato il contesto di utilizzo, una forcella con steli più grossi ci avrebbe fatto comodo. A parte tutto però, con la 32 la bici rimane nel complesso piuttosto leggera, il che  è un aspetto sicuramente importante per un mezzo concepito per l’all mountain.